8 settembre 1943 – 80 anni, come sopravvivere in un mondo allo sbando e non perdere la dignità – parte I – CESMAR

Roberto Domini

8 Settembre 2023
tempo di lettura: 6 minuti

 

livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: ANALISI
parole chiave: Storia

 

Prima di iniziare questa breve analisi dei fatti attinenti la Regia Marina precedenti la data dell’8 settembre 1943 e l’uscita in mare delle unità della flotta il 9 settembre 1943 (quindi non entrerò nel merito degli aspetti terrestri), vorrei sottolineare che ho sempre avuto una grossa difficoltà ad affrontare lo studio di quanto è accaduto in quelle giornate. Non sono solo in questo se lo storico Rosario Romeo avrebbe preferito dimenticare o non aver mai saputo quanto accadde l’otto settembre del 43 col suo codazzo di umiliazione di sciagure di irreparabili danni materiali e morali per il nostro paese. Questo elemento non può essere trascurato quando si parli di 8 settembre. Vorrei citare poi un altro grande storico come Elena Aga Rossi che ha affermato in un suo libro “Una nazione allo sbando” la frustrazione e la sensazione di incapacità da parte di uno stato di reagire a una situazione difficile come era quella dell’otto settembre ma che poteva essere in qualche modo prevista o anticipata. Per Lei “esiste una difficoltà di affrontare il tema, manca ancora una piena ricostruzione degli avvenimenti che seguirono l’armistizio e le loro conseguenze a livello sia individuale che collettivo e questo ha impedito un’interpretazione storicamente convincente”. Poi rincara la dose affermando che la “storiografia continua per lo più utilizzare la contrapposizione tra fascismo e antifascismo come l’unica chiave interpretativa sostituendo alla complessità degli avvenimenti una visione semplicistica e unilaterale, quindi inadeguata a capire cosa sia realmente successo”.

Manca poi la voce di Marco Patricelli che nel suo “Settembre 1943, i giorni della vergogna” afferma: “Pietro Badoglio, ambiguo e vanitoso, pronto a imitare allori e a sgravarsi di responsabilità, ambizioso senza molte qualità militari e politiche, ma abile a volgere a suo favore gli eventi, il successore di Mussolini è una figura poco trasparente e sfuggente”. E certo che il crollo del fascismo rappresenta una sorpresa per tutti.

Il cambio di regime avvenuto il 25 luglio con la deposizione di Benito Mussolini vede la Marina divisa tra le due principali basi Di Taranto e La Spezia. La situazione strategica è completamente cambiata perché il Nord Africa è perduto e la Sicilia assiste allo sbarco alleato che giungerà a conquistarla nel giro di un mese circa. La leadership della Marina è saldamente nelle mani dell’ammiraglio Raffaele de Courten che ricopre incarico di ministro della Marina.

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L’Ammiraglio Raffaele de Courten. Foto USMM

È chiaro che in Italia esiste una volontà non solo popolare e dei partiti antifascisti, ma anche da parte dell’apparato monarchico di giungere a una pace con gli inglesi. Questa volontà emerge già nei primi giorni di agosto quando nel proclama del Comitato nazionale dei rappresentanti delle2 correnti antifasciste si chiede al Governo la cessazione delle ostilità nella certezza che “… il popolo italiano sarà concorde nel fronteggiare qualunque pericolo dovesse insorgere da questa decisione”.

Nello stesso periodo l’Ammiraglio De Courten ha ben chiara la situazione a cui è necessario far fronte: all’esterno vi è un nemico contro il quale occorre che ognuno concentri le proprie energie, all’interno è necessario serrare le fila su sua Maestà il Re, vivente simbolo della Patria. Ciò implica volontà di combattere gli inglesi sino a quando la situazione non sia cambiata e obbedienza e sostegno alla Monarchia. È perfettamente conscio delle difficoltà, la guerra è ancora in corso, ma ritiene indispensabile che tutte le energie del Paese siano convogliate soprattutto attorno al Sovrano, evitando divisioni e soluzioni improvvisate. Gli ammiragli che avevano ruoli importanti in quel momento erano gli ammiragli Luigi Sansonetti, sottocapo di Stato maggiore, Carlo Bergamini, comandante della flotta, e Francesco Maugeri, capo del secondo reparto. L’ammiraglio Maugeri, anche per la delicatezza del suo incarico, venne accusato di tradimento e ciò diede luogo, anche negli anni successivi, a tentativi di colpire la Regia Marina accusandola di cose mai provate e soprattutto frutto di volontà poco limpide.

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La copertina di Navi e poltrone di Antonio Trizzino

Mi piace citare il libro “Navi e Poltrone” di Antonio Trizzino, un libro pieno di teorie inesatte, volgari e offensive che la Regia Marina prima e la Marina Militare dopo smontarono anche nelle sedi giuridiche. Ma il danno era stato ormai fatto e colpì anche la memoria di persone che non potevano difendersi perché scomparse. Potremmo definirlo un perfetto esempio di fake news al fine di giustificare gli errori di una leadership governativa che preferì accusare la Marina che meglio di chiunque altro aveva risposto alla situazione. E infatti emblematico che la Marina affronti il tema di cui oggi trattiamo in maniera completamente diversa da quella con cui l’otto settembre è stato vissuto dal governo e dalle altre forze armate. È interessante notare che la vulgata che ci racconta del tutti a casa non abbia avuto assolutamente presa nell’ambito della Marina dove semmai dovremmo parlare del tutti a bordo, una felice intuizione di alcuni studiosi di qualche anno fa.

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la copertina del libro Tutti a bordo di Patrizio Rapalino e Giuseppe Schivardi

Ma torniamo agli eventi.
La conquista della Sicilia si conclude il 16 di agosto del 1943. Già il 17 agosto viene discusso il cosiddetto Memorandum di Quebec in cui si afferma che. “La cessazione delle ostilità fra le Nazioni Unite e l’ltalia avrà luogo a partire dalla data e dall’ora che saranno comunicate dal generale Eisenhower. Il Governo italiano dovrà assumere l’impegno di proclamare l’armistizio non appena esso sarà annunciato dal gen. Eisenhower e di ordinare alle sue Forze armate e al suo popolo di collaborare con gli Alleati e di resistere ai Tedeschi, da quel momento. Il Governo italiano all’atto dell’armistizio dovrà ordinare alla flotta italiana e alla maggior parte possibile della Marina mercantile di salpare per porti alleati. Qualsiasi nave in pericolo di essere catturata da parte dei Tedeschi dovrà essere distrutta”. Soprattutto si afferma che: «La misura nella quale queste condizioni saranno modificate in favore dell’ltalia dipenderà dall’entità dell’aiuto che il Governo e il popolo italiani daranno realmente alle Nazioni Unite contro la Germania durante la rimanente parte della guerra».

La Sicilia è diventata il luogo dove si effettuano i primi contatti con gli alleati. Gli obiettivi italiani erano di ottenere che gli angloamericani effettuassero uno sbarco il più possibile vicino a Roma e trasferissero una divisione aviotrasportata nei pressi della capitale dove nel frattempo sarebbero stati concentrati oltre le sei divisioni già sul posto anche parti della quarta armata. Il memorandum di Quebec verrà presentato a Cassibile, dove venne firmato quello che viene chiamato l’armistizio corto. Il Generale Giuseppe Castellano e il Ministro Franco Montanari del Ministero degli Esteri ne sono protagonisti. Entrambi non sono esperti3 di cose navali.

Tutto va sottolineato perché l’aspetto più importante per gli alleati era legato alla flotta che al momento poteva contare su un numero di corazzate importante (sette di cui quattro in assetto di combattimento). Ma questo peso, un qualcosa che al momento rappresentava la reale potenza del Paese non fu assolutamente preso in considerazione è l’unica possibilità che l’Italia aveva andò perduta. A Cassibile viene deciso la cessazione immediata di ogni attività ostile, il trasferimento immediato della flotta italiana nelle località designate dal Comandante in Capo alleato, che fissa anche i dettagli di disarmo, la requisizione del naviglio mercantile italiano e la garanzia immediata del libero uso da parte degli alleati di tutti i porti in territorio italiano.

Fine I parte – continua 

Roberto Domini

 

in  anteprima navi italiane in navigazione, Ufficio Storico Marina militare italiana

 

CENTRO STUDI DI GEOPOLITICA E STRATEGIA MARITTIMA «Geopolitica-mente» a cura di: Roberto DOMINI, già pubblicato su www.cesmar.it.
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