EUDI Show 2026, un’appuntamento per tutti gli amanti della subacquea e del mare

Alessandro Filippini

28 Febbraio 2026
tempo di lettura: 6 minuti

 

livello elementare

.

ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: EVENTI
parole chiave: EUDISHOW

 

Anche la 31sima edizione dell’EUDI Show, il salone della subacquea di Bologna, ha chiuso i battenti. Come ogni anno la grande comunità dei subacquei si è ritrovata nella consueta atmosfera di festa durante la quale il salone ha calato tutti i suoi assi. Erano presenti naturalmente i maggiori brand produttori di attrezzature per il subacqueo e per i diving, così come giovani aziende che si affacciano al mercato. Importante la presenza dei nuclei sommozzatori delle Forze Armate e dei principali corpi militari italiani, fondamentali non solo per la sicurezza delle nostre coste ma anche per l’indispensabile supporto alla ricerca scientifica per la tutela ambientale.

Durante i tre giorni dell’evento un programma particolarmente ricco di eventi e presentazioni si è articolato sui palchi della fiera rendendo a volte perfino difficile prendere nota di tutto per potervene dare conto.

Da diversi anni  ed in maniera sempre crescente il comune denominatore che tiene legati i diversi aspetti del salone è la consapevolezza ambientale. Che si parli di innovazione tecnica o progetti di ricerca, tutto va nella direzione della crescita di subacquei sempre meno soltanto turisti e sempre di più vere e proprie sentinelle del mare, consapevoli di quanto la loro presenza in acqua possa fornire informazioni utili ai ricercatori sullo stato del mare, diventando parte di quella citizen scienze sempre più diffusa. Come dimostra la rinascita del Banco di Santa Croce poco a largo di Castellammare di Stabia, in Campania, una volta regno incontrastato della pesca di frodo. Negli ultimi anni, come confermato dalla Stazione zoologica Anton Dohrn e dall’università Federico II di Napoli, la presenza di diving e subacquei ha garantito la vigilanza di un’aerea divenuta zona di tutela ambientale nel 1993, ed oggi meta dei subacquei europei.

Particolarmente affollato di appassionati e videomaker, la presentazione del documentarista subacqueo Riccardo Cingillo sulle nuove tecniche di ripresa a 360 gradi ed in 3d. Grazie ad attrezzature appositamente progettate da EASYDIVE, con le sue immagini Cingillo porta in acqua chi in acqua non è mai stato. Attraverso speciali visori presso le stanze del mare, sempre più presenti nelle strutture delle Aree Marine Protette, chiunque può provare la sensazione di essere in immersione in mare aperto, guardandosi intorno magari in mezzo ad un banco di pesci o all’interno di un relitto. Una vera e propria esperienza immersiva per mostrare alle persone le meraviglie del mondo sommerso. Ma non basta, le sue immagini sono infatti di fondamentale utilità per gli archeologi subacquei che hanno così a disposizione uno strumento insostituibile per la ricerca e la mappatura dei siti sommersi. 

Nella direzione della tutela ambientale poi, l’importante presentazione a cura dei ricercatori Ispra del progetto PNRR-MER, Marine Ecosystem Restoration, il più grande programma nazionale di ripristino degli ecosistemi marini, con focus sull’ impiego di tecnologie avanzate per la conoscenza e la tutela del mare. alcune delle principali attività previste dal progetto MER riguardano:

– La ricostruzione di banchi di ostrica piatta europea (Ostrea edulis) in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo.  Le ostriche hanno la capacità di costruire veri e propri reef calcarei, l’equivalente alle nostre latitudini delle scogliere coralline tropicali, per questo sono chiamate “ingegneri ecosistemici”. A livello globale, si stima che l’85% dei banchi naturali di ostriche sia andato perduto, rendendo questo habitat uno dei più minacciati al mondo. 

– La mappatura degli habitat costieri italiani. Ad oggi il paese possiede una cartografia della posidonia oceanica, realizzata anche più di venti anni fa, e quindi ormai obsoleta; con il progetto MER si completerà la cartografia in un unico intervallo temporale su tutto il territorio nazionale, garantendo maggiore uniformità e precisione nei dati.

– L’installazione di 91 campi ormeggio su territorio nazionale, con la messa in acqua di circa 1500 boe come strumento per la tutela degli habitat di pregio marino costieri, limitando così i danni derivanti dall’ancoraggio dei natanti da diporto. Le aree per la realizzazione dei campi ormeggio sono state individuate all’interno o prossime alle Aree Marine Protette, ai Parchi Nazionali e alle aree facenti parte della rete Natura 2000

I dati Ispra mostrano che l’86,5 % dei rifiuti in mare è legato alle attività di pesca e il 94% di questi sono costituiti da reti abbandonate. il progetto MER, dunque, prevede l’individuazione ed il ripristino di almeno 15 aree dove sono stati localizzati attrezzi da pesca e di acquacoltura abbandonati. Le attività in corso si concluderanno a giugno 2026. 

Presente al salone anche il WWF c he celebra i suoi 60 anni di vita e il suo impegno per la salvaguardia del mare iniziato con la prima campagna “il mare deve vivere” lanciata a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci nel 1978, fino ai risultati ottenuti dalle campagne del 2025 come le attività di pulizia dei fondali dalle reti fantasma  grazie al progetto Ghost Gear, condotto insieme al centro carabinieri subacquei per mappare 31 siti, rimuovendo dal mare 3.186 kg tra reti fantasma e lenze.  In difesa delle specie iconiche del mediterraneo, come tartarughe marine e foca monaca, il WWF ha illustrato il primo anno di attività del progetto “Life Adapts” che ha visto impegnati oltre 100 volontari per il censimento di  338 nidi di tartaruga Caretta Caretta tra Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. La fondazione Marevivo ha presentato “Med Coral Guardians” un viaggio tra alcune delle Aree Marine Protette del centrosud per la tutela dei coralli del Mediterraneo a rischio estinzione.

Naturalmente c’è stato spazio per la presentazione di libri e pubblicazioni di vario orientamento, da quelli più prettamente naturalistici come “Squali”, l’ultimo lavoro di Angelo Mojetta e Tiziano , fino ai racconti come “La voce dei relitti, il mare racconta” di Fabio Portella. Un libro quest’ultimo che racconta il mare di Sicilia quale archivio silenzioso della memoria sommersa di battaglie antiche fino alle guerre del secolo scorso.

Tanti i riconoscimenti che hanno animato la tre giorni dell’EUDI 2026, come quello intitolato a Enzo e Rossana Maiorca, assegnato ogni anno a tre giovani laureati in biologia marina e che avranno l’opportunità di svolgere attività di ricerca a bordo di unità della Marina Militare. Con l’occasione è stata consegnata la quarta medaglia del mare disegnata e coniata appositamente per l’evento, che è andata alla Jonian Dolphin Conservation, a cementare i forti legami tra la famiglia Maiorca e le istituzioni che si occupano di protezione e salvaguardia del mare. Nell’edizione di quest’anno è stato assegnato il primo EUDI Award for Marine Outreach, il nuovo riconoscimento di Assosub dedicato a chi racconta il mare e l’urgenza di proteggerlo attraverso ricerca scientifica, immagini e divulgazione. Il premio è andato ai fratelli Andrea e Marco Spinelli, giovani protagonisti della comunicazione ambientale i cui progetti rappresentano un ponte concreto tra comunità scientifica e pubblico, raccontando in modo chiaro ed accessibile l’urgenza di proteggere gli oceani.

E ancora, il conferimento del premio Tridente d’oro da parte dell’Accademia Internazionale delle Scienze e Tecniche Subacquee, andato quest’anno ad Amos Nachoum, fotografo ed esploratore specializzato in grandi animali terrestri e marini, alla prof.ssa Monica Montefalcone, biologa marina dell’università di Genova da anni impegnata nella salvaguardia del mondo marino e nel rimpianto delle praterie di posidonia, figura di spicco della ricerca subacquea che ha ricevuto in passato numerosi premi tra cil quello della Fondazione Atlantide, all’Ingegner Emanuele Coppola che da oltre 35 anni si dedica allo studio della foca monaca del mediterraneo, e al ricercatore e scrittore Fabio Portella. Un tema fondamentale di EUDI 2026 è stato quello della sicurezza.

Diversi i tavoli coordinati dalla fondazione Mistral/Simsi con la presenza autorevole dei dott. Pasquale Longobardi e Francesco Fontana, che si sono alternati con i loro relatori affrontando argomenti che andavano dalla necessità di protocolli sempre più attenti e condivisi per garantire la sicurezza dei subacquei in viaggio verso destinazioni internazionali, fino alla trattazione di patologie come la taravana, sindrome neurologica simile alla malattia da decompressione, che colpisce apneisti profondi a causa di immersioni ripetute, elevate profondità e brevi recuperi in superficie. Fondamentale in questi ambiti il ruolo del DAN, il network internazionale di ricerca ed assistenza ai subacquei, che ha presentato le nuove linee guida ERC che aggiornano le procedure di rianimazione cardiopolmonare con un focus sulla formazione, la disostruzione e l’uso del defibrillatore. Non ultimi i pannelli tecnici sempre interessanti di Video Sub di Mauro Francesconi.

Inutile dire come tutto quanto fin qui raccontato si sia come sempre inserito in una cornice festosa fatta di decine di stand di diving italiani ed internazionali, Aree Marine Protette e tour operator che hanno avuto il consueto effetto di farci venire una gran voglia di partire. L’appuntamento è per l’EUDI SHOW 2027.
Alessandro Filippini
.

.
PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
.
Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore e le fonti o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

 

 

(Visited 145 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Share
Traduci l'articolo nella tua lingua
error: Content is protected !! ATTENZIONE Il contenuto è protetto - Per eventuali autorizzazioni contattare la redazione all'indirizzo infoocean4future@gmail.com