livello elementare
ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Mediterraneo allargato
Conclusioni
Il Bacino del Mediterraneo allargato, come visto, è una regione di grande importanza strategica ed economica, motivo per cui le potenze mondiali vi sono profondamente coinvolte. Le loro motivazioni includono il controllo delle rotte marittime, l’accesso alle risorse energetiche, la sicurezza, l’influenza regionale e la soluzione dei conflitti. Le potenze globali e regionali cercano di svolgere un ruolo di mediatore e/o di facilitatore nella risoluzione di questi conflitti, poiché la stabilità dell’area è fondamentale per la stabilità globale e continuerà ad essere un elemento chiave nella geopolitica globale nei prossimi anni.
Il conflitto ucraino ha ancor più accentuato questa importanza perché, se da un lato il Mar Nero ne è il teatro marittimo principale, questo, in quanto bacino chiuso, ha rilievo, nella sua dimensione marittima, solo in virtù degli stretti turchi che lo connettono al Mediterraneo; dall’altro il Mediterraneo è divenuto – come già durante la guerra fredda – il luogo delle schermaglie tra la Russia, che ha rinforzato sensibilmente il suo dispositivo navale, e la NATO.

Inoltre, il fu mare nostrum ha purtroppo il persistente ruolo di luttuosa frontiera tra l’Europa mediterranea, propaggine meridionale del mondo ricco e gli incerti territori nordafricani e di interconnettere il Pacifico con l’Atlantico, l’Asia con l’Occidente. Per l’Italia questa sfida è ancora più importante, poiché gli interessi commerciali transitano dapprima per il Canale di Sicilia, poi per quello Suez in direzione Golfo di Aden, Bab el Mandeb e il Mar Rosso fino a raggiungere le coste della Penisola arabica; inoltre, lo Stretto di Sicilia, da anni, è il luogo più utilizzato per il passaggio delle rotte per il traffico di essere umani.
Per questo motivo, l’Italia ha messo in atto un’iniziativa molto forte, oltre che nei Balcani, per proporsi come il fulcro di un nuovo sistema mediterraneo e quale nazione cardine per la connessione tra Mediterraneo e l’Indo pacifico, conservando i suoi tradizionali legami con l’Alleanza atlantica. In questo quadro “Il Piano Mattei” potrà portare un valore aggiunto se l’Italia, oltre alle iniziative bilaterali, riuscirà a guidare un processo multilaterale offrendo competenze tecniche, risorse finanziarie e politiche.
In questa ottica occorre mettere in campo altre iniziative per il controllo dei flussi migratori che oramai non possono essere più considerate un’“emergenza”, bensì una realtà consolidata con cui i Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, e poi tutta l’Unione, si devono necessariamente confrontare superando definitivamente il “Regolamento di Dublino III” del 2013 che prendeva in considerazione un mondo che oramai non esiste più. Sfida accolta ma non ancora risolta nè con il rafforzamento dell’”Agenzia FRONTEX”, né così come sembra, con l’istituzione dell’”Agenzia dell’Unione europea per l’Asilo (EUAA)”.[36]

La lotta al terrorismo rappresenta un’altra sfida cruciale per la politica nazionale nel Mediterraneo allargato. L’Italia è ben consapevole delle minacce terroristiche presenti nella regione e deve continuare a lavorare in stretta collaborazione con i suoi alleati per contrastarla. Questo coinvolge la condivisione di informazioni di intelligence, la cooperazione in materia di sicurezza e il monitoraggio delle attività sospette. Infine, la sicurezza energetica è una ulteriore preoccupazione di grande attualità per una nazione per la quale molte delle risorse necessarie per il suo fabbisogno transitano nel Mediterraneo allargato. Motivo per cui l’Italia sta cercando di diversificare le sue fonti, investendo anche in progetti infrastrutturali per garantire un acquisire un più stabile e sicuro approvvigionamento non più prevalentemente dipendente dalla Federazione Russa.
In conclusione, la posizione geografica dell’Italia la rende un attore chiave per la promozione della stabilità e della sicurezza nel Mediterraneo allargato della quale deve essere sempre più protagonista mediante la cooperazione internazionale, la diplomazia multilaterale e al, contempo, al rafforzamento delle capacità nazionali avendo la piena consapevolezza della complessità della regione e della necessità di affrontare le sfide di sicurezza in modo coordinato e con soluzioni di lungo periodo.
Fine V parte – continua
Salvatore Ronzo
da IL MEDITERRANEO ALLARGATO: LE SFIDE SECURITARIE NELL’ATTUALE CONTESTO GEOPOLITICO ED IL RUOLO DELL’ITALIA – Salvatore Ronzo – Mediterranean Insecurity di
Note
[36] Si veda https://european-union.europa.eu/institutions-law-budget/institutions-and-bodies/search-all-eu-institutions-and-bodies/european-union-agency-asylum-euaa_it: “EUAA è un’agenzia decentrata dell’UE che fornisce sostegno operativo e tecnico e formazione alle autorità nazionali dei paesi dell’UE, aiutandoli ad attuare il diritto dell’UE in materia di asilo e a favorire una maggiore convergenza nelle procedure di asilo e nelle condizioni di accoglienza.” Con sede in La Valletta è stata istituita con “Regolamento (UE) 2021/2303 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2021 relativo all’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo e che abroga il regolamento (UE) n. 439/2010.”
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