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livello elementare.
ARGOMENTO: STORIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: VATICANO
parole chiave: Papa Francesco
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Stamattina Papa Francesco ha lasciato la sua vita terrena: un Papa che sarà ricordato, un gesuita con il cuore francescano, amato e criticato come tutti i Papi, un grande protagonista visionario della politica internazionale, che ci ha lasciato tanti spunti di riflessione.
Nato all’anagrafe come Jorge Mario Bergoglio (Buenos Aires 1936) da emigranti piemontesi, fu il primo papa latinoamericano eletto e primo gesuita ad assurgere a tale carica. Diplomatosi come tecnico chimico scelse il sacerdozio, entrando nel 1957 come novizio nella Compagnia di Gesù. Compiuti gli studi umanistici in Cile e laureatosi a Buenos Aires in Filosofia, dal 1964 al 1967 fu professore di Letteratura e di Psicologia. Il 13 dicembre 1969 venne ordinato sacerdote, pronunciando i voti perpetui il 22 aprile 1973; dopo varie esperienze di insegnamento fu preside della facoltà di Teologia e filosofia di San Miguel (1980-86). Ultimata nel marzo 1986 la sua tesi dottorale, è stato destinato al collegio del Salvatore, da dove è passato alla chiesa della Compagnia nella città di Córdoba come direttore spirituale e confessore. Vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca, nel giugno 1997 fu nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires e, nel febbraio 1998, arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del cardinale A. Quarracino. Fu nominato cardinale da Giovanni Paolo II nel febbraio 2001 e, dal novembre 2005 al novembre 2011, presidente della Conferenza episcopale argentina. Membro del Pontificio consiglio per la Famiglia e della Pontificia Commissione per l’America Latina, il 13 marzo del 2013 è stato eletto papa al quinto scrutinio da 115 elettori, dopo la rinuncia al ministero petrino di Benedetto XVI avvenuta il mese precedente. Il pontificato di Papa Francesco fu caratterizzato fin dagli inizi da una dimensione aperta al dialogo interreligioso e alla tolleranza su temi di morale civile e familiare, se vogliamo di rottura con posizioni precedenti. Numerose le sue encicliche che elenco in calce1.
Il Laudato Sì
Mi limiterò a ricordare le parti più importanti dell’Enciclica Laudato Sì, pubblicata nel maggio 2015 e focalizzata sulla cura dell’ambiente naturale e delle persone, nonché su questioni più ampie del rapporto tra Dio, gli esseri umani e la Terra. Il sottotitolo dell’enciclica, “Sulla cura della nostra casa comune”, di fatto sottolinea questi temi chiave ed è rivolta a «ogni persona che abita questa terra» e proposta come parte di un dialogo continuo all’interno della Chiesa cattolica e tra i cattolici e il resto del mondo. Va detto che prima di lui anche Papa San Giovanni Paolo II, in numerose occasioni, si pronunciò sul dovere di custodia verso la natura.
Le prime parole della Laudato Sì fanno parte di una citazione del “Cantico delle creature” di San Francesco di Assisi in cui il santo loda Dio meditando sulla bontà del sole, del vento, della Terra, dell’acqua e delle altre forze naturali. Papa Francesco ricorda e sottolinea come le persone di fede non dovrebbero solo rispettare la Terra, ma anche lodare e onorare Dio attraverso il loro impegno per il creato. Un’Enciclica importante che dovrebbe essere letta da tutti coloro che credono nella salvezza del Pianeta. Dopo aver introdotto nel I Capitolo ciò che “sta accadendo alla nostra casa”, riassumendo la portata dei problemi attuali legati all’ambiente (l’inquinamento, il cambiamento climatico, la scarsità d’acqua, la perdita di biodiversità e la disuguaglianza mondiale) sottolinea come le storie della creazione della Genesi debbano essere interpretate come un incentivo alla coltivazione responsabile e alla protezione della natura e come i tentativi di giustificare l’assoluto dominio umano sulle altre specie «non sono una corretta interpretazione della Bibbia».
Il mondo naturale è quindi rappresentato come un dono, un messaggio e un’eredità comune per tutti. Francesco non si fermò a queste constatazioni ma esplorò gli atteggiamenti della società e le ideologie che provocano i problemi ambientali, includendo l’uso improprio della tecnologia, cercando di manipolare e controllare la natura, combattendo l’errata visione umana degli esseri umani come una specie separata dall’ambiente, adducendo teorie economiche limitate condite di relativismo morale. Presentò quindi una possibile soluzione, l’ecologia integrale, che sostiene che gli esseri umani sono parte di un mondo più ampio e richiede “soluzioni integrali che considerino le interazioni dei sistemi naturali tra loro e con i sistemi sociali”, considerando le dimensioni etiche e spirituali della relazione tra gli esseri umani e il mondo della natura, attingendo alla cultura, alla famiglia, alla comunità, virtù, religione e rispetto del bene comune. Questa visione richiede accordi internazionali per proteggere l’ambiente e assistere i paesi a basso reddito, nuove politiche nazionali e locali, processi decisionali inclusivi e trasparenti e un’economia ordinata al bene di tutti ma anche uno stile di vita meno incentrato sul consumismo e più su valori al di là del tempo e durevoli. Questo richiede educazione ambientale, gioia per l’ambiente, amore civico, partecipazione ai sacramenti e una “conversione ecologica” in cui l’incontro con Gesù porti a una comunione più profonda con Dio, gli altri e il mondo della natura.

E’ importante sottolineare come l’enciclica affronti in dettaglio l’imperativo morale di affrontare il cambiamento climatico, “una delle principali sfide che l’umanità deve affrontare ai nostri giorni”, con una drastica riduzione delle emissioni di carbonio e di altri gas serra, lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e la relativa capacità di stoccaggio, e la transizione a metodi di produzione e trasporto efficienti dal punto di vista energetico. Ad esempio, il passaggio dal carbone e dal petrolio all’energia solare ed eolica potrebbe essere una di queste indicazioni, senza dimenticare la necessità di una maggiore protezione delle foreste tropicali. Francesco suggerisce di intraprendere un processo di conversione ecologica che includa la preghiera e la contemplazione, una comprensione maggiore della natura, l’osservanza della santità del giorno di riposo e la riduzione della partecipazione alle forme materialistiche della cultura del consumo. Un passo semplice come un ringraziamento a Dio prima e dopo i pasti può essere un momento di richiamo all’ecologia integrale e al rapporto dell’individuo con Dio, la natura e le altre persone.
Conscio delle difficoltà Francesco diede una speranza: “non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi, al di là di qualsiasi condizionamento psicologico e sociale che venga loro imposto” (LS 205). Per questo, “In questo senso si può dire che, mentre l’umanità del periodo post-industriale sarà forse ricordata come una delle più irresponsabili della storia, c’è da augurarsi che l’umanità degli inizi del XXI secolo possa essere ricordata per aver assunto con generosità le proprie gravi responsabilità” (LS 165).
Non ultimo voglio ricordare un suo messaggio ai marittimi, ai pescatori e alle loro famiglie, le cui vite affrontano molteplici sfide che devono affrontare: dall’abbandono in porti lontani” al “lavoro forzato” e dalla “pesca industriale” “all’inquinamento”. Ecco la sua preghiera: “La vita del marinaio, del pescatore e delle loro famiglie è molto dura. A volte è caratterizzata dal lavoro forzato o dall’essere abbandonati in porti lontani. La concorrenza della pesca industriale e l’inquinamento rendono poi il lavoro ancor più complicato. Senza i marittimi, in molte zone del mondo si soffrirebbe la fame. Preghiamo per tutte le persone che lavorano e vivono del mare, compresi marinai, pescatori e le loro famiglie.”
Papa Francesco ci ha lasciato … ma il suo cammino ha lasciato un segno che non sarà dimenticato.
Nota
Le Encicliche di Papa Francesco: (Lumen fidei (29 giugno 2013, sul tema della fede come illuminazione), Laudato sì (24 maggio 2015, sulla salvaguardia dell’ambiente), Fratelli tutti (3 ottobre 2020, sui cammini di fratellanza) e Dilexit nos (24 ottobre 2024, “sull’amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo”), nel 2023 pubblicò l’esortazione apostolica Laudate deum, in cui tornò a riflettere sull’urgenza di implementare le strategie di contrasto alla crisi ambientale. Prolifica la sua produzione di scritti, volta a promuovere una visione del mondo che armonizzi fede, giustizia e cura della creazione: Meditaciones para religiosos (1982), Reflexiones sobre la vida apostólica (1986); Reflexiones de esperanza (1992); La nación por construir. Utopía, pensamiento y compromiso (2005); Solo l’amore ci può salvare (2013); La Chiesa della misericordia (2014); Il nome di Dio è misericordia. Una conversazione con Andrea Tornielli (2016); La felicità in questa vita. Una meditazione appassionata sull’esistenza terrena (2017); Quando pregate dite Padre nostro (2017), Gaudete et exsultate (2018); nel 2021, Oltre la tempesta. Riflessioni per un nuovo tempo dopo la pandemia e Una grande gioia. Oggi è nato per noi il Salvatore; nel 2022, Noi crediamo e Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace. Tra i suoi scritti più recenti vanno citati i testi autobiografici Life. La mia storia nella Storia (con F. Marchese Ragona, 2024) e Spera (2025), e la raccolta di discorsi ai gesuiti Sii tenero, sii coraggioso.
Riferimenti
Francesco, papa – Enciclopedia – Treccani
Laudato Sì (24 maggio 2015) | Francesco
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