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La rinascita della marina tedesca dalle ceneri della I guerra mondiale

tempo di lettura: 5 minuti

 

livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: GERMANIA
parole chiave: Kaiserliche marine, Reich marine
.

La Reichsmarine, che nacque dalle ceneri della Kaiserliche Marine dopo la sconfitta della 1^GM e dalle tribolazioni di una rivoluzione strisciante, si riorganizzò abbastanza rapidamente come forza combattente sotto la guida degli ammiragli Paul Behncke e Hans Zenker e – a dispetto dei forti limiti imposti dal trattato di Versailles – cominciò a tracciare dei veri e propri programmi navali, ben oltre la mera sopravvivenza. I termini imposti dal trattato di Versailles, oltre a vessanti pagamenti prevedevano severe riduzioni di forze armate e armamenti, onde impedire alla Germania di costituire una credibile minaccia militare negli anni a venire. Il piano di rinascita provvide a mantenere l’efficienza delle poche e obsolete unità concesse dai vincitori, ma da subito, e fin dai primi anni 1920 fu accompagnato dalla progettazione e costruzione di navi di nuova concezione. Le limitazioni dei trattati divennero stimoli per nuove procedure e tecnologie, in primo luogo la scelta della saldatura elettrica che comportò grandi risparmi sull’esponente di peso per rimanere nei limiti di dislocamento imposto, in secondo luogo l’inizio di una serie di programmi segreti volti a coinvolgere partners e potenziali alleati ed aggirare le clausole di Versailles. Azioni orientate all’addestramento all’impiego di armamenti vietati, primi fra tutti i sommergibili.

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Il Kapitan-Leutnant Lothar von Arnauld de la Periere (secondo da sinistra) e i suoi ufficiali sul ponte del sottomarino tedesco U35 – Fonte Imperial War Museum File:The German Navy in the First World War Q20241.jpg – Wikimedia Commons

L’evoluzione della Reichsmarine e l’involuzione della politica tedesca 

Nel 1933, in seguito alla nomina di Adolf Hitler a Cancelliere del Reich, il programma di espansione fu ulteriormente potenziato e nel 1935, con il completo rigetto del trattato di Versailles e la costituzione di nuove forze armate tedesche, la Reichsmarine assunse la nuova designazione di Kriegsmarine. La Reichsmarine, sotto una guida generalmente illuminata guida, aveva fatto tesoro anche delle nicchie ed ombre delle clausole del trattato, disposizioni che tra l’altro vietavano di costruire o acquistare all’estero sommergibili e navi, con quote minuziosamente stabilite per ogni categoria, mentre erano fissati precisi limiti costruttivi per le nuove unità. Le navi in servizio non potevano essere sostituite da altre di nuova costruzione prima che fossero passati 20 anni dal loro varo (15 anni per cacciatorpediniere e torpediniere) salvo l’eventuale rimpiazzo di unità perdute per incidenti. Alla Marina fu consentito di mantenere un organico di solo 15.000 uomini, ripartiti in 1.500 ufficiali, 3.500 sottufficiali e 10.000 marinai, comprendendo nel totale il personale imbarcato, quello dei servizi a terra e la guardia costiera. Il servizio militare di leva era abolito ed era fatto divieto di costituire una riserva di personale addestrato non ricompresa nel totale precedente; il servizio militare volontario nella Marina non poteva eccedere i 25 anni consecutivi per gli ufficiali ei 12 anni consecutivi per sottufficiali e marinai, ed era fatto divieto di impartire addestramento paramilitare al personale della marina mercantile. Fin dall’abdicazione del Kaiser il nuovo governo della Repubblica di Weimar si era ritrovato a gestire la difficile fase di transizione al nuovo ordinamento repubblicano. Con la legge sul servizio militare del 23 marzo 1921 la forza navale venne denominata “Reichsmarine” con effetto retroattivo al 1º gennaio 1921 e dotata di nuove insegne.

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Imperial German Navy U-boat SM/UC 5 in bacino dopo la sua cattura da parte degli inglesi – 27 aprile 1916 – Fonte IWM – Imperial German Navy U-boat SM UC 5 in dock after capture 27 April 1916.jpg – Wikimedia Commons

In questo contesto agitato e confuso, il viceammiraglio Paul Behncke fu il punto di riferimento della transizione, uno dei principali artefici della riorganizzazione. Dal 26 marzo 1919 il comandante della Marina, con il titolo di “Chef der Admiralität “(“Comandante dell’Ammiragliato”), era il contrammiraglio Adolf von Trotha, subito promosso viceammiraglio. Von Trotha gestì di fatto solo le complesse operazioni di sminamento delle coste tedesche imposte dal trattato di Versailles per passare le consegne al viceammiraglio Paul Behncke il 1º settembre 1920, sotto la cui guida iniziò a tutti gli effetti la ricostruzione, sfruttando anche punti del trattato di pace che potevano essere interpretati in favore della Reichsmarine. Considerato che le unità concesse alla Germania erano tutte obsolete, con almeno dieci o quindici anni di servizio, compreso quello di guerra, era pertanto possibile, rispettando le stesse clausole di Versailles, prospettarne il rimpiazzo con navi di nuova costruzione già a partire dalla prima metà degli anni 1920. Anche i rigidi paletti sul personale, con l’abolizione della leva a favore di un servizio volontario a lunga ferma, giocarono a favore del potenziamento qualitativo della Marina, paradossalmente grazie alla grave crisi economica della Germania; l’alto numero di richieste di arruolamento consentivano il lusso di selezionare solo i candidati più preparati costituendo così quadri altamente motivati e capaci quale struttura di espansione, esattamente il contrario di quanto si erano prefissi gli alleati e cioè di rendere poco attraente il servizio in una forza minima, senza prestigio né proiezione, con ridotte prospettive di carriera. Behncke puntò sul ripristino delle vecchie unità maggiori concesse dal trattato di pace, dotandole però di nuovi apparati ed impianti, come ottime unità di addestramento formalmente destinate al ruolo di difesa costiera. In parallelo al refitting delle vecchie unità, completato alla metà degli anni 1920, già dal 1921 Behncke avviò la progettazione di unità di superficie di nuova concezione malgrado l’opposizione della commissione di controllo alleata ed ostacolato dalla grave crisi economica in cui si dibatteva la Germania.

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cartolina della Kaiser marine con la bandiera di guerra dell’Impero tedesco usata dal 1871 al 1892- Fonte www.kaiserliche-marine.de Postkarte Kaiserliche Marine um 1890.jpg – Wikimedia Commons

Queste prime difficoltà convinsero Behncke che bisognava agire su due piani paralleli, uno alla luce del sole, aperto alle commissioni di controllo, ed altro, riservato, sia in patria sia in paesi amici, dove concentrare le necessità “sensibili”. Behncke oltre che alle esigenze, operative e numeriche, della flotta si preoccupò anche di impostare indirizzi strategici e di sviluppo adeguati al nuovo posizionamento della Germania. Scartata l’ipotesi di un confronto con il Regno Unito, la Reichsmarine doveva posizionarsi come potenza regionale egemone, con ipotesi di conflitti localizzati principalmente nel Baltico, in primis contro la Polonia, anche per via delle circa la questione del Corridoio di Danzica: si doveva comunque prendere anche un intervento esterno francese a supporto dei polacchi.

La visione strategica di Behncke e la sua Realpolitik segnarono altri punti a favore della Reichsmarine, in forte competizione con l’Esercito per la ripartizione dei pochi fondi disponibili per le forze armate; la necessità di un deterrente credibile di mantenere i collegamenti marittimi con l’isolata Prussia orientale furono determinanti per stanziamenti e politiche a favore di una forza navale efficiente.

Fine I parte – continua
Giancarlo Poddighe

 

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PARTE I PARTE II PARTE III 

 

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