Dal velivolo volante di Nikola Tesla ai progetti segreti italo-tedeschi durante la seconda guerra mondiale

Andrea Mucedola

22 Maggio 2025
tempo di lettura: 10 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: MISTERI
PERIODO: XX SECOLO
AREA: INGEGNERIA
parole chiave: campi elettromagnetici, Tesla, disco volante, esperimenti tedeschi

Ci avviciniamo alla stagione estiva, un periodo in cui i media pubblicano argomenti intriganti, al limite se non oltre la scienza ufficiale. Tra i tanti abbiamo gli immancabili UFO, USO o OVNI di ogni forma e caratteristica dal 2000 descritti come UAP (Unidentified Aerial Phenomena). Questi fenomeni suscitano ancora un grande interesse per diverse ragioni; di fatto l’Uomo è da sempre attratto da ciò che non comprende ed alla base di questi interessi c’è la voglia di ricercare forme di vita intelligenti nell’universo, andando oltre gli aspetti scientifici e toccando argomenti escatologici sulla nascita e destino della nostra specie. Non dobbiamo quindi meravigliarci se sui media siano periodicamente trasmesse serie TV, libri e documentari che ravvivano l’interesse dell’immaginario collettivo. Molte delle notizie sono estrapolate da rapporti desegretati e dichiarazioni di personaggi che affermano che “qualcosa di reale” ci possa essere. Ammesso che esistano, ci potremmo domandare: sono reali? da dove provengono? sono frutto di ricerche tecnologiche terrestri?

Premesso questo, i cosiddetti dischi volanti (Flying saucers), furono descritti per la prima volta nel 1947 da Kenneth Arnold, un pilota privato statunitense, che in un rapporto di volo raccontò di aver visto nove strani oggetti volanti che si muovevano a grande velocità “come piattini lanciati sull’acqua“. La notizia fece scalpore e testimonianze vecchie e nuove iniziarono a trapelare, talvolta tali da ispirare i migliori scrittori di fantascienza. Nacquero comitati scientifici di ricerca più o meno ufficiali con il compito di analizzare questi eventi per comprenderne la veridicità.

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pagina del rapporto originale di Arnold con parti dattiloscritte, manoscritte e illustrate, consegnata al Comandante Generale delle Forze Aeree dell’Esercito, Wright Field in cui il pilota comunicò l’osservazione; di dischi volanti, luglio 1947Arnold AAF document.jpg – Wikimedia Commons

I controversi studi di Nikola Tesla
Nella letteratura scientifica furono trovati alcuni studi di Nikola Tesla, il geniale inventore dei motori a corrente alternata. Dal 1891 al 1893, questo eccentrico scienziato serbo, poi naturalizzato statunitense, contribuì allo sviluppo dell’elettromagnetismo ed ancora oggi i suoi rivoluzionari brevetti e il suo lavoro teorico possono essere considerati la base del sistema elettrico a corrente alternata, della distribuzione elettrica polifase e dei motori elettrici a c.a. Una mente geniale che amava circondarsi da un alone di mistero. Si racconta che nelle sue dimostrazioni si posizionava al centro del palco, sfruttando la sua altezza di due metri, con due assistenti ai lati, a una distanza di due metri ciascuno, indossando spesse suole di sughero o gomma per isolarsi. Ogni assistente teneva in mano un filo, parte di un circuito ad alta tensione e bassa corrente per cui quando Tesla alzava le braccia ai lati, una corrente elettrica ad alta tensione e frequenza si propagava attraverso gli spazi tra i due uomini senza comportare alcun danno visibile.

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Nikola Tesla tiene tra le mani sfere di fuoco. Illustrazione tratta dall’articolo di Chauncy Montgomery M’Govern, “Il nuovo mago dell’Occidente: un’intervista con Tesla, il moderno taumaturgo, che sta sfruttando i raggi del sole; ha scoperto modi per trasmettere energia senza fili e per vedere per telefono; ha inventato un modo per utilizzare l’elettricità come fertilizzante; e, infine, è in grado di produrre luce artificiale”, Pearson’s Magazine, maggio 1899, p. 471 Nikola Tesla holding in his hands balls of flame.gif – Wikimedia Commons

Tra i suoi studi più curiosi scrisse di una macchina volante che avrebbe potuto funzionare senza l’uso di un motore a combustione interna, senza propellenti o qualsiasi fonte di combustibile. Sebbene Tesla inizialmente avesse pensato ad un velivolo propulso un motore elettrico alimentato da un generatore a terra, in seguito ipotizzò che potesse muoversi in maniera interamente meccanica adottando la forma di un sigaro”. Lo stesso Tesla descrisse il suo progetto come: “ una macchina aerea priva di piani di sostentamento, alettoni, propellenti ed altri attacchi esterni, … , probabilmente in grado di fornire potenti argomenti per la pace nel prossimo futuro. Una simile macchina sostenuta e propulsa “interamente per reazione”, è mostrata in una delle pagine delle mie letture, ed è supposta di essere controllata sia meccanicamente che per mezzo di energia trasmessa senza fili. Installando gli impianti appropriati, sarà praticabile proiettare un missile di questo tipo nell’aria e farlo cadere” quasi nell’esatto punto designato, che può essere migliaia di miglia lontano.”.
Da come veniva descritto sembrerebbe che Tesla avesse ideato un velivolo a levitazione, di forma discoidale o sferoidale, con uno scafo realizzato in ceramica sottile. Secondo Tesla 1, questo materiale era un buon isolante elettrico, non presentava rischi di incendio, resisteva agli effetti dannosi del caldo e del freddo intensi e aveva la stessa durezza di una corazza, oltre ad essere facilmente attraversabile dai campi magnetici. Lo scafo interno doveva essere rivestito esternamente da sottili lamine metalliche cuneiformi di rame o alluminio, incollate alla ceramica. Tesla ipotizzava una propulsione fornita da un reattore nucleare a fissione o a fusione per un utilizzo a lungo raggio e a lungo termine, per alimentare una macchina a vapore che avrebbe azionato i generatori. Nel 1912, Tesla scrisse ad un dirigente della Westinghouse Electric Company “: …Non dovreste sorprendervi affatto se un giorno mi vedrete volare da New York a Colorado Springs a bordo di un congegno che assomiglierà a una stufa a gas e peserà altrettanto … e che, se necessario, potrà entrare e uscire da una finestra.” In un articolo dell’8 dicembre 1915 sul New York Times, Tesla aveva descritto il suo sistema di propulsione elettrico, proponendo di alimentarlo via radio da un generatore a terra, che avrebbe potuto far raggiungere al velivolo l’incredibile velocità di un milione di miglia all’ora … cosa che non avrebbe avuto significato per un uso in una atmosfera terrestre. Un progetto curioso che ricorda la descrizione dell’immaginaria isola magnetica volante, utilizzante poca o nessuna energia elettrica per librarsi e muoversi, raccontata nel terzo libro dei “I viaggi di Gulliver” del 1726 di Jonathan Swift.

Gli esperimenti tedeschi ed italiani 
Facciamo un passo avanti, sembra che nel 1937 lo scienziato tedesco Werner von Braun si trovasse a Los Alamos, nel New Mexico, per testare la tecnologia dei “dischi volanti” di Tesla, studi che avrebbero avuto qualche seguito nella Germania nazista. Sebbene questa notizia non sia comprovata, certo è che nel dopo la guerra von Braun, ideatore e realizzatore dei razzi V2, venne “reclutato” con altri 1.600 ingegneri e tecnici tedeschi per lo sviluppo dell’Operazione segreta Overcast, poi chiamata “Paperclip”, con lo scopo di “aiutare a terminare la guerra giapponese e per risollevare la [nostra] ricerca militare nel dopoguerra“. In quel periodo sembrerebbe che si testarono segretamente alcune soluzioni tecnologiche per lo sviluppo dei cosiddetti “dischi volanti”. Erano forse basate sugli studi effettuati in Germania dai nazisti?

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Una testimonianza di un mezzo volante costruito dal III Reich sembra sia stata ritrovata in un rapporto dell’FBI del 1957, basato sul racconto di un immigrato polacco che riportava di aver assistito, nel 1944, a Gut Alt Golssen, nei pressi di Berlino, ad uno strano esperimento2. Mentre si recava al lavoro aveva udito un rumore acuto, simile a quello prodotto da un grosso generatore elettrico ed in contemporanea il motore del suo trattore si era spento. Solo quando il rumore cessò gli fu possibile riavviare il trattore. Poche ore dopo, nella stessa zona, aveva visto uno strano oggetto alzarsi lentamente in verticale da dietro un telone alto circa 15 metri, che circondava un’area circolare di circa 100 metri di diametro.
File:Giuseppe Belluzzo.jpgLe prime affermazioni sull’esistenza di dischi volanti nazisti comparvero in una serie di articoli a firma dell’ingegnere Giuseppe Belluzzo (foto a lato), che qualcuno ricorderà per aver sviluppato le prime turbine a vapore per uso industriale in Italia, in seguito impiegate sulle principali navi della Regia Marina (corazzate classe Conte di Cavour e Littorio). Nel marzo 1950, i suoi studi su alcuni aeromobili circolari vennero pubblicati  sul quotidiano Il Giornale d’Italia in cui l’ingegnere italiano asseriva che prototipi di velivoli rivoluzionari erano stati progettati contemporaneamente da Italia e Germania a partire dal 1942, applicando per la propulsione tecnologie convenzionali come la turbina a combustione interna e il turboreattore per aerei (che tra l’altro si stavano completando in Italia). Una rivelazione che fu però prontamente smentita dall’Aeronautica Militare. Stranamente, solo una settimana dopo la pubblicazione degli articoli di Belluzzo, lo scienziato tedesco Rudolph Schriever sostenne sulla rivista “Der Spiegel3 di aver sviluppato in una fabbrica della BMW dei prototipi di dischi volanti nei pressi di Praga nei primi anni Quaranta con la partecipazione di Klaus Habermohl, dell’ingegnere italiano Giuseppe Belluzzo e di Walther Miethe (che con von Braun avrebbe fatto poi parte del progetto V2).

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Il primo rapporto non ufficiale sullo sviluppo di questo velivolo si trova in “Die Deutschen Waffen und Geheimwaffen des 2 Weltkriegs und ihre Weiterentwicklung” (Le armi tedesche e le armi segrete della Seconda Guerra Mondiale e il loro successivo sviluppo), J.F. Lehmanns Verlag, Monaco di Baviera, 1956. L’autore di quest’opera dettagliata e tecnica sugli armamenti tedeschi in tempo di guerra fu il Maggiore d.R. Rudolf Lusar, un ingegnere che lavorava presso l’Ufficio Brevetti del Reich tedesco e aveva accesso a numerosi progetti e documenti originali. Lusar dedicò una sezione del capitolo intitolato “Dispositivi speciali” ai progetti di dischi volanti del Terzo Reich. Lusar confermò che insieme ai tecnici tedeschi partecipò al progetto l’ingegnere italiano Belluzzo (erroneamente citato nel documento in inglese Bellonzo) – Disegno di un prototipo di disco volante italo-tedesco – Fonte The Secret Weapons and Facts of the III Reich: The ‘Bellonzo-Schriever-Miethe Disc’

Secondo un rapporto classificato della CIA del maggio 1953, poi declassificato4, un ingegnere tedesco, Georg Klein, che aveva lavorato per il Ministro degli Armamenti e delle Munizioni del Terzo Reich Speer, aveva rivelato di essere stato presente a Praga il 14 febbraio 1945 durante il primo volo sperimentale di un primo prototipo; in pratica confermando che già nel 1941 dei velivoli simili a “dischi volanti” fossero in fase di sviluppo nelle fabbriche aeronautiche tedesche. Non solo che un prototipo aveva raggiunto un’altitudine di 12.400 metri in soli tre minuti ad una velocità di 2.200 chilometri orari ma, secondo i loro calcoli, avrebbe potuto raggiungere i 4.000 chilometri orari.

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Sempre secondo Klein ne furono costruiti tre prototipi, tutti in grado di decollare verticalmente e di atterrare in un’area estremamente ristretta, in pratica come un elicottero5. Con la disfatta nazista, gli ingegneri ricevettero l’ordine di distruggere tutti i progetti prima dell’arrivo delle forze sovietiche ma non fecero in tempo perché i Russi riuscirono non solo a sequestrare la documentazione cartacea ma anche il personale specializzato che fu deportato immediatamente in Unione Sovietica. Tra di essi riuscì a salvarsi solo l’ingegner Miethe che, a bordo di un Messerschmitt 163, raggiunse gli Stati Uniti. Klein confermò quindi che velivoli simili ai “dischi volanti” potevano essere stati costruiti sulla scorta degli studi degli scienziati tedeschi realizzando velivoli che avrebbero rappresentato una seria concorrenza per gli aerei a reazione in corso di sviluppo.

Quale che sia la verità è ancor tutta da scoprire. Nel 1959, il Captain Edward J. Ruppelt, il primo responsabile del Progetto Blue Book6 , scrisse: “Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, i tedeschi avevano in fase di sviluppo diversi tipi radicali di aerei e missili guidati. La maggior parte era nelle fasi più preliminari, ma erano gli unici velivoli conosciuti in grado di avvicinarsi anche solo lontanamente alle prestazioni degli oggetti segnalati dagli osservatori UFO.”

Come abbiamo visto, tutto iniziò con la segnalazione di Arnold, il 24 giugno 1947, che voglio ricordare, non parlò mai di UFO extraterrestri ma di oggetti volanti sconosciuti. Stranamente, pochi giorni dopo, il 14 luglio del 1947, quindi poco dopo le dichiarazioni dei Arnold, fu fatta trapelare la notizia che un oggetto misterioso si era schiantato nei pressi di un ranch a circa 120 km da Roswell ed era stato recuperato un “disco volante” (notizia poi smentita) mostrando fotogrammi di un improbabile autopsia dei membri dell’equipaggio. Segnalazioni di oggetti non identificati sono ancora frequenti ma sulla loro veridicità le opinioni sono contradditorie. Lascio all’interpretazione che ognuno di voi vorrà dare a queste notizie ovvero se i dischi volanti, ancor oggi tra i soggetti preferiti dell’immaginario collettivo, siano in realtà velivoli segreti frutto dell’ingegno umano o astronavi provenienti dallo spazio?
Andrea Mucedola

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Note

1 Nikola Tesla, estratto da Le mie invenzioni, p. 85.
2 il rapporto dell’FBI è riportato in Henry Stevens, “Hitler’s Flying Saucers: A Guide to German Flying Discs of the Second World War” – e  The Schwemmteiche Saucer– Nazi Germany’s Flying Saucer
3. Der Spiegel, Rudolph Schriever, numero 30 marzo 1950
4 CIA report declassified ENGINEER CLAIMS ‘SAUCER’ PLANS ARE IN SOVIET HANDS; SIGHTINGS IN AFRICA, IRAN,
5 in merito al terzo prototipo ” … il team decise di procedere e costruì un terzo velivolo, ancora più grande. I componenti necessari per il velivolo sarebbero stati forniti da Heinkel, mentre la Bayerische Motoren Werke AG – BMW avrebbe dovuto fornire i motori necessari. Durante la costruzione del prototipo V3, un membro del team propose di utilizzare un motore sperimentale a turbina a gas a flusso radiale, che fu adottato. Si diceva che il V3 fosse stato completato nell’autunno del 1944 e che fosse quasi il doppio delle dimensioni del prototipo precedente, con un diametro compreso tra 12,2 e 15,1 m. Non veniva menzionato alcun modello specifico di motore a reazione. Presumibilmente, questo velivolo era in grado di raggiungere velocità subsonica e di decollare verticalmente.” da Heinkel-BMW Flying disc project | Plane-Encyclopedia
6
Il Project Blue Book fu l’ultimo di una serie di studi sistematici condotti dall’USAF tra il 1947 e il 1969, sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati nel territorio statunitense e in buona parte delle Americhe e dell’Europa per determinare se gli UFO costituissero una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti classificando e analizzando scientificamente tutti i dati raccolti dall’aeronautica statunitense sul fenomeno. Avviato nel 1951, il progetto venne formalmente concluso il 17 dicembre 1969 dopo aver indagato 12.618 casi di avvistamento, 701 dei quali (circa il 5 %) rimasero classificati come “non identificati”. Le conclusioni furono che questi oggetti volanti non costituivano una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti e che gli avvistamenti classificati come “non identificati” non mostravano né alcuna evidenza di sviluppo tecnologico e principi sconosciuti alla scienza moderna, né prova di essere veicoli extraterrestri.

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