If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Studio sulla formazione e rilascio di microplastiche a partire da attrezzature da pesca (reti) abbandonate di Montarsolo Alessio e Mossotti Raffaella

Reading Time: 5 minutes

microplastiche

Introduzione

Nell’ambiente marino, le materie plastiche di varie dimensioni, classi e origini sono onnipresenti e colpiscono numerose specie che rimangono impigliate o inglobate nella plastica. I pezzi di plastica più grandi si degradano nelle cosiddette microplastiche (MP), frammenti tipicamente più piccoli di 5 mm di diametro. Il CNR-ISMAC ha iniziato nel 2016 lo studio del rilascio di detriti di microplastiche provenienti da reti da pesca abbandonate nell’ecosistema marino, le cosiddette reti fantasma. Da un punto di vista macroscopico il fenomeno rappresenta una seria minaccia per l’ambiente marino, ma sotto l’azione di vari fattori (radiazioni UV, azione delle onde, ecc.) le reti possono ulteriormente degradarsi in microplastiche. Questi frammenti possono essere un veicolo per inquinanti organici e possono essere ingeriti dagli organismi acquatici, in particolare dai “filtri” naturali come il fitoplancton. L’analisi morfologica eseguita al SEM (Microscopio Elettronico a Scansione) ha dimostrato che le reti fantasma recuperate dal Mare Adriatico settentrionale sono caratterizzate dalla presenza di frammenti polimerici (fibrille) che sporgono dalla superficie dei filamenti polimerici; questi frammenti di plastica sono in grado di generare a loro volta microplastiche che si disperdono nell’ambiente marino.

Inoltre, al fine di quantificare il rilascio di microplastiche da reti da pesca abbandonate, è stato messo a punto un metodo interno e sono stati effettuati esperimenti con le apparecchiature Linitest, unendo le condizioni riportate nei metodi standard UNI EN ISO 105-E02, UNI EN ISO 105-E03 (utilizzate in campo tessile per valutare la solidità all’acqua di mare) e UNI EN ISO 105-C06 (solidità al lavaggio). La quantificazione del rilascio è stata eseguita al SEM con un metodo di conteggio statistico. Questo lavoro può essere un contributo allo studio della formazione di microplastiche da attrezzature da pesca abbandonate, che oggi sono considerate tra le principali fonti di questo problema ambientale.

Parte sperimentale

Qui di seguito vengono riportati a titolo di esempio i risultati dei test eseguiti su una delle reti. La rete C era costituita da filamenti tessili con una sezione circolare e un diametro di 28 µm (figura 1).

Figura 1 immagini SEM del Campione C

Al fine di quantificare il rilascio di microplastiche provenienti dalle reti da pesca abbandonate nella Laguna di Venezia, sono state eseguite esperimenti con le apparecchiature Linitest nel CNR-ISMAC, unendo le condizioni riportate nei metodi standard già citati precedentemente. Per ogni test è stato tagliato circa 1 g di ciascuna rete.

La salinità dell’acqua marina è stata ricreata secondo la norma UNI EN ISO 105 – E02: 1998. (soluzione acquosa distillata con 30 g / l di cloruro di sodio). Il rapporto bagno (quantità di acqua per ogni grammo di rete) è 1:50. Il valore del rapporto bagno è stato preso in prestito dalla UNI EN ISO 105 – E03: 1998.

Il processo di lavaggio è stato eseguito in Linitest secondo UNI EN ISO 105 – C06: 1999. Questo metodo standard è utile per simulare i lavaggi domestici e commerciali al fine di valutare la solidità del colore. Per ogni condizione di lavaggio gli esperimenti sono stati ripetuti su tre diversi campioni; i campioni sono stati lavati per un ora a 20 °C oppure a 15 °C. In questo ultimo caso sono stati eseguiti gli esperimenti aggiungendo ghiaccio nel bagno termostatico per mantenere la temperatura a 15 °C.

Dopo i processi di lavaggio, le soluzioni risultanti sono state quindi filtrate su membrane PVDF (Polyvinylidene Difluoride) con una larghezza dei pori di 5 μm, utilizzando un sistema dotato di una pompa peristaltica, al fine di raccogliere le microplastiche rilasciate dalle reti. I filtri sono stati poi analizzati mediante SEM (microscopia elettronica a scansione), al fine di quantificare le microplastiche raccolte sul filtro. La quantificazione è stata eseguita seguendo l’impostazione standard di una procedura sviluppata internamente.

Risultati

Il CNR-ISMAC ha effettuato una quantificazione delle microplastiche provenienti dal processo di lavaggio delle reti costituite da filamenti tessili. Questo tipo di microplastiche può essere identificato principalmente mediante l’analisi SEM sulla base della forma delle fibre originali, dal momento che sono in realtà frammenti di fibra. La tabella 1 sottostante mostra i risultati dell’analisi SEM del filtro. I valori medi sono correlati alla quantità di materiale lavato.

Tabella 1. Risultati delle determinazione delle microplastiche rilasciate tramite analisi SEM  (microscopia elettronica a scansione ) su filtro

 

Figura 2. Immagini SEM di microplastiche rilasciate dalla rete C, raccolte su filtro PVDF

Conclusioni e Sviluppi Futuri

In questo lavoro di ricerca sono stati analizzati diversi campioni di reti da pesca abbandonati nella Laguna di Venezia per caratterizzarli dal punto di vista chimico e morfologico. Le reti che sono risultate costituite da filamenti tessili sono state studiate per simulare in laboratorio un ulteriore danneggiamento e usura dovuto all’ambiente marino e l’eventuale rilascio di frammenti di microplastiche. Le reti sono state lavate unendo modificando un metodo standard tessile per il controllo di qualità. Quindi gli effluenti di lavaggio sono stati raccolti e filtrati su filtri di micro-porosità definita. I filtri sono stati analizzati con SEM ed un conteggio statistico è stato eseguito sulla base di un metodo interno. I risultati sono stati molto variabili cambiando le condizioni di temperatura e per questo non è stato possibile evidenziare un comportamento o una tendenza generale nel rilascio delle microplastiche.

Tuttavia, questi risultati hanno dimostrato il problema ambientale rappresentato dalle attrezzature da pesca abbandonate perché rilasciano frammenti di microplastiche che possono entrare direttamente nella catena alimentare marina.

Ulteriori studi devono essere condotti per ottenere un numero maggiore di dati per stabilire connessioni tra l’azione e gli stress dell’ambiente marino sulle reti e il rilascio di microplastiche.

Montarsolo Alessio, Mossotti Raffaella  
CNR ISMAC
National Research Council 
Institute for Macromolecular studies,
Biella, Corso Pella 16, Italy
Tel. (+39) 015.849.30.43
Fax (+39) 015.840.83.87

print

(Visited 435 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

15 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
marine militari
Marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »