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livello elementare
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ARGOMENTO: EDITORIALE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: COSTUME
parole chiave: distrazione mediatica, giornate celebrative internazionali
Buongiorno oggi è il 5 luglio … un giorno che non risulta nell’elenco delle giornate celebrative internazionali dedicate a temi globali come diritti umani, salute, ambiente e cultura, ricorrenze annuali proclamate da organizzazioni come ONU, UNESCO, OMS, FAO e UNICEF, talvolta nate da iniziative civili mediatiche, che si sono poi affermate nel tempo grazie alla partecipazione collettiva. L’obiettivo di queste giornate è naturalmente di sensibilizzare l’opinione pubblica per promuovere azioni concrete intese a dare un futuro migliore alle nuove generazioni. Se volete scorrerne l’elenco (facilmente ritrovabile sulla rete) troviamo un pò di tutto; ad esempio pochi giorni fa, il 1°luglio, è stata festeggiata la Giornata Internazionale della Frutta mentre il 3 luglio la Giornata Internazionale senza Sacchetti di Plastica, ottime occasioni per riflettere sull’impatto dei nostri comportamenti quotidiani sull’ambiente e promuovere alternative più sostenibili. Due bellissime giornate che sono però state intervallate, il 2 luglio, da una giornata decisamente particolare, dedicata all’argomento più gettonato dei periodi estivi. La salvaguardia delle balene? La pulizia delle spiagge? La protezione del mare e delle sue creature? No, niente di tutto questo … il 2 luglio nel mondo si è “celebrata “ la giornata degli UFO, enigmatici oggetti volanti che secondo alcuni da secoli compaiono nei nostri cieli provenendo da altri mondi o, forse, da altre dimensioni.
Perché proprio il 2 luglio di ogni anno? Si dice che la data fu scelta per onorare il misterioso e sempre più improbabile incidente di Roswell, avvenuto nel luglio del 1947, uno dei casi mediaticamente più noti sugli UFO. In realtà l’ufomania moderna incominciò qualche giorno prima, il 24 giugno 1947, quando un pilota militare, Kenneth Arnold, riportò di aver osservato nei pressi del Mount Rainier (Washington) nove strani oggetti volanti che volavano in formazione. Arnold stava svolgendo un’attività di ricerca di un velivolo militare andato disperso quando avvenne l’avvistamento e li descrisse come degli oggetti come luci intermittenti che procedevano con una rotta “irregolare” ad una velocità molto elevata.

Dopo il suo avvistamento, Arnold atterrò a Yakima (Washington), riportando, come d’uso, l’avvistamento nel suo rapporto all’Amministrazione dell’Aeronautica Civile. Forse sarebbe morta li se, sulla via di ritorno, non si fosse fermato per rifornirsi a Pendleton (Oregon) e non avesse raccontato la sua storia ad un gruppo di ascoltatori curiosi tra cui anche dei giornalisti. Anni più tardi Arnold disse ai giornalisti che “il loro moto era irregolare, come un piattino lanciato sull’acqua“, da cui fu il termine “flying saucers” (letteralmente “piattini volanti” da cui dischi volanti). Curiosamente Arnold specificò che il termine non era legato alla forma ma al movimento degli oggetti. Di fatto nel Portland Oregon Journal, Arnold li descrisse come: “Avevano l’aspetto di mezzelune, ovali davanti e convesse dietro. … sembravano dei grandi dischi piatti“. Una descrizione che si ritrova anche nella dichiarazione per l’intelligence dell’Army Air Forces (AAF) il 12 luglio, dove Arnold scrisse di oggetti simili a dei piattini: “Sembravano più larghi che lunghi, il loro spessore era circa 1/20 della loro larghezza“. Tra di essi uno dei nove oggetti era differente, più grande e con la parte posteriore dalla forma di una mezzaluna. Aggiunse poi che gli oggetti sembravano avere luci intermittenti che sembravano riflettere i raggi del sole, volando con un movimento “irregolare” e una velocità molto elevata. Arnold descrisse gli oggetti come aventi una forma piatta e simile a un disco, il che portò il pubblico e i media a coniare il termine “dischi volanti”. Questa descrizione non solo alimentò l’immaginazione del pubblico, ma guidò anche la rappresentazione visiva degli UFO per le generazioni a venire. L’evento di Arnold è considerato il momento di nascita dell’ufologia moderna, poiché per la prima volta un pilota esperto e credibile descriveva pubblicamente un incontro con oggetti volanti non identificati, scatenando un’ondata di interesse mediatico senza precedenti.

In quei giorni accadde, almeno si tramanda, un secondo evento, ancora più misterioso. Il 2 luglio del ’47, un altro evento UFO segnò i cieli del New Mexico, a Roswell . In realtà si verificò lo schianto di un oggetto volante al suolo nella notte del 3 luglio (non il 2) nei pressi del Foster Ranch di Corona, cittadina del Nuovo Messico, nella contea di Chaves, ma l’evento venne attribuito al “capoluogo”, Roswell, nonostante disti circa 120 km dal punto in cui era stato segnalato il presunto impatto. La storia, che presenta molti lati oscuri e fantasiosi, fu innescata dal ritrovamento da parte di un allevatore di bestiame locale, William Ware Mac Brazel, che dichiarò di aver rinvenuto alcuni rottami costituiti da una grande quantità di lamine, asticelle e lattice nel deserto. Dopo aver informato lo sceriffo George Wilcox lo condusse sul posto per raccogliere materiale da analizzare. L’8 luglio 1947, l’ufficio di informazioni al pubblico della Roswell Army Air Field (RAAF), nel Nuovo Messico, emise un comunicato stampa, pubblicato dal quotidiano Roswell Daily Record, in cui venine descritto il recupero di un UFO da parte del personale militare del campo, ovviamente scatenando l’interesse morboso dei media. Una dichiarazione che venne però subito smentita dall’aeronautica, che dichiarò che in realtà si era trattato di un pallone sonda. Cosa plausibile visti i resti di metalli leggeri e lattice.
Un altro evento che influenzò la scelta della giornata della celebrazione degli UFO avvenne il 19 luglio 1952, passato alla storia come l’incidente UFO di Washington DC. Questa volta il protagonista fu Edward Nugent, un controllore del traffico aereo dell’aeroporto nazionale di Washington, che individuò sette oggetti sconosciuti e non giustificabili al radar. L’evento si ripeté anche la settimana successiva, creando una vera e propria ondata di avvistamenti che coinvolse non solo operatori radar, ma anche piloti militari e civili. Non dimentichiamoci che eravamo in guerra fredda e la paura era un elemento fondamentale nel gioco delle grandi potenze. Ogni oggetto volante poteva essere pericoloso, a maggior ragione se sconosciuto. Negli anni successivi gli avvistamenti si susseguirono in tutto il mondo e, come un ritornello estivo, ogni anno le dichiarazioni si susseguono: uomini politici declamano con diverse declinazioni che è giunto il momento di dire la verità … ma quale verità?

Tra avvistamenti, rapimenti, mutilazioni umane e animali fino a fenomeni scientificamente non probabili come l’apertura di portali del tempo e dello spazio … la fantasia umana non sembra aver avuto limiti. Di fatto però nulla è stato provato né dagli ufologi né dal mondo della scienza ufficiale. Per ora, il risultato forse maggiore, ottenuto da un ricercatore turco di UFO, Haktan Akdogan, è stata l’istituzione della celebrazione dei dischi volanti, forse favorita dal rilascio nel 2020 di video militari di “fenomeni aerei non identificati” (UAP)? – assistendo di fatto da un interesse morboso verso una serie di eventi misteriosi ad un’analisi più scientifica ed investigativa di questi eventi. Nel frattempo, nuovi film stanno uscendo nelle sale cinematografiche, riscuotendo, come sempre un grande successo mediatico. Tra di essi Disclosure, sotto un certo seguito una continuazione ideale di Incontri ravvicinati del terzo tipo (Close Encounters of the Third Kind) in cui come ricorderete (mi riferisco ai boomer naturalmente) veniva narrato il primo contatto tra l’Umanità ed entità extraterrestri. Il film terminava con l’imbarco di una selezione di alcuni terrestri su una nave madre aliena.
Curiosamente nel tempo al posto della tagline “I want to believe” – ricordate il poster di Fox Mulder di X Files – in Disclosure troviamo “We deserve to know” ovvero “Meritiamo di sapere”. Un nuovo approccio mediatico per distogliere l’attenzione su problemi forse ancor più impellenti dell’Umanità? Per quelli dovremo aspettare, sic, il 21 settembre quando si celebrerà la giornata della pace e della non-violenza, e potremo ufficialmente meditare sulla realtà della porta accanto. Per ora salutiamo i simpatici omini verdi che, secondo alcuni ben informati, ci stanno solo osservando cercando di salvaguardare la pace in quel genere umano capace di fare cose incredibili ma che, dopo millenni, non ha imparato nulla dai suoi errori.
Andrea Mucedola
Ps … per i nostalgici del triangolo delle Bermude Triangolo delle Bermude, il mistero potrebbe risolversi in una bolla … di gas • OCEAN4FUTURE autore
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