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Celacanto: un fossile vivente degli abissi

Reading Time: 4 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA MARINA
PERIODO: XXI SECOLO 

AREA: OCEANO INDIANO
parole chiave: celacanto, latimeria
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Nel 1938 un peschereccio trovò nelle sue reti uno strano pesce al largo delle coste del Sudafrica.  Gli scienziati che lo osservarono restarono sbalorditi: si trattava di un pesce considerato estinto dall’epoca dei dinosauri, il celacanto.

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I celacanti appartengono alla sottoclasse Actinistia, un gruppo di pesci con pinne lobate imparentati con i dipnoi ed alcuni pesci devoniani estinti come osteolepiformi, porolepiformi, rizodonti e il Panderichthys, un vertebrato estinto vissuto nel Devoniano, circa 380 milioni di anni fa. Si pensava che i celacanti si fossero estinti nel tardo Cretaceo, circa 66 milioni di anni fa, ma furono riscoperti negli anni ’30 al largo delle coste del Sud Africa.

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Mawsonia è un genere di pesci estinti di grandi dimensioni imparentati con gli attuali celacanti che vissero durante il Cretaceo superiore, ovvero circa 110-95 milioni di anni fa nei mari antichi. Notate la differenza nelle dimensioni, considerando che un celacanto può raggiungere i due metri di lunghezza)

La ricerca dei fossili viventi: i celacanti odierni
Iniziò così la ricerca di altri esemplari che furono rinvenuti soprattutto alle Comore e, nel 1995, anche al largo di Tulear, sulla costa occidentale del Madagascar. Di fatto questi pesci possono essere considerati una specie vincente in quanto sono riusciti a sopravvivere a molte estinzioni negli ultimi 400 milioni di anni. Per quanto di conoscenza è presente in prossimità delle coste del Sudafrica e del sud del Madagascar, in acque di profondità compresa tra i 150 ed i 400 (alcuni pensano fino agli 800 metri).

Questo stranissimo pesce ha grandi dimensioni che possono superare i due metri, con un peso di più di 90 chilogrammi e recenti studi hanno confermato che probabilmente è tra i più longevi, con una durata media di vita di oltre 60 anni. Provvisto di un corpo tozzo, ricoperto da squame robuste e da un muco che o rende viscido al tatto, può raggiungere mediamente il peso di 60 chilogrammi. Il capo presenta due occhi sensibili alla luce grazie all’evoluzione dei bastoncelli visivi (dobbiamo pensare che si tratta di un pesce di profondità). Il Celacanto ha un cervello piccolissimo, ospitato nella cavità cranica che è occupata quasi al 99% di grasso.

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Di colore blu intenso ha le pinne supportate da vere e proprie ossa, che i ricercatori un tempo avevano ipotizzato fossero utilizzate per strisciare sul fondale. In realtà possiede pinne pari sostenute da un solo asse osseo, anatomicamente omologo dell’omero e del femore dei tetrapodi.

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Queste pinne sono utilizzate esclusivamente per nuotare, peraltro in modo lentissimo, sia in avanti che all’indietro, alternando il movimento delle pinne in modo simile a quello della sequenza con cui gli altri animali provvisti di quattro arti muovono le loro zampe.

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Gli esemplari catturati avevano un colore variabile tra il bruno e il blu-nerastro cosa che, da predatori, consente una buona mimetizzazione alle alte profondità. Per comprendere meglio questa specie, un team di biologi genetisti ha analizzato ben 71 individui della costa orientale dell’Africa, esaminandone i marcatori genetici del nucleo cellulare e dei mitocondri, le “centrali elettriche” delle cellule. Si è quindi scoperto che la specie del celacanto è molto antica e risalirebbe a ben 400 milioni di anni, cosa che dimostra la sua grande capacità di adattamento.

Non solo un tipo
Ne sono state identificate due popolazioni indipendenti nelle acque del Sud Africa e della Tanzania. In particolare, i celacanti scoperti intorno alle Comore appartengono a due gruppi geneticamente distinti.

Latimeria chalumnae, fu il primo esemplare scoperto nel 1939 al largo delle coste del Sudafrica pescato a grande profondità tra una profondità di 100 e 400 metri, mentre il maggior numero di avvistamenti visivi (ottenuti durante immersioni tecniche ad alta profondità) è avvenuto fra 190 e 210 metri. Secondo, gli scienziati (Foley et alii) il limite di vita dell’animale è legato alle oscillazioni batimetriche della isoterma di 18 °C. Il suo peso medio è di 80 kg e può raggiungere i 2 metri di lunghezza. Le femmine adulte sono leggermente più grandi dei maschi.

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Celacanto Latimeria chalumnae – photo credit National Geographic 

Latimeria menadoensis, presente a nord dell’isola di Celebes (Indonesia) e scoperta solo nei primi anni duemila, della lunghezza di  1,2-1,4 metri, che vive a una profondità più superficiale, di 150-200 metri e si nutre di seppie, calamari, pesci lanterna e altri pesci di piccole e medie dimensioni.

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Celacanto Latimeria menadoensis – photo credit

Vedere, anche se solo in fotografia, dei fossili viventi è straordinario, un grande evento nella storia della scienza. Chissà quante sorprese gli oceani ci nascondono ancora nelle loro profondità.

 

 

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