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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVIII-XIX SECOLO
AREA: SARDEGNA
parole chiave: La Maddalena
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Fino al 1767 nell’antico, appartato e ventoso rifugio di monaci, contrabbandieri e pirati della Maddalena, Sardegna, si aggiravano solo pochi pastori conducendo una vita semiselvaggia sull’arcipelago deserto. Senza villaggi, senza chiese e perfino senza legge. Sì, senza legge perché esso non era stato incluso fra le pertinenze della Sardegna quando l’isola era stata ceduta con il trattato di Londra al Piemonte dalla Spagna né poi era stato mai reclamato da alcuno. Fu proprio in quell’anno 1767 che questa anomalia fu risolta con l’occupazione manu militari da parte dei Savoia e, nel volgere di pochi decenni, si sviluppò un ordinato centro abitato e le isole furono ben difese da numerose fortificazioni.
Nel 1767 gli abitanti di tutto l’arcipelago erano meno di duecento e salirono nel 1794 a … 867; non era certo un granché, ma la presenza della Maddalena e dei suoi pochi ma agguerriti cittadini fu provvidenziale come baluardo contro i tentativi di occupazione da parte della Francia rivoluzionaria. Quando il re fu costretto a lasciare i suoi stati di terraferma, l’isola fu per la prima volta utilizzata come porto militare accogliendo quel poco che era rimasto della flotta sarda e fungendo da punto d’appoggio della flotta inglese: l’ammiraglio Nelson la definì il più bel porto del mondo.

Nel 1814, con il ritorno del re nei suoi antichi stati, alla Maddalena fu smobilitata anche la Marina che si insediò a Genova, assegnata al Piemonte a seguito delle decisioni del Congresso di Vienna. Fu un’assenza che si fece sentire, facendo precipitare il paese in una profonda crisi economica e occupazionale, ma molti giovani trovarono un futuro arruolandosi nella flotta di cui costituirono la maggior parte degli equipaggi: “servono con molta loda (sic) nelle navi regie” scrive il Casalis nel suo “Dizionario statistico-storico commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna”.

La sede del Comando navale fra il XVIII e il XIX secolo, ora occupata dalla Guardia di Finanza (da Google Maps)
Di fatto la rudimentale base navale non scomparve del tutto, ma fu ridotta a ben poca cosa, semplice punto di appoggio sulla rotta Genova-Cagliari: il grosso fu comunque smantellato in fretta visto che nel 1818 vi era destinato solo uno scrivano di 1^ classe del Commissariato con l‘incarico di guardamagazzini oltre al Tenente di vascello Domenico Millelire quale comandante del porto (1).
Nel 1833 le poche strutture rimaste e le batterie erano vigilate da 70 uomini del Battaglione Real Navi e la Marina garantiva anche l’assistenza sanitaria a tutto il paese tenendo in funzione il piccolo ospedale navale cui era assegnato un “chirurgo locale” (2). Il comandante del porto, incarico al quale furono gradualmente assegnati ufficiali di grado sempre più alto, fino a quello di capitano di fregata, era qualificato anche come “Comandante dell’isola”. Per curiosità ricordiamo che all’epoca l’arcipelago si trovava nella provincia di Tempio, soppressa nel 1859 insieme a quella di Alghero, incorporate a quella di Sassari.

Quanto rimane del vecchio ospedale della Marina Sarda (Foto Catalogo Generale dei Beni culturali)
Se in pratica la marina militare non c’era più, l’isola restava in teoria una piazzaforte difesa da ben sette fortezze costruite fra il 1773 e il 1809; ma anch’esse divennero presto obsolete e, nel 1857, ne fu deciso il disarmo e parecchie furono abbandonate (anche se anni dopo si scriveva che quella di Guardia Vecchia, situata nel punto più alto dell’isola, “serve tuttora all’occasione di sentinella”). Quando a metà secolo si discusse se e dove allontanare la Marina da Genova, prima della scelta definitiva che come si sa bene cadde sulla Spezia, la candidatura della Maddalena era molto quotata, rilevandone la magnifica conformazione del porto e la grande disponibilità di spazio, ma fu scartata principalmente perché la sua posizione era troppo lontana dal litorale continentale la cui difesa ravvicinata sarebbe stata il primo compito della flotta.
Anche dopo l’Unità d’Italia la Regia Marina italiana rimase in forma più che simbolica; a parte la Capitaneria, ospitata in tre locali nell’edificio della Sanità Marittima, esistevano solo due magazzini per attrezzi di cui uno con giardino e pozzo per un totale di soli 60 metri quadrati. Era lo stesso personale della Capitaneria a disbrigare il “servizio magazzini e pensioni” almeno fin dal 1860.
Fine I parte – continua
Guglielmo Evangelista
in anteprima il ponte di imbarco alla Maddalena (xilografia), anno 1899 – Fonte L’illustrazione popolare, Fratelli Treves Editori – Milano, 1899 In Sardegna Ponte d’imbarco alla Maddalena (xilografia).jpg – Wikimedia Commons
Note
1)
Domenico Millelire (1763-1827) fu il protagonista della brillante difesa della Maddalena contro i francesi nel 1793, guadagnandosi la medaglia d’oro al valor militare e la nomina ad ufficiale. In breve, a seguito dell’attacco da parte dei Francesi, il comandante della piazza di La Maddalena distaccò un gruppo di coraggiosi agli ordini del nocchiere Domenico Millelire, che con un cannone costrinse i transalpini a cercare riparo dietro l’isola di Santo Stefano.
2) A quei tempi i sanitari erano divisi in medici (pochissimi, quasi sempre con incarichi di vertice) e chirurghi. I medici e i chirurghi “locali” rappresentavano il grado più basso del ruolo.
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Bibliografia
Goffredo Casalis: “Dizionario statistico-storico commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna” Vol 2. G. Maspero, Torino 1833
Alberto Della Marmora: “Itinerario dell’isola di Sardegna” A. Alagna, Cagliari 1868
Sara Isgrò, Maria Grazia Turco: “Le strutture militari nell’arcipelago della Maddalena. Dai forti settecenteschi al sistema difensivo della Seconda guerra mondiale” Atti del Convegno internazionale “Scenari per il futuro del patrimonio militare”. La Maddalena 2017.
“Ministero di agricoltura, industria e commercio: Censimento degli antichi Stati Sardi”. Stamperia Reale, Torino 1864.
Luigi Sacchi: “Una visita all’isola di Caprera” D. Salvi & C., Milano 1860
Gustavo Strafforello: “La Patria Geografia dell’Italia” Unione Tipografico-Editrice, Torino 1895
Attilio Zuccagni-Orlandini: “Corografia fisica, storica e statistica dell’Italia e delle sue isole” Firenze 1842.
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