If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Spetsnaz, storia e mezzi subacquei delle forze speciali russe parte II

Reading Time: 6 minutes

 –
livello elementare
.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX  SECOLO
AREA: RUSSIA
parole chiave: forze speciali

.

Sirena_UM

Photo credit Pavlo1

SDV (swimmer delivery vehicle)
Continuiamo questo mini saggio sui mezzi delle forze speciali russe con i swimmer delivery vehicle, dei mini sommergibili progettati per trasportare i sommozzatori delle Forze Speciali subacquee su lunghe distanze verso il loro obbiettivo. Genericamente gli SDV trasportavano un pilota, un co-pilota ed il team di attacco. Per missioni a lungo raggio, potevano trasportare una dotazione di aria compressa a bordo per estendere l’autonomia di miscela degli operatori senza fargli intaccare quella dei rebreather personali. Ne esistevano due tipi: il tipo “umido”, dove i nuotatori di combattimento restavano all’esterno, ovvero erano sempre esposti all’acqua e uno “asciutto”, dove gli operatori restavano all’interno del mezzo. 

SIRENA
Il progetto Sirena fu per alcuni aspetti un precursore degli SDV in quanto il mezzo poteva essere trasportato e rilasciato dai sottomarini. Sembrerebbe che i sommergibili sovietici classe Kilo furono modificati per lanciarli attraverso i tubi lanciasiluri. Un altra modalità di rilascio era esternamente allo scafo. Di fatto questo mezzo aveva ben poco dei SLC italiani o britannici della guerra.

Sirena_UM1

Photo credit Pavlo1

Sirena_inside

Photo credit Pavlo1

Questo mezzo aveva un diametro di 532 mm ed una lunghezza di circa 8.6 metri con un peso di circa 1.367 kg. La sua  velocità variava da 2 a 4 kts con un autonomia di due ore – Profondità: 40 metri – massima dislocazione 8 miglia.

La serie TRITON
Un passo avanti nei progetti sovietici fu il primo mezzo Triton, che si avvicinava concettualmente ai mezzi italiani della seconda guerra mondiale. In realtà non ebbe molto successo e non entrò mai in servizio. Questa foto lo mostra durante le prove in mare.

Rus_Triton

da http://www.atrinaflot.narod.ru/81_publications/2009_proton.htm

In seguito venne realizzato il progetto Triton 1 M (progetto 907) con capacità di trasporto di due sommozzatori. Il mezzo fu costruito negli anni ’70 su disegno della società Marin Design Bureau Malakhit di San Pietroburg, che risulta ancora attiva in campo commerciale. Lo scopo del Triton 1 M era ovviamente il trasporto di operatori subacquei su lunghi percorsi in operazioni clandestine. Secondo le fonti ufficiali, ne furono realizzati solo 32, ora sono stati in gran parte dismessi. Aveva un abitacolo “bagnato” (non pressurizzato) e l’equipaggio indossava l’attrezzatura durante le missioni.

triton-1m

Lunghezza ∼5 m
Larghezza 1,4
massima altezza 1,4
massima profondita’ 40 metri
autonomia 6 ore
max velocita’ in immersione 6 nodi
equipaggio 2 sommozzatori
range 35 miglia
scafo lega alluminio magnesio

La sua evoluzione fu il Triton 2, un mezzo decisamente più voluminoso. Costruito in lega di alluminio e magnesio, trasportava 6 operatori, operando fino ad una profondità massima di 40 metri, con un’autonomia di 12 ore e un raggio operativo di 60 miglia nautiche. Sembrerebbe che ne furono costruiti ben tredici esemplari che entrarono in servizio tra il 1975 ed il 1985.

triton2_gateguard

da wikipedia

Probabilmente non più in servizio attivo, fu  un importante programma SDV dei sovietici durante la guerra fredda. Molto simile al SDV Mk. 8 in dotazione agli USN SEAL, poteva trasportare sei uomini su lunghe distanze rispetto ai mezzi precedenti. Anche se si trattava di un mezzo  bagnato, era costruito come un sottomarino per consentire una differenza di pressione tra l’acqua all’interno ed all’esterno dello scafo. Il pilota e il navigatore sedevano nella parte anteriore  ed i quattro operatori passeggeri all’interno posti su  due file nella parte posteriore del veicolo.

Caratteristiche: Lunghezza: 9.5m – larghezza: 1.8m – Velocità: 5.5 nodi con autonomia di  60 nm – sensori: sonar MGV-11, sistema di comunicazione subacqueo MGV-6V, sistema di navigazione Samur.

Triton NN

Un modello interessante fu il Triton-NN, derivato da un progetto nato per consentire una ridislocazione a medio lungo raggio, indipendente dalle navi o dai sottomarini madre. Questo tipo di battelli sacrificavano inevitabilmente le prestazioni subacquee per cui la maggior parte della missione veniva condotta in superficie; d’altro lato offrivano una maggiore flessibilità di missione e indipendenza per le Forze Speciali.

È improbabile che il progetto Triton-NN sia entrato in servizio con gli Spetsnaz. Il Triton, una volta immerso, si comportava come un mini sommergibile utilizzandogli stessi propulsori usati in superficie. Si presume che il mezzo si dirigesse, parzialmente sommerso, verso l’obiettivo, per poi immergersi nella sua vicinanza per rilasciare gli operatori.

Progetto Piranha
Tra i progetti conosciuti va menzionato anche il progetto Piranha, o progetto 865, denominato in campo NATO LOSOS. Ne furono realizzati due esemplari, in seguito assegnati nel mar Baltico. Lo scafo era realizzato in una lega di titanio che ne riduceva la segnatura magnetica in quanto metallo non magnetico. Essi potevano rilasciare attraverso un’apertura, posta  sulla caratteristica gobba del minisommergibile, due Proton.

losos

Il Pirahna aveva le seguenti caratteristiche tecniche:
Lunghezza 28 metri – larghezza 4,8 metri – dislocamento 218 t in superficie, 319 t in immersione – velocità massima in superficie – equipaggio 3 e 6 operatori.

Rus_Piranha_SDVs

Lo storage di dritta del Piranha. Sono visibili due Protei-5 Photo: rcmodelsubmarines.co.uk

Nell’era post sovietica ovvero negli anni ’90, la  Marina russa decise, di non mantenerli in servizio ed i due sommergibili furono radiati definitivamente nei primi anni del 2000. Ma le recenti instabilità a livello mondiale hanno fatto intraprendere nuovi progetti basati sulla modularità dei mezzi per allargare le tipologie di missione.

Spetnaz: una componente navale in grado di operare nelle tre dimensioni sempre più moderna ed all’avanguardia
In sintesi, in guerra fredda i Sovietici seppero costruire una componente letale per le forze speciali subacquee, sviluppando mezzi insidiosi simili a quelli dei colleghi delle marine occidentali. Il loro sviluppo odierno non è noto ma fa presupporre che sia allo stato dell’arte. La guerra asimmetrica futura richiederà reparti speciali subacquei equipaggiati con mezzi di trasporto sempre più innovativi per operare in missioni di infiltrazione occulte. Questi uomini altamente specializzati sono integrati nelle forze di élite ma trovano anche impiego nelle forze di protezione di aeroporti, porti, navi e, con contratti presso società di sicurezza civili. Sono i famosi contractor come le Blackwater americane o il gruppo Wagner russo. Le sfide del futuro non sono solo umane ma anche tecnologiche … e la ricerca di nuove misure e contromisure per contrastare pirati e terroristi viaggiano anche in rete … il futuro è domani.

SOM1_show

.
se non diversamente citate, le immagini sono estratte da Covert Shores di HI Sutton 

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

 

PARTE I
PARTE II

print

(Visited 197 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

7 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
marine militari
Marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »