ARGOMENTO: RECENSIONE LIBRARIA
PERIODO: XX SECOLO
AREA: STATI UNITI
parole chiave: Hemingway
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Questo bellissimo libro, che non può mancare nella biblioteca di ogni amante del mare, fu pubblicato nel 1970, nove anni dopo la morte di Ernest Hemingway, Isole nella corrente (in lingua originale Islands in Stream) è la storia di un artista famoso, un pò pittore un pò avventuriero, che giorno e notte affoga i suoi demoni nell’alcool, disilluso dai sentimenti umani. Un uomo che, nel suo vissuto, rassomiglia molto al Hemingway, nelle varie tappe della sua vita. Leggiamo una specie di testamento spirituale con il quale lo scrittore disegna la sua vita ed i suoi errori, lasciando trasparire le sue incertezze.
Lo scrittore e giornalista, vincitore del premio Pulitzer nel 1953 e del Nobel nel 1954 sempre per Il Vecchio ed il Mare, si ispirò spesso nei suoi romanzi e novelle alla sua vita che fu decisamente avventurosa. Amante dell’azione, spinto da ideali che lo spinsero a combattere in tante guerre, Hemingway rappresenta i suoi personaggi con toni forti ma senza mai nascondere le loro debolezze, quasi avvolti in quel vuoto spirituale interiore che lui condivideva e che lo portò poi al suicidio.
Il romanzo
A partire dagli anni ’30, le isole nella corrente raccontano le vicende di Thomas Hudson: dalle sue esperienze di pittore sull’isola di Bimini, dove la sua solitudine è rotta solo dalla visita dei suoi tre figli, alle sue attività per il Governo americano sulla costa di Cuba durante la seconda guerra mondiale. Gran parte della storia si svolge in un bar a L’Avana, dove un cast di caratteri “selvaggiamente diversi” dialoga fra loro, raccontando storie di mare e di vita, mettendo a nudo il ritratto della vita interiore di un uomo a cui la vita ha dato tanto senza lasciargli nulla.
Il libro, di cui fu tratto un film nel 1977, è suddiviso in tre parti. La prima, “Bimini“, è per me la parte migliore del romanzo e probabilmente potrebbe essere considerato un racconto a sè per la sua completezza. Racconta la storia di Thomas Hudson, un pittore con una discreta fama, che un giorno riceve la visita dei suoi tre figli. Non appare un momento felice in quanto, come intuiremo, essi non hanno lasciato che profonde ferite nel suo animo. Le descrizioni sono ricche di dettagli e bellissimi aforismi, con scene spesso condite da un sottile umorismo che fanno però trasparire una velata tristezza. Il racconto si concentra sui sentimenti, in particolare sull’amore largamente inespresso di Hudson per i suoi figli. Hudson “Era stato in grado di sostituire quasi tutto, tranne i bambini, con il suo lavoro e la vita lavorativa costante che aveva costruito l’isola.” Scopriremo che i figli sono frutto di tre matrimoni, tre fallimenti, che pesano in maniera indelebile nel cuore del protagonista.
La seconda parte del libro, “Cuba“, è inebriante. Essa si svolge durante la seconda guerra mondiale a l’Avana, dove ci viene presentato un Hudson più vecchio e decisamente stanco. Ha appena ricevuto la notizia della morte in guerra del figlio maggiore, Tom. Il pittore, tra un bar e l’altro, passa le sue giornate sull’isola a bere ed a fare ricognizioni navali per l’esercito statunitense a bordo della sua barca. Anche questo è autobiografico, Hemingway mise veramente a disposizione la sua barca, la Pilar, per controllare i movimenti di agenti segreti tedeschi a Cuba durante la seconda guerra mondiale. Le sue storie di vita e di mare, scambiate con vari protagonisti nei bar dell’Avana, sono delle vere perle. Improvvisamente, tra i fumi dell’alcool, appare la prima moglie di Hudson. È evidentemente una bella donna, che ora lavora per il governo americano. Parlano e lui si scopre ancora innamorato, fanno l’amore ma … scopre che la visita non è disinteressata.

L’astronauta della NASA Terry Virts dalla Stazione Spaziale Internazionale twittò l’immagine dei Giardini del Rey, Jardines del Rey – autore NASA/Terry Virts
ISS-42 Cuba’s Jardines del Rey archipelago.jpg – Wikimedia Commons
L’ultima parte, “Al mare“, ritroviamo l’Hemingway avventuroso di molti suoi romanzi precedenti. Hudson con una squadra di irregolari cerca di catturare i sopravvissuti di un sommergibile tedesco, affondato lungo la costa settentrionale di Cuba, nell’arcipelago dei “Jardines del Rey”, famoso per le sue barriere coralline e gli squali. L’odio di Hudson per coloro che gli hanno ucciso il figlio Tom diviene ancor più spietato quando scopre che essi hanno massacrato un intero villaggio per coprire la loro fuga. Hudson li raggiunge e nasce un conflitto a fuoco. Viene ferito e … e qui mi fermo per non togliervi il finale.

una curiosità, anche il protagonista di “Isole nella Corrente”, Tom Hudson, parla con i suoi gatti, grandi amori di Hemingway, i cui discendenti vivono ancora protetti da un suo lascito testamentario nella sua bella casa di Key West – Fotografia di Hemingway nella sua casa di Finca Vigía, San Francisco de Paula, Cuba, con un gatto – autore Hans MalmbergErnest-Hemingway-with-cat-1954.jpg – Wikimedia Commons
Un libro che si legge d’un soffio; fluido e coinvolgente, è una sintesi della vita del grande scrittore, delle sue debolezze e delle sue poche certezze che lo porteranno ad una tragica fine. Ricco di frasi meravigliose che fanno riflettere sul senso della vita, della morte, dell’amicizia e dell’amore.
“Non sapeva cosa fosse a fargli provare quello che provava. Ma la felicità dell’estate cominciava a defluirgli dall’animo come quando sui bassifondi la marea inverte la direzione e il livello dell’acqua si abbassa nel canale che sbocca nell’oceano.”
Un libro che non può mancare nella vostra libreria.
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