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Nuovi ritrovamenti archeologici nell’ansa del fiume Stella mostrano la sua frequentazione sin dall’epoca romana

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA
PERIODO: XI SECOLO

AREA: ITALIA
parole chiave: Anaxum

 

Oltre 700 reperti pregiati di epoca romana sono stati riportati in superficie nel fiume Stella. L’eccezionale scoperta è avvenuta durante la quarta campagna di ricerche in ambito del progetto Anaxum, unico esempio in Italia di cantiere-scuola di archeologia subacquea fluviale, condotto dall’Università di Udine e dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia. Queste nuove scoperte si aggiungono a quelle ottenute dal 2011 e che costituiranno la spina dorsale del futuro parco eco-storico del fiume Stella.

Lungo il fiume Stella sono stati ritrovati anche i resti dell’antico ponte della via romana Annia, lungo il tratto del fiume dove il principale asse viario del Friuli romano incontrava l’Anaxum (antico nome latino del fiume), che portava alla laguna veneta e quindi al mare. Le indagini hanno portato alla scoperta di tre strutture del ponte che sorgeva sul posto e che, in base alla qualità dei resti rilevati, doveva essere di tipo monumentale.

Lo scavo di un’altra interessante struttura, individuata nella parte orientale del fiume, completamente sepolta, sembra ricondursi ad un porto fluviale o quantomeno ad una banchina per l’imbarco delle merci e passeggeri. Furono eseguite prospezioni sull’intera area e, con l’ausilio di “sorbona” e “lancia” ad acqua, furono portate alla luce importanti strutture in blocchi litici e mattoni, nonché elementi lignei delle fondazioni delle pile del ponte. Molti i reperti ritrovati sui fondali, tra cui una bilancia per beni preziosi e ceramiche d’importazione dal Mediterraneo. Di particolare importanza il recupero di uno scafo dell’XI secolo, scoperto lungo l’argine del fiume nel 2012, e considerato un unicum per i contesti fluviali rappresentando una forma di transizione tra il modo di costruire antico e quello medievale-moderno.

Le ricerche subacquee nello Stella erano durate sette settimane (da giugno ad agosto 2014), concentrandosi in un’area del sito, la  “Stella 1”. In questo tratto di fiume era stata trovata la struttura lignea lunga circa 6 metri ed una vasta zona di dispersione di reperti archeologici, solo in parte appartenenti al relitto. Nel 2014 la campagna di recupero di tutti i reperti sparsi su questo tratto del letto del fiume, iniziata l’anno precedente, ha portato al rinvenimento di oltre 3,2 tonnellate di materiale archeologico, compresi i laterizi. L’attività sta proseguendo presso il Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali nel Laboratorio di archeologia delle acque (Lada), dove è stato avviato lo studio dei reperti di alto valore informativo. Tra questi rivestono grande interesse il giogo di bilancia a bracci uguali in bronzo dorato con le tacche da semioncia per beni preziosi, e la ceramica d’importazione, che conferma l’appartenenza dello Stella alle vie d’acqua del Mediterraneo romano. Nella campagna 2014 gli archeologi hanno effettuato 164 immersioni per complessive 175 ore di lavoro sott’acqua.

Il relitto dell’XI secolo di Precenicco
L’imbarcazione era stata probabilmente riposta in un argine del fiume Stella ed è ritornata alla luce dopo mille anni. La forma dello scafo ed il sistema costruttivo utilizzati sembrano trovare parziali confronti con uno dei relitti bizantini di Yenikapı, l’antico porto di Istanbul, e con quello di Serçe Limani, sempre in Turchia. Il relitto in legno è ciò che resta di una imbarcazione ad uso fluviale e lagunare. Alcuni campioni lignei sottoposti ad analisi con il carbonio 14 hanno consentito di stabilire che lo scafo appartiene ad un’imbarcazione dell’XI secolo: una scoperta di grande interesse per il mondo dell’archeologia navale fluviale.

Lo scafo era stato individuato nel 2012 presso Precenicco nell’ambito delle attività di tutela archeologica della Soprintendenza, durante i lavori di sistemazione delle sponde dello Stella da parte del Consorzio di bonifica Bassa friulana. Il 25 agosto 2014 erano stati iniziati i lavori di scavo archeologico condotti da ArcheoLAB per riportare alla luce il relitto situato ad una profondità di circa due metri  in una zona un tempo coperta dal fiume. I resti recuperati dello scafo, nell’ottobre 2014 furono inseriti in una struttura metallica e trasportati ai magazzini del sale di Villa Ottelio, ad Ariis di Rivignano Teor, in un ambiente di proprietà della Regione Friuli Venezia Giulia. Qui è stata realizzata una vasca di contenimento per tenere il legno costantemente immerso in attesa di essere posto in un museo adeguato.

Ma quale era la sua destinazione di uso? 

Lo studio del relitto fu affidato all’Ateneo di Udine ed è stato coordinato dall’archeologo navale Massimo Capulli, docente presso l’Università di Udine e coordinatore del Progetto Anaxum. Le analisi geomorfologiche e sedimentologiche del sito furono  eseguite da Alessandro Fontana, geologo del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, e permisero di stabilire, attraverso l’analisi al carbonio 14 dei reperti, l’epoca del relitto. Si stabili con l’analisi di dati di telerilevamento  che la sponda del fiume Stella aveva all’epoca una configurazione simile all’attuale ma con un’area adiacente al letto di magra del fiume  più ampia di quasi dieci metri; proprio l’area dove è stato ritrovato il relitto. Lungo i margini dovevano esserci in epoca medievale delle modeste attività commerciali verso la laguna ed il mare. Questo potrebbe giustificare il ritrovamento dell’imbarcazione. Di fatto il rinvenimento di questo scafo apre la strada a nuove ricerche che dimostrano che il fiume Stella fu una via d’acqua importante non solo in epoca romana ma anche in epoca medievale. 

Questa tesi non è nuova in quanto durante i lavori di risanamento della chiesetta di Sant’Andrea di Chiarmacis fu ritrovato un disegno preparatorio ad un affresco rappresentante un’imbarcazione. La nave disegnata era una imbarcazione a vela, con due alberi e provvista di remi. Era probabilmente una nave ad uso militare caratterizzata dalla presenza a poppa di due governali laterali al posto del timone unico delle navi mercantili. Forse una nave dei cavalieri teutonici che proprio a Precenicco avevano una delle loro più importanti comunità da dove dirigevano i loro traffici marittimi verso la Terrasanta.

Precenicco era una piccola località con un’economia agricola e modesti traffici lungo il fiume ma era sulla strada verso il mare. Pellegrini, soldati di ogni ordine e religiosi affollarono porti ed alberghi creando sicuramente nuove necessità e commerci. Questa imbarcazione, ritrovata nell’ansa del fiume, doveva essere stata quindi impiegata per il trasporto di quelle comunità eterogenee in cammino verso la Terrasanta. Un pezzo di storia ancora poco conosciuto che potrebbe regalare nuove sorprese.

 

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