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La battaglia navale di Sinope

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA:  EUROPA
parole chiave: guerra di Crimea, Ottomani, Russia

 

Raccontiamo oggi la battaglia navale di Sinope che ebbe luogo il 30 novembre 1853 tra la flotta della Russia imperiale e quella dell’Impero ottomano. 

Il 4 ottobre 1853, circa due mesi prima della battaglia, in risposta all’occupazione russa della Moldavia e della Valacchia (allora parte del Danubio ottomano), l’Impero ottomano dichiarò guerra alla Russia. Va premesso che l’Impero ottomano era profondamente indebitato e faceva affidamento esclusivamente sui prestiti britannici e francesi come mezzo di sostegno, accettando delle drastiche riduzioni dei livelli di forza sia dell’esercito che della marina. Lo zar Nicola I colse l’opportunità per rivendicare alcune regioni nel Trans-Caucaso e lungo il Danubio e, nel luglio 1853, inviò le sue truppe per occupare diversi principati e forti ottomani lungo il Danubio.

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Essendo falliti i tentativi diplomatici il sultano ottomano Abdulmecid I rispose con una dichiarazione di guerra, con l’appoggio esterno del Regno Unito e della Francia che, emisero un ultimatum alla Russia che se avesse agito in modo “aggressivo” le potenze occidentali si sarebbero riservate il diritto di essere coinvolte nel conflitto. Le ostilità iniziarono ufficialmente il 4 ottobre 1853, con un teatro principale in Europa ed un altro nel Caucaso.

La battaglia navale si svolse a Sinope, un porto di mare sulla sponda meridionale del Mar Nero, sulla sponda settentrionale della Turchia anatolica. Di fatto i combattimenti in mare tra la flotta della Russia imperiale e quella dell’Impero ottomano erano in corso da settimane e gli ottomani avevano inviato diverse unità navali nel Mar Nero per pattugliarlo.

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Uno di questi squadroni, sotto Osman Pasha, si congiunse nel porto di Sinope con la fregata Kaid Zafer, dalla fregata a vapore Taif e da uno squadrone di unità minori. Sebbene gli ottomani avessero l’intenzione di inviare delle navi di linea, l’ambasciatore britannico a Costantinopoli, il visconte Stratford de Redcliffe, si era opposto e furono inviate solo delle fregate. La Squadra russa era guidata dall’ammiraglio Pavel Nakhimov, che decise con i suoi ufficiali di attaccare la flotta ottomana che si era riparata a causa di una tempesta nel porto di Sinope.

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ammiraglio Pavel Nakhimov

Rafforzato dallo squadra navale del contrammiraglio Fëdor Novosilsky, Nakhimov consolidò oltre 700 cannoni su sei navi di linea, due fregate e tre piroscafi armati. Le forze ottomane includevano sette fregate, tre corvette e due piroscafi armati. I Russi pianificarono di schierare le loro navi in ​​due colonne dove sarebbero avanzate a breve distanza dalle navi nemiche prima di gettare l’ancora e aprire il fuoco.

Il 30 novembre la divisione russa russo entrò nel porto da nord-ovest in formazione triangolare. Nakhimov manovrò la sua flotta in modo che le navi ottomane si trovassero tra le navi russe e le difese del porto di Sinop, proteggendo la propria forza ed esponendo gli ottomani al potenziale fuoco amico. Nakhimov divise quindi equamente le sue navi su due linee, coprendo l’intero porto con campi di fuoco interconnessi. Da quel momento i cannoni russi iniziarono a colpire tutti i bersagli ottomani.

Sotto il comando dell’ammiraglio Nakhimov, la nave da ottantaquattro cannoni Imperatritsa Maria fu la prima ad ingaggiare quando sparò sull’ammiraglia ottomana da 44 cannoni Auni Allah. Dopo circa trenta minuti di combattimento, la fregata ottomana fu crivellata di proiettili e si incagliò. Imperatritsa Maria attaccò quindi la fregata da quarantaquattro cannoni Fazli Allah che prese fuoco e si  arenò. I marinai ottomani, in preda al panico, non riuscirono a gestire la situazione a causa degli incendi scatenatisi a bordo a seguito delle granate esplosive sparate dai russi.

Nel frattempo, le altre navi russe ingaggiarono la Nizamie e la Damiad, che anch’esse si buttarono in secca per non affondare. La fregata ottomana Navek Bakhri esplose e affondò insieme alla corvetta Guli Sephid.

Solo una nave ottomana, il piroscafo a dodici cannoni Taif, riuscì a sfuggire alla battaglia, mentre tutte le altre furono affondate o spinte in secca di proposito per evitare l’affondamento. Il Taif raggiunse Costantinopoli dove arrivò il 2 dicembre ed informò il governo ottomano della sconfitta di Sinop.

Una volta che la flotta nemica fu distrutta, i russi ingaggiarono le batterie costiere ottomane e le distrussero grazie alla loro maggiore potenza di fuoco. Gli Ottomani non sapevano che la marina russa aveva recentemente adottato proiettili esplosivi fattore che diede un vantaggio decisivo nella battaglia.

Ordine di battaglia delle navi dell’Impero russo

Ordine di battaglia delle navi dell’Impero ottomano

Veliky Knyaz Konstantin, nave di linea, 120 cannoni

Avni Illah, fregata, 44 cannoni (arenato)

Parizh, 120 cannoni, nave di linea, prima nave ammiraglia 

Nessin Zafer, fregata, 60 cannoni (arenato)

Imperatriitsa Maria, nave di linea, 84 cannoni, ammiraglia Navek Bahri, fregata, 58 cannoni (esploso)
Chesma, nave di linea, 84 cannoni Damiat, fregata, 56 cannoni (arenato)
Rostislav, nave di linea, 84 cannoni Kaid Zafer, fregata, 54 cannoni (arenato)
Kulevtcha, fregata, 54 cannoni Nejm Fishan, corvetta, 24 cannoni
Kagul, fregata, 44 cannoni Feyz Mabud, corvetta, 24 cannoni (arenato)
Odessa, piroscafo, 4 cannoni Kel Safid, corvetta, 22 cannoni (esploso)
Krym, piroscafo, 4 cannoni Taif, piroscafo, 12 cannoni (fuggito a Istanbul)
Khersones, piroscafo, 4 cannoni Erkelye, piroscafo, 10 cannoni
Tri Sviatitelia, nave di linea, 120 cannoni Nizamieh, fregata, 62 cannoni (arenato)
  Fazl Illah, fregata, 44 cannoni (arenato)

Durante i combattimenti, 37 russi furono uccisi e si ebbero 233 feriti; almeno tre delle navi della linea furono danneggiate. Le forze ottomane persero oltre 3.000 uomini ed il loro capo Osman Pasha fu catturato.

L’attacco russo di fatto fornì alla Francia e al Regno Unito la giustificazione politica per dichiarare guerra alla Russia all’inizio del 1854 a sostegno dell’Impero ottomano.

 

 

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