Considerazioni e documenti storici che validano il Viaggio di Amerigo Vespucci – Parte III di Piero Carpani

Piero Carpani

3 Settembre 2026
tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVI SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Amerigo Vespucci

Nella parte precedente ho accennato a come critiche sul viaggio del grande Fiorentino siano in realtà di poco spessore. In questa terza parte illustro di seguito  quali prove oggettive esistano del viaggio e quali considerazioni possano farlo ritenere valido.

Prove oggettive
I ripetuti riferimenti scritti in questa e nelle altre lettere, compreso il frammento Ridolfi, a due viaggi effettuati per la Spagna con rotta Ovest, ribadiscono che i viaggi furono due e quello sopra riassunto non può che essere il primo dei due.

I numeri, delle coordinate geografiche e delle distanze, sono stati considerati come valori assoluti e non come simboli grafici soggetti a errori di trascrizione o volutamente approssimati per motivi di riservatezza.

Le difficoltà di una corretta interpretazione di alcuni termini, anche nelle altre lettere a causa della scarsità d’informazioni. Ad esempio, l’erba verde masticata dagli indigeni di un’isola, corrisponde alle foglie di tabacco mescolate alla cenere e non, come invece teorizzato, alla coca ed è quindi pertinente all’America meridionale; il ramarro a due code, visto come un mostro immaginario e grottesco, in realtà, è il Teju, un lucertolone dalla grossa (scritta doppia) coda, che tuttora vive nell’isola Ferdinando de Noroňha.


Teju tupinambis merianae

Il tipo di messaggio, la lettera, come ben rileva lo stesso Amerigo Vespucci, non ha il valore di una relazione ufficiale ma rappresenta semplicemente un’informativa. La descrizione di questo viaggio non fornisce molti elementi geografici solo, di quando in quando, riporta la misura delle distanze coperte o la durata di qualche spostamento. Ma il Waldseemüller afferma, disegna e pubblica nel 1507 un planisfero dal titolo “Universalis cosmographia secundum Ptholomaei traditionem et Americi Vespucii alioru[m]que lustrationes” in cui il nome Parias non è attribuito all’isola di Trinidad (Venezuela), chiamata “Arcan”, ma alla Penisola dello Yucatan.

In aggiunta, sulla stessa carta, disegna un ritratto del Vespucci accanto a quello di Tolomeo, un accostamento non da poco e dovuto al fatto che grazie ai dati del Vespucci aveva potuto disegnare le coste atlantiche del continente americano dal 50 parallelo Sud al 50° parallelo Nord, riportando precise indicazioni geografiche (nomi dei capi, dei fiumi ecc.).

Dettaglio del planisfero di Martin Waldseemüller

Dettaglio del planisfero di Martin Waldseemüller con ritratto di Americo Vespucci con una vespa (a destra simbolo della casata)

Il mappamondo di Johann Ruysch (1507) riporta, sopra l’isola Spagnola un promontorio, un golfo, una penisola e un cartiglio che afferma che quei luoghi essere stati scoperti da navi del re di Spagna Ferdinando. Si noti che riporta anche la costa del Venezuela, Colombia, Guyana e Brasile mentre manca l’America settentrionale. La pone sotto l’India e non c’è l’idea di un nuovo continente. In altre parole Vespucci non ha copiato dal Waldseemüller e si è basato su dati differenti.

 

A cavallo della linea rossa del Tropico del Capricorno e sopra Spagnola: un promontorio, un golfo, una penisola e un cartiglio che afferma la scoperta spagnola.

Un documento ufficiale del Regno di Castiglia e Leon è stato completamente ignorato: si tratta della carta, disegnata dal Piloto Mayor Diego Gutierrez, a Siviglia nel 1562 per il Re spagnolo Carlo V, col titolo “America quarta parte del Mondo” con un cartiglio in cui è scritto: questa è la quarta parte del Mondo che è rimasta sconosciuta a tutti i geografi fino al 1497 epoca in cui, per ordine del Re di Castiglia, fu descritta da Amerigo Vespucci ed ha preso il nome da colui che l’ha fatta conoscere.

È una delle poche carte spagnole in cui il nuovo continente è chiamato col nome del Vespucci perché gli storici spagnoli hanno continuato a usare la denominazione iniziale e generica di Nuovo Mondo attribuitagli proprio dal Vespucci.

   

dettaglio del planisfero – 1507 – Groenlandia e Terranova. In basso: coste sudamericane

Dettaglio del cartiglio centrale in alto della carta sottostante

Diego Gutierrez -1562- Carta delle Americhe (Library of Congress Washington D.C.) con dettaglio sottostante

 

Per completezza cito alcuni cartografi che hanno utilizzato il nome America: Pietro Apiano (1520), Sim Grynaeus (1539), Sebastian Munster (1540), Guillame le Testu (1555), Gerardo Mercatore (1569), Fernao vaz Dourado (1570), Abraham Ortelius (1578), André Thevet (1580), Pietro Plancio (1584), Cornelius de Jode (1589) senza dimenticare La Sala delle Carte Geografiche, nel Palazzo Vecchio di Firenze, dove Ignazio Danti eseguì trenta dipinti cartografici di cui quattordici dedicati all’America nel periodo 1563 – 1575.

Il mappamondo, disegnato su un’intera parete, e la carta geografica dell’America, disegnata ancora più nel dettaglio sulla parete adiacente, nel palazzo Farnese di Caprarola (Vt) dipinte assieme ai ritratti di C. Colombo e di A. Vespucci, nel 1574 da G.A. Vanosio e R. da Reggio, con il nome America che campeggia nella parte settentrionale di quel continente. A Palazzo Farnese di Caprarola è rappresentato un Mappamondo che misura circa 7×4 metri (la rappresentazione dell’America misura 4×5 metri). Il ritratto di Vespucci è rappresentato sopra la porta d’accesso alla sala, di fronte al dipinto del Mappamondo. La navigazione in Internet con Google Hearth consente a chiunque di andare a vedere i territori descritti nel viaggio verificando la corrispondenza tra il racconto, l’ambiente naturale e alcune usanze ancora vive (canoe, palafitte, costumi tradizionali ecc.). Il risultato scientifico dei viaggi di Amerigo Vespucci è registrato nella carta di Martin Waldseemüller prima ricordata1. Se volete, potete utilizzare la procedura riportata al punto 1 e ripercorrere il viaggio di Vespucci su un documento stampato nel 1507 e dunque precedente a tutti gli altri viaggi spagnoli di scoperta o, per meglio dire, di esplorazione del continente americano.

Si comprende che sia il lavoro preparatorio, ossia i rilievi delle coste, sia la rappresentazione grafica dei dati, non furono lavori da poco bensì dimostrano, in entrambi i casi, l’esistenza di una precisa organizzazione e di una costante e attenta applicazione. Per disegnare, com’è stato fatto con sufficiente precisione, gran parte della costa atlantica dell’America, era necessario che qualcuno l’avesse prima rilevata e il Waldseemüller scrive, a St. Die dei Volgi, che quei dati erano stati forniti dal Vespucci. Nelle lettere non sono riportati elementi che permettano di tracciare una carta, ne consegue che doveva esserci un qualcos’altro, un libretto con la registrazione dei rilievi, a noi non pervenuto.

Notevole, a mio avviso, è notare come Vespucci scriva che l’atterraggio del primo viaggio fosse avvenuto a 16° Nord e che abbia lasciato la terra ferma, nel secondo viaggio, a 15° Nord. Questi due differenti valori spiegano perché sul planisfero di Martin Waldseemüller l’America centrale presenti un’interruzione: mancano i dati e il rilievo della costa per quelle sessanta miglia e il cartografo lasciò vuoto lo spazio relativo. Si deve rilevare anche la differente posizione dell’interruzione esistente tra la mappa e le lettere, questo conferma l’esistenza (allora) di un documento con i rilievi veritieri non, per forza, coincidenti con quelli riportati nelle lettere familiari.

Fine Parte III – continua
Piero Carpani

1 per prenderne visione è sufficiente digitare www.loc.gov accedere alla home page della Library Of Congress di Washington (USA), nella colonna a destra, Topics, cliccare su Maps & Geography e dopo su Discovery & Exploration, comparirà una pagina con la carta e le notizie a essa relative. Cliccando sulla carta saranno mostrate due differenti rappresentazioni della stessa e, scegliendone una, la pagina successiva fornirà la possibilità di determinare la profondità dell’ingrandimento (zoom in) e l’ampiezza della riproduzione (window size). A questo punto, cliccando in un punto della carta, sarà aperta una finestra centrata e definita dai parametri selezionati
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