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livello elementare
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ARGOMENTO: SCIENZE DEL MARE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Vespucci, Marina Militare
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Martedì 6 agosto 2024
Continua la navigazione di nave Vespucci – Vento 25 nodi dai settori poppieri con mare 2 da NWW. Gli allievi continuano il loro addestramento e, a volte, vengono effettuate delle manovre come, ad esempio, la messa a mare delle imbarcazioni, che richiedono che la nave invelata sia relativamente immobile. Questa manovra, detta panna, nei tempi antichi veniva effettuata anche per scandagliare il fondo, per prepararsi al rimorchio o semplicemente per aspettare il momento più opportuno per riprendere la navigazione. L’ammiraglio GN Piero Carpani, nel suo bel libro “Nave scuola Amerigo Vespucci 90 anni“, ci ricorda che “la panna si prende con andature di BOLINA e si ottiene facendo portare le vele di un quartiere e facendo prendere a collo le vele di un altro quartiere. Grazie all’equilibrio dei due quartieri, la nave avrà soltanto un movimento di scarroccio. Il quartiere con le vele a collo da nome alla panna. Ovvero avremo così la panna sul parrocchetto o sulle gabbie. Normalmente a bordo del Vespucci si preferisce rimanere in panna sulle gabbie. … omissis “

Il Vespucci in panna in Atlantico, foto di repertorio da Nave Scuola Amerigo Vespucci 90 anni di Piero Carpani
Mercoledì 7 agosto 2024
Navigazione regolare, continuano le esercitazioni marinaresche in mare. Tra i tanti strumenti di bordo abbiamo il barometro, uno strumento nautico che misura la pressione locale e può aiutare a prevedere l’andamento meteorologico in mare. Fu scoperto nel XVII secolo da un brillante matematico italiano, Evangelista Torricelli, allievo di Galileo Galilei che si accorse che in un tubo di vetro chiuso ad un’estremità e aperto dall’altra, riempito di mercurio, posto verticalmente in una vaschetta, anch’essa contenente mercurio, quando la pressione dell’aria aumentava il livello di mercurio all’interno del tubo aumentava. Qualora la pressione diminuiva avveniva il contrario ovvero il livello diminuiva. Questo comportamento poteva essere quindi usato per effettuare una misurazione precisa ed istantanea della pressione atmosferica. In pratica Torricelli aveva compreso che era il peso dell’atmosfera a causare lo scorrere del mercurio nel tubicino e lo strumento da lui inventato fu chiamato, in suo onore, barometro torricelliano. Osservando gli spostamenti dei livelli nella colonnina si potevano quindi prevedere con molta precisione cambiamenti significativi del tempo come l’arrivo di temporali o del bel tempo. Gli allievi sanno che l’arrivo di aria più fredda, legata al passaggio di un fronte freddo, fa aumentare localmente il peso della colonna d’aria e quindi la pressione al suolo, mentre quello di aria più calda (essendo più leggera) la fa ovviamente diminuire, cosa che avviene al passaggio di un fronte caldo.

barometro aneroide, XX secolo – Wikimedia Commons
A bordo del Vespucci troviamo un tipo di barometro diverso, il barometro aneroide, costituito da una piccola cella di metallo con una molla contenuta in una scatola metallica, circondata da una lega metallica di rame e berillio. Man mano che la pressione dell’aria all’esterno della cella cambia, la molla all’interno si espande, o si contrae, e questi movimenti fanno muovere una lancetta posta sul quadrante frontale del barometro indicando la variazione di pressione. Sarà la variazione dell’indice, in crescita o in decrescita, ad indicarci se stiamo andando verso il tempo buono o cattivo.
Giovedì 8 agosto 2024
Navigazione regolare, continuano le esercitazioni marinaresche in mare. Gli allievi si raccontano le esperienze dell’ultima sosta e alcuni hanno osservato uno strano fenomeno lungo la riva delle spiagge hawaiane: il fenomeno della bioluminescenza, magico ed ipnotico con le sue suggestive strisce di luce che seguono i movimenti delle onde. Un fenomeno conosciuto sin dall’antichità e ritenuto legato a spiriti divini. Oggi sappiamo che sia in terra che in mare esistono alcuni organismi che emettono luce convertendo l’energia chimica di alcune loro cellule in energia luminosa. Il principio alla base della bioluminescenza è lo stesso di quello della chemiluminescenza, in cui alcune molecole, in uno stato elettronico eccitato, emettono energia sotto forma di radiazione luminosa (fotoni), tornando poi allo stato fondamentale.

Dinoflagellati bioluminescenti (Lingulodinium polyedra) che illuminano un’onda che si infrange su una spiaggia – autore Mike – Dinoflagellate bioluminescence 2.jpg – Wikimedia Commons
Al di là degli aspetti scientifici il fenomeno venne osservato durante i conflitti bellici perché campanello di allarme della presenza di nuotatori nemici in prossimità delle infrastrutture portuali o degli scafi. Principalmente questo fenomeno è causato dalla Noctiluca (Noctiluca miliaris o Noctiluca scintillans), un’alga fitoflagellata gelatinosa che di giorno colora di rosso le acque mentre di notte si illumina vistosamente rischiarando la scia delle imbarcazioni e … dei subacquei. Quando numerose queste alghe producono uno spettacolo naturale di rara bellezza.
Venerdì 9 agosto 2024
Navigazione regolare, continuano le esercitazioni marinaresche in mare. A bordo vengono descritti i componenti dell’ancora, ovvero di quello strumento terminale di un ormeggio (effettuato con cavo o catena) che consente ad una nave di “ancorarsi” ovvero di mantenersi ferma e sicura nelle rade e nei porti. Una nave può possedere ancore diverse che consentono una maggior efficienza nell’ancoraggio in funzione del tipo di sedimento nel fondale del luogo prescelto per l’ancoraggio. In generale, un’ancora si compone di un Fuso, un fusto metallico di forma generalmente cilindrica che porta in testa un ceppo ed il foro per il maniglione d’attacco alla catena e, in basso, una parte chiamata diamante da cui si dipartono due bracci. Questi possono essere fissi o articolati e sono chiamati comunemente marre. Le due marre (una per lato) sono a forma di lancia per favorire la presa sul fondale. In terminologia marinaresca si parla di orecchie per indicare le parti sporgenti laterali e di unghie per le parti appuntite più estreme. Nella parte più estrema del ceppo vi è un foro attraverso il quale passa un maniglione costituito da un semplice ma robusto anello metallico detto cicala. il maniglione della cicala non va confuso con quello della catena al quale si congiunge. Una curiosità: Nave Vespucci ha in dotazione a prora tre grandi ancore: una sul lato di sinistra e due su quello di dritta.

particolare dell’ancora di sinistra di nave Amerigo Vespucci durante una sosta ad Haifa, Israele, 2011 – autore Hanay Amerigo Vespucci ship, in Haifa (25).JPG – Wikimedia Commons
Sabato 10 agosto 2024
Navigazione regolare, continuano le esercitazioni marinaresche in mare. Abbiamo parlato di ancore ed abbiamo accennato che possono differire in funzione del tipo di sedimento marino. La scelta di un punto di ancoraggio sicuro è ben altro che banale. Un buon marinaio deve consultare la documentazione nautica (portolani e carte nautiche) per stabilire le aree di ancoraggio più sicure e idonee. Questo procedimento era noto anche agli antiche che consultavano dei documenti detti portolani che segnalavano i diversi tipi di sedimenti. In fase finale, il navigatore faceva prelevare un campione dell fondo con uno scandaglio, verificando così l’idoneità del sito per l’ancoraggio. In generale esistono diversi tipi di fondali che vengono studiati nei corso di oceanografia dagli allievi di Stato Maggiore.

Sul fondale oceanico di dura roccia basaltica, si deposita uno strato di particelle sciolte di profondità variabile che viene definito sedimento del fondo marino, composto principalmente da materia organica e inorganica che fornisce i nutrienti necessari agli animali e alle piante marine. Da un punto di vista geologico questi sedimenti possono essere denominati in base alle dimensioni o secondo la loro fonte di origine. Nel primo caso, partendo da quelli di minore dimensione, si va dalle argille, limo, sabbia, ciottoli, a rocce distinte di sempre maggiori dimensioni. Il sedimento può avere differenti origini: biogeniche (costituite da particelle di organismi morti come coralli, conchiglie di molluschi e gusci di plancton microscopici), chimiche ovvero derivanti dai processi chimici nell’acqua di mare (come i noduli di manganese e i carbonati) e terrigene, particelle trasportate dal vento o dall’acqua che si vanno a depositare sul fondale marino come sedimento. Un tipico esempio sono i fanghi che sono costituiti da argille e limo in diverse percentuali.
Domenica 11 agosto 2024
Navigazione regolare, continuano le esercitazioni marinaresche in mare. Oggi sono terminate le Olimpiadi 2024, svolte a Parigi. L’equipaggio non ha potuto assistere a tutti gli eventi sportivi in quanto non sempre la nave si trovava in prossimità della costa. Parlando di Olimpiadi, voglio ricordare la partecipazione di Nave Vespucci, nel ruolo di temporaneo tedoforo, alle diciassettesime Olimpiadi dell’era moderna che furono svolte a Roma nell’estate del 1960. La nave, dopo aver trasportato la fiamma olimpica, si trasferì a Napoli, fornendo la sua autorevole presenza alle gare veliche olimpioniche.

il tripode che ospitò la fiamma olimpica nella traversata verso Siracusa – da Nave Scuola Amerigo Vespucci 90 anni di Piero Carpani
La storia merita di essere raccontata, specialmente in un epoca in cui il significato della competizione olimpica viene talvolta manipolato dagli organizzatori facendo perdere molte delle caratteristiche di universalità e inclusività dei Giochi olimpici moderni ideate da Pierre de Coubertin nel 1913. Senza entrare in polemiche inutili, nell’agosto 1960 Nave Amerigo Vespucci fu incaricata di trasportare il “sacro” fuoco olimpico dal porto di Falero (Grecia) a Siracusa da dove sarebbe proseguita via terra. Nave Vespucci si sarebbe dovuta poi trasferire a Napoli per tutto il periodo dei giochi velici. In breve, il fuoco acceso a Olimpia arrivò il 12 agosto con una staffetta di tedofori a Pyrgos, Patrasso, Corinto, Megara, Eleusi e Atene, proseguendo per il porto di Falero il 13 agosto dove, ad attenderla, sostava nave Amerigo Vespucci.

il tripode sul cassero acceso durante la traversata – da Nave Scuola Amerigo Vespucci 90 anni di Piero Carpani
Per l’occasione un tripode fu installato sul cassero del Vespucci, lontano da tutte le manovre infiammabili di bordo, e la nave partì immediatamente per Siracusa dove arrivò il 18 agosto. La fiaccola olimpica venne sbarcata presso la fonte Arethusa da dove subito iniziò una nuova staffetta (il primo tedoforo fu l’arbitro di calcio internazionale Concetto Lo Bello). La fiamma raggiunse poi Messina dove, tramite elicottero, raggiunse il continente e proseguì per Roma.

Concetto lo Bello riceve a Siracusa la fiaccola trasportata da Nave Vespucci, 18 agosto 1960
Concetto Lo Bello – Fiaccola Olimpica.jpg – Wikimedia Commons
Tra gli atleti partecipanti a quei giochi olimpici il comandante Agostino Straulino, ex uomo gamma della decima MAS durante la guerra, che, in coppia con Carlo Rolandi, gareggiò nella classe Star con l’imbarcazione Merope IIl, classificandosi poi quarto al termine di sette regate. Cinque anni dopo, il comandante Straulino al comando dell’Amerigo Vespucci tornò a Napoli e gareggiò nella classe 5.50 con l’imbarcazione Grifone (insieme a Bruno Petronio e Massimo Minervini), aggiudicandosi il campionato mondiale 1965 per la stessa classe. Una curiosità: la fiaccola olimpica del 1960 è ancora conservata su nave Vespucci, nell’andito di accesso alla Sala Consiglio.
Lunedì 12 agosto 2024
Navigazione regolare, continuano le esercitazioni marinaresche in mare. In oceanografia, quando si parla di circolazione delle masse d’acqua, l’Oceano Pacifico si suddivide in due volumi d’acqua indipendenti che si incontrano all’equatore: l’Oceano Pacifico settentrionale e l’Oceano Pacifico meridionale. Nave Vespucci sta navigando nella parte settentrionale che si trova a nord dell’equatore e che si estende dalle coste orientali dell’Asia alle coste occidentali del Nord e Sud America (fino all’Equatore) e, verso Nord, fino alla regione artica. Osservandolo verticalmente si nota una stratificazione termica: le acque profonde, (circa l’80% del volume dell’oceano) sono molto fredde (circa 3,5 °C), con temperature stabili mentre nella zona superficiale, fino ad una profondità di circa 300 metri, la temperatura subisce variazioni notevoli.

Immagine del tifone Hagupit (detto anche Ruby), il secondo ciclone tropicale più intenso del 2014, che causò danni per oltre 114 milioni di dollari nelle Filippine (con 18 decessi e oltre 900 feriti) – Autore The National Oceanic and Atmospheric Administration, NCDC – Fonte di riferimentohttp://www.class.ncdc.noaa.gov/saa/products/welcome Hagupit Dec 04 2014 0100Z.png – Wikimedia Commons
Per quanto concerne l’influenza climatica, nel Pacifico del Nord ci sono notevoli differenze tra le regioni orientali ed occidentali a parità di latitudine. In particolare, come abbiamo visto in altri articoli su Ocean4future, le aree tropicali e subtropicali dell’Oceano Pacifico sono periodicamente influenzate dalle oscillazioni meteorologiche note come El Niño e La Niña Southern Oscillations che provocano processi di riscaldamento e raffreddamento delle acque oceaniche superficiali della zona sud-est delle Hawaii e, di conseguenza eventi meteorologici a volte estremi sul continente americano. In particolare, il surriscaldamento delle acque provoca dei cicloni tropicali, come gli uragani del Pacifico, che talvolta colpiscono le coste messicane e gli Stati Uniti principalmente tra giugno e ottobre, ed i tifoni che si formano nella zona nord-occidentale del Pacifico e colpiscono violentemente il sud-est asiatico da maggio a dicembre. Una meteorologia interessante che viene attentamente monitorata dagli stati del Pacifico con catene di allarme organizzate. Ne riparleremo.
Andrea Mucedola
in anteprima l’ancora sul fondo – credit Carlo Mari
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