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livello elementare.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: EUROPA
parole chiave: guerra di Crimea, Ottomani, Russia
Raccontiamo oggi la battaglia navale di Sinope che ebbe luogo il 30 novembre 1853 tra la flotta della Russia imperiale e quella dell’Impero ottomano. Il 4 ottobre 1853, circa due mesi prima della battaglia, in risposta all’occupazione russa della Moldavia e della Valacchia (allora parte del Danubio ottomano), l’Impero ottomano dichiarò guerra alla Russia. Va premesso che l’Impero ottomano era profondamente indebitato e faceva affidamento esclusivamente sui prestiti britannici e francesi come mezzo di sostegno, accettando delle drastiche riduzioni dei livelli di forza sia dell’esercito che della marina. Lo zar Nicola I colse quindi l’opportunità per rivendicare alcune regioni nel Trans-Caucaso e lungo il Danubio e, nel luglio 1853, inviò le sue truppe per occupare diversi principati e forti ottomani lungo il Danubio.
Essendo falliti i tentativi diplomatici, il sultano ottomano Abdulmecid I rispose con una dichiarazione di guerra, con l’appoggio esterno del Regno Unito e della Francia che intimarono alla Russia di non agire in modo “aggressivo”; nel qual caso le potenze occidentali si sarebbero riservate il diritto di essere coinvolte nel conflitto. Le ostilità iniziarono ufficialmente il 4 ottobre 1853, con un teatro principale in Europa ed un altro nel Caucaso.
La battaglia navale, di cui raccontiamo oggi la storia, si svolse a Sinope, un porto sulla sponda meridionale del Mar Nero nella Turchia anatolica. Di fatto fu l’ennesimo episodio di una serie di combattimenti navali tra la flotta della Russia imperiale e quella dell’Impero ottomano che avevano inviato diverse unità navali nel Mar Nero per pattugliarlo.

Piano della battaglia di Sinope disegnato da Charles Meryon
Charles Meryon, Plan du Combat de Sinope (Plan of the Battle of Sinope), 1853, NGA 9139.jpg – Wikimedia Commons
Uno di questi squadroni, sotto il comando di Osman Pasha, si congiunse nel porto di Sinope con la fregata Kaid Zafer, supportata dalla fregata a vapore Taif e da uno squadrone di unità minori. Sebbene gli Ottomani avessero l’intenzione di inviare delle navi di linea, l’ambasciatore britannico a Costantinopoli, il visconte Stratford de Redcliffe, si oppose e furono quindi inviate dagli Ottomani solo delle fregate. La Squadra russa, guidata dall’ammiraglio Pavel Nakhimov, decise di attaccare la flotta ottomana che si era riparata a causa di una tempesta nel porto di Sinope. Rafforzato dalla squadra navale del contrammiraglio Fëdor Novosilsky, Nakhimov consolidò oltre 700 cannoni su sei navi di linea, due fregate e tre piroscafi armati. Le forze ottomane, di potenza di fuoco inferiore, includevano sette fregate, tre corvette e due piroscafi armati. I Russi pianificarono di schierare le loro navi in due colonne dove sarebbero avanzate a breve distanza dalle navi nemiche prima di gettare l’ancora e aprire il fuoco.
Il 30 novembre la divisione russa russo entrò nel porto da nord-ovest con una formazione triangolare e Nakhimov manovrò in modo che le navi ottomane si trovassero tra le navi russe e le difese del porto di Sinope, con il duplice scopo di proteggere la propria forza ed esporre gli ottomani ad un potenziale fuoco amico. Nakhimov divise quindi equamente le sue navi su due linee, coprendo l’interporto con campi di fuoco interconnessi. Da quel momento, i cannoni russi iniziarono a sparare contro le navi ottomane.
Sotto il comando dell’ammiraglio Nakhimov, la nave da ottantaquattro cannoni Imperatritsa Maria fu la prima ad ingaggiare colpendo la nave ammiraglia ottomana da 44 cannoni Auni Allah. Dopo circa trenta minuti di combattimento, la fregata ottomana, ormai crivellata dai proiettili si incagliò. L’Imperatritsa Maria attaccò quindi la fregata da quarantaquattro cannoni Fazli Allah che prese fuoco e si arenò. I marinai ottomani, in preda al panico, non riuscirono a gestire la situazione a causa degli incendi scatenatisi a bordo provocati dalle granate esplosive russe1.
Nel frattempo, le altre navi russe ingaggiarono la Nizamie e la Damiad, che dovettero buttarsi in secca per non affondare. Un’altra fregata ottomana, il Navek Bakhri, esplose e affondò insieme alla corvetta Guli Sephid.
Solo una nave ottomana, il piroscafo a dodici cannoni Taif, riuscì a sfuggire alla battaglia, mentre tutte le altre furono affondate o spinte in secca di proposito per evitare l’affondamento. Il Taif raggiunse Costantinopoli dove arrivò il 2 dicembre ed informò il governo ottomano della sconfitta di Sinope. Una volta che la flotta nemica fu distrutta, i Russi ingaggiarono le batterie costiere ottomane e le distrussero grazie alla loro maggiore potenza di fuoco.
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Ordine di battaglia delle navi dell’Impero russo |
Ordine di battaglia delle navi dell’Impero ottomano |
| Veliky Knyaz Konstantin, nave di linea, 120 cannoni | Avni Illah, fregata, 44 cannoni (arenato) |
| Parizh, 120 cannoni, nave di linea, prima nave ammiraglia | Nessin Zafer, fregata, 60 cannoni (arenato) |
| Imperatriitsa Maria, nave di linea, 84 cannoni, ammiraglia | Navek Bahri, fregata, 58 cannoni (esploso) |
| Chesma, nave di linea, 84 cannoni | Damiat, fregata, 56 cannoni (arenato) |
| Rostislav, nave di linea, 84 cannoni | Kaid Zafer, fregata, 54 cannoni (arenato) |
| Kulevtcha, fregata, 54 cannoni | Nejm Fishan, corvetta, 24 cannoni |
| Kagul, fregata, 44 cannoni | Feyz Mabud, corvetta, 24 cannoni (arenato) |
| Odessa, piroscafo, 4 cannoni | Kel Safid, corvetta, 22 cannoni (esploso) |
| Krym, piroscafo, 4 cannoni | Taif, piroscafo, 12 cannoni (fuggito a Istanbul) |
| Khersones, piroscafo, 4 cannoni | Erkelye, piroscafo, 10 cannoni |
| Tri Sviatitelia, nave di linea, 120 cannoni | Nizamieh, fregata, 62 cannoni (arenato) |
| Fazl Illah, fregata, 44 cannoni (arenato) |
Durante i combattimenti, 37 marinai russi furono uccisi e si ebbero 233 feriti; almeno tre delle navi di linea furono danneggiate. Le forze ottomane persero invece oltre 3.000 uomini ed il loro capo, Osman Pasha, fu catturato. L’azione navale russa fu di fatto vittoriosa ma fornì alla Francia e al Regno Unito la giustificazione politica per dichiarare guerra alla Russia all’inizio del 1854 a sostegno dell’Impero ottomano.
in anteprima quadro ad olio della battaglia di Sinope – autore Alexey Bogolyubov (1824–1896) – conservato al Central Naval Museum – Fonte http://www.art-catalog.ru/picture.php?id_picture=10118
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Gli Ottomani non sapevano che la marina russa aveva recentemente adottato proiettili esplosivi, fattore che diede un vantaggio decisivo nella battaglia.
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