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  Address: OCEAN4FUTURE

Una storia di straordinario valore: lo scontro tra l’HMS Glowworm e l’incrociatore tedesco Admiral Hipper

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO

parole chiave: HMS Glowworm, Admiral Hipper, Roope

 

Questa bella anche se tragica storia di mare è un racconto che non ha ne vinti ne vincitori se non lo spirito che unisce i marinai indipendentemente dalle proprie bandiere.

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HMS Glowworm

Tutto iniziò quando un cacciatorpediniere britannico, l’HMS Glowworm ricevette l’ordine di scortare l’incrociatore da battaglia HMS Renown nel mare del Nord al largo della costa norvegese, in una missione intesa ad intercettare le unità tedesche impiegate per l’invasione della Norvegia.

Chi ha avuto la fortuna/sfortuna di navigare nel mare del Nord sa quanto esso sia insidioso: nebbie insidiose, quasi sempre presenti, e tempeste terribili hanno mietuto nei secoli centinaia di vittime, navi che ora riposano nelle torbide acque di quel mare oceanico con i loro equipaggi. Durante la navigazione, il convoglio britannico trovò condizioni meteorologiche estreme ed il Glowworm perse un marinaio in mare ed abbandonò la formazione navale per ricercare, purtroppo invano, il marinaio. Dopo aver cercato per ore tra le acque burrascose, il comandante del Glowworm dovette interrompere la ricerca e decise di raggiungere l’incrociatore Renown per procedere la navigazione in formazione.

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capitano di fregata Gerard Broadmead Roope, comandante della HMS Glowworm

Lungo la rotta per il ricongiungimento, basato su calcoli puramente cinematici in quanto non erano disponibili sistemi radar di tracciamento a lungo raggio, l’HMS Glowworm intercettò un cacciatorpediniere tedesco. All’arrivo di una seconda unità tedesca, entrambi accostarono la loro rotta. Il capitano di fregata Gerard Broadmead Roope, comandante della HMS Glowworm, ignaro della presenza del Admiral Hipper, un incrociatore pesante della Kriegsmarine, armato da 8 cannoni da 203 mm in quattro torri binate, alle ore 8:00 decise di attaccare con i suoi cannoni i cacciatorpediniere tedeschi che, nel frattempo, avevano comunicato la presenza del Glowworm alla Admiral Hipper.

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incrociatore pesante Admiral Hipper

Le condizioni meteo dovevano essere estreme se, quando l’HMS Glowworm avvistò la grande nave, la scambiò per una nave inglese e le si avvicinò, finendo sotto il fuoco diretto dell’incrociatore tedesco. Questi, alla quarta salva, la centrò devastandola. A questo punto la nave inglese, emettendo una fitta cortina di fumo, cercò di disimpegnarsi ma il tiro dei tedeschi, essendo a guida radar, continuò non venendo influenzato dalla mancanza di vista diretta; alle 10:10 il caccia inglese fu bersagliato dai cannoni secondari da 105mm, che ne devastarono la sovrastruttura, abbattendo l’albero maestro e mettendo fuori uso la postazione anteriore.

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l’HMS Glowworm emette fumo cercando di sfuggire all’Admiral Hipper da dove venne scattata la foto

Alla distanza di 800 metri il Glowworm lanciò una salva di 5 siluri che andò però a vuoto perché il comandante della Admiral Hipper, capitano di vascello Hellmuth Heye, mantenne una rotta di avvicinamento diretta  e quindi con una minima esposizione (praticamente avvicinandosi di prua).

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capitano di vascello Hellmuth Heye

Roope tentò di lanciare una seconda salva di siluri, accostando sul lato dritto, ma l’Hipper lo seguì nel fumo. Rendendosi conto di non avere più possibilità di scampo, sotto il fuoco dei cannoni tedeschi, alle 10:10 Roope ordinò lo speronamento sul lato dritto dell’incrociatore tedesco.

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un dipinto che mostra le ultime fasi dello scontro – fonte non nota

Disimpegnandosi, l’HMS Glowworm, alle 10:24, subì l’esplosione delle sue caldaie mentre i suoi ultimi cannoni continuavano disperatamente a fare fuoco. La Admiral Hipper incominciò ad imbarcare dalla falla sul lato dritto (quasi 500 t d’acqua) ma il suo equipaggio riuscì ad isolare il compartimento. Ormai senza speranza, il comandante della Glowworm diede l’ordine di abbandonare la nave ed i marinai iniziarono a tuffarsi nell’acqua, resa scivolosa dal petrolio fuoriuscito dalla stessa nave. Il silenzio cadde allora su quella scena infernale mentre il Glowworm cominciò ad affondare sotto le onde.

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Il Comandante della Admiral Hipper, Helmuth Heye, ordinò quindi di stazionare vicino al Glowworm, che stava ormai affondando, e rimase sulla scena per oltre un’ora, con le cime di recupero naufrago calate dalle sue murate per salvare il maggior numero possibile di marinai inglesi. Con la minaccia della Royal Navy in arrivo da un momento all’altro, il comandante Heye scelse comunque di salvare i coraggiosi marinai del Glowworm che, esausti ed infreddoliti, cercavano con le mani ghiacciate e rese viscide dall’olio di risalire le cime.

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naufraghi sullo scafo del Glowworm, che stava affondando, ripresi dall’Admiral Hipper

Si racconta che l’equipaggio tedesco della Hipper accolse l’equipaggio inglese con strette di mano e ammirazione per l’audacia in combattimento; svestirono i marinai inglesi e li asciugarono, massaggiando i loro arti che stavano congelando. Un marinaio britannico ferito si svegliò in una cuccetta dell’infermeria, insieme ad altri feriti dell’equipaggio dell’Hipper, mentre un marinaio tedesco gli frizionava i piedi. Purtroppo solo 31 dei 149 marinai del Glowworm riuscirono a sopravvivere.

Il comandante Roope morì eroicamente, aiutando il suo equipaggio a salire sull’Admiral Hipper; fu l’ultimo uomo a tentare di arrampicarsi su quelle cime scivolose, ma mentre stava quasi per mettersi in salvo, una ondata ebbe la meglio e lo trascinò in mare.

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l’Admiral Hipper in porto

Quando l’Admiral Hipper tornò in porto per le riparazioni, il danno subito durante lo scontro con l’HMS Glowworm si rivelò più importante di quanto valutato in mare e richiese molto tempo in bacino di carenaggio per le riparazioni. Il Comandante della Hipper, il capitano di vascello Heye, inviò un messaggio, tramite la Croce Rossa Internazionale, all’Ammiragliato inglese, raccomandando la concessione al Capitano Roope della “Victoria Cross“, per il suo valore di fronte a una sfida impossibile. Fu la prima volta, nella storia militare britannica, che tale medaglia fu richiesta da un avversario. Una pagina di storia dimenticata, di onore, coraggio, sacrificio e compassione.

 

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