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livello medio
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: RUSSIA
parole chiave: Stalin, flotta russa
Fu varato il “Programma di costruzione navale di grandi dimensioni” della durata di dieci anni che prevedeva la costruzione di navi e incrociatori da battaglia moderni che avrebbero dovuto mettere la marina sovietica in grado di competere con le piรน grandi potenze navali se non di divenire la piรน potente del mondo. Cosรฌ, in contrasto con la prima e la seconda “piatiletka” (piano quinquennale introdotto dal governo sovietico), in cui l’attenzione principale era focalizzata su mezzi e strumenti per una “guerra su piccola scala” in mare, soprattutto sommergibili, il “Programma di costruzione navale di grandi dimensioni” era invece principalmente concentrato sulla costruzione di navi e incrociatori da battaglia.
Nella versione del 1939 per il 1947 venne pianificata la costruzione di due portaerei, 15 navi da battaglia, 16 incrociatori da battaglia, 29 incrociatori,36 esploratori, 162 cacciatorpediniere, 170 torpediniere e navi scorta 290 dragamine, 441 sommergibili, 514 motosiluranti e 44 monitor fluviali per un totale di 669 unitร del dislocamento complessivo di 2,5 milioni di tonnellate. La rinata flotta del Pacifico avrebbe dovuto rappresentare quasi il 40% di questo inventario, e doveva essere messa in grado di sconfiggere i giapponesi anche in mare aperto, distruggere le loro basi e la loro flotta da pesca, occupare le isole Curili e interrompere le comunicazioni marittime giapponesi.
La Flotta del Baltico avrebbe dovuto essere messa in grado di distruggere non solo la flotta tedesca, ma anche le flotte polacche, svedesi e finlandesi e norvegesi, nonchรฉ quelle delle tre piccole repubbliche baltiche. Si prevedeva che i sommergibili sovietici fossero in grado di affondare mensilmente 120.000 tonnellate di navi mercantili tedesche, strozzando le importazioni tedesche.
La flotta del Mar Nero doveva essere in grado poter distruggere le forze navali di Italia, Romania, Bulgaria e Turchia. Per quanto riguarda la Flotta del Nord, il suo compito era di impedire alla Germania di sbarcare truppe nell’Artico e doveva interrompere le comunicazioni nemiche nel Nord Atlantico e impedire la pesca dโaltura dei paesi ostili. Non ultimo di appoggiare operazioni di sbarco e proteggere le linee di comunicazione sovietiche coi paesi neutrali. Non si trattava di studi teorici e ciรฒ รจ provato dagli sforzi effettuati per creare una adeguata industria cantieristica, basata su cinque grandi gruppi di cantieri navali e stabilimenti, tutti connessi fra loro.
caccia Besposhchadny (1936), uno dei 29 cacciatorpediniere classe Gnevny (ufficialmente noto come Progetto 7) costruiti per la Marina sovietica alla fine degli anni ’30. Completato nel 1939, fu assegnata alla flotta del Mar Nero – fonte flotta di Sebastopoli- foto di autore sconosciuto – File:Besposhchadnyy(7).jpg – Wikimedia Commons
Furono cosรฌ ammodernati e potenziati cantieri del gruppo di Leningrado (per il Baltico), del gruppo sud (a Nikolaev) per il mar Nero, e furono costruiti ex novo il gruppo orientale sul pacifico, il gruppo settentrionale nellโartico e quello centrale (gruppo fluviale), creato costruendo cantieri in tutti i centri industriali che sorgevano su canali e fiumi navigabili. Non si trattava di piccoli cantieri. Nel dopoguerra alcuni incrociatori furono costruiti su cantieri navali costruiti proprio sulle rive del Volga.
I lavori furono straordinari. Per la costruzione dei soli cantieri navali destinati a creare la flotta dellโArtico a Molotovsk (Severodvinsk dopo il 1957) furono impiegati ben 120,000 lavoratori coatti che costruirono i piรน grandi cantieri coperti del mondo (il clima non permette di lavorare allโaperto), lunghi 350 e larghi 140 metri, che potevano permettere la costruzione in contemporanea di due navi da battaglia classe Sovetskii Soyuz). Il cantiere coperto a Komsomolsk sul fiume Amur, destinato alla creazione della flotta del Pacifico, era delle stesse dimensioni e, per supportarlo e ridurre il peso delle distanze dalle aree industrializzate occidentali, fu costruita un area industriale comprendente un acciaieria e stabilimenti metallurgici e metalmeccanici.
Stalin era dietro questo sforzo e impose la sua volontร , anche con lโarresto e lโeliminazione di tutti gli esponenti della precedente dottrina operativa, anche se era ovvio che lโeconomia sovietica non avrebbe mai potuto sostenere, almeno nei tempi pianificati, la costruzione di una flotta del genere e il riarmo terrestre e aereo dato che le risorse finanziarie non erano infinite. Nel 1939 il budget della marina aveva raggiunto i 7,5 miliardi di rubli, il 18,5% di tutte le spese per la difesa e quasi il 5% dell’intero bilancio statale di 153,1 miliardi di rubli. Lโanno successivo la costruzione delle sole quattro grandi navi da battaglia della classe Sovetskii Soyuz assorbรฌ quasi un terzo del budget della difesa, assodando che tutti gli obiettivi stabiliti nel programma della grande flotta di Stalin erano irrealistici e non avrebbero mai potuto essere soddisfatti. Di fatto nessuna delle unitร maggiori impostate nel 1938 e nel 1939 avrebbe potuto essere completata senza un sostanzioso aiuto straniero anche senza lo scoppio della guerra.
Anche il “raccogliere ogni centesimo”, come diceva Stalin, non sarebbe stato di alcun aiuto dato che ai sovietici mancavano molte infrastrutture industriali di base: le loro fabbriche cannoni non potevano ancora produrre cannoni da 406mm, le caldaie per le potenti turbine a vapore non poterono essere fabbricate fino a dopo la guerra e non si sapevano produrre le sofisticate apparecchiature ottiche per il controllo del tiro. Per superare questi limiti si cercรฒ di ottenere lโaiuto straniero; gli Stati Uniti fornirono progetti e macchinari ma unโopposizione interna da parte della US Navy, impedรฌ la consegna di naviglio completo ed attrezzature sofisticate. Caldaie e turbine furono acquistati in Svizzera, macchinari e acciaio in Cecoslovacchia, tecnologia subacquea in Olanda e, indirettamente, in Germania. Per quanto possa apparire sorprendente lโapporto maggiore venne dallโItalia, collaborazione che si estese anche in campo industriale e, in seguito dalla Germania, inizialmente riluttante, dato che la Kriegsmarine era ancora memore degli ammutinamenti sulle sue navi del 1918. L’impegno tedesco divenne sempre piรน esteso fino a diventare dominante man mano che lโoccupazione di molti Paesi fornitori e la mobilitazione e il riarmo di altri impediva allโUnione Sovietica di approvvigionarsi come aveva programmato, costringendola a ridurre i piani in base a quanto la Germania poteva fornire entro il 1942.

Il Tsesarevich dopo la battaglia nel Mar Giallo il 10 agosto 1904 – http://old-album.ru/catalog/photos/foto_albomy/D1540/ – autore sconosciuto –File:Tsesarevich Postcard.jpg – Wikimedia Commons
Quando apparve chiaro, piรน voci si alzarono, anche nella Marina sovietica per sospendere almeno la costruzione delle unitร piรน impegnative, ma Stalin impose la costruzione di almeno un nucleo di grandi unitร . Anche se nella versione ridotta del piano approvata nel 1940, a guerra scoppiata e con una crescente minaccia tedesca ai confini, prevedendo di completare le sole unitร impostate, la Russia avrebbe creato una delle maggiori flotte del mondo.
A conferma delle direttive di Stalin intese a sviluppare una grande politica navale, restano le cifre del naviglio impostato tra il 1928 e il 1941, anno dellโattacco tedesco allโUnione Sovietica:
4 navi da battaglia, 2 incrociatori da battaglia, 18 incrociatori, 82 conduttori di flottiglia e cacciatorpediniere, 297 sommergibili, 55 dragamine, 36 navi scorta, 2 posareti, 17 cacciasommergibili, 19 cannoniere fluviali.
Di questi, allo scoppio della guerra, erano giร entrati in servizio 4 incrociatori, 7 esploratori, 27 cacciatorpediniere, 18 navi, scorta 30 dragamine, 210 sommergibili che si erano aggiunti alle unitร ex zariste ammodernate. Successivamente solo una minima parte delle unitร impostate potรฉ essere completata (145 unitร tra cui 2 incrociatori, 9 cacciatorpediniere, una torpediniera, 2 dragamine di squadra, 26 sommergibili e. per il resto, unitร costiere e fluviali minori), Questo fatto, assieme alle pesanti perdite subite, azzerรฒ quasi lo sforzo di ricostruzione effettuato fino al 1941.
Nelle fasi finali della guerra non ci furono grandi forniture alleate di naviglio, e furono destinate soprattutto alla flotta del Pacifico e in parte a quella dellโArtico (una vecchia nave da battaglia britannica, un vecchio incrociatore statunitense, 8 vecchi cacciatorpediniere di scorta, 28 fregate, 44 dragamine, quattro sommergibili e numerose motosiluranti e cacciasommergibili).
Fine parte II โ continua
Gianluca Bertozzi
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laureato in Giurisprudenza รจ un attento e meticoloso studioso di storia navale e aeronautica militare