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Nuvole, testimoni del tempo meteorologico

Reading Time: 6 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: METEOROLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Nubi

 

Mi sento come una nuvola sopra il mare azzurro e il resto ve lo racconto tra poco che sta arrivando il vento. Fabrizio Caramagna

Forse le nostre prime fantasie infantili le abbiamo fatte guardando le nuvole: chi vedendoci un elefante, chi un delfino, chi un veliero. Passano sopra le nostre teste ogni giorno, spinte dai venti, cambiando rapidamente forma e dimensione. Eppure, se le potessimo toccare, ci renderemmo conto che, a temperature positice sono costituite da minuscole goccioline di acqua, mentre a temperature di molti gradi inferiori allo zero sono cristalli. Ebbene si … tutte le nuvole sono costituite fondamentalmente dalla stessa cosa: acqua sotto forma di goccioline e cristalli che sembrano galleggiare nel cielo, regalandoci sempre emozioni.

un’incredibile insieme di nubi lenticolari

A parte farci sognare, le nuvole sono un importante indicatore dei fenomeni meteorologici connessi alla condensazione dell’umidità nell’atmosfera terrestre, causata dalle correnti ascensionali. Le nuvole o nubi attraversano i nostri cieli e possono originare fenomeni temporaleschi e precipitazioni anche importanti. 

Come si formano le nubi
La formazione delle nubi è, solo in apparenza, un processo molto semplice, dovuto alla condensazione dell’umidità atmosferica in gocce d’acqua, ed è legato all’ascesa di una massa d’aria umida e al suo successivo raffreddamento in quota (la temperatura  scende man mano che ci allontaniamo dal suolo). In pratica, quando avviene l’evaporazione di una massa d’acqua, per azione della radiazione solare, si forma un volume d’aria calda e umida che lentamente comincia a salire, essendo più leggera di quella circostante. Salendo, questa massa si espande per la legge dei gas. 

In pratica, salendo avviene una diminuzione della temperatura dovuta alla quota che causa il raffreddamento della massa d’aria fino al raggiungimento del suo punto di rugiada. Quando la massa d’aria diventa satura il vapore d’acqua condensa in goccioline d’acqua allo stato liquido formando le nuvole. Come vedremo, dalle nuvole si possono originare fenomeni meteorologici importanti come le precipitazioni.  Oggi descriveremo le tipologie delle nuvole più comuni. che, scopriremo, possono aiutarci anche a prevedere il cambiamento del tempo nei nostri viaggi per mare e per terra.

Guardiamo il cielo
La prima cosa che osserviamo guardando  il cielo è la forma delle nubi che dipende dai processi che le hanno formate e dai moti dell’aria al loro interno e nelle zone circostanti. Qundo siamo in presenza di aria umida e instabile (come in presenza di venti meridionali), le nubi crescono verso l’alto assumendo l’aspetto di cumuli e di cumulonembi, in cui la parte superiore, in rapida e continua mutazione a causa dei moti convettivi interni, una volta raggiunto il limite con la stratosfera, tende ad appiattirsi facendo assumere alla nuvola una forma caratteristica ad incudine. Nel caso vi siano masse di aria secca e stabile si avrà un innalzamento della massa d’aria più lento e le nuvole tenderanno ad avere una forma lenticolare. Per comodità suddividiamo le nostre nuvole in funzione alla loro presenza in verticale in nuvole alte, medie e basse.

Nuvole alte (16,500-45,000 piedi)

Cirri
Tra le nuvole alte abbiamo i cirri, nubi delicate e piumate composte principalmente da cristalli di ghiaccio. La loro forma esile deriva dalle correnti del vento che torcono e diffondono i cristalli di ghiaccio in filamenti, quasi pennellate.  Spesso provocano precipitazioni che, essendo situate a quote elevate, evaporano prima di giungere al suolo. Per effetto della rifrazione della luce nei cristalli di ghiaccio, i cirri possono formare degli aloni iridescenti intorno al Sole o alla Luna. Spesso sono le avvisaglie del fronte caldo di un sistema temporalesco, facendo presagire un cambiamento del tempo.

Cirrostrati
I cirrostrati sono nuvole bianche e sottili che coprono l’intero cielo come un velo. Queste nuvole si vedono più comunemente in inverno e possono causare il fenomeno dell’alone, detto anche arco di ghiaccio, attorno al sole o alla luna. Queste nuvole non fanno prevedere niente di buono, e cadute di pioggia o neve potrebbero arrivare entro 24 ore.

Cirrocumuli
I cirrocumuli sono nuvole sottili, a volte irregolari, simili a fogli. A volte sembrano pieni di increspature o costituiti da piccoli grani. Queste nuvole fanno prevedere un tempo discreto ma caratterizzato da temperature più rigide. Nelle regioni tropicali, queste nuvole sono un segno di un uragano (di un tifone, a seconda della regione geografica in cui vi trovate) in avvicinamento!

Nuvole di medio livello (6,500-23,000 piedi)

Altocumuli
Gli altocumuli hanno diversi strati bianchi o grigi irregolari e sembrano essere costituite da file di soffici increspature. Sono più bassi dei cirri, ma sono comunque delle nuvole piuttosto alte. Sono fatti di goccioline di acqua liquida, ma spesso non producono pioggia per cui non portano cattivo tempo.

Altostrati
Gli altostrati sono nuvole grigie o grigio-blu composte da cristalli di ghiaccio e goccioline d’acqua. Le nuvole di solito coprono per intero il cielo. Esso si forma quando una massa di aria calda ai livelli medi dell’atmosfera si scontra con una di aria fredda; molto spesso è un precursore di un fronte caldo in avvicinamento, ed indica che la parte centrale della perturbazione potrebbe essere molto vicina. Sono talvolta forieri di tempo cattivo.

Nembostrati
I Nembostrati sono nubi scure e grigie che sembrano svanire con la pioggia o la neve. Sono così spessi che possono oscurare la luce solare. È la classica nuvola da maltempo che porta delle precipitazioni di intensità moderata o anche abbondante che possono anche durare per più giorni, prima dell’arrivo delle schiarite, seppur non ai livelli di quelle portate dai cumulonembi, che invece sono molto spesso forieri di manifestazioni temporalesche. Il nembostrato differisce dallo strato in quanto è più spesso e origina precipitazioni e venti più forti.

Arriviamo ora alle nuvole basse (meno di 6.500 piedi)

Cumuli
I cumuli sono forse le nuvole che ci fanno fantasticare maggiormente con le loro forme di soffici batuffoli di cotone bianco che si estendono nel cielo. Presentano una tipica base piana, che inizia a formarsi a quote intorno ai 1.800 m, indicante la quota del livello di condensazione. La parte superiore, che si erge verso l’alto creando delle strutture imponenti, può raggiungere altezze considerevoli, contorta dai forti moti di convezione interna. Sono nuvole bellissime, amate dai fotografi  al tramonto. Fino a quando non crescono verso l’alto non comportano grandi problemi ma in seguito sono foriere di temporali anche violenti.

Strati
Lo strato spesso assomiglia ad un insieme di sottili fogli bianchi che coprono l’intero cielo. Questo dipende dal fatto che al loro interno mancano dei fenomeni convettivi interni. Lo spessore dello strato può variare da 15 a 800 km. Essendo così sottili, raramente producono molta pioggia o neve. A volte, in montagna o in collina, queste nuvole sembrano formare nebbie.

Cumulonembi
Queste nubi crescono nelle giornate calde quando l’aria calda e umida sale molto in alto nel cielo. Da lontano sembrano enormi montagne o torri. L’instabilità che vi si genera può portare pioggia, grandine ma anche tornado. Questo tipo di nubi si presentano prevalentemente nelle ore più calde dei mesi estivi, in quanto la sua formazione necessita di una grande quantità di energia termica.

Stratocumuli
Gli stratocumuli sono nuvole grigie o bianche irregolari che spesso hanno un aspetto scuro a nido d’ape. In condizioni di gran freddo gli stratocumuli saranno composti da cristalli di ghiaccio (nonostante la bassa quota di formazione) che possono dar origine a una caratteristica supplementare: la virga (scia di precipitazione inclinate o verticali, attaccata alla superficie inferiore della nube stessa e che non raggiunge il suolo) e aloni. Gli stratocumuli nelle località costiere subtropicali si spostano dall’oceano verso le zone interne della terraferma. 

Ci fermiamo qua … e ricordatevi di guardare le nuvole in cielo che, oltre a farci sognare, ci possono indicare il tempo che farà.

Immagini dal sito NOOA

 

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