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livello elementare.
ARGOMENTO: STORIA ROMANA
PERIODO: I SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Traiano
Nell’elogiare Traiano, Plinio il Giovane scrisse tra l’altro: «Il nostro principe … ora siede al timone, ora gareggia con i più forti dei suoi amici nel fendere i flutti, domare i venti contrari e superare vogando i frangenti dei marosi.» (Plin. paneg. 81).
Pur essendo indubbiamente suggestivo questo aspetto dell’imperatore, cui veniva riconosciuta una perizia marinara ed un’abilità nautica da skipper provetto, a noi interessa soprattutto valutare Traiano al timone dello Stato, in particolare per quanto concerne la gestione delle forze navali e la cura delle opere marittime. A tal fine, occorre prendere in esame, in successione: le flotte imperiali, gli impegni navali prioritari durante il principato di Traiano e le opere marittime maggiori di questo imperatore, giungendo infine alle conclusioni, con qualche considerazione di natura geostrategica.

L’estensione dell’impero romano ai tempi di Traiano – autore disegno Kaiser&Augstus&Imperator – Roman Empire, Trajan period(AD117).png – Wikimedia Commons
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Le flotte imperiali: genesi e dislocazione
Prima di valutare la gestione delle forze navali, è bene ricordare innanzi tutto cosa fossero queste flotte imperiali: come nacquero, come furono dislocate, quali furono il loro ruolo strategico ed i loro compiti. Dopo la vittoria navale di Azio e la chiusura del tempio di Giano, Ottaviano Augusto ebbe il merito di capire che, per tutelare la pace e la stabilità, non doveva congedare le legioni, né rinunciare alle flotte, ma occorreva istituire – per la prima volta nella storia di Roma – delle forze armate permanenti. La flotta vittoriosa ad Azio venne pertanto ripartita fra le nuove basi navali di Miseno e Ravenna, mentre le navi nemiche catturate costituirono le flotte di Foro Giulio (Fréjus) e di Alessandria. Successivamente altre flotte furono create dallo stesso Augusto e dai suoi successori, formando in tal modo un dispositivo navale estremamente esteso, in grado di intervenire in tutte le aree nevralgiche dell’Impero. (nella carta sono rappresentate con dei tondi le basi navali principali delle varie flotte, mentre i quadrati indicano i porti più utilizzati da gruppi navali distaccati dalle flotte).

L’esercito romano attraversa il Danubio su un ponte di barche – attribuito a Apollodoro di Damasco Colonna Traiana – Autore foto Conrad Cichorius: “Die Reliefs der Traianssäule”, Erster Tafelband: “Die Reliefs des Ersten Dakischen Krieges”, Tafeln 1–57, Verlag von Georg Reimer, Berlin 1896 Conrad Cichorius, Die Reliefs der Traianssäule, Tafel VII.jpg – Wikimedia Commons
Ruolo strategico delle flotte imperiali
Negli ultimi tre secoli della repubblica i Romani avevano sempre agito attribuendo alle proprie flotte un ruolo coerente con il principio cardine del dominio del mare: quello che venne poi attribuito a Pompeo Magno e ripreso in epoca moderna più o meno negli stessi termini: chi ha il dominio del mare è destinato ad avere il dominio di tutto (Cic. Att. 10, 8, 4). Attenendosi a tale criterio Roma riuscì infatti ad imporre il proprio dominio su tutte le maggiori potenze navali dell’epoca, avendole tutte sconfitte per mare. In epoca imperiale, tuttavia, non c’erano più serie minacce navali da affrontare per mare. Pertanto molti studiosi dell’ottocento e del novecento si sono domandati se quelle flotte assolvessero realmente un ruolo da marina da guerra, o se non fossero relegate a funzioni del tutto umili e marginali. La risposta la si trova nel concetto di dissuasione, come spiegò molto lucidamente Vegezio: « Il popolo romano, per il suo prestigio e per le esigenze della sua grandezza, pur non essendovi costretto da alcun imminente pericolo, in ogni tempo mantenne allestita la flotta, onde averla sempre pronta ad ogni necessità. Indubbiamente, nessuno osa sfidare o arrecare danno a quel regno o popolo, che sa essere pronto a combattere e risoluto a resistere ed a vendicarsi. » (Veg. mil. 4,31)
Oggigiorno, a distanza di molti decenni dalla fine della guerra fredda, risulta abbastanza chiaro che le flotte hanno un ruolo ben preciso anche in tempo di pace: dissuasione (o deterrenza) – espandibile anche come “persuasione” e “diplomazia navale” -, interventi nelle crisi (dominio del mare e proiezione di potenza), sicurezza marittima e assistenza umanitaria. Questo è il ruolo odierno delle flotte della superpotenza statunitense, così come quello della nostra Marina Militare, per le esigenze nazionali, europee e NATO. E non è nemmeno troppo sorprendente constatare che si tratta sostanzialmente dello stesso ruolo attribuibile alle flotte imperiali romane di duemila anni fa.
Fine I parte – continua
Domenico Carro
estratto dal Convegno “Traiano Optimus Princeps – I porti dell’imperatore”
Civitavecchia, 4 ottobre 2017
in anteprima busto di Traiano (98–117) Traianus Glyptothek Munich 72.jpg – Wikimedia Commons
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