I vantaggi reciproci della collaborazione russo-cinese sulla tecnologia sottomarina sensibile – parte VI

Gian Carlo Poddighe

24 Febbraio 2025
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: MARINA CINESE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: SISTEMI DI PROPULSIONE
parole chiave: sistemi ibridi, sottomarini nucleari

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La Russia, nonostante la sua superiorità nel campo della costruzione di sottomarini nucleari, ha lottato a lungo e con fatica per sviluppare la propulsione AIP per i suoi sottomarini convenzionali di dislocamento contenuto. La cantieristica russa, come in altri casi della motoristica, ha dovuto riconoscere il successo del sistema AIP cinese basato sul motore Stirling, arrivando ad ammettere che il Rubin Design Bureau, quando ha cercato di sviluppare contemporaneamente l’AIP a celle a combustibile e la tecnologia delle batterie agli ioni di litio, si è disperso e non ha raggiunto gli obbiettivi, mentre la Cina, a sua volta, ha dovuto riconoscere le proprie difficoltà nella propulsione nucleare ed il ricorso all’ assistenza russa; considerata la sovrapposizione della crisi ucraina, e le evidenti difficoltà “navali”, i trasferimenti di tecnologia nucleare russa potrebbero quindi essere solo la punta dell’iceberg. Vi sono quindi chiaramente potenziali sinergie che potrebbero essere sfruttate.

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Unire le forze per migliorare l’AIP cinese con un piccolo reattore nucleare ausiliario potrebbe essere un progetto in cui entrambe le parti potrebbero apportare le rispettive “conquiste”, punti di forza per un progetto comune di sottomarino. Sin dal 2023, si è speculato sulla possibilità che la Russia debba scegliere di ringiovanire la sua flotta, sia vetusta sia impoverita numericamente dalla guerra, ordinando navi militari ai cantieri navali cinesi, che possono offrire prezzi competitivi e capacità produttive superiori, anche per navi da guerra altamente complesse, rispetto ai cantieri russi a corto di tutto, dalla mano d’opera, ai componenti, alla liquidità. Inoltre, potrebbe essere un primo passo per una produzione in parallelo da parte di cantieri navali cinesi e russi. Optare per un progetto AIP avanzato (con “batterie nucleari”) avrebbe anche senso dal punto di vista operativo per la Russia, anche perché l’intero concetto ha avuto origine dall’Unione Sovietica negli anni ’70. La Russia ne avrebbe anche requisiti operativi simili a quelli cinesi, trovandosi in svantaggio rispetto ai sottomarini della NATO nel dominio sottomarino poco profondo e confinato del Mar Baltico, dove i suoi tradizionali sottomarini a propulsione nucleare non possono operare in modo efficiente come in acque più profonde. Solo per quel teatro, sarebbe auspicabile un sottomarino AIP più capace e più piccolo, anche se lo stesso in altra scala potrebbe valere per il Mar Nero, il Mare di Barents e parti del Mar Glaciale Artico, dove la Russia si confronta costantemente con le marine della NATO.

In particolare, la recente cooperazione tra Norvegia e Germania per i sottomarini classe Type 212CD sarebbe una seria preoccupazione per la Russia sul suo fianco settentrionale. La pressione di dover affrontare tali sfide, sullo sfondo della dipendenza sempre più sbilanciata della Russia dal sostegno politico ed economico cinese a causa della sua guerra contro l’Ucraina e della ridotta capacità di produzione navale della Russia, potrebbe aver indotto la Russia ad accettare uno sviluppo congiunto di sottomarini “AIP con batterie nucleari”.

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Conclusione

Finora, le informazioni limitate su un nuovo sottomarino – il Type 041 delle immagini satellitari presso il cantiere navale di Wuchang – hanno portato a molte ipotesi e poche risposte. Le necessità della PLAN danno probabilità che il sottomarino Type 041 possa adottare un nuovo sistema al posto del motore Stirling precedentemente impiegato nel suo sistema AIP. Un’evoluzione facilitata dalla tecnologia sovietica (e ora russa), che ha aperto la strada alle “batterie”, meglio impianti nucleari ausiliari, per i sottomarini degli anni ’80: se così fosse, il Type 041 potrebbe essere il risultato di una collaborazione russo-cinese su un nuovo tipo di sottomarino convenzionale, come annunciato nel 2020. Infine, anche se il Type 041 fosse davvero un nuovo tipo di piccolo sottomarino a propulsione nucleare, da produrre in serie, questo non interferirebbe, anche come centro di produzione, con i programmi SSN e SSBN (Type 095 e 096) destinati a ben diversi ruoli operativi. Tra le ipotesi prive di ogni sostegno e logica è che l’affondamento, non si sa se perdita totale, del Type 041 costituisca una grave battuta d’arresto nell’intero programma di sottomarini nucleari della Cina. Lo sviluppo di un sottomarino AIP a “componente nucleare”, di dimensioni contenute, è completamente separato dalle capacità produttive destinate ai Type 095 e 096, concentrate nel cantiere di Huludao.

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cosa è successo al sottomarino cinese? Fonte https://x.com/tshugart3/status/1813321394358231269 Autore Tom Shugart

Nel peggiore dei casi, l’incidente del Type 041 è un ostacolo temporale nei programmi generali di ammodernamento della flotta sottomarina della Cina. Se le teorie sul sistema di propulsione a batteria nucleare presentate sopra fossero confermate, allora il Tipo 041, da considerarsi SSn e non SSN, ossia nucleare ma non troppo, avrebbe alcuni, ma non tutti, i vantaggi associati a un tradizionale sottomarino d’attacco a propulsione nucleare, ma si tratterebbe di un “qualcosa” per il momento specificamente progettato per necessità tattiche più che strategiche e geopolitiche della Cina per operare nei suoi mari vicini. La “batteria nucleare”, di cui si tratta in questa rassegna, evidenzia quindi una risposta ad esigenze operative della PLAN “guardando indietro”, pensando al breve termine per sviluppo ed adozione, quasi in termini di “usato sicuro”, pur essendo basata su tecnologie e impiantistica datate. Risponde certamente a specifiche esigenze a breve, soddisfacendo autonomia, furtività ed affidabilità, forse con un orizzonte temporale di due decenni, ma resta da vedere la risposta e soprattutto l’evoluzione occidentale quando saranno disponibili e di uso comune i reattori di ultima generazione attualmente in fase di messa a punto, quando l’intero spettro della propulsione navale nucleare dovrà essere rivisto. Nel frattempo, l’occidente sembra avere qualche vantaggio sia sul nucleare “tradizionale” sia nell’ AIP, tali da non imporre cambi immediati, mentre per Cina e Russia né le prospettive di conflitto, né la rincorsa al primato, consentono un’attesa per scelte di nuove tecnologie.

Gian Carlo Poddighe

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