La VII flotta della USN ha svelato i risultati dell’inchiesta sull’incidente del USS Connecticut

Redazione OCEAN4FUTURE

7 Novembre 2021
091117-N-6720T-373 PACIFIC OCEAN (Nov. 17, 2009) ñ USS Connecticut (SSN 22) steams through the Pacific Ocean after participating in a 26 ship formation photo exercise. George Washington, the Navyís only permanently forward-deployed aircraft carrier participated in a photo exercise which was the culmination of ANNUALEX 21G, the largest annual bilateral exercise with the U.S. Navy and the Japan Maritime Self Defense Force. (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist Adam K. Thomas/RELEASED)
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: MARINE MILITARI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO

parole chiave: USS Connecticut, USN

 

La notizia di un nuovo incidente subacqueo ad un sottomarino d’attacco nucleare della Marina degli Stati Uniti ha fatto il giro del mondo. Inevitabilmente sono iniziate le supposizioni più ardite: da uno scontro con un battello o un drone cinese, in un’area oceanica in cui la tensione è decisamente alta, a quelle più semplici ovvero l’urto del battello contro una montagna sottomarina.

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Seawolf-class fast-attack submarine USS Connecticut (SSN 22) in transito nel Pacifico durante l’esercitazione ANNUALEX 21G, un’esercitazione bilaterale della U.S. Navy e il Japan Maritime Self-Defense Force – autore Adam K. Thomas, U.S. Navy
USS Connecticut (SSN-22).jpg – Wikimedia Commons

Le dichiarazioni ufficiali hanno chiarito da subito che il sottomarino USS Connecticut mentre era in attività di pattugliamento in acque internazionali nel Mar Cinese Meridionale, aveva subito un urto che, fortunatamente, non aveva avuto serie conseguenze. Il sottomarino a propulsione nucleare era ancora pienamente operativo e undici marinai erano stati feriti a seguito dell’incidente. In particolare, due marinai hanno riportato ferite moderate e altri nove (alcune fonti hanno parlato di dieci) hanno riportato ferite lievi come graffi e lividi, ma tutti sono stati trattati a bordo del sottomarino.

In una breve dichiarazione che fornisce pochi dettagli sull’incidente accaduto, il comando della VII flotta degli Stati Uniti, di base nel Pacifico, ha dichiarato che il USS Connecticut dopo l’incidente è rimasto in “condizioni sicure e stabili” e che l’impianto di propulsione nucleare del sottomarino non è stato interessato. Il battello si è poi diretto navigando in superficie verso il porto di Guam per eseguire le riparazioni necessarie. Sulla causa i funzionari hanno detto che non erano ancora chiare le cause della collisione  ma che non si trattava di un altro sottomarino. Tra le ipotesi il relitto di una nave affondata, un container perso in mare o un altro oggetto sconosciuto. Il 1 novembre un nuovo rapporto della 7a Flotta degli Stati Uniti ha comunicato che il sottomarino avrebbe urtato una formazione rocciosa sottomarina sconosciuta. Un evento che non sarebbe il primo in quelle acque. Nel 2005, il sottomarino d’attacco nucleare USS San Francisco urtò con violenza una montagna sottomarina, accartocciando la sua prua e causando il ferimento di 137 membri dell’equipaggio, incluso uno che in seguito si rivelò fatale. Quel giorno, l’8 gennaio 2005, l’USS San Francisco si trovava a circa 360 miglia a sud-est di Guam, viaggiando ad una velocità di circa 30 nodi. Le carte nautiche utilizzate dall’equipaggio della nave non riportavano nessun ostacolo sommerso. Di fatto, il battello nucleare urtò frontalmente un pinnacolo sottomarino. Fortunatamente nonostante si fosse imbattuto su una roccia alla velocità di 30 nodi ed a una profondità di 525 piedi, il San Francisco non affondò, e non ebbe nessun danno o malfunzionamento del reattore. Ancora più incredibilmente, il sottomarino fu in grado di dirigersi in porto alla base dell’isola di Guam.

Cosa è successo all’USS Connecticut?
Dalle immagini disponibili in rete, non sembrano esserci danni importanti assolutamente al Connecticut (o all’altro sottomarino, se è per questo), né esiste alcun tipo di infrastruttura di supporto intorno ad un’area del sottomarino che potrebbe essere stata danneggiata.

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il USS Connecticut in riparazione a Guam da康涅狄格号核潜艇撞击事件后首张卫星照片披露!|美国海军|核潜艇_新浪科技_新浪网 (sina.com.cn)

Non si notano evidenti problemi sulla vela, sulla parte superiore della prua o sulla cupola del sonar, cosa che indicherebbe un impatto frontale maggiore simile a quello del USS San Francisco. Sembra più probabile che la collisione sia avvenuta lateralmente, al di sotto della linea di galleggiamento superficiale, o sul fondo del suo scafo. Ciò può precludere l’ipotesi di una collisione frontale diretta o dall’alto. Il sottomarino potrebbe aver quindi “strusciato” violentemente con lo scafo la sommità di una delle tante montagne sottomarine che popolano gli oceani, danneggiando le casse di zavorra, cosa che ha costretto poi l’emersione ed il transito prudenziale in superficie fino a Guam.

Il comandante del Connecticut Cmdr Cameron Aljilani, l’ufficiale in seconda Lt.Cmdr. Patrick Cashin e il sottufficiale al sonar al momento dell’evento Cory Rodgers sono stati rimossi dalle loro posizioni dal comandante della 7a flotta degli Stati Uniti Vice Ammiraglio Karl Thomas. Il provvedimento è stato dovuto al fatto che “un processo decisionale prudente e l’aderenza alle procedure richieste nella pianificazione della navigazione, nell’esecuzione del team di guardia e nella gestione del rischio avrebbero potuto prevenire l’incidente“. In pratica sembrerebbe che l’evento possa essere stato dovuto ad una cattiva gestione del sottomarino.

Gli eventi di sottomarini che collidono mentre sono sommersi non sono così rari come si potrebbe pensare. Le montagne sottomarine sono a volte resti di vulcani sottomarini estinti, spesso a forma di cono, ma alcuni – chiamati guyot – possono avere delle sommità estese e piatte. Gli scienziati ritengono che vi siano più di 100.000 montagne sottomarine tra i 1.000 ed i 3.000 metri di altitudine dal fondo dell’oceano, ma secondo il NOOA la mappatura è minore dello 0,1%. 

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Un’immagine sonar di un guyot, o montagna sottomarina, nell’Artico. Utilizzando un ecoscandaglio multibeam, gli scienziati NOAA possono mappare e produrre una visualizzazione dai dati raccolti sul fondo dell’oceano – immagine NOAA Public domain 

Oltre al caso del USS San Francisco del 2005 ci sono eventi legati a discutibile addestramento o non rispetto delle procedure di emersione. Proprio nel febbraio 2021, il sottomarino giapponese Soryu ha urtato una nave da carico mentre affiorava nell’Oceano Pacifico. Nel 2016, il sottomarino d’attacco nucleare della Royal Navy britannica HMS Ambush classe Astute ha subito una collisione subacquea con una petroliera commerciale al largo delle coste di Gibilterra. E questi sono alcuni degli eventi noti. 

Il futuro del Connecticut
L’USS Connecticut è ora ancora a Guam per le prime riparazioni, supervisionato dal Naval Sea Systems Command, dal personale del Puget Sound Naval Shipyard e dal tender per sottomarini USS Emory S. Land (AS-39). La USN ha comunicato che, appena in grado di navigare in sicurezza, il sottomarino si trasferirà a Bremerton, Washington, per completare le riparazioni.

 

in anteprima l‘USS Connecticut (SSN 22) in transito nel Pacifico

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