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Vediamo che tempo fa o farà

Diamo un’occhiata al tempo meteorologico

Meteo facile per tutti: vediamo che tempo fa o farà prossimamente con un insieme di link per aggiornarvi in tempo reale sulle condizioni meteorologiche locali e marine 

  Address: OCEAN4FUTURE

Aggiornamento sulla Tempesta tropicale Franklin

tempo di lettura: 6 minuti

 

livello elementare

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ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: CARAIBI
parole chiave: tempeste tropicali, Amerigo Vespucci

 

Nel suo ultimo resoconto (ieri), Capitan Bitta ci ha segnalato la presenza di un Temporale tropicale nell’area marina di transito dell’Amerigo Vespucci. Abbiamo ricevuto numerose richieste da parte di lettori preoccupati della situazione per cui ci è parso opportuno inserire un punto di situazione sulla navigazione della nostra bella nave e cogliere l’occasione per un chiarimento su questi straordinari fenomeni del mare.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è METEO-91L_Franklin_06L_Emily_and_Tropical_Wave_2023-08-20.png

situazione delle tempeste tropicali – da sinistra a destra le posizioni del Disturbo Tropicale 91L, della Tempesta Tropicale Franklin, della Depressione Tropicale SIX, della Tempesta Tropicale Emily e di un’onda tropicale emersa al largo dell’Africa alle 20:53 UCT universale il 20 agosto 2023 – Fonte NOAA91L, Franklin, 06L, Emily, and Tropical Wave 2023-08-20.png – Wikimedia Commons

Innanzitutto ecco un quadro generale della situazione meteo nel bacino atlantico centro meridionale
Franklin si sta muovendo lentamente verso Hispaniola e porterà forti piogge e vento forte anche su Haiti, almeno fino alla giornata di oggi, mercoledì 23 agosto, causando una significativa minaccia di inondazioni, piogge e colate di fango in alcune aree della Repubblica Dominicana e nelle isole vicine. Dopo il suo passaggio si sposterà verso Nord Ovest e potrebbe diventare un uragano alla fine di questa settimana, formandosi nel tristemente famoso Triangolo delle Bermuda.

Nell’area caraibica sono state recentemente identificate tre tempeste di diversa intensità. La prima, temporalmente, la tempesta tropicale Harold, si è ormai spostata nel sud del Texas ed ora si sta indebolendo nell’entroterra statunitense. La seguente, Emily, è stata di breve durata e limitata intensità. Nonostante il “minimo residuo” apprezzabile (raggiunto nella tarda mattinata locale di lunedì 21 agosto), le condizioni locali potrebbero diventare nuovamente favorevoli allo sviluppo di un uragano di limitata potenza alla fine di questa settimana, lungo il suo cammino settentrionale che potrebbe portarlo verso gli Stati Uniti.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è METEO-Franklin_2023_track.png

Mappa del tracciato della tempesta tropicale Franklin della stagione degli uragani atlantici del 2023. I punti mostrano la posizione del temporale a intervalli di 6 ore. Il colore rappresenta le velocità massime del vento sostenute della tempesta classificate nella scala Saffir-Simpson. 

Scala Saffir -Simpson
Depressione tropicale (≤38 mph, ≤62 km/h)
Tempesta tropicale (39–73 mph, 63–118 km/h)
Categoria 1 (74–95 mph, 119–153 km/h)
Categoria 2 (96–110 mph, 154–177 km/h)
Categoria 3 (111–129 mph, 178–208 km/h)
Categoria 4 (130–156 mph, 209–251 km/h)
Categoria 5 (≥157 mph, ≥252 km/h)

Vediamo ora Franklin, che stiamo osservando da vicino in quanto in maggiore vicinanza alla rotta seguita dal Vespucci; questo temporale tropicale sta scaricando piogge torrenziali sulle isole ad Est di Santo Domingo che potrebbe essere colpita nelle prossime ore. Potrebbe quindi sfiorare Turks e Caicos prima di svoltare nell’Atlantico sud-occidentale, dove questo fine settimana potrebbe trasformarsi in un uragano nel Triangolo delle Bermuda.

Va segnalata anche la formazione di Tropical Depression SIX (Gert) che ha mostrato un minimo residuo martedì 22 agosto ad est delle Isole Sottovento. Non ultima è stata scoperta un’altra perturbazione, chiamata per ora Invest 92L, che potrebbe trasformarsi in una depressione tropicale o in una tempesta nei prossimi giorni, ma non rappresenta una minaccia immediata nell’area. Per un aggiornamento sui loro spostamenti potete seguire questo link https://zoom.earth/storms/franklin-2023/

Una situazione poco usuale
Tre cicloni tropicali che si formano in 24 ore sono un evento raro: Emily, Franklin e Gert si sono tutti sviluppati in un periodo di sole 24 ore durante l’ultimo fine settimana. Un evento poco usuale se si considera che una ricorrenza così frequente non è frequente (storicamente è la terza volta che accade nell’Oceano Atlantico dal 1851). Tranquilli, parlare di ricorrenze aumentate (a causa dei cambiamenti climatici o di misteriosi fenomeni paranormali del triangolo delle Bermude) è come sempre una speculazione da ombrellone; in realtà i dati meteo non sono ancora sufficienti per poter disegnare scenari meteorologici credibili per cui l’unico modo di predire questi fenomeni meteorologici con un certo margine di sicurezza è monitorare l’andamento delle masse d’aria.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è METEO-FORMAZIONE-URAGANI-Hurricane_diagram_thumb.png

Meccanismo di formazione delle tempeste tropicali. A causa del riscaldamento delle acque marine, l’aria calda risale verso la parte superiore della colonna di nuvole. Raffreddandosi nella risalita, diventa sempre più instabile. L’aumento della pressione dell’aria spinge i venti ad allontanarsi dall’area di alta pressione. Le pressioni sulla superficie diminuiscono come risultato di questo movimento e riscaldamento. I venti nella colonna temporalesca ruotano in cerchio e aumentano di velocità. Secondo la scala Saffir Simpson quando i venti sono compresi tra 25 e 38 mph, si parla di depressione tropicale – Fonte NOAA File:Hurricane diagram thumb.png – Wikimedia Commons

L’unico dato certo è che tutti i mari del mondo stanno accumulando calore per cui favoriscono la formazione di fenomeni estremi (sta avvenendo anche nel Mediterraneo dove sono avvenuti i primi “Medcane”). Per monitorare questi fenomeni estremi, abbiamo oggi l’aiuto straordinario dei satelliti meteorologici che integrano i dati raccolti dalle stazioni meteorologiche costiere fornendo situazioni sempre più precise. Asteniamoci quindi ad elucubrazioni parascientifiche che in determinate aree, come i Caraibi, sono pane per fantasiosi scrittori e studiosi di ufologia e miti del mare. In realtà, la formazione dei tropical storm è sempre legata a variazioni delle condizioni fisiche locali.

Un’area tempestosa da sempre
Torniamo alla situazione attuale in quella tormentata regione caraibica, ma non solo, dove isole da sogno subiscono da sempre la loro posizione geografica. I presupposti per la formazione dei cicloni tropicale sono l’aumento della temperatura delle acque marine con valori superiori ai 26 °C. Questo favorisce un’intensa evaporazione con la formazione di aree centrali di bassa pressione circondate da zone con pressioni più elevate e venti convergenti.

Va compreso che l’evaporazione dovuta alla temperatura del mare genera sempre un aumento della temperatura nella colonna d’aria sovrastante che tenderà a salire verso l’alto.

Questo fenomeno colpisce principalmente aree tropicali come i Caraibi e il Golfo del Messico, dove vengono chiamati con diversi nomi. Dagli uragani in Atlantico ai tifoni lungo le coste orientali asiatiche ai cicloni dell’oceano Indiano ed i Willy-Willies australiani. Tutti fenomeni caratterizzati da tempeste con forti venti e piogge che possono però evolversi in maniera catastrofica con la formazione di mostri atmosferici.

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il track dei tropical storm – notate la posizione del Vespucci tra San Juan e Anguilla

Ciò che sta avvenendo in questo momento in prossimità (si fa per dire) della rotta dell’Amerigo Vespucci (che si trova nei pressi delle US Virgin islands) è quindi un fenomeno naturale ricorrente che per il momento sta scaricando piogge torrenziali sulle isole ad oriente di Santo Domingo. Secondo il National Hurricane Center, a Hispaniola sono previste precipitazioni totali comprese tra 5 e 10 pollici, con quantità locali fino a 15 pollici. Potrebbero verificarsi anche gravi inondazioni e smottamenti, soprattutto perché il terreno montuoso dell’isola, con l’aumento delle precipitazioni, potrebbe essere soggetto a frane e fiumi di fango che colpirebbero duramente i poveri villaggi dell’entroterra. Anche Porto Rico potrebbe subire inondazioni con precipitazioni da 1 a 3 pollici, fino a 6 pollici.

Il Vespucci, costantemente supportato dall’Ufficio meteo del Comando in Capo della Squadra Navale, si è spostato verso Nord per evitare le masse depressionarie, di fatto evitando il Tropical Storm, e si trova ora nell’area di Coral Bay, US Virgin Islands, in attesa di un’apertura nel meteo che gli consenta di dirigersi verso Santo Domingo. L’arrivo della nostra nave è comunque previsto nel porto di Santo Domingo alle 11:00 locali (fonte AIS Traffic) del giorno 28 agosto per cui la situazione meteo dovrebbe essersi temporaneamente risolta … continueremo comunque a seguire il tragitto della più bella signora del mare che, pur avendo una certa età, comunque non teme, grazie alle esperienze maturate nelle numerose campagne condotte in tutti i mari del mondo nei suoi 90 anni di vita.

Andrea Mucedola

 

in anteprima aggiornamento posizione Franklin alle ore 0700 ora di Roma del 24 agosto 2023 . il Vespucci continua la sua navigazione verso Santo Domingo  – fonte Tempesta tropicale Franklin DAL VIVO | Zoom Earth

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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Gian Carlo Poddighe
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24/08/2023 9:34

ottimo ed efficace informazione su un fenomeno molto noto a chi ha vissuto in quelle aree: il fenomeno si ripete ogni anno da luglio (verso la fine) sino ai primi di ottobre (nella cultura popolare il 4 ottobre, il cordonavo, segna la fine della stagione). E’ interessante ricordare che sino a tutto l’ ‘800 gli abitanti (o meglio la componente europea) i colonizzatori si preparavano e si difendevano dagli organi con costruzioni particolari molto solide, di pietra (le cosiddette “case au vent”, mentre progressivamente nel 900 è prevalsa la cultura dell’effimero, della ricostruzione di volta in volta, spesso una vera e propria roulette russa… è interessante il decalogo che deve diffuso sulla forma di comportarsi in caso di uragano, quasi un riconoscimento dell’effimero

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