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ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: PANDEMIA COVID 19
parole chiave: virus, Wuhan, OMS
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Dal dicembre 2019, un virus ritenuto precedentemente sconosciuto, la sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2), ha causato una devastante pandemia. Come sappiamo la malattia causata dall’infezione da SARS-CoV-2 è stata definita COVID-19 e comporta manifestazioni cliniche che vanno dall’infezione asintomatica e subclinica alla sindrome per infiammatoria grave fino alla morte.
I fattori di rischio maggiori per l’infezione sono il sesso maschile, l’età avanzata e le co-morbilità tra cui una ipertensione preesistente, malattie cardiache, renali e polmonari, diabete, e deficit immunitari. La produzione di un certo numero di vaccini sembra aver limitato la diffusione della pandemia in maniera significativa ma esistono ancora molti dubbi sulla capacità di mutazione del virus, con ceppi più resistenti.

Una domanda ricorrente è la sua reale origine che potrebbe far comprendere meglio agli scienziati le dinamiche della sua trasmissione.
Secondo la CNN, un recente rapporto dell’intelligence statunitense ha affermato che diversi ricercatori dell’Istituto di virologia cinese di Wuhan si erano ammalati già nel novembre 2019 ed erano stati ricoverati in ospedale. Come ricorderete, un documento informativo del Dipartimento di Stato statunitense, pubblicato a gennaio dall’amministrazione Trump, aveva affermato che alcuni ricercatori cinesi si erano ammalati nell’autunno 2019 senza però specificare la gravità della loro malattia. Qualora fosse confermato, la Cina avrebbe mentito all’Organizzazione Mondiale della Sanità quando affermò che il primo paziente con sintomi simili a Covid 19 era stato registrato a Wuhan l’8 dicembre 2019.

Questa teoria non è nuova e, se comprovata, sarebbe un precedente imbarazzante per Pechino. La CNN nell’aprile 2020, aveva già avanzato questa ipotesi, una delle tante seguite dagli investigatori nel tentativo di determinare l’origine del coronavirus. Niente di fantapolitico. Non ci sono ipotesi di complotti internazionali ma di possibile mal gestione della struttura. Sempre secondo la CNN, l’intelligence statunitense sta indagando se il virus abbia avuto origine in un laboratorio a Wuhan, in Cina, e se sia stato accidentalmente rilasciato nell’ambiente. In altre parole, se qualcuno fosse stato infettato in laboratorio a causa di un incidente o di una cattiva gestione dei materiali e abbia poi infettato altri soggetti, generando la prima epidemia.

Il Wall Street Journal, il 23 maggio 2021, ha pubblicato la notizia che tre ricercatori dell’Istituto di virologia cinese di Wuhan si erano ammalati nel novembre 2019 dovendo poi ricorrere a cure ospedaliere. Questa notizia sembrerebbe sia basata su un rapporto dell’intelligence statunitense precedentemente non divulgato che potrebbe aggiungere peso alle crescenti richieste di un’indagine più completa sul fatto che il virus Covid-19 possa essere sfuggito dal laboratorio. Questa informazione di fatto va oltre l’informativa del Dipartimento di Stato, emessa durante gli ultimi giorni dell’amministrazione Trump, che affermava che diversi ricercatori del laboratorio, un centro per lo studio dei coronavirus e di altri agenti patogeni, si erano ammalati nell’autunno 2019 “con sintomi coerenti sia con il Covid-19 che con le comuni malattie stagionali”.

Il direttore del Wuhan National Biosafety Lab, Yuan Zhiming, ha dichiarato al tabloid statale Global Times una forte smentita del rapporto, e Zhao Lijian, un portavoce del ministero degli Esteri cinese, ha confutato il rapporto ed ha anche accusato gli Stati Uniti di “promuovere la teoria delle fughe di laboratorio“.
Per completezza, anche il direttore dell’intelligence statunitense, Avril Haines, ha dichiarato il mese scorso, durante l’audizione sulle minacce mondiali, che “la comunità dell’intelligence (statunitense) non sa esattamente dove, quando o come il virus Covid-19 sia stato inizialmente trasmesso“, una valutazione che non è cambiata e che ritiene che il virus abbia avuto molto probabilmente un’origine naturale, a causa di un passaggio uomo-animale. Ciò però non esclude la possibilità che il virus sia stato il risultato di una fuga accidentale dall’Istituto di Wuhan, dove sembra venissero condotte ricerche sul coronavirus sui pipistrelli.
L’opinione dell’OMS
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha condotto un’indagine sulle origini della pandemia e ha concluso in un rapporto che il rischio di un incidente di laboratorio era valutato “estremamente basso“. Il rapporto affermava che non c’era stata “nessuna segnalazione di malattie respiratorie compatibili con Covid-19 durante le settimane/mesi precedenti a dicembre 2019 e nessuna evidenza sierologica di infezione nei lavoratori attraverso lo screening sierologico specifico per SARS-CoV-2“.

Peter Daszak, uno dei ricercatori dell’OMS, ha dichiarato a febbraio 2021 che “non ci sono ancora prove che provenga da un laboratorio“, che i ricercatori cinesi testati non presentavano anticorpi relativi al Covid 19, ed il laboratorio cinese era “molto ben gestito“. Una difesa, quella dell’OMS, che è stata però criticata da Stati Uniti, Regno Unito ed altri governi perché basata su un accesso limitato a “dati e campioni completi e originali”. Va premesso che l’OMS è da tempo sospettata di essere eccessivamente deferente nei confronti della Cina, ad esempio con il ritardo dell’allarme di epidemia che ha facilitato il generarsi della pandemia.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), fondata nel 1948 ha svolto ne tempo un ruolo fondamentale nel controllo o nello sradicamento delle malattie trasmissibili e negli investimenti nella capacità di assistenza sanitaria in tutto il mondo. Tuttavia, l’OMS sta affrontando crescenti critiche internazionali sul come l’influenza della Cina abbia inciso nella risposta dell’organizzazione mondiale della Sanità all’inizio dell’emergenza COVID-19. Il direttore generale dell’OMS, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, politico etiope, oltre ad essere stato criticato per la gestione di tre epidemie di colera scoppiate durante il suo mandato di ministro della Salute in Etiopia, è stato fortemente criticato per l’assoluta incapacità nella gestione della pandemia Covid-19 ed è stato un chiaro sostenitore della risposta COVID-19 del governo cinese. Il 28 gennaio, Tedros ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. A seguito dell’incontro, Tedros ha elogiato la Cina per «aver fissato un nuovo standard per il controllo delle epidemie» e la massima leadership del Paese per la sua «apertura alla condivisione delle informazioni» con l’OMS e altri Paesi. Considerando gli stretti legami tra Etiopia e Cina da più parti sono state sollevate delle critiche alla sua direzione. |
Il caso Wuhan
Negli ultimi giorni dell’amministrazione Trump, l’ex segretario di Stato Mike Pompeo aveva ipotizzato che il virus fosse fuggito dal Wuhan Institute of Virology, e che gli Stati Uniti avevano prove che alcuni ricercatori dell’Istituto si erano ammalati nell’autunno del 2019 con sintomi simili a Covid. Secondo Pompeo, la cosa che appariva strana era che il laboratorio, dove il coronavirus era stato studiato nei pipistrelli, aveva una storia nella ricerca militare. Una delle sfide nello sviluppo di qualsiasi certezza è l’accesso al laboratorio stesso. La Cina ha ritardato l’accesso agli investigatori internazionali per mesi dopo l’epidemia iniziale, garantendo virtualmente che il laboratorio fosse stato ripulito a fondo prima che potesse essere eseguita qualsiasi analisi forense, e agli investigatori non è stato inoltre permesso di visualizzare i registri di dati originali che secondo gli scienziati sarebbero stati fondamentali per comprendere le origini del virus.
Alla fin fine, se il virus sia stato un errore di laboratorio o abbia un’origine naturale, potrebbe non essere così importante. La domanda più importante, che invece ci dovremmo porre, è se a Wuhan siano state perpetuate delle ricerche mediche per alterare un microorganismo in modo da aumentarne patogenesi, trasmissibilità o la gamma di ospiti che può infettare (Gain of Function Research). Per trovare una risposta si dovrebbe eseguire il sequenziamento genetico sui campioni originali su cui gli scienziati stavano lavorando a Wuhan. Ma questo, anche nell’ipotesi fossero stati conservati, probabilmente i Cinesi non lo permetteranno mai.
Andrea Mucedola
in anteprima … Alberto Giuliani ha fotografato i sanitari alla fine dei loro turni: dopo ore di lavoro in una guerra ineguale. Non dimentichiamolo quando tutto sarà finito … autore alberto giuliani – CC BY SA 4.0
Covid-19 San Salvatore 09.jpg – Wikimedia Commons
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