Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

Vediamo che tempo fa o farà


Meteo facile per tutti: vediamo che tempo fa o farà prossimamente con un insieme di link per aggiornarvi in tempo reale sulle condizioni meteorologiche locali e marine 

  Address: OCEAN4FUTURE

Creature degli abissi marini

tempo di lettura: 5 minuti

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: pesci abissali

 

Oggi effettuiamo un viaggio nella zona oscura, dove la luce solare non riesce a penetrare ed altre forme di vita si sono straordinariamente adattate. Attraverseremo la zona epipelagica, ancora illuminata, per entrare in quella mesopelagica e batipelagica.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è suddivisione-pelagica.png

Le zone pelagicheFile:Pelagiczone.svg – Wikipedia

Un viaggio negli abissi
Oltre la zona illuminata, si apre un mondo oscuro, al di sotto della zona epipelagica o fotica del mare. Si ritiene che solo il 2% circa delle specie marine conosciute abiti l’ambiente pelagico e la maggior parte di loro vive nella colonna d’acqua. Gli organismi marini delle acque profonde abitano le zone bati-pelagiche (tra i 1.000 e i 4.000 metri di profondità) e abisso-pelagiche (tra i 4.000 e i 6.000 m di profondità) definite afotiche, ovvero le regioni abissali in cui non c’è presenza di luce. Le profondità oceaniche ospitano tipi molto diversi di pesci pelagici che si sono adattati a vivere in quelle oscure zone profonde.

Cosa ci possiamo aspettare?
Se potessimo visitarle di persona ci ritroveremmo avvolti, in un mondo freddo ed ostile, da una lenta e continua caduta di detriti, prevalentemente organici, che precipitano per gravità dagli strati superiori della colonna d’acqua. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è BIOLOGIA-PESCI-ABISSI-Melanocetus_johnsonii1.jpg

Il melanoceto o diavolo nero, è un pesce abissale appartenente alla famiglia Melanocetidae. Questa specie è diffusa in tutti gli oceani temperati o tropicali, fino ad una profondità di 4500 metri. Le femmine hanno grandi denti e un organo leggero su uno stelo tra gli occhi, l’illicio, provvista sulla punta di fotofori, che utilizza come esca luminosa per catturare le prede. I maschi sono molto più piccoli e hanno narici enormi che usano per annusare i loro compagni al buio. autore Ryan Somma – https://www.flickr.com/photos/ideonexus/2897239064/in/photostreamMelanocetus johnsonii1 – Melanocetus johnsonii — Wikipédia (wikipedia.org)

Questa “neve” marina ha un’importanza notevole per la sopravvivenza delle forme di vita abissali, includendo sedimento organico composto da plancton, protisti (come le diatomee) e materiale fecale ed inorganico trasportato dalle correnti. Il materiale precipitato si accumula nel tempo e può raggiungere diversi centimetri, e può impiegare settimane prima di raggiungere il fondo dell’oceano. Tuttavia, la maggior parte dei componenti organici viene consumata da microbi, zooplancton e altri animali filtratori entro i primi mille metri del loro viaggio, cioè all’interno della zona epipelagica. Essa rappresenta la base degli ecosistemi mesopelagici e bentonici di acque profonde: poiché la luce solare non può raggiungerli, gli organismi delle acque profonde fanno molto affidamento sul precipitato come fonte energetica di sopravvivenza.

Oltre la vista
I pesci di acque profonde si sono evoluti per sopravvivere in questa regione. Non esistendo fonti di illuminazione naturale, non possono fare affidamento esclusivamente sulla loro vista per localizzare prede e compagni ma anche per evitare i predatori. Molti di questi organismi sono quindi ciechi e fanno affidamento su altri sensi per catturare il cibo ed evitare di essere catturati; ad esempio possono essere in grado di percepire variazioni sulla pressione locale ma anche odori per noi impercettibili. I sistemi sensoriali più importanti sono solitamente l’orecchio interno, che risponde al suono, e la linea laterale, che risponde alle variazioni della pressione dell’acqua. Il sistema olfattivo può anche essere importante per i maschi che ricercano le femmine tramite l’olfatto.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è coryphaenoides-rupestris-.jpg

I pesci topo della famiglia dei Macrouridae, sono pesci di acque profonde che a volte possono raggiungere più di un metro di lunghezza. Vivono  fino a 2200 metri di profondità, normalmente vicino ai fondali marino, spingendosi anche in acque relativamente basse costiere. È molto sensibile alle vibrazioni dell’acqua che potrebbero essere prodotte da prede come gamberetti o piccoli calamari e pesci. Distribuzione: Atlantico settentrionale: ad oriente, dall’ Islanda e dalla Groenlandia fino all’ Africa settentrionale (20 N); ad occidente, dalla Groenlandia fino all’ Isola di Andros (Bahamas) – Disegno di  Coryphaenoides rupestris di Carl Nielsen, Coryphaenoides rupestris.jpg – Wikimedia Commons  

Per quanto riguarda la vista, quelli che non sono ciechi, hanno occhi grandi e sensibili che possono essere fino a 100 volte più sensibili della luce degli occhi umani. Inoltre possono usare fonti di luce bioluminescente. Gli organismi bioluminescenti sono in grado di produrre luce attraverso reazioni chimiche di molecole (luciferine) nel corso delle quali avviene uno scambio di elettroni (redox).  Le luciferine subiscono una ossidazione catalizzata da un enzima che produce un intermedio instabile che decade emettendo luce. Più del 50% dei pesci di acque profonde, così come alcune specie di gamberetti e calamari, sono in grado di produrre bioluminescenza. Circa l’80% di questi organismi possiede dei fotofori, cellule ghiandolari che producono luce che contengono batteri luminosi delimitati da colorazioni scure.

Come fanno a sopravvivere a queste alte pressioni?
Un altro aspetto interessante è la loro capacità di sopravvivere alle alte pressioni di quelle profondità. Come sappiamo, la pressione assoluta aumenta di un’atmosfera ogni 10 metri di profondità (un’atmosfera è la pressione esercitata sulla superficie del mare dall’atmosfera sovrastante). Questo comporta che un pesce a 1000 metri di profondità è sottoposto ad una pressione di 1001 atmosfere. Le specie di acque profonde si sono evolute adattandosi a livello cellulare e fisiologico per poter sopravvivere in ambienti con queste alte pressioni assolute che inibiscono i processi interni provocando un aumento interno di liquidi come l’acqua, un componente chiave nei processi biologici, che è molto suscettibile alle variazioni di volume, a causa dei costituenti del fluido stesso a livello cellulare. Per adattarsi a questo cambiamento, la struttura proteica dei pesci di acque profonde si è evoluta producendo una percentuale maggiore di acidi grassi insaturi nelle membrane interne.

Come si nutrono?
Le loro vesciche natatorie sono assenti o scarsamente operative e i pesci batipelagici normalmente non intraprendono migrazioni verticali. Quando avvengono , ad esempio se spostati dalle correnti possono andare a sicura morte per lo scoppio delle loro vesciche natatorie. Un altro motivo ostativo agli spostamenti verticali è il fatto che il riempimento delle vesciche a pressioni così elevate comporterebbe enormi costi energetici difficilmente copribili con la scarsità dei nutrimenti. Insomma ci deve essere un motivo nutrizionale. In realtà, questi animali sono di “bocca buona”, ovvero non sono selettivi nelle loro abitudini alimentari, ma afferrano tutto ciò che gli si avvicina abbastanza. Avere grandi bocche con denti affilati e rastrelli branchiali sovrapposti aiuta ad impedire alle piccole prede ingerite di scappare.

Nonostante il loro aspetto, gli abitanti degli abissi sono per lo più pesci in miniatura con muscoli deboli e sono troppo piccoli per rappresentare una minaccia per gli umani. Animali affascinanti che vivono un ambiente ancora in gran parte da scoprire che solo in questi ultimi anni i moderni batiscafi stanno esplorando. 

 

in anteprima un esemplare di Pesce vipera (specie Chauliodus) che vive tra i 400 ed i 1000 metri di profondità. Si tratta di un feroce predatore, con zanne così grandi che la sua bocca non può chiudersi su di esse e scivolano sulla parte anteriore del pesce quando chiude la bocca. Il collo flessibile gli consente di piegare la testa all’indietro e sporgere la mascella inferiore per afferrare pesci, calamari e crostacei.

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

 

 

Loading

(Visited 455 times, 1 visits today)
Share
0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
vedi tutti i commenti

Translate:

Legenda

Legenda

livello elementare
articoli di facile lettura

livello medio
articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile
articoli di interesse specialistico

 

Attenzione: È importante ricordare che gli articoli da noi pubblicati riflettono le opinioni e le prospettive degli autori o delle fonti citate, ma non necessariamente quelle di questo portale. E’ convinzione che la diversità di opinioni è ciò che rende il dibattito e la discussione più interessanti, aiutandoci a comprendere tutti gli aspetti della Marittimità

Chi c'é online

19 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Miti e leggende del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia contemporanea
Storia Contemporanea
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video
Wellness - Benessere

I più letti di oggi

I più letti in assoluto

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
19 visitatori online
19 ospiti, 0 membri
Complessivo: 742 alle 21-09--2018 06:47 pm
Numero max di visitatori odierni: 33 alle 08:24 am
Mese in corso: 118 alle 06-04--2024 04:33 am
Anno in corso: 118 alle 06-04--2024 04:33 am
Share
Translate »
0
Cosa ne pensate?x