Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

Vediamo che tempo fa o farà

Diamo un’occhiata al tempo meteorologico

Meteo facile per tutti: vediamo che tempo fa o farà prossimamente con un insieme di link per aggiornarvi in tempo reale sulle condizioni meteorologiche locali e marine 

  Address: OCEAN4FUTURE

La nascita del concetto di navi ibride

tempo di lettura: 4 minuti

.

livello elementare
.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO

AREA: NA
parole chiave: Trattato di Washington, portaerei, incrociatori, navi ibride

 

In rispetto del trattato di Washington, nel 1920, la Marina Statunitense, dopo la USS Langley, convertì due incrociatori da battaglia in portaerei: l’USS Lexington e il USS Saratoga. Le conversioni furono estremamente costose e la USN cercò delle soluzioni meno onerose. Nacque così la USS Ranger, la prima portaerei americana progettata secondo questi nuovi criteri: più piccola ed economica ma in grado comunque di effettuare il servizio di squadra.

La US Navy. avendo già raggiunto metà del tonnellaggio concesso agli Stati Uniti dal Trattato di Washington, si rese contro che continuando per questa strada sarebbe stato possibile costruire un numero limitato di portaerei che avrebbero concentrato in pochi ponti tutto il potenziale aeronautico della marina Americana. Ciò sarebbe stato molto rischioso perché, in caso di guerra, la componente aerea avrebbe potuto essere azzerata da pochi colpi fortunati. Si provò a percorrere una strada alternativa e fu quindi  sviluppato il concetto di una nave capace sia di portare aerei sia di ingaggiare il nemico come un normale incrociatore, il “flight-deck cruiser“.

Le navi ibride
A questo tipo di unità sarebbero stati affidati con priorità i compiti esplorativi e di protezione della flotta e di supporto diretto alle unità da battaglia, permettendo invece alle portaerei di squadra di concentrarsi sulle operazioni autonome e offensive. Questa soluzione sarebbe stata uno strumento per aumentare le capacità aeronautiche della flotta.

Infatti avrebbe potuto sfruttare il vantaggio di una clausola del trattato di Washington che permetteva di dotare un quarto degli incrociatori di ponte di volo e di conteggiate il tonnellaggio di tali navi in quelli degli incrociatori, aumentando quindi considerevolmente il numero delle unità portaeromobili costruibili ( si pensò di costruire fino a sette unita).

Furono proposti più progetti
Il primo progetto, elaborato nel 1930, prevedeva un’unità lunga 200 metri con un ponte di volo di 110 metri ed un hangar capace di trasportare 24 aerei (uno squadrone da caccia e uno di bombardieri ricognitori) ed armata con tre torri trinate da 152,  8 cannoni singoli da 127 anti aerei e anti nave, e varie mitragliatrici da 12,7. L’unità avrebbe avuto una velocità di 32 nodi con un discreta autonomia di 10000 miglia.

Nel 1934, fu proposto un’altro progetto con 12 cannoni da 152 anteriori e posteriori ed un ponte di volo di 61 metri a centro nave. Nel dicembre 1939, fu progettata un’unità da 12000 tonnellate con due catapulte, una torre tripla da 203 ed un ponte di volo di 130 metri di lunghezza. Nel 1940 venne proposto un ennesimo progetto, con due torri trinate da 152mm, una batteria secondaria di quattro cannoni 5/38 e un complemento di 36 aerei da ricognizione e bombardieri con un ponte di volo da 120 m.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è prelimenary-design-flying-deck-cruiser-1024x707.jpg

Questo piano, datato 31 gennaio 1940, era per una nave da 12.200 tonnellate con due batterie principali trinate da 6/47 (152mm) – Source
http://www.history.navy.mil/photos/images/s-file/s511-05c.htmAutore United States NavyFlight deck cruiser design CF-2 31 Jan 1940.jpg – Wikimedia Commons

Malgrado il Congresso statunitense avesse autorizzato e finanziato la costruzione di una nave,  la marina statunitense non fu mai molto convinta dal progetto (caso raro di fondi disponibili ma non impiegati), ritenendo che avrebbe portato a una nave incapace di svolgere adeguatamente i compiti degli incrociatori o delle  portaerei.

L’entrata in guerra degli Stati Uniti, facendo decadere i limiti costrittivi del trattato di Washington ed i problemi finanziari, tolse ragion d’essere al progetto di questa unità ibrida e si procedette quindi a costruire unità più convenzionali, ottimizzate per un compito specifico.

Un esperienza che non andò perduta
Rimane da osservare che questi progetti furono estremamente simili al progetto Rota, dal cognome del Generale del Genio Navale che impostò lo studio, proposto negli stessi anni alla regia marina italiana per ragioni similari, cioè costruire unità navali superanti i limiti del Trattato. Il progetto fu presentato l’11 agosto 1925 al Comitato Progetti navi alla presenza di Benito Mussolini, in veste di Ministro della Marina, e del sottosegretario alla Marina contrammiraglio Giuseppe Sirianni.

Il generale GN Giuseppe Rota presentò un progetto di un incrociatore/portaerei da 12.480 tonnellate, con un ponte di volo della lunghezza di 86 metri, con due torri quadrinate da 203, sei cannoni da 120 e due complessi sestupli di mitragliere da 40. I suoi tre fumaioli, la stazione di direzione del tiro, la plancia comando e l’alberatura sarebbero state abbassate durante le operazioni di decollo.

In realtà, in questo caso, si voleva costruire un incrociatore superiore ai Trento, facendolo passare per una portaerei e non una portaerei per un incrociatore. Non ebbe seguito in quanto la maggior parte dei presenti ritennero la portaerei ibrida utile ma non indispensabile.

A mio parere le uniche costruzioni riconducibili a tale concetto effettivamente realizzate furono i grandi incrociatori sovietici classe Kiev e, per certi aspetti, il ITS Garibaldi al momento dell’entrata in servizio, in quanto il suo consistente armamento missilistico antiaereo e, soprattutto, antinave lo faceva apparire più ad un’evoluzione del Vittorio Veneto, ottimizzato per l’impiego di aeromobili, che ad una vera portaerei.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è C551-Garibaldi-18-1024x468.jpg

ITS Giuseppe Garibaldi – marina militare italiana

Ma questa, è un’altra storia. Il futuro è ancora da scrivere.

Gianluca Bertozzi

 

in anteprima USS Ranger, 18 agosto 1942 – Collezione Naval History  and Heritage Command – accession number 80-G-10783 https://en.wikipedia.org/wiki/en:Naval_History_and_Heritage_Command
USS Ranger (CV-4) underway in Hampton Roads on 18 August 1942 (80-G-10783).jpg – Wikimedia Commons

 

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

Loading

(Visited 512 times, 1 visits today)
Share
0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
vedi tutti i commenti

Translate:

Legenda

Legenda

livello elementare
articoli di facile lettura

livello medio
articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile
articoli di interesse specialistico

 

Attenzione: È importante ricordare che gli articoli da noi pubblicati riflettono le opinioni e le prospettive degli autori o delle fonti citate, ma non necessariamente quelle di questo portale. E’ convinzione che la diversità di opinioni è ciò che rende il dibattito e la discussione più interessanti, aiutandoci a comprendere tutti gli aspetti della Marittimità

Chi c'é online

32 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Miti e leggende del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia contemporanea
Storia Contemporanea
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
sviluppi tecnologici
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video
Wellness - Benessere

I più letti di oggi

I più letti in assoluto

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
32 visitatori online
32 ospiti, 0 membri
Complessivo: 742 alle 21-09--2018 06:47 pm
Numero max di visitatori odierni: 45 alle 03:29 pm
Mese in corso: 65 alle 12-05--2024 04:06 pm
Anno in corso: 118 alle 06-04--2024 04:33 am
Share
Translate »
0
Cosa ne pensate?x