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livello elementare.
ARGOMENTO: LEGGENDE DEL MARE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Sam unsinkable, Bismarck, Ark Royal
Fin dai tempi antichi, si narrano storie di gatti, passeggeri ma anche utili membri dell’equipaggio, indispensabili sulle navi per combattere i topi che, oltre ad essere portatori di gravi malattie, infestavano le stive rosicchiando le cime e divorando le sempre scarse provviste. Questi simpatici e apparentemente distaccati felini avevano il pregio di soffrire poco il mare, adattarsi alle situazioni più dei cani ed essere di compagnia, aiutando l’equipaggio a liberarsi dallo stress quotidiano. Un rapporto paritario (chi ha o ha posseduto un gatto capisce cosa voglio dire) che si ritrova nelle fonti antiche che riportano che gli antichi Egizi, durante i loro viaggi commerciali sul Nilo, usavano i gatti per catturare gli uccelli ed uccidere i serpenti, considerandoli animali sacri. Un’usanza cosmopolita visto che, nell’VIII e nel IX secolo, anche i Norreni adottarono la pratica di trasportare i gatti sulle loro imbarcazioni per catturare i roditori.
Oggi raccontiamo l’avventurosa vita di Oscar/Sam, un gatto meticcio bianco e nero che fu in seguito definito simpaticamente l’inaffondabile. La sua storia nel tempo si è arricchita di colorazioni personali al punto che eventi reali e leggenda si sono mescolati in maniera romanzesca … ma Unsinkable Sam, come venne in seguito soprannominato, di fatto riuscì a sopravvivere a tre diversi naufragi, buttandosi in mare e nuotando verso delle travi galleggianti come avrebbe fatto un qualsiasi naufrago a due zampe.

Mappa dell’operazione “Rheinübung” e delle operazioni della Royal Navy contro la possente nave da battaglia tedesca Bismarck, che mostra i movimenti approssimativi dei gruppi di navi coinvolti nello scontro ed i luoghi degli attacchi aerei – autore lavoro personale Citypeek
Map Rheinuebung.svg – Wikimedia Commons
Il primo evento che coinvolse questo straordinario felino è legato addirittura alla famosa corazzata tedesca Bismarck. La Kriegsmarine varò la corazzata Bismarck nel 1939, pochi mesi prima che il Reich invadesse la Polonia e desse il via alla seconda guerra mondiale. Nel 1941, la nave era stata dislocata nella parte settentrionale dell’Oceano Atlantico con il compito di intercettare ed affondare i convogli navali che trasportavano rifornimenti tra il Canada e il Regno Unito. L’equipaggio della grande nave era di 2200 tra ufficiali e marinai e … un gatto bianco e nero. Quando fu arruolato non è noto ma lui malgrado si trovo nel mezzo di un grande scontro navale subendo il destino della Bismarck. Come ricorderete da un precedente articolo, dopo un violento e lungo scontro navale, la nave da battaglia tedesca fu affondata dalle unità della Forza H della Royal Navy britannica il 27 maggio 1941.

i naufraghi della nave da battaglia Bismarck vengono salvati dalle unità britanniche. Nella foto i sopravvissuti vengono portati a bordo del HMS Dorsetshire (40) il 27 maggio 1941 – Fonte IWM London foto ZZZ 3130C dalle collezioni dell’Imperial War Museums HMS Dorsetshire Bismarck survivors.jpg – Wikimedia Commons
Quando affondò, solo 114 dei passeggeri della nave sopravvissero, e fra di essi anche il giovane gatto. Una nave da guerra britannica, il HMS Cossack, lo recuperò durante il salvataggio dei sopravvissuti, trovando il povero gatto abbarbicato saldamente ad un’asse di legno galleggiante. Il felino fu quindi portato a bordo della nave britannica e gli fu dato dai marinai il nome Oscar (a volte scritto Oskar a causa delle sue origini tedesche), come il segnale internazionale per uomo a mare.
Il nome “Oscar”, che fu assegnato al gatto, non fu casuale e deriva dal Codice Internazionale dei Segnali (ICS) che utilizza bandiere con significati specifici. Nel caso della bandiera oscar essa significa “Uomo in mare (man over board)”. Un nome decisamente appropriato per quel gatto senza nome, trovato alla deriva come un qualsiasi naufrago.
Fu così che il gattino fu adottato dai marinai britannici e trovò un degno alloggio sulla nave dei suoi salvatori. Sfortuna volle che, qualche mese dopo, il 24 ottobre 1941, l’HMS Cossack mentre era di scorta ad un convoglio diretto da Gibilterra alla Gran Bretagna, fu individuato da un sottomarino tedesco. Nella lotta senza quartiere che caratterizzava la battaglia dell’Atlantico le navi di scorta erano dei bersagli pregiati e anche il Cossack venne gravemente danneggiato da un siluro lanciato dal sottomarino tedesco U-563.

HMS Cossack – Autore Royal Navy official photographer – photo FL 1657 IWM collezioni Imperial War Museums HMS Cossack.jpg – Wikimedia Commons
Vista l’impossibilità a proseguire, parte dell’equipaggio fu trasbordata sul cacciatorpediniere HMS Legion, e iniziarono le procedure per cercare di rimorchiare verso il porto più vicino. Il peggioramento delle condizioni meteorologiche rese però il compito impossibile e la nave dovette essere abbandonata al suo triste destino, affondando il 27 ottobre ad ovest di Gibilterra. Di fatto gli ingenti danni a seguito dell’esplosione iniziale, che aveva spazzato via un terzo della sezione prodiera della nave, avevano comportato la perdita di 159 membri dell’equipaggio ma tra i sopravvissuti si narra fosse stato ritrovato anche il gatto Oscar, che raggiunse così sano e salvo Gibilterra. Dopo tate esperienze per mare, il povero gatto avrebbe dovuto darsela a gambe, raggiungendo le ripide e sicure alture che sovrastano il porto, invece preferì restare con un marinaio che probabilmente si era preso cura di lui dopo i due disgraziati naufragi. Fu così che si ritrovò nuovamente imbarcato, questa volta sulla possente portaerei HMS Ark Royal, dove la sua fama si diffuse presto ed il gatto ricevette il soprannome, “Unsinkable Sam“.

l’HMS Ark Royal, pesantemente inclinata da una grossa falla d’acqua, causata dal siluramento del sottomarino tedesco U81, fotografata poco prima del suo affondamento – autore Beadell, S J (Lt) Royal Navy official photographer HMS Ark Royal sinking.jpg – Wikimedia Commons
Come volle il destino, quel soprannome si sarebbe dimostrato ancora una volta appropriato. Il 14 novembre 1941, circa un mese dopo dell’affondamento del Cossack, anche la portaerei HMS Ark Royal fu silurata da un sommergibile tedesco, l’U-81. Ancora una volta, nonostante i tentativi per rimorchiare la portaerei a Gibilterra, la falla fu troppo importante e la nave si capovolse a 30 miglia da Gibilterra. La lentezza con cui la nave affondò permise però il salvataggio di quasi tutti i membri dell’equipaggio, incluso Sam, che fu trovato ancora una volta aggrappato ad un’asse di legno galleggiante. Le testimonianze, se vogliamo crederci, furono che il gatto era decisamente “arrabbiato ma del tutto illeso“. Sam fu poi trasferito prima a bordo della HMS Lightning e poi della HMS Legion, la stessa nave che aveva precedentemente salvato l’equipaggio del HMS Cossack.
La cosa curiosa è che sia l’HMS Cossack che l’HMS Ark Royal avevano partecipato all’attacco ed affondamento del Bismarck, e l’HMS Legion e l’HMS Lightning erano presenti durante il loro affondamento. Inutile dire che, seguendo un copione non scritto, anche loro furono in seguito affondate. Alcuni gli attribuirono una sinistra fama, quasi una maledizione verso coloro che avevano affondato la sua prima nave, la Bismarck (d’altronde si trattava di un gatto tedesco), altri lo videro come un esempio di coraggio e indistruttibilità. A parte tutto, Sam dimostrò che almeno lui aveva molte vite da spendere ed era un gatto decisamente fortunato.
Ora vi domanderete cosa successe al fortunatissimo felino bianco e nero dopo il suo terzo naufragio. Secondo il Royal National Museum di Greenwich, il gatto fu collocato negli uffici del Governatore di Gibilterra e, in seguito, fu adottato da un marinaio che lo portò con sé a Belfast dove Sam ricevette vitto e alloggio nella locale casa di riposo per marinai, Sailors’ Rest. Fu la sua ultima dimora dove Sam morì nel 1955. Di lui restarono a eterna memoria tante storie da marinai nonché due diversi ritratti.

Sam, disegno di Georgina Shaw Baker
Unsinkable Sam portrait.jpg – Wikimedia Commons
Uno, forse il più attendibile, è attribuito all’artista Georgina Shaw Baker, un disegno a pastello che si trova al National Maritime Museum di Greenwich che lo ritrae su una tavola di legno alla deriva. Alcuni ricercatori ritengono che la storia di Oscar/Sam, sebbene una storia meravigliosa del mare, sia in realtà un “mito urbano”, ed è altamente improbabile che sia accaduto in quel modo. Se fosse accaduto sarebbe stato riportato nei rapporti di salvataggio dei naufraghi, invece di essere tramandato in forma verbale. Leggenda o realtà lascio a voi la scelta; però se ci pensate, questa bella storia del mare qualcosa ci insegna: in ogni circostanza, anche la più drammatica, bisogna sempre avere la forza e la volontà di sopravvivere perché c’è sempre una “trave” dove assicurarci per raggiungere la salvezza, e questo Sam lo sapeva e ci contava, specialmente avendo a disposizione tante vite.
Andrea Mucedola
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Bella storia: un’ incredibile sequenza da film!
Grazie Andrea, molto interessante