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Von Spee contro Cradock nella Battaglia di Coronel – parte II

tempo di lettura: 6 minuti

 

livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: Coronel
.

Il 7 settembre 1914, le forze Inglesi e Giapponesi, scoprirono che la squadra di Von Spee, non si trovava a Tsingtao. Dall’analisi degli attacchi alle isole del Pacifico ed alcune intercettazioni radio, i Britannici compresero che l’intenzione di Von Spee era di passare in Atlantico, cosa che avrebbe potuto avere molte conseguenze per il traffico mercantile alleato. A questo punto l’ammiragliato Inglese decise di contrastare il ritorno della squadra tedesca in Atlantico.

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l’ammiraglio Christopher Cradock Christopher Cradock.jpg – Wikimedia Commons

Per il comando della missione venne scelto l’ammiraglio Sir Christopher Cradock, amico personale di Von Spee (avevano combattuto assieme in Cina durante al rivolta dei Boxer) al quale vennero assegnati due incrociatori corazzati, il Good Hope e il Monmouth, costruiti alla fine del 1880 ed armati con due cannoni in torri singole da 234mm e 12 cannoni da 152mm in casamatta, disposti su due ponti in grado di poter raggiungere la velocità massima di 21 nodi. Inoltre, ricevette il Glasgow, un moderno incrociatore leggero armato di 2 cannoni da 152mm e l’incrociatore ausiliario Otranto. Cradock, conoscendo il nemico e la sua forza, protestò per le esigue forze messe a sua disposizione, ma l’ammiragliato ritenne che fossero più che sufficienti per affrontare la squadra tedesca, sicuri della loro superiorità marinaresca. All’ultimo venne assegnata anche Salvo la vecchia corazzata HMS Canopus, dotata di cannoni da 305mm, troppo lenta per dare la caccia ai veloci incrociatori tedeschi.

La squadra inglese lasciò l’Inghilterra con rotta verso le Falkland dove arrivò verso i primi di ottobre quando, il 5 di ottobre, Cradock venne informato della decisione di Von Spee di dirigere sulle coste del Cile. Il piano inglese consisteva nel prendere contatto con il nemico ed attirarlo verso la Canopus che con i suoi pezzi avrebbe dovuto risolvere lo scontro. La squadra inglese lasciò il porto inviando il Glasgow in esplorazione e seguendolo con il grosso delle forse, ma la Canopus, per avaria alle caldaie, dovette ridurre la velocità a 12 nodi. A questo punto Cradock, preoccupato che il ritardo potesse permettere al nemico di passare in Atlantico e quindi disperdersi nell’oceano, decise di lasciare la corazzata indietro. Il gruppo britannico, il 30 ottobre, si riunì al Glasgow, all’altezza della cittadina cilena di Coronel. Lo squilibrio bellico era chiaro in quanto il Canopus era lontano e non avrebbe potuto partecipare allo scontro.

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Mappa della Battaglia di Coronel, 1 novembre 1914. i movimenti delle navi britanniche in rosso, tedesche in nero Battle of Coronel map (relief).jpg – Wikimedia Commons

Nel pomeriggio del 1 novembre alle 16:30, con mare molto mosso, il Glasgow avvistò la squadra nemica e diede l’allarme via radio, accostando per ricongiungersi con le altre navi. Alle 17:00 la forza inglese assunse l’ordine di battaglia, in testa il Good Hope, seguito dal Monmouth, il Glasgow e per ultimo l’Otranto … ma la Canopus era ancora a 300 miglia dalla formazione. I tedeschi erano disposti già in ordine di battaglia: davanti l’ammiraglia Scharnhorst, seguita da Gneisenau e Leipzing, con il Dresden a chiudere la formazione, mentre il Nurnberg è più indietro di 30 miglia, essendo appena uscito da Valparaíso.

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Großer Kreuzer SMS Scharnhorst (1906–1914), Kaiserliche Marine – Arthur Renard – U.S. Naval Historical Center Photograph, Photo #: NH 46837; http://www.history.navy.mil/photos/sh-fornv/germany/gersh-s/scharnst.htm This print was received by the U.S. Office of Naval Intelligence on 7 May 1908.” SMS Scharnhorst by Arthur Renard – Scharnhorst-Klasse (1906) – Wikipedia

A questo punto Cradock, nel timore che con il calare delle tenebre possa perdere il contatto con la squadra tedesca, abbandonò il piano originario e si apprestò a dare battaglia; visto l’approssimarsi del tramonto, cercò di portarsi a tutta forza ad oriente del nemico in modo tale che il sole basso “illuminasse” le navi avversarie e nello stesso tempo accecasse i direttori del tiro delle navi inglesi. Von Spee invece si diresse verso la costa, ben sapendo che al tramonto le navi inglesi si sarebbero stagliate contro la luce del crepuscolo serale mentre le sue si sarebbero confuse con la linea della costa.

La battaglia
Gli inglesi sono i primi ad aprire il fuoco, ricevendo di risposta quello delle navi tedesche. Sono le 19.02 (il sole è tramontato alle 19.00) e, nonostante il mare mosso, i direttori del tiro tedeschi rendono onore alla loro fama, con un perfetto esempio di tiro a scalare. La terza salva dello Scharnhost colpisce con due colpi il Good Hope quindi i colpi si fanno sempre più precisi. Il Good Hope risponde furiosamente al fuoco, ma non può utilizzare, come il Monmouth, i cannoni da 152mm nelle casamatte inferiori, in quanto allagati dal mare. Con l’aumentare dell’oscurità, i direttori del tiro, si orientano nella mira con le vampe dei cannoni.

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HMS Good Hope

L’ammiraglia inglese, viene colpita a proravia tra il ponte di comando e la torre di prora, bloccando quest’ultima, poi viene colpita una casamatta e lo scoppio delle munizioni provoca un forte incendio; alle 19.50 viene centrata la santabarbara che esplode ed in pochi secondi il Good Hope affonda senza lasciare superstiti.

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This illustration of the British cruiser HMS Monmouth appeared after page 6 in the 1903 edition of Brassey’s Naval Annual – Fonte https://archive.org/details/CASGA_120409/page/n49/mode/2up – Autore  William Frederick Mitchell (1845–1914) HMS Monmouth – Brassey’s Naval Annual 1903.png – Wikimedia Commons

Non va meglio al Moumouth, colpito dallo Gneisenau, che non riesce più a mantenere il ritmo di fuoco. Inizia così la sua tragedia: quasi subito, un colpo di grosso calibro, colpisce la torre di prua, facendola letteralmente volare in mare, causando un incendio nella riservetta delle munizioni. Alle 19.22, colpito nella sala macchine, incomincia a sbandare ma a velocità ridotta riesce a sottrarsi ai cannoni nemici ed a scomparire nel buio; stessa cosa fa il Glasgow, anche lui gravemente danneggiato dai colpi degli incrociatori leggeri tedeschi che non può contare sul supporto dell’Otranto che ha lasciato lo scontro subito dopo l’inizio.

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incrociatore armato tedesco SMS Gneisenau,1905 – Fonte Collier’s Photographic History of the European War (New York, 1916) SMS Gneisenau.jpg – Wikimedia Commons

Nel buio della notte Von Spee, ordina agli incrociatori da battaglia di sospendere il fuoco e abbandonare lo scontro, lasciando agli incrociatori leggeri il compito di finire gli avversari. Alle 22.20 il Nurnberg, s’imbatte nel Monmouth, con il ponte squarciato e le lamiere contorte; il comandante ne chiede la resa ma l’incrociatore inglese, con la bandiera a picco, tenta la manovra di speronamento. Al Nurnberg non resta che devastarne lo scafo con le artiglierie e rapidamente il Monmouth affonda senza superstiti.

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L’incrociatore Nürnberg a Barcellona su l’Ilustració Catalana nº 352 (2a època) del 06/03/1910 – Fonte https://hemerotecadigital.bne.es/hd/es/viewer?id=40595956-e073-4449-8c17-078a667d895b – Autore Llorens Creuer Nürnberg a Barcelona – 1910.jpg – Wikimedia Commons

Il buio della notte e il mare grosso, impediscono ai Tedeschi ogni tentativo di salvataggio. Lo scontro si conclude con la perdita dei due incrociatori inglesi e circa 1.600 uomini, contro tre soli feriti tedeschi e lievi danni. 

Dopo più di 200 anni l’Inghilterra subì una amara sconfitta navale (l’ultima era stata nel 1697) e l’ammiraglio Von Spee e la sua squadra rientrarono a Valparaíso, festosamente accolti dalla Comunità tedesca della città. 

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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