Ancora sui battelli fusiformi di Ross Winans e figli – parte III

Aldo Antonicelli

6 Giugno 2024
tempo di lettura: 5 minuti

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livello medio

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE

PERIODO: XIX SECOLO
AREA: STATI UNITI
parole chiave: cigar boats
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Come abbiamo raccontato precedentemente, il cigar-boat di Ross Winans, dopo le prime prove che ne evidenziarono alcuni difetti, tra cui il grande attrito prodotto dall’enorme elica centrale e dall’anello che la circondava ed univa le due sezioni dello scafo e la tendenza dello scafo a flettersi nella parte centrale, rimase inutilizzato.

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Viste in sezione del Walter Winans. Fonte: Publication industrielle des machines, outils et appareils ; sito web Arts et Métiers, Bibliothèque patrimoniale numérique.

Il figlio William che da molti anni gestiva insieme al fratello maggiore Thomas l’azienda creata in Russia per la costruzione di materiale ferroviario (impresa che li rese milionari) a luglio del 1861 propose al governo russo di realizzare battelli dallo scafo fusiforme che avrebbero potuto essere utilizzati come cannoniere. William eliminò però la grande elica centrale e adottò una più convenzionale elica posteriore collocata al di sotto dello scafo.

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Profilo e pianta del Ross Winans; come si vede l’incisione pubblicata da The Engineer non riporta la forma della parte immersa dello scafo. Fonte: The Engineer, 29 aprile 1864.

Un battello sperimentale, del quale purtroppo non esistono disegni o fotografie, fu costruito in un cantiere di San Pietroburgo alla fine del 1862; un secondo esemplare fu probabilmente realizzato nel 1865, quando William Winans aveva ormai lasciato la Russia per stabilirsi definitivamente in Gran Bretagna, ma il Comitato tecnico delle costruzioni navali della Marina giudicò i risultati delle prove insoddisfacenti e il progetto non ebbe seguito.

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Il secondo battello era lungo 21 m e largo 2,5 m; il timone sporgente al disotto dello scafo aumentava notevolmente la resistenza all’avanzamento e era esposto al rischio di toccare il fondale e danneggiarsi in acque basse.

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L’Atlas du Génie Maritime della Marina francese ha una tavola dedicata al Ross Winans: riporta però solamente in modo estremamente sommario la sistemazione dei carbonili e delle caldaie.

Contemporaneamente i fratelli Winans avevano fatto costruire a Le Havre dalla azienda metallurgica Nillus et fils un nuovo piccolo battello a sigaro che aveva dimensioni simili a quelle del battello costruito in Russia, 21 m di lunghezza, 2,75 m di diametro e 33 t di stazza, ed era propulso da una macchina della potenza di 25 cv..

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Il varo del Ross Winans. Fonte Frank Leslie’s Illustrated Newpaper, 7 aprile 1866

Di questo battello esistono le dettagliate sezioni longitudinali e trasversali diffuse dalla ditta costruttrice. L’apparato propulsivo originale era molto peculiare: consisteva in due grandi eliche semisommerse poste una a ciascuna estremità dello scafo sull’asse longitudinale e in quattro eliche più piccole, due per ogni estremità, collocate affiancate nella parte inferiore dello scafo.

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Il Ross Winans in navigazione in un dipinto di Thomas Goldsworth Dutton – Fonte: https://www.meisterdrucke.ie/…/Thomas…/1498977/.html

Il complesso delle eliche era azionato da una unica macchina alternativa a due cilindri disposti a V che era collocata a centro nave e azionava un asse centrale. Tramite accoppiamenti ad ingranaggi l’asse centrale metteva in rotazione sia gli assi delle eliche laterali che quelli delle eliche assiali. Poiché il battello poteva muoversi in entrambe le direzioni era dotato di due timoni, uno a prua e uno a poppa, disposti subito prima delle eliche laterali, il cui asse verticale attraversava l’intero scafo.

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Sezione trasversale con il “ballast engine”. Fonte The Engineer 9 marzo 1866

Sulla parte superiore dello scafo era collocata una sovrastruttura longitudinale che supportava una passerella che era collegata all’interno dello scafo tramite boccaporti cilindrici verticali. Alle due estremità della passerella era poste le due ruote orizzontali dei timoni. Il battello fu varato a gennaio del 1866 e fu battezzato Walter Winans; dopo qualche navigazione di prova, i Winans fecero rimuovere sia le eliche centrali che quelle laterali e i rispettivi assi in modo da ricavare degli spazi per accogliere qualche passeggero e le sostituirono con un’unica elica assiale posta inferiormente alla sezione di estrema poppa dello scafo.

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Il Ross Winans all’ormeggio a Portsmouth nel 1878 Fonte: Historic England

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Un’altra fotografia non datata del Ross Winans all’ormeggio a Portsmouth. Come nella fotografia precedente la sovrastruttura è priva dei fumaioli (che non erano retrattili) e delle grue a perno delle scialuppe e lo scafo è privo delle eliche, per cui è probabile che il battello fosse ormai in completo disarmo. Fonte: South West image Bank – PD/19 William Gilhen Collection, 1890s – 1930, RefNo PD/19/80.

Con questa configurazione nel corso di un viaggio da Le Havre a New Haven e da Brighton a Gravesend il battello attraversò la Manica e sviluppò una velocità media di 10,5 nodi. A detta dei passeggeri, il rollio era a mala pena percettibile. Il battello era destinato solamente a prove ed esperimenti finalizzati alla realizzazione di un esemplare di ben maggiori dimensioni e poco si sa della sua attività; è segnalato in un articolo pubblicato dal sacramento Daily Union del 12 dicembre 1873 dedicato al battello che i Winans avevano fatto costruire nel 1866 in Gran Bretagna; nell’articolo si accenna anche ad un altro loro battello chiamato Walter Winans che in quell’epoca si trovava nel porto di Portsmouth e intraprendeva frequenti viaggi lungo la Manica.

Mentre veniva costruito il Walter Winans, già da due anni i Winans avevano avviato la realizzazione di un altro battello molto più grande che battezzarono Ross Winans e avrebbe dovuto essere adibito a loro yacht personale.

Fine Parte III – continua

Aldo Antonicelli

PARTE I PARTE II PARTE III

PARTE IV PARTE V 
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