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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVIII – XIX SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Royal Navy, Hawke, Nelson
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Sebbene nell’età della vela colpi di mano, intesi come sbarchi su coste ostili o assalti a singoli bastimenti alla fonda, fossero spesso condotti col favore delle tenebre, di fatto vere e proprie battaglie navali notturne costituivano un’occorrenza assai rara. Se si pensa a quelli della “Age of Sail“, nella direzione tattica (o meglio, nel tentativo più o meno felice di imporre ordini da parte del comandante in capo) un ruolo cruciale era giocato dai segnali ottici; la combinazione di segnalazioni per mezzo di lanterne e colpi di cannone, cui si doveva necessariamente far ricorso nottetempo che non potevano eguagliare le capacità “espressive” che di giorno aveva, per contro, l’utilizzo di bandiere di vari colori e in differenti posizioni a riva dei vascelli.

Admiral of the Fleet Edward Hawke, 1st Baron Hawke (1705-1781), entrò in marina il 10 febbraio 1720. Hawke è noto soprattutto per la sua vittoria della flotta francese nella baia di Quiberon nel novembre del 1759, un’azione estremamente rischiosa combattuta a stretto contatto con una costa rocciosa, nella luce fioca di una sera di novembre. Questo coronò la sua già illustre carriera attiva, in cui era stato nominato cavaliere nel 1747, come contrammiraglio di grado inferiore, per la sua vittoria sui francesi nella seconda battaglia di Capo Finisterre. In seguito fu Primo Lord dell’Ammiragliato dal 1766 al 1771 e divenne Ammiraglio della Flotta nel 1768, ma era già in pensione da cinque anni quando Giorgio III (che disapprovava le sue idee politiche) lo nominò I Baron – Autore George Knapton – Ritratto del Admiral of the Fleet Edward Hawke, 1st Baron Hawke (1705-1781) (by George Knapton).jpg – Wikimedia Commons
Presso alcune marine non esisteva nemmeno una serie di segnali notturni codificati (la marina francese non avrebbe avuto un codice di tal genere fino al 1832). Notoriamente, quest’ultima fu una delle cause alla base della dispersione della squadra del de la Clue nel tentativo di forzare nottetempo lo stretto di Gibilterra il 17 Agosto del 1759, col risultato che, nella successiva battaglia di Lagos, Boscawen poté sopraffare una squadra francese cui mancavano all’appello tre vascelli di linea, due da 50 cannoni e tre fregate.

Dominic Serres, The Moonlight Battle, 1781, NMM Greenwich, BHC0430
Se si considera la Moonlight Battle del 1780 come l’unico precedente significativo dell’azione del Nilo del 1798, in ambo i casi, lo scontro notturno fu imposto da comandanti particolarmente aggressivi (Rodney nel primo caso e poi Nelson) a un nemico sorpreso in una condizione di grave svantaggio perché in netta inferiorità numerica (il caso degli spagnoli di Langara nel 1780), o perché sorpreso all’ancoraggio e impossibilitato a manovrare (i francesi di Brueys nella rada di Aboukir).
Uno svantaggio tale dal dispensare l’attaccante dalla necessità di attaccare battaglia mantenendosi in formazione, invero la possibilità di rompere la linea di fila e precipitare la mischia, in caso di esibita inferiorità delle forze nemiche, era sempre esistito. Prima del breaking of the line di Rodney ai Saintes (largamente accidentale), di Howe al Glorious First June (accuratamente pianificato, ma di imperfetta riuscita) e di Nelson a Trafalgar (coronato infine da pieno successo), già Hawke aveva alzato il segnale di “general chase” che rimetteva l’iniziativa ai singoli capitani, sia alla seconda battaglia di Capo Finisterre (1747) che a Quiberon (1759).

Battle of Trafalgar di William Clarkson – Stanfield
Ma, come annotato da Horace Walpole in una lettera del 18 Ottobre 1781, di un giorno successiva alla morte del grande ammiraglio, “Lord Hawke is dead and does not seem to have bequeathed his mantle to anybody“, occorrerà attendere Jervis e soprattutto Nelson perché quella lezione venga riscoperta.
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a destra Jervis, a sinistra Nelson |
Al netto di queste due battaglie, ricercate e combattute di notte, vi furono ovviamente scontri combattuti di giorno e che ebbero delle prosecuzioni notturne, fossero esse fatte di inseguimenti o di manovre evasive. Sempre a titolo d’esempio, a Negapatam, nel 1758, Pocock inseguì di notte la squadra di d’Aché dopo averle inflitto gravi danni nel corso della precedente battaglia – anche se in quella occasione non si registrò la perdita di alcuna unità.

Admiral Samuel Hood, 1st Viscount Hood (1724-1816) – autore Northcote – Fonte National Maritime Museum Northcote, Samuel Hood.jpg – Wikimedia Commons
A Saint Kitts nel 1782, in quella che rimane probabilmente l’azione più spettacolare della Age of Sail quanto ad esibizione di perizia marinaresca (nonostante che al livello tattico lo scontro rimanesse indecisivo) Hood occupò l’ancoraggio di Frigate Bay sotto il naso di de Grasse e respinse tre tentativi francesi in due giorni, condotti con forze numericamente superiori, di sopraffare la linea di fila britannica. Arresasi quindi la guarnigione britannica di Brimstone Hill, e venuta meno la ragion d’essere della spedizione di soccorso britannica, il 14 Febbraio, al cadere della notte, Hood sgusciò via indisturbato dopo aver lasciato nella baia delle lance con delle lanterne accese, che ingannarono con successo i francesi circa il fatto che la squadra britannica fosse ancora alla fonda.
Marco Mostarda
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Nota
1. sbarchi su coste ostili o assalti a singoli bastimenti alla fonda come quello che nel 1799 permise ai britannici di reimpossessarsi della Hermione, ammutinatasi e passata agli spagnoli che l’avevano incorporata col nome di Santa Cecilia; o ancora, l’assalto che nel 1804 permise a Decatur di dare alle fiamme la USS Philadelphia nel porto di Tripoli, unità precedentemente incagliatasi e catturata dai tripolini
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