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livello elementare
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ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: coralli, anemoni, spugne
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Come subacquei, condividiamo l’ambiente acquatico con le creature che lo abitano. La stragrande maggioranza di queste forme di vita sono benigne e non pericolose per l’uomo ma una piccola percentuale di questi organismi può rappresentare un potenziale rischio per i subacquei, principalmente a causa del contatto involontario o se molestati. I potenziali rischi includono morsi, avvelenamento, tagli, punture, e scosse elettriche. La gravità delle conseguenze è variabile a seconda delle specie coinvolte, dell’entità dell’interazione avversa e della risposta fisiologica della vittima. In alcuni rari casi, gli esiti possono essere fatali. La consapevolezza dei rischi connessi all’interazione con la vita marina può ridurre la probabilità di un incidente e può mitigarne le conseguenze, ma non può eliminare il rischio. Come subacqueo responsabile è importante ricordarsi che il contatto diretto con la vita marina dovrebbe essere sempre evitato. Questo non è solo per la nostra sicurezza ma anche per garantire il benessere delle creature marine; rispettando il loro habitat naturale, contribuirai a preservare gli ecosistemi marini.
Il contatto involontario con forme di vita sessili è una delle cause principali di possibili problemi. Questo può accadere a causa di distrazione, disattenzione o scarso controllo dell’assetto (Figura 1). Essere vigili ed attenti all’ambiente circostante, abili nel controllo dell’assetto e utilizzare un’adeguata protezione dall’esposizione può ridurre i rischi di entrare in contatto con la vita marina. Le conseguenze sono spesso limitate ad abrasioni, tagli superficiali o reazioni cutanee. In casi limitati possono esserci esiti più sostanziali, tagli più profondi, reazioni allergiche ed eruzioni cutanee estese o vesciche. Anche i tagli minori esposti all’ambiente acquatico possono facilmente infettarsi e richiedere più tempo per guarire.
La buona notizia è che un pronto soccorso tempestivo può ridurre fortemente le conseguenze a lungo termine e limitare i danni. Come sempre, un controllo medico è comunque sempre consigliato dopo questi incidenti. Un primo gruppo di organismi che possono costituire un rischio per il subacqueo in caso di contatto è quello dei Celenterati. In particolare, ecco alcune specie di corallo, anemoni e spugne:

Il corallo di fuoco (Millepora alcicornis), tecnicamente un idrozoo, ha una elevata capacità urticante, a seguito di contatto provoca una forte sensazione di bruciore con potenziale infiammazione e vesciche locali che durano diversi giorni. Nella foto dettaglio dei dactylozoidi, Pinar del Rio, Cuba – Autore Fernándo H. Martín – Fonte http://herramientas.educa…/imagen.php?id=14213
Millepora alcicornis, dactylozoides 2.jpg – Wikimedia Commons

Sagartia elegans è un anemone che vive spesso alla base delle spugne. Il contatto con i suoi tentacoli può causare gonfiore delle mani; mal di testa e vomito si possono manifestare nei casi più gravi – Bass Rock, North Berwick, Scozia, bello ma da non toccare – Autore Gordon Milligan – Fonte https://www.flickr.com/photos/el-milligano/15684363122/in/photolist
Sagartia elegans.jpg – Wikimedia Commons

Lebrunia danae è uno degli anemoni più tossici dell’Atlantico. Può causare sintomi sistemici, inclusi problemi gastrointestinali e mal di testa
Lebrunia danae.jpg – Wikimedia Commons

Actinodendron plumosum assomiglia a un corallo e provoca ulcere cutanee, gonfiore e dolore che possono durare per settimane
Actinodendron plumosum – Hell’s Fire Anemone – AquaInfo
Le procedure di pronto soccorso includono la pulizia della ferita con agenti antisettici, sciacquando la pelle con acqua di mare (NON usare acqua dolce o ghiaccio) e applicando aceto o alcol isopropilico (dal 40 al 70%). Se non disponibile, utilizzare una soluzione di ammoniaca al 25%. Il protocollo medico in genere prevede l’applicazione di una lozione all’idrocortisone (dallo 0,5% all’1,0%) due volte al giorno. Se si sviluppasse un’infezione rivolgetevi ad un medico ed interrompete l’idrocortisone. Se gli occhi sono coinvolti, sciacquare con abbondante acqua dolce (uno o due litri).

La spugna di fuoco (Tedania ignis) ha una forma caratteristica con numerosi rami simili a dita di colore rosso. Se toccata, può rilasciare sostanze chimiche irritanti, causando irritazione della pelle simile all’edera velenosa
Eponge de feu – Tedania (Tedania) ignis | BioObs

La Neofibularia nolitangere1 ha una forma tondeggiante, come una crocchia, e irrita per contatto superficiale con bruciore immediato seguito da intorpidimento, gonfiore, bruciore e vesciche sulla pelle che possono continuare per diversi giorni. Possono verificarsi anche prurito ed eruzioni cutanee in tutto il corpo. In questo caso, le procedure di pronto soccorso includono l’ammollo con aceto per 10-15 minuti (se l’aceto non è disponibile, alcol isopropilico al 70% che può essere utilizzato per 5 minuti). Del nastro adesivo può essere usato per rimuovere le spicole dalla pelle. L’ammollo con l’aceto o l’alcol si può ripetere per cinque minuti o un minuto rispettivamente. Se la reazione è forte rivolgetevi sempre ad un medico che probabilmente potrà prescrivervi una crema all’idrocortisone o antistaminica. Nel caso malaugurato si dovessero sviluppare infezioni, sarà necessario interrompere l’idrocortisone e utilizzare antibiotici (sempre seguendo le prescrizioni mediche).
Giorgio Caramanna
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1 non a caso, noli tangere in latino significa non toccare
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