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L’ultimo duello: il combattimento tra la CSS Alabama e la USS Kearsarge – parte III

Reading Time: 12 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO 
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: CSS Alabama, USS Kearsarge

 

E’ da notare che negli anni precedenti Semmes e Winslow non solo erano stati a lungo imbarcati sulla stessa nave, ma avevano condiviso la stessa cabina. Conoscevano quindi bene l’uno il carattere dell’altro.

Semmes fece tutti i preparativi per il combattimento. Secondo quanto scritto da uno dei suoi ufficiali, fece eseguire all’equipaggio molte esercitazioni di abbordaggio. Anche se consapevole dello stato di scarsa efficienza della sua nave, confidava nella superiore disciplina ed esperienza dei suoi marinai rispetto a quelli del Kearsarge dei quali non aveva una grande opinione, in quanto sapeva che gli equipaggi delle navi unioniste non erano composti da marinai regolari della marina da guerra ma da volontari della marina mercantile arruolati per la durata della guerra.

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Captain Winslow (terzo da sinistra) e il suo equipaggio sulla USS Kearsage – US Naval History Home page

Nel frattempo il capitano Winslow si era messo in contatto con il comandante del porto, e gli aveva assicurato che nell’eventualità di un combattimento si sarebbe accertato che avvenisse al di fuori del limite delle acque territoriali francesi. Per i Francesi, l’imminente battaglia si stava trasformando in uno spettacolo: la notizia delle intenzioni di Semmes si era sparsa, e tutti gli alberghi erano gremiti di persone giunte ad assistere al combattimento: la mattina stessa del giorno della battaglia arrivò da Parigi un ultimo treno speciale con a bordo altri spettatori, che furono accolti alla stazione dai battellieri che si offrivano di portarli ad assistere da vicino ad una vera battaglia navale. Infine, alle nove e trenta della mattina di domenica 19 giugno, l’Alabama uscì dal porto. La fregata corazzata francese Couronne la seguì fino a quando l’unità confederata non superò  il limite delle acque territoriali francesi, rientrando poi in porto.

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USS Kearsage (USNH&HC Photo)  [NdR]

Semmes aveva fatto brandeggiare i due cannoni a perno sulla dritta e collocare ad un portello di riserva dello stesso lato anche uno dei tre cannoni da 32 libbre di sinistra, portando così a 6 il numero di cannoni della fiancata. Il grande peso dei pezzi fece sbandare visibilmente la nave sulla dritta, immergendo la fiancata di 60 cm, cosa che riduceva l’area dello scafo esposta ma rallentava la nave. Nel decidere di affrontare la Kearsarge, Semmes aveva valutato che le due navi si eguagliavano per caratteristiche e dimensioni, anche se era conscio che la Kearsarge aveva un vantaggio nell’artiglieria, grazie ai due grossi cannoni da 280 mm. Il peso complessivo dei proietti che le due navi potevano scagliare da una fiancata era favorevole alla Kearsarge: 170 kg contro 132 a palla e 142 kg contro 84 a granata. Teoricamente il Blakely rigato avrebbe dovuto dare un vantaggio all’Alabama nel tiro a lunga gittata, ma questo cannone era troppo leggero per il suo calibro, per cui il suo rinculo era molto violento, cosa che dopo pochi colpi rendeva necessario ridurre la carica di lancio, limitandone così la gittata. Un altro elemento di inferiorità dell’Alabama era costituito dal fatto che, durante la sua lunga crociera, pur avendo costantemente esercitato i suoi armamenti alla manovra dei pezzi, Semmes aveva potuto effettuare solo poche esercitazioni di tiro reali a fuoco, per non depauperare la scorta di proietti che difficilmente avrebbe potuto rimpiazzare.

La Kearsarge aveva un ulteriore vantaggio: Winslow, alcuni mesi prima, in previsione di dover combattere un altro corsaro confederato, aveva provveduto a proteggere le fiancate della sua nave, in corrispondenza della sala macchine, con una sorta di corazzatura improvvisata realizzata appendendovi le catene delle ancore ripiegate su se stesse.

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Si trattava di un espediente già utilizzato dall’ammiraglio Farragut l’anno precedente nell’attacco ai forti del Mississipi [in fig. 7]

Winslow aveva fatto ricoprire questa corazza improvvisata con un sottile tavolato di legno che sporgeva dalle fiancate [fig. 8]. Questa protezione doveva supplire a quella offerta dal carbone che circondava la sala macchine quando i carbonili fossero stati semivuoti.

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Nel rapporto che inviò ai suoi superiori dopo la battaglia e nelle sue memorie, Semmes asserì di essere stato all’oscuro del fatto che la USS Kearsarge fosse protetta da quella che definì, con molta esagerazione, “una corazza” vera e propria, ma questa affermazione fu smentita da testimoni e dai suoi stessi ufficiali e marinai che invece asserirono che Semmes ne era stato informato dal comandante del porto di Cherbourg, uno dei cui ufficiali era stato a bordo della corvetta unionista, e che Semmes stesso ne aveva poi parlato al suo stato maggiore, sostenendo che poiché le catene erano semplicemente legate sarebbero cadute in acqua non appena colpite dai proietti. Si deve però anche notare che il giorno del combattimento, l’Alabama aveva i carbonili pieni e ciò costituiva a sua volta una protezione in quanto i carbonili avvolgevano la sala macchine, mentre quelli della Kearsarge erano mezzo vuoti.

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La fig. 9 riporta il diagramma dei movimenti delle due navi durante il combattimento, che Winslow allegò al rapporto compilato dopo lo scontro 

Non appena la CSS Alabama fu avvistata uscire dal porto, Winslow si diresse verso il mare aperto, sia per essere certo di essere al di fuori delle acque territoriali sia per allontanare l’unità confederata dalla costa per impedirle di rientrare in porto nel caso fosse stato danneggiata. Ordinò quindi il posto di combattimento e fece mettere i due Dahlgren in batteria sulla fiancata di dritta. Giunto a circa due leghe da terra (circa 11 km), alle 10 e 50 Winslow virò e si diresse contro la corvetta confederata per stringere le distanze, in quanto aveva fatto caricare i pezzi con granate dotate di spolette predisposte per innescare la carica di scoppio alla distanza di 500 metri. Semmes virò sulla sinistra e fu il primo ad aprire il fuoco, ad una distanza di circa un miglio (1.800 m), utilizzando palle piene, che avevano una gittata maggiore delle granate. Le posizioni approssimative delle due navi in quel momento sono indicate con la lettera A.

Winslow, impossibilitato a rispondere perché presentava la prua, aumentò la velocità per accorciare il più presto possibile la distanza, virando contemporaneamente leggermente a sinistra per non essere preso d’infilata di prua. Il CSS Alabama sparò altre due fiancate, provocando però solo leggeri danni al sartiame della Kearsarge, che a questo punto aprì il fuoco a sua volta. Giunto a circa 850 metri, quando le due navi furono nella posizione indicata con B, Winslow virò a dritta con l’intenzione di sfilare di poppa all’Alabama per colpirla a sua volta d’infilata. Semmes, che nel frattempo si era accorto che la velocità del suo avversario era leggermente superiore, non ebbe altra scelta che virare a sua volta a dritta, sia per evitare il fuoco d’infilata che per mantenere l’avversario nel campo di tiro della sua fiancata. Poiché Winslow, sfruttando il leggero vantaggio di velocità della Kearsarge e mantenendo la barra a dritta, continuava a tentare di avvolgere la poppa dell’avversario cercando di sopravanzarlo, a Semmes non restò altro da fare che mantenere anch’egli la barra a dritta per tenere la nave nemica nel campo di tiro della sua fiancata e contrastarne la manovra. Le due navi cominciarono così a percorrere, alla velocità approssimativa di otto nodi, con le prue in direzioni opposte, una serie di circonferenze, delle quali occupavano le estremità opposte del diametro, circonferenze che non si sovrapponevano ma si spostavano lungo una linea approssimativamente retta che si andava avvicinando gradatamente alla costa. Nel corso del combattimento la distanza tra le due navi variò tra 900 e 480 metri: per ordine di Semmes il fuoco dell’Alabama era rapido, anche se scarsamente accurato; Semmes riteneva così di intimorire i marinai della Kearsarge; questi, seguendo gli ordini impartiti da Winslow, mantennero invece una esemplare disciplina e un fuoco più lento ma più accurato, attendendo che il fumo prodotto dagli spari si diradasse prima di far fuoco nuovamente.

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Ponte del U.S.S. Kearsarge che mostra uno dei cannoni da 11 inch Dahlgren Photographic Section, Department of the Navy, Naval Historical Center, 805 Kidder Breese SE , Washington Navy Yard, Washington DC 20374-5060. Photo di archivio numero : NH 61671. [NdR] http://www.history.navy.mil/photos/images/h61000/h61671.jpg 

Il loro tiro, che all’inizio era leggermente alto, ma si fece più preciso con il proseguire dell’azione; i serventi dei due Dahlgren tiravano leggermente al di sotto del galleggiamento dell’Alabama, mentre quelli dei pezzi più leggeri miravano al ponte di coperta. Dopo la prima serie di fiancate, Semmes, vedendo alcune delle sue granate colpire la fiancata del Kearsarge senza apparentemente provocare danni, ordinò di sparare a palla, e da quel momento in poi alternò granate e palle, ma senza ottenere alcun effetto visibile.

Semmes dichiarò che gli scarsi effetti erano dovuti alla corazza della Kearsarge, ma è molto più probabile che si trattasse invece di spolette difettose, a causa del deperimento della polvere d’innesco. Un problema si era infatti manifestato subito dopo l’inizio del combattimento, confermato dai molti osservatori a terra: mentre le fumate dei cannoni degli unionisti erano di colore bianco, quelle del corsaro erano grigie, cosa che indicava come la polvere da sparo di quest’ultimo si fosse deteriorata nel corso della lunga permanenza in mare, perdendo potenza. Su questo aspetto, vi sono versioni differenti: alcune sostengono che il comandante del porto di Cherbourg aveva offerto a Semmes polvere fresca e che Semmes la rifiutò, altre invece che questi la richiese ma che gli fu rifiutata, ipotesi più verosimile data la stretta neutralità osservata dalle autorità francesi.

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Foto scattata durante la sosta a Città del Capo del CSS Alabama, 1863, sulla destra il LT Sinclair citato nell’articolo – US Naval Historical Centre, CS Navy Museum, Library & Research Institute, Mobile, Alabama [NdR]

Nelle sue memorie, un ufficiale del CSS Alabama, il tenente Sinclair, afferma invece che non erano consapevoli dell’esistenza di quel problema, in quanto, in una esercitazione effettuata un paio di mesi prima, non era stato osservato alcun difetto nella qualità della polvere. Che le granate dell’Alabama fossero difettose divenne evidente dopo circa un quarto d’ora dall’inizio del combattimento: una granata del Blakely si conficcò nel dritto di poppa del Kearsarge, vicino all’elica e al timone, ma non esplose: da bordo dell’Alabama si vide chiaramente l’agitazione degli ufficiali e dei marinai unionisti che si trovavano a poppa. Quando il USS Kearsarge rientrò negli Stati Uniti, il dritto fu sostituito e la sezione con la granata conficcata fu tagliata, e da allora è conservata nel museo nazionale della Marina a Washington. Un’altra granata da 32 libbre che si conficcò nel bastingaggio della Kearsarge vicino al Dahlgren prodiero non esplose, anche se la concussione dell’urto fece sollevare di qualche centimetro il pesante affusto.

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Sezione di poppa di Kearsarge, con un proiettile incorporato che era stato sparato dall’Alabama durante la battaglia. Il proietto, del diametro di circa sette pollici, pesa circa 56 libbre. La fotografia fu scattata intorno al 1960, momento in cui la sezione del montante di poppa era stata racchiusa in una copertura protettiva in lamiera stirata. U.S. Navy Memorial Museum, Washington Navy Yard, Washington, DC US Naval History and Heritage Command Photograph. dalcatalogo della  mostra 1972: NH 58781 [NdR]

Secondo Sinclair, Semmes cercò di stringere le distanze per tentare l’abbordaggio, confidando sulla prestanza fisica dei suoi marinai per sopraffare quelli unionisti, ma Winslow sfruttò la sua superiore velocità per mantenere la distanza prescelta, alla quale il tiro preciso e le granate del Kearsarge cominciarono ad avere effetti devastanti: i bastingaggi dell’Alabama vennero demoliti ed una granata esplose vicino al Blakely, uccidendo o ferendo tutti i serventi tranne uno. Per mantenerlo in azione si dovette sguarnire uno dei pezzi da 32 libbre. Altre granate, esplodendo contro la fiancata, aprirono ampi squarci, una granata da 11 pollici penetrò all’interno dello scafo ed esplose contro la fiancata opposta, squarciandola. Un’altra aprì una via d’acqua nella sala caldaie. L’Alabama cominciò ad imbarcare rapidamente acqua e dopo un’ora e 10 minuti dall’inizio del combattimento, alla fine del settimo giro, l’Alabama rallentò vistosamente, i fuochi delle caldaie spenti dall’acqua penetrata. Rendendosi conto che la sua nave stava per affondare, Semmes virò a sinistra e mise la prua verso terra, per raggiungere la costa, facendo spiegare le vele di taglio, i fiocchi e le rande. Trovandosi il Kearsarge alla sua sinistra, l’Alabama poteva ormai far fuoco solamente con i due 32 libbre rimasti su quella fiancata. Winslow si portò poi a prua dell’Alabama per tagliarle la rotta e impedirle di rifugiarsi in acque neutrali. L’Alabama seguitò a muoversi alla vela, ma ormai era in procinto di affondare e Semmes diede quindi ordine di ammainare la bandiera in segno di resa, segnale che non fu immediatamente compreso a bordo della Kearsarge che sparò ancora cinque fiancate, un fatto altamente criticato dai confederati che lo attribuirono ad una precisa volontà.

I feriti dell’Alabama furono caricati sull’unico battello rimasto intatto che raggiunse il Kearsarge, che aveva intanto fermato le macchine. Quando l’Alabama cominciò ad affondare di poppa, con la prua fuori dall’acqua, mentre l’albero maestro si spezzava, il resto dell’equipaggio confederato si gettò in mare. Il combattimento era durato un’ora e mezza. Winslow inviò le sue uniche due scialuppe rimaste intatte a raccogliere i naufraghi: circa 70 furono portati a bordo. Semmes lo accusò poi di aver ritardato nel prestare loro soccorso. Il capitano Semmes, che non sapeva nuotare e si era gettato in mare provvisto di un salvagente, tredici dei suoi ufficiali e ventisette marinai furono invece soccorsi da uno yacht britannico, il Deerhound, di proprietà del ricco industriale Lancaster, che era giunto a Cherbourg tre giorni prima. Sul proprietario del Deerhound furono avanzati sospetti di essere favorevole ai confederati; il giorno del combattimento il Deerhound uscì dal porto prima dell’Alabama, si avvicinò alla Kearsarge e rientrò subito dopo, per uscirne nuovamente seguendo a distanza il corsaro. Alla fine dell’azione si avvicinò al Kearsarge e Winslow richiese il suo aiuto per soccorrere i naufraghi, cosa che Lancaster fece ma, invece di portarli a bordo dell’unità unionista oppure di sbarcarli in Francia, si allontanò immediatamente dirigendosi verso Southampton dove li sbarcò, per evitare, per sua stessa ammissione, a Semmes e ai suoi ufficiali la prigionia.

Nel corso del combattimento l’USS Kearsarge sparò 173 proietti, di cui 55 dai Dahlgren, 48 dal pezzo rigato di prua e 70 dai 32 libbre. L’Alabama sparò invece all’incirca 370 colpi, più del doppio, ma i colpi a segno furono solo una trentina, di cui solo 13 o 14 contro lo scafo. L’opinione comune fu che l’esito dello scontro era stato deciso principalmente dalla superiorità dei due grossi cannoni Dahlgren della Kearsarge sui cannoni britannici. I danni sulla Kearsarge furono minimi così come le perdite: tre soli feriti su un totale di 163 uomini. Le perdite dell’Alabama furono invece di 9 morti e 20 feriti (tra i quali lo stesso Semmes) nel combattimento e 12 annegati dopo l’affondamento. In seguito, commentando il combattimento, Semmes lamentò spesso il fatto che l’USS Kearsarge fosse “corazzata” sostenendo che si trattava di un trucco sleale.

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immagine sonar del relitto del CSS Alabama

Nel 1984 il relitto della nave confederata fu localizzato a 160 metri di profondità e da allora è stato a lungo ispezionato e studiato: molti reperti sono stati recuperati, tra i quali tutti i cannoni tranne uno. Solo la parte dello scafo sprofondata nel fondale e parti della fiancata sono rimaste intatte, oltre a molte parti delle macchine e dell’attrezzatura del ponte di coperta. A poppa emergono dal fondale metà dell’elica e del telaio che serviva ad innalzarla.

Per concludere resta da chiedersi perché Semmes cercò il combattimento: avrebbe certamente potuto abbandonare l’Alabama e lasciare libero il suo equipaggio, come aveva già fatto quando, al comando del Sumter, aveva dovuto rifugiarsi nel porto di Gibilterra.  Probabilmente sulla sua decisione influirono molti fattori, tra i quali forse il più importante era riscattare il suo nome; per quanto la guerra di corsa fosse legittima e il suo trattamento dei prigionieri assolutamente corretto, come si domandò retoricamente un articolo pubblicato dal London Times forse Semmes “era stanco di una Guerra contro gli indifesi? La sua coscienza o il rispetto di sé stesso imposero al distruttore di 100 mercantili disarmati che doveva dimostrare il suo coraggio e riscattare il proprio nome dall’infame etichetta di pirata?”. Forse nella decisione di Semmes giocò una parte anche il fatto che il USS Kearsarge era la sua nemesi, in quanto per otto mesi aveva bloccato il Sumter a Gibilterra.

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La stampa pubblicata dall’Illustrated London News [fig. 10], raffigura oltre al Kearsarge e al Alabama in affondamento, alle 12:24 del 14 giugno 1864, anche lo yacht inglese Deerhound.

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Un esemplare di cannone Dahlgren da 11 pollici, analogo a quelli che armavano la USS Kearsarge, è collocato all’ingresso del Museo Tecnico Navale di La Spezia [fig. 11].

Aldo Antonicelli

 

PARTE I PARTE II PARTE III

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Note
[1] Chi avesse letto il libro di Raimondo Luraghi “Marinai del sud”, ricorderà forse di avervi visto una pretesa fotografia dell’Alabama. In realtà si tratta di un clamoroso errore editoriale: la nave è infatti la corvetta unionista Iroquois fotografata verso la fine degli anni ’60 dell’Ottocento [si veda la stessa fotografia a pag. 79 di Canney, cit.]
 
Bibliografia
A. Bowcock, “Alabama, Anatomy of a Confederate Raider”, Chatam Publishing, London, 2002
D. L. Canney, “The Old Steam Navy: Frigates, Sloops and Gunboats, 1815-1885”, Naval Institute Press, Annapolis, 1990.
F.M. Edge, “An Englishman’s View of the Battle between the Alabama and the Kearsarge”, Randolph, New York, 1864.
R. Semmes, “Memoirs of Service Afloat”, Kelly, Piet & Co, Baltimore, 1869.
A. Sinclair, “Two Years on the Alabama”, Naval Institute Press, Annapolis, 1989.
Library of Congress, Map of the defeat of the Confederate ship Alabama by the U.S. steamer Kearsarge on June 19, 1864, off Cherbourg, France.
MUA, CSS Alabama findings Gallery, https://mua.apps.uri.edu/alabama/alafindproject.html
Naval History and Heritage Command, Sinking of C.S.S. Alabama by U.S.S. Kearsarge, 19 June 1864:
– Report of Captain Winslow, U.S. Navy, commanding U.S.S. Kearsarge, Cherbourg, France, June 19, 1864
– Report of Captain Semmes, C.S. Navy, commanding C.S.S. Alabama. SOUTHAMPTON, June 21, 1864.
Official Records of the Union and Confederate Navies in the War of the Rebellion. Series 1, vol. 3 (Washington Government Printing Office, 1896), 59; Supplementary report of Captain Winslow, U. S. Navy, commanding U. S. S. Kearsarge, of the engagement between that vessel and the C. S. S. Alabama. U. S. S. Kearsarge, English Channel, July 30, 1864.
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