Uno sguardo sull’EUDI 2025

Alessandro Filippini

2 Marzo 2025
tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: EVENTI
parole chiave: EUDI SHOW 2025

Dopo tanti anni il salone della subacquea è diventato un pò come il pranzo di Natale con i parenti, quel momento dell’anno nel quale si rivedono persone care, e se ne conosceranno di nuove che avranno tante storie da raccontare. E come a Natale anche qui il menù è ricchissimo. Tante novità sia per la subacquea ricreativa che per quella professionale. A questo proposito al salone partecipano come ogni anno i settori subacquei delle nostre Forze dell’ordine e Armate: Carabinieri, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e naturalmente la Marina Militare, tutti partner fondamentali di tante campagne a favore dell’ambiente e dei beni culturali marini.

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Grande spazio è riservato alla fotografia e alla ripresa video con continui aggiornamenti di attrezzature che mettono sempre di più semplici appassionati in condizioni di portarsi a casa dei bei ricordi delle loro immersioni, ma anche strumenti per professionisti del settore come quelli premiati in occasione del concorso foto/video sub organizzato ogni anno da Assosub.

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Dalle nuove custodie universali EASYDIVE per i telefonini, sempre più prestanti e capaci di restituire foto di qualità fino a un decennio fa non comparabili con le normali ottiche, alla nuova frontiera della ripresa video a 360° presentata in un workshop in cui sono stati illustrati le possibili applicazioni in campo divulgativo e scientifico, come ad esempio in materia di archeologia subacquea.

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Nei tre giorni di esposizione, sui tre palchi principali, nelle sale e negli spazi di convegno del salone, si sono alternate decine di presentazioni e seminari riguardanti ogni aspetto della vita e della cultura del mare. Dal racconto affascinante della apertura al pubblico di un santuario militare sommerso in Turchia, alla consegna dei premi conferiti in ambito della subacquea per disabili, alla presentazione di libri e documentari fino al corso di addestramento per l’assistenza sanitaria alle attività̀ subacquee in località̀ remote. Quest’anno OCEAN4FUTURE ha avuto il privilegio di festeggiare i suoi primi 10 anni di vita, annunciando la sua trasformazione in testata giornalistica e raccontando le tante attività svolte in collaborazione con il mondo della subacquea. Graditissimo l’intervento prestigioso di Pippo Cappellano che ha voluto sottolineare con la sua testimonianza come una corretta informazione sia fondamentale per seminare nelle nuove generazione il concetto dell’importanza della protezione del mare e delle sue creature. Il tema della conferenza è stato l’importanza di una corretta divulgazione per la salvezza della cultura del mare. In altre parole il fil rouge che da dieci anni viene offerto ai tanti lettori di OCEAN4FUTURE (con una media di 25 milioni di accessi annui) per costruire una nuova cultura del mare.

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All’EUDI si è parlato anche di archeologia, nell’ambito del progetto Amphitrite (Archeologia subacquea per tutti nei Parchi marini), e delle operazioni di scavo, effettuate tra novembre e dicembre 2024, dalla Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo e la Sovrintendenza di Genova per la messa in sicurezza di un relitto romano situato all’interno dell’AMP di Portofino, a 55 metri di profondità, con l’utilizzo di diverse metodologie di immersione e la collaborazione delle ditte Drafin Sub e Tesi Archeologia di Genova, descritte da Barbara Davidde (Premio Fondazione Atlantide, 2023), Simon Luca Trigona e Marco Danielli.

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Umberto Pelizzari, leggenda e recordman dell’apnea, ha raccontato la sua esperienza di insegnamento degli allievi Incursori del COM.SUB.IN., Comando delle Forze Speciali della Marina Militare, con cui collabora ormai attivamente, aprendo una finestra su un mondo di addestramento rigoroso necessario per preparare questi uomini alle loro missioni.

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l’ammiraglio comandante del COM.SUB.IN. Stefano Frumento illustra i particolari di un mezzo subacqueo militare

Una vicinanza, quella della Marina Militare, al mondo del mare che ha visto la partecipazione, nel tour mondiale di Nave Vespucci, recentemente conclusosi a Trieste, di ricercatori scientifici che si sono alternati sulla nave più bella del mondo effettuando numerosi esperimenti per valutare lo stato di salute del mare. Non ultimi gli appuntamenti istituzionali Numerosi anche gli appuntamenti istituzionali, tra i quali quello dell’Accademia delle Scienze e delle Tecniche Subacquee, con l’assegnazione dei Tridenti d’Oro a personalità di spessore internazionale nel mondo della subacquea, e l’assegnazione del Premio Rossana Maiorca.

In estrema sintesi, un tour de force faticoso quasi quanto arrivare in fondo al pranzo di Natale! Naturalmente non è mancata la presenza dei tour operator di settore che ogni anno stuzzicano la fantasia di chiunque, anche non subacqueo, ami il mare e le sue creature. Il comune denominatore di questo salone è stato tuttavia il crescente ruolo della comunità dei subacquei, anche e forse soprattutto di quelli ricreativi, da tempo non più solo turisti ma parte attiva nella difesa dell’ambiente. Una comunità che sa bene come la crisi climatica stia impattando sul mare. Tanto per fare qualche esempio, il Mediterraneo è sempre più caldo, ma quello che i satelliti registrano riguarda solo la temperatura nei primi metri dalla superficie per cui, per sapere quello che accade nelle profondità, bisogna immergersi. E allora l’associazione Med Fever, in collaborazione con l’Enea e la Guardia Costiera, sta misurando la febbre al nostro mare attraverso una rete di termometri collocati a varie profondità i cui dati vengono poi elaborati dai ricercatori Enea. I subacquei stanno dando una a mano anche all’Unione Europea nel progetto comunitario LIFE European sharks, coordinato dalla stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, che punta alla difesa di squali e razze del Mediterraneo.

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squalo palombo liscio (Mustelus mustelus), uno squalo in via di estinzione

Ad esempio, molte di queste specie, come palombi, gattopardi, aquile di mare e gattucci, sono in difficoltà quando non a rischio di estinzione. Chi meglio dunque dei subacquei per segnalare la loro presenza ed i siti di riproduzione? Ad oggi sono oltre settecento le segnalazioni giunte ai coordinatori del progetto partito a fine 2023 e oltre il 60% è arrivato proprio dai sub. Il progetto durerà fino al 2027 per cui tutti possono ancora partecipare attivamente. Insomma, l’avrete capito, stiamo parlando della cosiddetta citizen science o come ci piace scrivere sea-tizen science, ovvero dell’aiuto che la gente può dare alla scienza, un atteggiamento consapevole che sta facendo del subacqueo la prima linea nella tutela del mare. Certo è però che senza strutture adeguate il subacqueo da solo non può fare molto, e allora di questo si è discusso in una tavola rotonda cui hanno partecipato Guardia Costiera, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Medsharks, Assosub e Associazione Servizi Diving italiani; un’occasione per promuovere la necessità di crescita dei Diving sia in termini di divulgazione che di servizi, considerato il rispettabilissimo volume di affari che la subacquea muove. Presenti in forze le Aree Marine Protette, ad oggi forse lo strumento più importante per la tutela del nostro mare, il cui lavoro tuttavia è ancora penalizzato da una legislazione non del tutto adeguata che non le considera Parchi, come quelli terrestri, privandole quindi delle necessarie risorse per tutelare zone, a mio avviso ancora troppo poche, di quello che ci piace chiamare il grande impianto centralizzato del pianeta. E dandoci appuntamento all’edizione 31 del salone, vogliamo concludere questo breve resoconto con degli auguri proprio ad un’area marina, quella di Ustica che il prossimo anno compirà 40 anni! Appuntamento a Bologna all’EUDI 2026.
Alessandro Filippini

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