C’era una volta … la Maggiorità

tempo di lettura: 5 minuti

 

livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: REGIA MARINA
parole chiave: Marina sarda, Regia marina italiana, Categoria della Maggiorità

 

Abbastanza strana questa categoria di Maggiorità. Nel linguaggio dell’Esercito, specialmente in passato, con questo nome vengono indicati quegli ufficiali o sottufficiali che, nei reparti, curano certi aspetti burocratici inerenti la vita del reparto stesso, ma per diversi anni, nella Marina sarda e poi in quella italiana, tale nome designò una categoria speciale, con propri gradi, propri ruoli e con una serie di svariate attribuzioni che, secondo i casi, erano di fiancheggiamento dello Stato Maggiore, del Commissariato o dei servizi sanitari.

La presenza di questi ufficiali risale al tempo del Regno di Sardegna, quando il Regio Decreto del 14 febbraio 1855 riunì in un ruolo formale coloro che svolgevano l’incarico di contabile nei vari reparti ed affidando loro anche ulteriori incarichi.

Nell’Annuario Militare del 1856, oltre a fungere da ufficiali pagatori e contabili, figurano assistenti alla Scuola di Marina, segretari degli ospedali e addetti alla contabilità dell’Arsenale. Si occupavano anche della compilazione dei fogli matricolari e dei libretti personali della truppa ed erano comandanti delle compagnie deposito e delle sezioni del Corpo Equipaggi. Formavano persino il personale della biblioteca dipartimentale di Genova. Si potrebbe affermare, sostanzialmente, che mentre l’Intendenza, cioè l’attuale Commissariato, lavorava in grande, preoccupandosi dei bilanci, maneggiando grandi somme e stipulando contratti, la Maggiorità la sollevava delle minute questioni amministrative di routine. Non erano previste destinazioni a bordo, eccetto per coloro che erano addetti alla Scuola di Marina che seguivano gli allievi durante le campagne di istruzione.

La disponibilità di personale in grado di assolvere multiformi incarichi burocratici senza un profilo professionale specifico sembra che abbia incontrato un notevole favore come…tappabuchi ad ogni livello.
Lo dimostra il fatto che ben presto, ai sensi del Regio Decreto del 21 dicembre 1856, vennero istituiti anche i marinai e i sottufficiali di Maggiorità mentre gli ufficiali, oltre ad un aumento degli organici, poterono gradualmente godere di una più ampia articolazione della carriera che arrivò a comprendere anche i gradi di ufficiale superiore e ad avere l’incarico di segretario e relatore degli organi collegiali della Marina e vicedirettore degli ospedali. Come abbiamo detto, la Maggiorità della Marina era qualcosa di strano.

Era infatti insolito il fatto che l’accesso ai quadri direttivi fosse riservato solo ai sottufficiali di maggiorità e, forse proprio per questo, anche gli ufficiali erano considerati come facenti parte del Corpo Equipaggi. Non meno insolito era il fatto che, inizialmente, esisteva un ruolo unico di ufficiali di Maggiorità e ufficiali di Arsenale destinati a ben altri incarichi di tipo tecnico, accomunati solo dall’aver compiti di affiancamento, i primi dell’Intendenza, i secondi del Genio Navale e dall’essere reclutati solo dalla bassa forza.

I sottufficiali, dapprima costituenti l’unica e indistinta categoria di “sottufficiali di maggiorità” furono poi divisi in due classi, senza Capi o Secondi Capi. Gli incarichi potevano essere ricoperti indipendentemente dal grado che quindi aveva solo valore per determinare l’anzianità. Le cose non cambiarono nei primi anni della Marina Italiana se non nella separazione dagli ufficiali di Arsenale. Con il Decreto del 28 giugno 1866 venne stabilita una nuova pianta organica che vide il ruolo massicciamente incrementato, probabilmente in relazione al potenziamento della flotta e al moltiplicarsi delle incombenze amministrative, ma già nel 1861 i quadri erano stati sensibilmente infoltiti da personale proveniente dalla marina napoletana che non si sapeva come collocare altrove e da ben 24 ufficiali di quella siciliana. I gradi degli ufficiali si distinguevano per la consueta combinazione di strisce d’oro, larghe e sottili, alle maniche e sul berretto, filettate da panno scarlatto, quindi molto simile a quello rosso chermisino (cremisino) dell’Intendenza e poi, fino ad oggi, del Commissariato.

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Il cosiddetto nodo di Savoia (o nodo d’arresto o d’amore, distintivo della Maggiorità dopo il 1873)

I sottufficiali, indipendentemente dalla classe, portavano soltanto due filettature d’oro sul berretto e nessun fregio sulla divisa. Più tardi. Il R.D. dell’11 maggio 1873 “Regolamento per le divise del Corpo Reale Equipaggi” uniformò gradi e distintivi a quelli degli altri sottufficiali con un nodo quale contrassegno che, dopo la soppressione della categoria, fu adottato per i furieri. Talvolta gli allievi di maggiorità, anziché proseguire la carriera nella categoria, avvalendosi della loro formazione amministrativo-contabile, potevano scegliere se passare fra il personale addetto ai bagni penali che in quell’epoca dipendevano dalla Regia Marina o nei ruoli dei Segretari dei Dipartimenti Marittimi.

I giudizi su questa categoria non furono mai positivi e nella relazione della Commissione d’inchiesta sullo stato del materiale e dell’amministrazione della Regia Marina del 1867 essa viene definita “costosa e vistosa” e il giudizio del Randaccio, nella sua “Storia delle Marine Militari” fu particolarmente duro: “Corporazione mal formata in origine, peggio reclutata poi, fece, salvo eccezioni individuali, pessima riuscita.” (1)

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Sottufficiali di Maggiorità (per gentile concessione Archivio storico fotografico Adriano Ciabani)

Nel 1869, presentando il suo piano di riorganizzazione della forza armata, l’ammiraglio Riboty, all’epoca Ministro della Marina, riconosceva che della Maggiorità “se ne è fatto abuso” moltiplicandone le funzioni in modo disordinato, risultandone qualcosa di identico al Commissariato, ma inutilmente separato da questo, disperso in compiti male assortiti. Già nel 1861 il Deputato Bonghi, nel suo progetto di ordinamento della marina militare, proponeva di estendere a tutti i sottufficiali dei reparti le funzioni di maggiorità senza bisogno di una categoria autonoma e, quando fu sentito dalla Commissione di inchiesta cui si è già accennato, il capitano di fregata Enrico Solari riteneva che le sue funzioni potessero essere meglio svolte dal personale del Commissariato.

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Come si può vedere dalla tabella si tentò con poco successo la via della graduale riduzione di organico finché la situazione venne definitivamente risolta nel 1876 che soppresse la categoria. Gli ufficiali di Maggiorità entrarono nei ruoli del Commissariato, mentre i sottufficiali andarono a costituire la nuova categoria dei furieri (2).

Guglielmo Evangelista
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Note

(1) Sfogliando il Giornale militare della Marina si incontrano spesso sanzioni disciplinari inflitte a ufficiali di Maggiorità fino a quella di eccezionale gravità qui riportata.
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(2) Curiosamente, nel 1898, risultava ancora in ruolo come Sottotenente di Maggiorità tale Enrico Villani in aspettativa da oltre vent’anni!

 

 

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