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Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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La flotta di Stalin: conclusioni – parte V

Reading Time: 5 minutes

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livello medio
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: RUSSIA
parole chiave: Stalin, flotta russa

 

Tra il 1931 e la fine del 1935 l’Unione Sovietica produsse per le sue forze armate, “l’avanguardia armata del proletariato mondiale” quasi quattordicimila carri armati e tra 10.267 e 13.728 aerei militari. Un volume impressionante che superava l’ammontare di tutti i parchi mezzi corazzati e delle aeronautiche militari del mondo sommati fra loro, mezzi che in breve furono testati in Spagna e in Cina, ottenendo un riconoscimento internazionale delle loro qualità.

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pittorico della classe Borodin

Era una situazione in cui non è difficile immaginare Stalin chiedersi perché l’Unione Sovietica non poteva costruire potenti navi da guerra per sopraffare i suoi nemici. Sebbene pur importanti queste motivazioni esse non giustificano lo sforzo che effettuò in campo navale, anzi proprio il pericolo di aggressione da parte dei Tedeschi e dei Giapponesi avrebbe dovuto accelerare i programmi di potenziamento aereo e terrestre, non quelli navali (almeno non in quelle dimensioni).

Era ovvio che questi Paesi non avrebbero potuto certamente minacciare dal mare l’Unione Sovietica e nessun aumento di prestigio e peso diplomatico poteva compensare un aumento della vulnerabilità ad attacchi terrestri e aerei. Quindi, a meno di non tacciare di folle incoscienza tutta la dirigenza sovietica, in queste ipotesi manca qualcosa. Almeno uno storico occidentale lo vede diversamente. Il Comandante RV Herrick, probabilmente il più perspicace esperto americano sulla marina sovietica, considera che in questo processo divenne cruciale da parte di Stalin la valutazione degli accadimenti della guerra civile spagnola e la Conferenza navale di Londra del 1936.

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Secondo Herrick, Stalin era convinto che i diplomatici sovietici non avevano alcuna possibilità di essere ascoltati perché non avevano grandi cannoni navali dietro di loro. Stalin, come Mussolini, era convinto che erano le dimensioni delle flotte a stabilire le gerarchie delle potenze e che gli altri Paesi guardavano dall’alto in basso l’Unione Sovietica non riconoscendone il ruolo perché il potenziale della marina sovietica risiedeva esclusivamente nei suoi sommergibili costieri.

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Sh4 class MTB

Herrick riconosce correttamente l’interesse a lungo termine di Stalin di dare uno sbocco sui mari liberi alle navi da guerra oceaniche russe presenti e future piuttosto che a tenerle imbottigliati nel Mar Baltico e nel Mar Nero. Questo coinciderebbe con le ipotesi operative delineate per la flotta del 1947 che doveva essere messa in grado di affrontare e distruggere le flotte di Giappone, Germania, Italia, Svezia, Norvegia, Polonia, delle repubbliche baltiche, Turchia, Romania e Bulgaria. Tutti Paesi che era quasi impossibile che combinassero le loro forze se non per cercare di resistere a una grande offensiva sovietica volta ad assicurare il libero accesso ai mari caldi e gli oceani … un tradizionale obiettivo dell’imperialismo Russo.

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Per le forze terrestri l’ipotesi di un offensiva era contemplata
Dopo la caduta dell’Unione Sovietica sono stati rinvenuti in archivi ex-sovietici, alcune tracce di una serie di piani di battaglia offensivi stilati dall’Alto Comando Sovietico tra il 1939 e il 1941 per un offensiva contro la Germania. Tuttavia, appaiono più come indicazioni operative da sviluppare, materiale stilato in sede di alta pianificazione e di per sè questo non prova molto, ricadendo in piani di battaglia, “giochi di guerra” anche su eventualità molto remote.

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Flotta fluviale sul Volga. La Marina sovietica fu mobilitata per attraversare il Volga più volte al giorno, trasportando migliaia di truppe 

Questo valse probabilmente anche per la pianificazione navale. Tuttavia se il problema era la Germania non era certo con le Sovetskij Sojuz che si sarebbe arrivati a Berlino ed ogni tonnellata di acciaio spesa per la loro costruzione era una tonnellata in meno per le forze terrestri. Stalin resistette a ogni tentativo dello stato maggiore della marina sovietica di interrompere la costruzioni delle grandi unità. Fatto forse unico, in quanto non credo sia mai successo nella storia che un governo abbia impedito ad una marina di tagliare le costruzioni navali. Questo prova che Stalin nel 1938/39 prevedeva una guerra attorno al 1947. Del resto Hitler, nel maggio di quell’anno, assicurò a Raeder che non avrebbe avuto bisogno della Flotta prima del 1945/46. La pianificazione italiana considerava accettabile per il raggiungimento di una decente preparazione il dover attendere il 42/43 (non che avessimo alternative).

La Two-Ocean Navy Act statunitense del 1940, che riprendeva e implementava il Vinson-Trammell Act, ed il Naval Act del 1938 prevedeva di aumentare le dimensioni della US Navy del 70%, aggiungendole 257 navi pari a 1.325.000 tonnellate di dislocamento in sei anni.

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cacciatorpediniere della flotta del Mar Nero

Programmi similari con analoghe scansioni temporali erano in corso in tutte le grandi potenze navali dimostrando che nel 1938 si prevedeva possibile uno scoppio di un conflitto principale attorno al 42/43 e molto probabile lo scoppio dello stesso nel 1947. Penso che Stalin non dubitasse affatto che la guerra fosse solo una questione di quando e non di sé. Probabilmente, sulla scorta dell’esperienza diametralmente opposta della Russia e degli USA durante la Grande Guerra, Stalin pensava che in una guerra mondiale si sarebbe trovato in posizione di superiorità chi entrava per ultimo non chi vi si lanciava a capofitto per primo.

Sicuramente non aveva intenzione di attaccare nel 1941, perché avrebbe voluto dire bloccare le forniture navali tedesche vitali per completare le predilette grandi navi, ma tutt’al più nel 42/43, una volta che la Germania avesse fornito i materiali ordinati, che avrebbero potuto essere installati anche dopo lo scoppio della guerra, per completare navi utili in uno scenario post bellico o bellico qualora la guerra fosse stata al suo fianco.


Gianluca Bertozzi

 

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Bibliografia
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The Soviet Navy at the Outbreak and During the Great Patriotic War: Introduction V.N.Krasnov, e E.A. Shitikov.
The Soviet Union’s Ocean-Going Fleet, 1935-1956 di Jürgen Rohwer and Mikhail Monakov 
Stalin’ Big Fleet Program di Milan L. Hauner

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