Le conseguenze geopolitiche dell’aggressione francese alla Sardegna nel XVIII secolo

Renato Scarfi

28 Agosto 2023
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tempo di lettura: 5 minuti

 

livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: La Maddalena, Bonifacio, Domenico Millelire

Il fallimento degli attacchi francesi, rivelatisi tutt’altro che facili e rapidi, influì positivamente sul morale degli equipaggi sabaudi e dei maddalenini e permise di influenzare il corso della storia, sia riguardo alla lotta contro i pirati barbareschi che sulla collaborazione con la marina di sua maestà britannica. Il contrasto ai pirati, infatti, riprese vigore e, in un epico scontro, due imbarcazioni barbaresche vennero affondate e i nemici sopravvissuti catturati. In estrema sintesi, il valore e la combattività dei marinai maddalenini suggerirono ai pirati di rimanere da quel momento a rispettosa distanza dall’arcipelago e dalle coste settentrionali della Sardegna.

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Una vista della distruzione da parte della flotta britannica delle navi e dell’arsenale francese a Tolone il 18 dicembre 1793. Guerre rivoluzionarie francesi (1792-1802): guerra della prima coalizione (1792-8). Tolone era il principale porto mediterraneo della marina francese; fu occupata dalla flotta britannica sotto il comando dell’ammiraglio Lord Hood. Tra settembre e dicembre 1793 le forze rivoluzionarie francesi, alle quali era assegnato Napoleone Bonaparte come colonnello di artiglieria, avevano circondato il porto. Alla flotta britannica, Sydney Smith (in seguito ammiraglio Sir Sydney Smith) fu ordinato di bruciare quante più navi e provviste francesi possibile. L’esplosione luminosa al centro è lo scoppio di una polveriera. Al di là di esso, a destra, si possono vedere l’arsenale francese in fiamme. La fortificazione a destra del porto è Le Gros Tour e, a sinistra, i forti Balaguir e Auguilette. Le file di soldati sulle rive che si affacciano sul porto a sinistra sono l’artiglieria francese- Fonte Veduta dell’incendio avvenuto a Tolone la notte del 18 dicembre 1793 sotto la direzione di Sir Sidney Smith di Arch.d Robertson 1794 con spiegazione in calce – autore Archibald Robertson – Toulon, 1793 RCIN 735020.a.jpg – Wikimedia Commons

Ma un altro problema si affacciava all’orizzonte. L’ascesa al potere di Francia di Napoleone faceva prevedere che questi avrebbe potuto mantenere la promessa fatta al momento della disordinata fuga da Santo Stefano. In continente gli scontri tra francesi e Savoia vedevano i secondi perdere terreno e, quindi, i maddalenini si aspettavano un attacco da un momento all’altro. A ciò si aggiungevano i danni arrecati dai corsari francesi, che impedivano il libero commercio su quelle acque. In pratica, tutto giocava a favore di un ulteriore avvicinamento ai britannici, sia per assicurare all’arcipelago una sorta di protezione non ufficiale sia per garantire la prosecuzione dei traffici mercantili, indispensabili al sostentamento della popolazione.

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Le attività operative delle unità navali di Nelson nel Mediterraneo nel gennaio 1805; notare come La Maddalena, Italia, fu una base fulcro per la flotta inglese – Fonte L’anno di Trafalgar, un resoconto della battaglia e degli eventi che l’hanno preceduta, con una raccolta di poesie e ballate scritte tra il 1805 e il 1905 – Autore Sir Henry John Newbolt Nelson’s Search in the Mediterranean.png – Wikimedia Commons

Fu così che la flotta dell’ammiraglio Nelson, giunta in Mediterraneo per contrastare quella francese, fece dell’arcipelago de La Maddalena una base di sosta privilegiata per far riposare gli equipaggi e per i propri rifornimenti, tra un inseguimento della flotta bonapartista e il successivo. In effetti, tra l’ottobre 1803 e il gennaio 1805 la flotta inglese sostò ben otto volte nelle tranquille e sicure acque della baia maddalenina, da dove era più comodo sorvegliare la flotta francese, all’ancora nel porto di Tolone. L’arcipelago, infatti, distava solo 24 ore di navigazione dall’importante porto francese e ciò permetteva ai britannici di controllare agevolmente e studiare le mosse dei transalpini, concedendo un periodo di riposo agli equipaggi e facendo abbondante scorta di viveri freschi.

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Giovanni Battista, figlio di Agostino Millelire, godette dei favori guadagnati dal padre e dallo zio Domenico
Giovanni Battista Millelire.jpg – Wikimedia Commons

Anche se il celebre ammiraglio inglese non scese mai a terra, intrattenne eccellenti rapporti con le autorità maddalenine e, in particolar modo, con Agostino Millelire (fratello maggiore di Domenico), che fu spesso suo ospite a bordo della HMS Victory. Come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta il 18 ottobre 1804, al termine della penultima delle sue otto soste nell’arcipelago, Nelson fece omaggio di un corredo d’altare (due candelieri e un crocifisso d’argento) accompagnato da una lettera autografa oggi custodita, insieme al corredo d’altare, presso il Museo Diocesano di La Maddalena. La lettera di risposta dei maddalenini è oggi custodita presso il British Museum.

Considerazioni finali
L’intervento francese del 1793 è il classico esempio di come operazioni militari che, nella mente dei pianificatori, dovrebbero svilupparsi in maniera semplice, rapida e vittoriosa, possano diventare un incubo per l’aggressore, quando a questo si oppongono la volontà, la determinazione e la capacità di chi si difende, seppure in inferiorità numerica e di mezzi. La coraggiosa azione di Domenico Millelire evitò la conquista del Tirreno da parte dei francesi che, con il controllo di quell’area, avrebbero privato la flotta britannica di un comodo e sicuro porto di appoggio, molto vicino alle acque/porti francesi e all’area di operazioni. Ciò permise a Nelson di evitare porti lontani da Tolone, che avrebbero impegnato maggiormente gli equipaggi di Sua Maestà. Senza quei periodi di riposo e senza le stive colme di cibi freschi (specialmente verdura dato che lo scorbuto era sempre la minaccia più grande per gli equipaggi), quasi certamente i britannici (peraltro in inferiorità numerica)4 non avrebbero combattuto a Trafalgar con la stessa determinazione e impeto e, forse, non avrebbero battuto Villeneuve, chiudendo vittoriosamente il duello con i francesi per il controllo degli oceani, che sarebbe durato indiscusso fino alla Prima Guerra Mondiale.

Ma l’azione del Millelire fu possibile grazie al forte legame che si era instaurato tra gli equipaggi della marina sabauda e la popolazione dell’isola, favorita certamente dalla presenza di molti maddalenini sulle navi del re. Oggi, quel legame che unisce i maddalenini alla Marina Militare è ancora vivo e trova realizzazione pratica nella formazione dei giovani nocchieri presso la Scuola Sottufficiali della Marina Militare, che ha sede proprio a La Maddalena (leggi articolo “Mariscuola La Maddalena, fra tradizione e innovazione“).

Renato Scarfi

 

articolo pubblicato originariamente su DIFESAONLINE Il nocchiere che sconfisse Napoleone – Difesa Online

 

Note

4 La flotta di Sua Maestà britannica era composta da 33 unità per complessivi 2.136 cannoni. La flotta alleata (Francia e Spagna) schierava 40 unità per complessivi 2.894 cannoni.

 

 

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