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La “battaglia” dell’isola di May

tempo di lettura: 6 minuti

 

livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO 
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: May island

Esiste un’isola col nome May che si trova in Scozia, poco a Est di Edimburgo, nell’estuario (Firth of Forth) del fiume Forth. Sul fiume è installato il porto di Rosyth, dove la Royal Navy ha ancora una base. Da quel porto, la sera del 31 gennaio 1918, salparono circa quaranta unità tra navi e sommergibili dirette a Scapa Flow, nelle isole Orcadi, dove avrebbe dovuto aver luogo, il giorno successivo, un’esercitazione di tutta la flotta.

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L’estuario del fiume Forth in Scozia

Si mossero la 5°Squadra da Battaglia con quattro navi da battaglia e la relativa scorta di cacciatorpediniere, la 2° Squadra degli incrociatori da battaglia con quattro incrociatori da battaglia e i loro cacciatorpediniere, due incrociatori e due flottiglie di sommergibili della classe K.
Le due flottiglie sommergibili erano la 12°, costituita dai sommergibili K3, K4, K6 e K7 guidati dall’incrociatore leggero Fearless e la 13°, composta dai sommergibili K11, K12, K14, K17 e K22 guidati dall’incrociatore leggero Ithuriel.

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Incrociatore leggero ”Inthuriel” (fonte Wikipedia)

La formazione ordinata era “linea di fila” e, raggiunta l’isola di Maggio (Island of May) all’imboccatura della baia, avrebbero dovuto accostare verso Nordest e aumentare la velocità a venti nodi.
In testa navigava l’incrociatore Courageous seguito dalla 13° flottiglia (Inthuriel e cinque sommergibili), poi la squadra degli incrociatori da battaglia Australia, New Zeland, Indomitable e Inflexible con i loro cacciatorpediniere, seguivano la 12° flottiglia sommergibili e infine le navi da battaglia con la scorta di cacciatorpediniere. Era una fila lunghissima, oltre venticinque miglia, che avrebbe dovuto procedere a elevata velocità per impedire l’attacco da parte dei più lenti sommergibili avversari. Infatti, i sommergibili del tipo K erano stati costruiti dagli inglesi per operare assieme alle navi e potevano navigare in superficie fino a 24 nodi utilizzando un impianto di propulsione a vapore (con due caldaie, due turbine e due eliche) anche se il tempo d’immersione era piuttosto lungo dovendo intervenire anche sui due fumaioli.

Costruiti durante il periodo bellico, (ne furono ordinati 21 ma costruiti solo 17), erano lunghi 103 m, dislocavano circa 1700 t in superficie e 2500 t in immersione, erano armati con cannoni in coperta e tubi lanciasiluri (4 a prora, 2 a poppa) e raggiungevano i 60 m di profondità; ebbero numerosi incidenti e in particolare uno, il K13, era affondato durante le prove d’accettazione con la perdita di trentadue uomini dell’equipaggio. Recuperato, riparato e ribattezzato K22 era rientrato in attività. Le navi navigavano oscurate, senza luci di navigazione e in silenzio radio; solo a poppa una fioca luce segnalava alla nave che seguiva la posizione di quella davanti.

Dopo che la 13° flottiglia ebbe scapolato l’isola May, nella notte e nella nebbia, da bordo dei sommergibili furono avvistate le luci di due imbarcazioni in avvicinamento e pensarono trattarsi di due dragamine, questo è quanto poi i superstiti raccontarono. Per evitarle il sommergibile K14 accostò violentemente a sinistra, seguito dal battello successivo, il K22, entrambi uscendo dalla linea di fila e accendendo le luci di posizione; quando poi cercarono di rientrare nella fila, il K22 investì il K14. Il sommergibile K22. Si notino i due fumaioli cilindrici vicino ai cannoni (fonte Wikipedia). Entrambi i sommergibili si fermarono e il K22 trasmise, via radio e in codice, all’incrociatore capo flottiglia la notizia dell’accaduto asserendo che lui poteva rientrare in porto e che il K14 aveva subito danni e rischiava d’affondare. Il resto della flottiglia non si accorse di nulla e proseguì verso l’alto mare. Quindici minuti più tardi la 2°squadra degli incrociatori da battaglia, superata l’isola, accostò sulla rotta prevista e superò i sommergibili ma l’ultimo dei quattro incrociatori da battaglia, l’Inflexible, urtò contro il K22 torcendo ad angolo retto nove metri dello scafo prodiero, lesionando sia le casse di zavorra sia le casse del combustibile e incastrandosi nel battello di cui rimase visibile solo la falsa torre.

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Nel frattempo sull’Inthuriel, l’incrociatore leggero capo flottiglia della 13°, era stato decifrato il messaggio del K22 e la nave virò di bordo per tornare in soccorso, seguita dal resto della fila: i tre sommergibili superstiti K11, K12 e K17. Questa manovra portò la nave e i sommergibili a interferire sulla rotta della 2° squadra degli incrociatori da battaglia che stava sopraggiungendo e un altro incidente fu evitato solo dalle accostate d’emergenza di entrambi i gruppi navali. Quando l’Inthuriel e i tre sommergibili raggiunsero il luogo della prima collisione, vi stava sopraggiungendo anche la 12° flottiglia che seguiva nella fila gli incrociatori da battaglia.

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Il Fearless, l’incrociatore leggero capo flottiglia della 12°, sbucò dalla nebbia e investì il K17. Gran parte dell’equipaggio del battello riuscì a gettarsi a mare prima che questo affondasse.

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La 13° era stata seguita dagli incrociatori da battaglia e questi si trovarono a dover manovrare per evitare i sommergibili che seguivano il Fearless e che a loro volta manovravano per evitare l’incrociatore rimasto fermo dopo l’urto. L’incrociatore da battaglia Australia riuscì ad evitare il K12 puntando sul K6 e questi per togliersi d’impiccio finì per investire il K4 spaccandolo in due. L’incrociatore da battaglia “Australia”, costruito nel 1914, era appena rientrato in servizio dopo tre settimane di lavori per un precedente urto con l’incrociatore da battaglia “Repulse”.

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I due sommergibili rimasero immobili quando sopraggiunse il K7 che evitò il K6, ma investì in pieno il K4 inferendogli il colpo finale. Sulla scena della tragedia comparve allora la 5°squadra delle navi da battaglia con le quattro grandi navi e la scorta di cacciatorpediniere, passò senza notare niente ma le eliche di alcuni caccia fecero strage degli uomini del K17 che erano ancora in acqua.

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Il tragico bilancio fu di 270 morti di cui 104 sommergibilisti (55 del K4, 47 del K17 e 2 del K14) due sommergibili affondati (K4 e K17) quattro sommergibili più o meno gravemente danneggiati (K6, K7, K14 e K22), l’incrociatore leggero Fearless con la prora devastata e danni minori all’incrociatore da battaglia Australia.

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La tragedia si svolse nel periodo di un’ora e un quarto e sebbene non vi avessero preso parte navi nemiche fu chiamata, con macabro umorismo, “la battaglia dell’isola di May”. Era tempo di guerra e, sulle indagini e le corti marziali che ne seguirono, venne mantenuto uno stretto riserbo. Solo settanta anni più tardi, negli anni ’90, fu tolto il segreto e fu eretto, nel porto della cittadina di Anstruther, antistante all’isola May, un cippo commemorativo, era il 31 gennaio 2001.

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Nel 2011, durante le prospezioni del fondale marino propedeutiche alla costruzione di un parco eolico offshore, sono stati scoperti i relitti dei due sommergibili e le loro immagini sonar sono state rese pubbliche. Nel ricordo della Grande Guerra, questo accadimento, avvenuto in acque lontane dal Mediterraneo, va commemorato come rispettoso omaggio a quanti vi persero la vita, anche se dovuto a fuoco amico piuttosto che per azione nemica.

Piero Carpani

 

in anteprima bella foro del HMS K15 della classe K come il K14 e il K22

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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