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L’Aéronautique navale francese: la seconda guerra mondiale e la rinascita

Reading Time: 7 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: AVIAZIONE NAVALE
parole chiave: Marine Nationale, Aéronautique navale, Seconda guerra mondiale

 

L’Aéronautique navale alla prova del fuoco
Nel 1940 la componente operativa dell’aeronavale era composta dalle seguenti unità:
5 Escadrilles de bombardement (B1, B2, B3, B4, B5) di cui tre su antiquati bombardieri biplani Liore et olivier leo 257, una in riequipaggiamento con Moderni bimotori Martin 167, una con grossi quadrimotori Farman 223 tutte in Mediterraneo, tranne quella sui Farman. Tutte unità da riequipaggiare con moderni bimotori di cui la marina francese aveva ordinato 68 esemplari. Di questi la componente aeronautica della marina francese prese in carico complessivamente 13 esemplari del LeO 451, dei quali solamente sei risultavano operativi nella Escadrille 1B; questa, di stanza in Marocco, ricevette i bombardieri nel corso del mese di giugno del 1940 troppo tardi per ogni impiego in combattimento

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biposto americani Vought 156

4 Escadrilles de bombardement en piqué (AB1, AB2, AB3, AB4) due su Loire Niuport L 411 due su biposto americani Vought 156, tutti aerei moderni imbarcabili, di cui una in Mediterraneo.

2 Escadrilles embarquées de bombardement (HB1, HB2) in mediterraneo su idrosiluranti monomotori Latecoere 298 destinati alla Commandant Teste, aerei moderni ma dalle forti limitazioni operative dovute alla formula idrovolante.

5 Escadrilles de chasse ( AC1, AC2, AC3, AC4, AC5) di cui una in mediterraneo equipaggiate con un Mix di bimotori Potez 631 e monomotori Bloch Mb151, Morane Saulnier Ms 406, Dewoitine D520 per le quali erano state ordinate 120 D520 e soprattutto 81 Grumman G36 (designazione di fabbrica dei Grumman F4F Wildcat). I Grumman avrebbero formato la caccia imbarcata mentre i Dewoitine avrebbero equipaggiare varie squadriglie di intercettori da porre a difesa delle basi navali.

2 Escadrilles embarquée de chasse (HC1, HC2) su idrocaccia Loire 210 da imbarcare sulle unità maggiori per il contrasto di ricognitori isolati ( impiego previsto anche per i Fiat cr42 idro e a cui furono destinati i Re 2000 catapultabili) sciolte per l’obsolescenza del mezzo ma che si pensava di equipaggiare con un Derivato idrovolante del D520, il Dewoitine HD-780

13 Escadrilles d’exploration (E1, E2, E3, E4, E5, E6, E7, E8, E9, E10, E11, E12, E14) dotate di un incredibile mix di vecchi e lenti idrovolanti militari e più moderni idrovolanti civili requisiti e una di  quadrimotori Farman 222, di queste 6 operavano in mediterraneo e 7 sugli oceani.

20 Escadrilles de surveillance (1S1, 1S2, 2S1, 2S2, 2S3, 2S4, 03S1, 3S2, 3S3, 3S4, 3S5, 3S6, 4S1, 452, 8S1, 8S2, 8S3, 8S4, 8S5, 8S6) di queste 10 operavano in mediterraneo e 10 sugli oceani.

Squadriglie nate con la mobilitazione del 1939 con compiti di sorveglianza costiera ed equipaggiate utilizzando aerei in riserva o da addestramento dotate di un mix ancora più vasto di vecchi idrovolanti la cui unica componente moderna era una squadriglia dotata di autogiri.

7 Escadrille embarquée de surveillance (HS1 HS2 HS3 HS4 HS5 HS6 HS7) dotate di idrovolanti catapultabili dalle unità maggiori sulle quali venivano distaccate per formarne i reparti di volo.

4 Escadrilles de torpillage (T1, T2, T3, T4) di cui tre sull’Atlantico e una in Mediterraneo su idrosiluranti monomotori Latecoere 298.

Le unità imbarcate maggiori erano la flottille F1A del Béarn, su 4 escadrilles (AC1, AC2, AB1, AB2), e la flottille F1H del Commandant Teste su escadrilles (HS1, HB1, HC1)

Al netto della componente imbarcata era una forza comparabile con il complesso di reparti che la Regia Aeronautica italiana destinava al supporto della Regia Marina nel 1940. L’Aviazione ausiliaria per la Regia Marina italiana (MARINAVIA) e la componente su idrovolanti dell’Armata Aerea nel 1940 disponeva di circa 300 aerei su due squadriglie di idrocaccia, 8 squadriglie da bombardamento marittimo, 25 squadriglie e sezioni da ricognizione marittima. Unità per di più dotate di materiale più omogeneo perché ai 36 tipi di aerei operativi nella aviazione di marina francese se ne contrapponevano solo quattro, in parte più moderni, coi benefici intuibili.

Maggiore era l’addestramento alla cooperazione con le unità navali delle unità francesi che disponevano di una sia pur basica preparazione alla gestione di una forza aerea imbarcata. Tutte queste similarità dimostrano che anche in questo settore l’unico avversario che si considerò seriamente nella preparazione di lungo periodo delle forze armate italiane fu la Francia sulle cui forze armate furono modellate quelle italiane.

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Proveniente da Cherbourg, lo squadrone T1 si trasferì a Karouba; lo squadrone T4 diventò operativo a Berre e integrò la flottiglia aerea F5T. Il 10 maggio i tedeschi lanciarono la loro offensiva sul nord della Francia distruggendo i 12 Vought dello squadrone AB3 a terra. Gli squadroni dei bombardieri AB2 e AB4 attaccarono un gruppo di carri armati a Berlaimont; dei venti LN 401/411 impegnati, nove furono abbattuti dalla contraerea – maggio 1940 

Le operazioni aeronavali nel 1940
Il 10 maggio, le divisioni tedesche invasero l’Olanda, il Belgio ed il Lussemburgo. Le forze francesi cercarono quindi di opporvisi. La marina francese aveva il compito di sbarcare e sostenere un corpo di spedizione a Vlissingen che sbarcò tra l’11 e il 12 maggio, e il giorno successivo a Zuid-Beveland. Allo stesso tempo, i dragamine entrarono a Ostenda e Zeebrugge per assicurare il rifornimento della testa di ponte.

Alla foce della Schelda, sei torpediniere e tre cacciatorpediniere bombardarono i Tedeschi, con l’appoggio delle escadrilles da bombardamento in picchiata AB1 e AB2, scortati dalla escadrille da caccia AC1. Ma la superiorità aerea nemica fu troppo forte e le posizioni furono evacuate il 17 maggio, per cui di fatto gli aerei dell’Aeronavale cercarono solo di ridurre la pressione tedesca. In tutto, otto aerei tedeschi furono abbattuti contro la perdita di quattro francesi.

Contemporaneamente, i fiumi Mosa e Oise furono attraversati dalle colonne dei panzer. Questi furono attaccati il 19 maggio da 20 Loire-Nieuport 411 delle escadrilles AB2 e AB4 subendo però la perdita di quasi metà della forza impegnata.

Il giorno dopo, undici Vought 156-F dell’AB1 entrarono in azione vicino a Saint-Quentin ma, privi della protezione dei caccia, vennero intercettati dai Messerschmitt Bf-109 che ne abbatterono 5. Lo stesso giorno i dieci sopravvissuti delle escadrilles AB2 e AB4 distrussero il ponte di Origny (un aereo abbattuto) e l’AB1 supportò le navi posizionate nella baia di Somme. Queste azioni rallentarono i progressi del nemico, consentendo l’evacuazione di oltre 4.000 uomini via mare.

Ovunque, le truppe francesi e britanniche si ritrovarono in ritirata e, il 29 maggio, iniziò l’operazione di disimpegno a Dunkerque, quando 338.000 uomini vennero evacuati nonostante gli attacchi incessanti della Luftwaffe.

Dopo le pesanti perdite causate dalle battaglie nel nord, le escadrille navali si ritirarono a Querqueville, vicino a Cherbourg. Dal Cotentin, delle missioni finali di assalto e difesa aerea furono condotte contro l’avanzata tedesca.

Oltre alle escadrille già citate, vennero impiegate anche le escadrilles T2 e il T3 contro obiettivi terrestri, equipaggiate con lenti idrovolanti Latécoère 298, inevitabilmente subendo molte perdite.

Dal momento che il fronte non poté essere tenuto, le squadriglie 1S1, AB1, AB2, AB3, AB4, AC1, AC2, B2, T2 e T3 furono poi evacuate verso sud, per essere ricostruite.

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All’inizio di luglio 1940 fu revocato il divieto di volo. Nella Francia continentale, l’AC3 e l’AC5 vennero riforniti a Hyères con D 520; il 3S1 di Saint-Mandrier effettuò alcuni voli per fornire una parvenza di addestramento, i suoi LeO H43 assicurarono con il Laté 298 del T3 la protezione dello Strasbourg che tornava da Mers-el-Kébir. Lo squadrone AB1 venne ricostituito con gli aeromobili rimasti nella 3a regione marittima.

Mentre la maggior parte delle formazioni si trasferirà a Hyères e Berre, le unità da caccia furono inviate a Rochefort a ritirare i Bloch 151 e Dewoitine 520. Le squadriglie AC1 e AC2 ricevettero il 19 giugno invece i Dewoitine mentre l’AC5, creato il giorno successivo, ricevette i Morane 406. Uno sforzo inutile in quanto era ormai troppo tardi per cui la spinta tedesca non poteva più essere contenuta.

Dopo il Mare del Nord e il Canale della Manica, vennero evacuati i porti atlantici e le Escadrilles si ritirarono in Provenza, dove furono poi impegnate contro l’Italia dopo l’entrata in guerra avvenuta il 10 giugno.  L’Aéronautique navale condurrà quindi missioni di ricognizione e attacco contro le unità della Regia marina e bombardamenti contro installazioni di terra a Genova e Savona. Diversi aerei furono abbattuti, altri distrutti durante i bombardamenti italiani su Biserta e Cuers e i caccia dell’AC3, responsabili della difesa di Cuers, si scontreranno più volte con i reparti della Regia Aeronautica.

Durante la battaglia della Francia, L’Aéronautique navale effettuò bombardamenti anche sulla Germania. Ad esempio, l’escadrille B5 ricevette tre quadrimotori NC 233 dall’ Air France trasformati in bombardieri. Uno di essi, battezzato Jules Verne, compì 12 missioni contro il Reich, bombardando Berlino nella notte tra il 7 e l’8 giugno.

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Farman F 233

Il Jules Verne compirà, dal 13 giugno al 16 giugno, anche incursioni contro Venezia e Livorno. Dopo il crollo delle forze armate francesi (con la notevole eccezione della Marina, che restò quasi intatta), l’armistizio fu firmato il 22 giugno. I combattimenti provocarono la perdita di 140 aerei da caccia e d’assalto della marina (26 ad opera delle forze armate italiane) di cui 38 in combattimento aereo.

Negli anni successivi l’Aéronautique navale fu più volte impegnata in duri combattimenti contro le forze armate britanniche a Dakar, in Siria ed in Algeria, compiendo anche attacchi su Gibilterra e anche contro le forze alleate nelle prime fasi dell’operazione Torch, in supporto alle unità di superficie anche nella breve guerra contro il Siam.  

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PBY Catalina

Il capitano di vascello Henri Nomy ottenne, nel marzo 1944, quindici idrovolanti Catalina (che completarono i dodici Catalina delle Forze navali francesi libere), 36 bombardieri SBD Dauntless e l’addestramento di metà dei piloti francesi (193).

Fu così che, grazie la missione navale francese a Washington, terminata il 1° gennaio 1946, la Marina militare francese ricostituì la sua aeronautica navale. La Francia ora poteva contare su una componente aeronavale di tutto rispetto, incentrata su una portaerei con una sua aviazione imbarcata ma anche con flottiglie da combattimento e squadroni di supporto a terra. Più di 200 aerei ed elicotteri in totale, supportati da 6.700 marinai dal cielo.

 

FONTI

Storia della Marina francese (1922 – 1942), dell’ammiraglio Henri Darrieus e del capitano Jean Quéguiner

L’Aéronautique Navale 1939-1940 di Lucien Morareau

 

 

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