La spedizione francese d’Irlanda per l’invasione delle isole britanniche – XVIII secolo

Davide Villa

12 Dicembre 2025
tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVIII SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Francia, Gran Bretagna.
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Nella storia i tentativi di un esercito di invadere le isole Britanniche e di portare la guerra sul territorio dell’Inghilterra stessa furono innumerevoli … ed altrettanto innumerevoli furono i fallimenti. L’unico che vi riuscì, dall’anno mille in poi, fu Guglielmo il Conquistatore nel lontano 1066 ed il Direttorio prima e Napoleone Bonaparte poi, avrebbero voluto essere i secondi. Per portare a compimento questo ambizioso progetto, la Francia post-rivoluzionaria attuò una serie di preparativi, poi rivelatisi inutili e dispendiosi in termini di risorse militari e uomini, come l’ammassamento di truppe a nord del paese ed il rafforzamento del porto atlantico di Brest, la più importante base marittima francese già dal tempo di Luigi XIV.

Museo della Bretagna, Collezione di arti grafiche – Pianta del castello della città e del porto di Brest – Pianta di Brest con didascalie in inglese, il titolo in un cartiglio in alto a destra; la scala “2 furlong o 1/4 di miglio” in basso a destra; in alto, i punti cardinali sormontati da un giglio. – Jefferys Thomas (1710 (?) – 1771) (incisore)

Il problema principale, oltre che di carattere logistico, era di tipo puramente strategico: la Gran Bretagna, consapevole di essere vulnerabile in caso di invasione del suo territorio insulare, già dal XV secolo aveva basato la sua sicurezza su un controllo pressoché totale dei mari, specialmente nel Canale della Manica, e sull’elemento naturale 1. Esempio emblematico di tale dualità di difesa (controllo dei mari e barriere naturali) può certamente essere considerato il fallimentare tentativo di invasione da parte della Spagna nel XVI secolo, che con la sua “Invincibile Armata” (1588) si proponeva di liberare la Manica, ma, sorpresa da tre forti fortunali mentre era in navigazione, fu pressoché annientata dalla burrasca, per venire poi definitivamente distrutta dai più leggeri e veloci vascelli inglesi. Tempi diversi, stesso problema: nel 1940 Hitler si trovò di fronte alle medesime difficoltà, anche se la Royal Navy era stata sostituita dalla RAF. Ma torniamo al nostro argomento: consapevoli dei rischi, i membri del Direttorio decisero di tentare comunque l’impresa, come farà in seguito Napoleone, ma adottarono una tecnica diversa: destabilizzare in un primo tempo il potere della Gran Bretagna dall’interno, e concentrarne l’attenzione su un diversivo; tale diversivo doveva essere l’invasione dell’Irlanda.

Sir John Colpoys K.B. Ammiraglio dello Squadrone Blu, 30 aprile 1804, Autore Mather Brown (artista), Joyce Gold (editore), William Ridley [incisore] – Fonte  http://www.nmm.ac.uk/collections/… sir John Colpoys.jpg – Wikimedia Commons

Il progetto, preceduto da un capillare e delicato lavoro di spionaggio e di contatti con i ribelli irlandesi (i cosiddetti United Irishman), avrebbe segnato il preludio della distruzione della Royal Navy, seguito poi dall’invasione vera e propria con il grosso della forza francese. Visto da questa prospettiva, il piano sembrava relativamente semplice; ma squadre di vascelli della Royal Navy comandati dall’ammiraglio di retroguardia John Colpoys attuavano da molti mesi un blocco continentale in acque francesi, con lo scopo di impedire la fuga a navi nemiche, il commercio, la navigazione di cabotaggio e perfino rendere difficoltoso l’addestramento degli equipaggi dei vascelli francesi. Tuttavia il Blocco Continentale, per quanto bene attuato, non era impenetrabile: burrasche, necessità di rifornimenti e riparazioni, incidenti ecc. costringevano la flotta britannica ad allentare di alcune miglia marine la stretta intorno ai porti francesi (come quello di Brest appunto) in determinati frangenti.

Litografia dell’ammiraglio Justin Bonaventure Morard de Galle(s), Litografia, 1837 Fonte Museo d’Arte e Archeologia, Guéret – Autore Antoine Maurin (1793-1860) Justin Bonaventure Morard de Galles.jpg – Wikimedia Commons

Proprio a Brest si stava intanto preparando la forza di spedizione francese per l’Irlanda, una squadra di ben 17 navi di linea, 27 navi da guerra minori e trasporti, per un totale di oltre 18.000 soldati, completi di viveri, equipaggiamenti, artiglierie da campo e rifornimenti, molti dei quali destinati ai ribelli irlandesi capitanati da Wolfe Tone. La spedizione francese invece era diretta dal vice ammiraglio Morard de Galles. Proprio a causa delle tempeste invernali, l’ammiraglio Colpoys era stato costretto ad allontanare di circa 30 Km la rotta ad incrociare della squadra inglese destinata al controllo di Brest; inoltre, la notte della partenza della squadra francese le uniche navi effettivamente attive sul posto erano la HMS Indefatigable, l’HMS Amazon, la HMS Phoebe, la HMS Révolutionnaire e la piccola HMS Duke of York, tutte fregate o vascelli non di linea, che per la loro agilità e manovrabilità sostituivano le navi maggiori nel pattugliamento in caso di cattivo tempo. Approfittando quindi della momentanea assenza della squadra inglese al completo, e col favore della notte, la spedizione del vice ammiraglio de Galles prese il largo da Brest tra il 15 e il 16 dicembre 1796.

Sir Edward Pellew, 1° Visconte Exmouth – Ammiraglio della Royal Navy (1757-1833), 1831 – Incisione a puntino medio – Autore William Holl – Fonte Welsh Portrait Collection presso la Biblioteca nazionale del Galles

La squadra inglese era comandata da un commodoro, Sir Edward Pellew, già noto per le sue audaci azioni,  come la cattura della fregata francese Cléopâtre nel 1793, la prima presa di una nave francese nelle guerre rivoluzionarie. Pellew, osservando al calar del sole la partenza delle navi francesi da Brest, inviò immediatamente la HMS Phoebe ad avvertire il resto della squadra di Colpoys, e la HMS Amazon direttamente in Inghilterra per fornire la notizia il più velocemente possibile all’Ammiragliato britannico. Egli intanto, con le navi rimaste, decise di tentare un avvicinamento a Brest, se non per confrontarsi direttamente con le avversarie francesi, che erano uscite in forze, almeno per tentare di rallentarne e disturbarne la formazione e l’uscita.

La spedizione di de Galles, nonostante le ingenti potenzialità, era cominciata nel segno della sfortuna: le condizioni meteorologiche e la luce crepuscolare avevano infatti confuso la valutazione dell’entità delle forze nemiche da parte del vice ammiraglio francese che, convinto di avere di fronte (al contrario delle sue previsioni) l’intera squadra inglese e non solo la sua avanguardia, decise rischiosamente di prendere il largo non attraverso la via classica, ma attraverso lo stretto passaggio noto come “Raz de Sein”. Per far ciò, de Galles pose in testa le sue veloci corvette, con il compito di precedere il resto delle navi, segnalando con lancio di razzi luminosi pericoli, zone di bassa marea e scogli affioranti.

Raz de Sein, lo stretto passaggio tra l’Ile de Sein e la Pointe du Raz – mappa di Georges Clerc Rampal Fonte Clerc-Rampal, G. (1913) Mer: la Mer Dans la Nature, la Mer et l’HommeParis: Librairie Larousse, p. 86
Raz de Sein, Situe Entre l’Ile de Sein et la Pointe du Raz.jpeg – Wikimedia Commons

Pellew che intanto era sopraggiunto, non avvistato, in vicinanza con la Indefatigable riuscì nel suo intento di disturbo, lanciando anch’egli segnali luminosi in modo casuale, confondendo ulteriormente le navi francesi già abbastanza disperse dal cattivo tempo. Il risultato fu disastroso per la spedizione: il vascello Séduisant si schiantò sugli scogli, subendo l’affondamento e la morte di oltre 700 uomini, ma cosa ancora più importante la fregata francese  che portava sia i comandanti di terra che di mare fallì nel ricongiungersi al resto della flotta, riuscendovi solamente in prossimità della costa irlandese.

L’attraversamento del Raz de Sein avvenne soltanto alle prime luci dell’alba. I giorni seguenti si rivelarono addirittura peggiori per la spedizione: dopo una navigazione funestata da cattivo tempo e ritardi, la flotta francese, giunta sulle coste irlandesi, provò più volte a sbarcare uomini e materiale, ma ciò non fu possibile a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Finalmente, il 29 dicembre, l’ammiraglio de Galles decise di rinunciare al progetto, anche a causa della sempre più pressante penuria di rifornimenti – le navi erano cariche di soldati che andavano alloggiati e sfamati – e di fare vela verso Brest; il ritorno fu, se possibile, peggio anche del viaggio di andata, e la spedizione, tra naufragi e navi catturate dagli inglesi, perse altri undici vascelli. Questa in sintesi la vicenda della fallimentare “Expédition d’Irlande”. Nel prossimo articolo racconterò con più dettagli la battaglia.
Davide Villa
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1. le tempeste nel tratto della Manica possono essere molto violente, durare per giorni interi, e colpire senza preavviso ignari naviganti

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in anteprima lo scontro navale tra la nave francese Les Droits de l’Homme e le fregate inglesi HMS Indefatigable e HMS Amazon, avvenuto il 13 e 14 gennaio 1797 nella baia di Audierne – Dipinto di Léopold Le Guen, 1853 – Collezione del Museo delle Belle Arti di Brest
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