Progetto Ghost Fleet Overlord: le grandi navi fantasma della USN

Redazione OCEAN4FUTURE

26 Ottobre 2021
tempo di lettura: 4 minuti

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: MARINE MILITARI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: STATI UNITI

parole chiave: Ghost fleet overlord project

.
Lo Strategic Capabilities Office (SCO) del Pentagono, in collaborazione con la Marina degli Stati Uniti, continua a mettere a punto il suo programma sulle cosiddette “navi fantasma”, chiamato Ghost Fleet Overlord. Questo progetto risale al 2017 e mira a realizzare nei prossimi anni delle navi totalmente autonome (USV Unmanned Surface Vessel), in grado di trasferirsi seguendo rotte prestabilite ma anche di manovrare in caso di necessità, per evitare situazioni pericolose, per arrivare in un prossimo futuro a compiere missioni operative militari senza equipaggio.

Al momento sono stati realizzati due prototipi, il Ranger ed il Nomad, entrambe ex navi commerciali, già progettate con alti livelli di autonomia per essere utilizzate dall’industria petrolifera e del gas con un piccolo equipaggio a bordo. Le due unità, nel 2020 hanno dimostrato di essere in grado di passare dalla modalità controllata dall’Uomo (nello stretto di Panama) ad una completa indipendenza su rotte prestabilite.

In particolare, il Pentagono ha comunicato che anche Nomad si era trasferito con successo percorrendo oltre 4.000 miglia nautiche dalla costa del Golfo a San Diego, con il 98 percento del viaggio effettuato in modalità autonoma. In pratica Nomad è stato smistato in modalità manuale solo durante il transito del canale, gestito da un equipaggio ridotto che era stato mantenuto a bordo durante il transito solo per motivi di sicurezza. Durante il transito, i tecnici della SCO hanno collaborato, in un centro operativo sito in California, a stretto contatto con i marinai del SURFDEVRON per insegnargli a monitorare le navi e coordinare il traffico in prossimità.

La tecnologia impiegata nel progetto Ghost Fleet Overlord,  omen nomen, è in realtà ancora segreta perché destinata a navi che diventeranno in futuro dei veri e propri sistemi d’arma, robot in grado di effettuare in maniera autonoma missioni militari senza equipaggio per mare. Ovviamente, per motivi di sicurezza, non sono state dichiarate le aziende che partecipano al progetto. La Marina degli Stati Uniti (USN) e lo Strategic Capabilities Office (SCO) del Pentagono stanno sfruttando le lezioni apprese nelle attività precedenti ed inserendo Ranger e Nomad nelle esercitazioni della Flotta. Con il progredire del programma sono state apportate modifiche alle due navi originali. I ponti sono stati in qualche modo riconfigurati per facilitare l’installazione di nuovi payload, sono stati aggiunti nuovi radar e sensori e aumentata l’autonomia. Tutti questi miglioramenti verranno incorporati nella due ulteriori navi autonome che la Marina statunitense sta acquistando in proprio. In particolare, questa seconda coppia, ora in costruzione, dovrebbe essere disponibile nei primi mesi del 2022 (secondo USNI News, nell’anno fiscale 2023) e, dopo aver completato le prove di accettazione, sarà consegnata al Surface Development Squadron 1 (SURFDEVRON 1) che, come accennato, sta supervisionando con SCO i test di integrazione con al flotta.

Luis Molina, vicedirettore di SCO, dichiarò ai giornalisti che i trasferimenti delle due navi, dal Golfo del Messico alla costa della California, erano pianificati come parte di una serie crescente di eventi non solo per dimostrare che gli USV funzionano, ma che potevano essere in grado di operare in attività militari. Nei prossimi mesi Ranger e Nomad saranno impiegati in mare per testare nuovi miglioramenti ai controlli di autonomia ed ai sistemi di piattaforma, meccanici ed elettrici (HM&E) per verificare il loro impiego quando integrati in una formazione navale militare. 

Al fine di ottenere una scalabilità della capacità in una lotta tra pari, faremo affidamento su sistemi senza equipaggio per aumentare i nostri sistemi di bordo ed estendere la nostra portata e la nostra percezione dell’ambiente operativo, e quindi miriamo a utilizzare questo periodo di tempo per dimostrare alcune operazioni di carico utile e alcuni sistemi di rilevamento per essere in grado di migliorare i set di missioni della Marina”, ha aggiunto Molina.

Sebbene la USN abbia intenzione di imbarcare su questo tipo di unità autonome missili ed altre armi, la tipologia scelta non è ancora stata approvata per cui sono stati installati solo dei carichi che ne simulano l’ingombro.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è damn-blitz-2021-eod-ghost-fleet-1024x683.jpg

Sommozzatori dell’unità mobile 1 (EOD 1) della USN con EOD canadesi e neozelandesi mentre conducono immersioni notturne durante l’esercitazione anfibia Dawn Blitz, un’esercitazione della 3a flotta degli Stati Uniti e dal 1 Marine Expeditionary Force che comprende la pianificazione ed esecuzione di operazioni anfibie complesse – Autore foto specialista di comunicazione 2a classe Joshua Scott New Zealand Defence Force20130101 WN A0000000 0001 – Flickr – NZ Defence Force.jpg – Wikimedia Commons

Un primo impiego sul campo
Dopo essere arrivata sulla costa occidentale degli Stati Uniti, la Ghost Fleet Overlord USV ha partecipato all’esercitazione Dawn Blitz 2020 con la Marina e il Corpo dei Marines,
dimostrando con successo di essere in grado di conformarsi alle normative internazionali per la prevenzione delle collisioni in mare, mantenendo nel contempo le posizioni assegnate, e la capacità di ricollocarsi negli scenari assegnati. Era la prima volta che i due prototipi interagivano con unità reali della flotta durante un’esercitazione in mare.

Molina ha riferito a Defence News che “i sistemi di controllo a bordo della nave sono un pò più complessi, quindi è importante automatizzare la funzionalità di quei sistemi più complessi e migliorare l’affidabilità per consentire quelle missioni a lungo raggio. Quindi la navigazione in mare aperto, la gestione e la pianificazione del percorso in mare aperto [norme per la prevenzione delle collisioni], i sistemi C4I che hanno una portata molto più lunga di quella che abbiamo fatto tradizionalmente, e quella complessità HM&E – queste sono alcune delle cose che sono importanti da imparare.

Sotto un certo aspetto l’ipotesi di avere navi militari completamente autonome ed armate per mare è alquanto inquietante … e il nome Ghost è decisamente appropriato. Saranno pienamente integrate nel 2023 e vedremo cosa ci riserverà il futuro.

 

in anteprima USV Ranger durante esercitazione RIMPAC 2022 – autore U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 1st Class Tyler R. Fraser Overlord USV Ranger participate in RIMPAC2022.jpg – Wikimedia Commons

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

,

PAGINA PRINCIPALE

(Visited 601 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Share
Traduci l'articolo nella tua lingua
error: Content is protected !! ATTENZIONE Il contenuto è protetto - Per eventuali autorizzazioni contattare la redazione all'indirizzo infoocean4future@gmail.com