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Editoriale, 4 aprile 2026
.Questo editoriale vuol essere un insieme di riflessioni prendendo spunto dalla Quaresima, per i Cristiani il tempo liturgico che precede la Pasqua, che inizia il Mercoledì delle Ceneri e termina il Giovedì Santo con la Messa in Coena Domini; la fine di questo periodo è stato preceduto dal Ramadan, il nono mese lunare, un periodo di 28 giorni che, come la Quaresima, è inteso come occasione di rinascita, purificazione e sincero pentimento dei propri egoismi al fine di prepararsi ad una nuova vita. Questi buoni propositi si scontrano però con la nuda realtà che stiamo vivendo, un mondo in fiamme, regredito di almeno un secolo nei rapporti internazionali, dove il diritto internazionale, per quanto basato su regole consuetudinarie, è stato messo in secondo piano e gli interessi delle Superpotenze continuano a calpestare i più deboli.

Per un analista valutare queste situazioni è tutt’altro che semplice in quanto esistono infinite giustificazioni – non morali ma economiche, militari e geopolitiche – ma umanamente non è facile accettare i soprusi e le violenze che stiamo vivendo in questi primi cinque lustri del terzo millennio; talmente inaccettabili che non si possono giustificare né con la realpolitik del secolo scorso che né con la folle idea che ogni popolo ha, in extremis, il diritto a ricorrere al terrorismo per poter far valere le proprie ragioni. Di fatto viviamo una lotta tra realisti e massimalisti che sembrano più interessati a cercare delle scusanti alle loro azioni che a trovare una via virtuosa.
Eppure, dall’ultimo dopoguerra, decenni di guerre hanno mietuto nel nostro pianeta milioni di vittime innocenti, morti giustificate da ideologie che di umano hanno ben poco. Come disse Karl Marx “I fenomeni storici accadono sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa” … di fatto, dopo secoli di lotte fratricide e la sconfitta dei totalitarismi siamo ancora in assenza di una verità universalmente condivisa, sia per la malafede dei capi popolo sia a causa dell’ignavia di molti, ancora oggi nutriti da ideologie in cui l’ideale diventa tirannia di pensiero. Come dice un proverbio cinese «Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un’ombra, diecimila cani ne fanno una realtà». E questo avviene grazie a coloro che, come scrisse Dante Alighieri, “ visser sanza infamia e sanza lodo”, complici dei mali quotidiani che ci affliggono senza mai rendersi partecipi. Ignavia ma anche Accidia, il peccato “più laico e il più «intellettuale», perché colpisce più la vita che Dio, più la mente che il mondo” … perpetuato da coloro ” … che sabotano ogni impresa e ogni svettante e operosa personalità, coalizzando i risentimenti e le invidie egualitarie contrarie al merito, all’eccellenza, alla qualità e alla creatività” (Marcello Veneziani).

Un male sociale che impregna la nostra società, dove il dialogo non esiste più sostituito dall’affermazione violenta della propria opinione, mascherata da libertà di espressione, spesso dietro una tastiera da cui è più facile criticare le politiche aggressive dei Potenti della Terra e restare, quando fa comodo, in colpevole silenzio davanti all’orrore di migliaia di giovani vite, stroncate solo per un desiderio di giovanile libertà. Ecco che pratiche violente che offendono l’essere umano, come la violenza sui più deboli, continuano a trovare spazio sulle news, suscitando il disdegno generale e, alla fin fine, non offrendo soluzioni pratiche. Le cause di questa viltà morale si possono attribuire alla caduta dei principi della famiglia e gli errori nell’educazione scolastica dove la meritorietà non rappresenta più l’obiettivo, accettando un appiattimento dei livelli che comporta che il fine non è creare i futuri dirigenti della nostra società ma masse disilluse e imbelli, facilmente manovrabili. Non ultima l’opera capillare dei media che continuano a celebrare l’ignoranza (assenza di conoscenza) in tutte le sue forme, inneggiando alla trasgressione e non alla virtù e deridendo regole secolari che spesso sono state scritte col sangue dai nostri antenati. Un processo iconoclasta che non offre certezze ma dubbi e debolezze sociali. Eppure l’Umanità in migliaia di anni di storia ha fatto enormi passi in avanti; non solo da un punto di vista tecnologico ma anche stabilendo regole condivise per una migliore coesistenza. Si pensi alla Sicilia medievale dove arabi, cristiani ed ebrei convivevano senza avere nessun contrasto. Di fatto nel tempo gli interessi delle caste al potere ebbero sempre il sopravvento, utilizzando le ideologie per imporre le proprie ragioni.

Oggigiorno, nella logica della realpolitik, gli equilibri mondiali sono umanamente ingiusti, ma sono accettati perchè ci assicurano periodi più o meno lunghi di apparente pace sociale. Come disse Richard Bach, ” Siamo tutti impostori in questo mondo, noi tutti facciamo finta di essere qualcosa che non siamo” … un comportamento che ci assolve e ci permette di sopportare l’insopportabile perchè “Non siamo mai così poco liberi come quando tentiamo di recitare” (Oscar Wilde).
D’altronde “se insieme alla storia dei condottieri, degli imperatori, dei grandi pensatori e degli esploratori, avessimo l’opportunità di leggere i pensieri dei legionari, dei vasai, dei falegnami, dei marinai, delle mogli sempre in casa, degli schiavi e dei prigionieri, chissà se non saremmo più consapevoli di ciò che è la storia (Fabrizio Caramagna). Forse avremmo meno guerre e più comprensione. A questo punto il grido di dolore di Leone XIV, gridato la Domenica delle Palme 2026, rimbomba nelle coscienze di tutti, “Cristo, Re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!“. Un messaggio millenario che dovrebbe scuotere le coscienze anche di coloro che ieri come oggi esaltano le vittorie di Pirro che continuano a pavimentare di sangue le strade della storia. Eppure basterebbe poco; la storia la facciamo noi, con i nostri comportamenti quotidiani, con i rapporti sociali che instauriamo, nell’accettazione dei limiti che ci caratterizzano. Solo conoscendo il nostro prossimo possiamo vivere questo terzo millennio in armonia e pace. Forse io sono un uomo di altri tempi, che ha sempre ritenuto che i rapporti umani debbano andare oltre gli schieramenti di parte e forse sono un sognatore che non si è mai arreso. Domani sarà Pasqua, che tu sia laico o religioso ha poca importanza, poniti questa domanda: ciò che fai ogni giorno ha senso per il futuro delle nuove generazioni? Se si … accendi un sogno e lascialo bruciare in te.1
Buona e serena Pasqua
Andrea Mucedola
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1 Accendi un sogno e lascialo bruciare in te. William Shakespeare
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