Gli arsenali e la flotta della Marina veneziana dalle origini al XVIII secolo – parte I

gianluca bertozzi

21 Agosto 2019
tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: V – XVIII SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Marina veneta
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La storia della Repubblica Serenissima fonda le proprie radici nelle acque adriatiche. Sorta nella laguna dalle genti romane e venete in fuga dall’invasione unna del V secolo, avvenuta nel 451 d.C., Venezia divenne nel tempo l’estrema propaggine nord-occidentale dell’Impero Romano d’Oriente.

Il gonfalon do mar di San Marco, Venezia – da link
https://dalvenetoalmondoblog.blogspot.nl/2016/10/le-cinque-e-le-sei-code-del-gonfalone.html
il mistero risolto delle code del gonfalon de san marco 

Venezia, seppur fra gli ultimi insediamenti ad essere eretta su quelle isole custodite e protette dalla barriera naturale delle acque lagunari, sin dall’origine ebbe nel commercio marittimo la propria vocazione. Negli anni il Ducato crebbe in prestigio economico grazie ai commerci marittimi e fluviali nonchè a quello religioso a seguito dello spostamento della sede patriarcale da Grado a Venezia nel XI secolo ed alla conservazione delle spoglie di San Marco Evangelista, trafugate nel IX secolo ad Alessandria.

Nei secoli Venezia, tra vittorie strepitose ma anche sconfitte cocenti, seppe far sua l’Istria e la Dalmazia riuscendo ad affacciarsi prepotentemente nell’Egeo, di fatto divenendo la regina del mare Adriatico ganglio vitale delle rotte commerciali che da oriente rifornivano di merci pregiate – soprattutto le spezie – l’Europa.  Rotte che, partendo dai porti mediorientali, attraversando le isole egee e ioniche, passando per quelle dalmate e giungendo, infine, nella laguna veneta dove ripartivano per via fluviale e terrestre per giungere alle fiere del nord e dell’occidente europeo. Ovviamente la protezione di questo commercio e la difesa delle basi da cui esso si irradiava dipendeva dalla sua disponibilità di forze militari, in particolare navali, rilevanti e efficienti e numericamente adeguate al contrasto delle non poche minacce esistenti. Inizialmente le flotte furono composte in parte rilevante da unità civili militarizzate, in un certo modo sufficienti a contrastare i suoi rivali commerciali (Genova e le altre repubbliche marinare) e i pirati, ma divenne molto più grave con lo sviluppo della potenza navale degli altri stati europei e soprattutto della flotta ottomana.

La battaglia navale di Zonchio (detta anche battaglia della Sapienza o prima battaglia di Lepanto) si svolse in quattro giorni distinti: 12, 20, 22 e 25 agosto 1499 durante la guerra ottomano-veneziana del 1499-1503. Fu la prima battaglia navale della storia in cui furono usati i cannoni sulle navi – quadro di ignoto artista veneziano – Museo britannico, Londra
Battle of Zonchio 1499.jpg – Wikipedia

La flotta turca nel XVI secolo poteva infatti schierare oltre 200 galere in tempo di guerra e molte unità minori e nel XVIII secolo, oltre a una trentina di galere, disponeva di una trentina di vascelli. Forza che poteva essere rapidamente portata a oltre 60 unità di linea qualora ad essa si unisse la flotta egiziana e quella delle reggenze barbaresche. Questa era una forza che avrebbe facilmente annichilito la flotta che la Serenissima poteva mantenere in servizio attivo in tempo di pace. Questa minaccia impose ad un piccolo stato di dimensione regionale, con evidenti tratti di città stato oligarchico di puntare su un organizzazione in cui convivessero una piccola marina permanente, per la repressione della pirateria e della guerra di corsa attraverso la scorta alla navigazione mercantile, e la predisposizione di numerose unità navali in condizione di essere armate in poco tempo in caso di emergenza. Questo permetteva di mettere in campo uno strumento navale di dimensioni rispettabili in caso di bisogno, senza però gravare troppo sulle limitate capacità finanziarie dello Stato.

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La prima rappresentazione conosciuta di un bucentauro (bucintoro in veneziano). Particolare della xilografia Planta di Venezia di Jacopo de’ Barbari, pubblicata nel 1500 – autore Jacopo de’ Barbari  (1460/1470– prima del 1516) – Museo Correr
Bucentaur-JacopodeBarbari-PiantadiVenezia-1500-detail.jpg – Wikimedia Commons

L’Arsenale, l’Arzanà de Viniziani
La base di tutta la struttura navale era l’arsenale, un immenso complesso di scali, magazzini, officine, e depositi in cui solo una parte delle unità navali venivano completate per i bisogni correnti mentre il resto  (più o meno ai tre quarti del completamento) venivano conservate incomplete in appositi scali coperti, conservando però accanto ad asse i materiali e le dotazioni per completarle in un tempo non superiore ai tre mesi. Un sistema pratico per mantenere la flotta in uno stato di “ibernazione” in modo che potessero i caso di necessità riunirsi alla flotta in breve tempo. Il tempo di conservazione poteva essere di vari decenni perché si stimava che un anno sullo scalo equivalesse a cinque in mare e che quindi una nave che fosse rimasta sullo scalo per una ventina d’anni potesse fornire almeno 16 anni di servizio operativo.

Il sistema, sebbene apparentemente logico, però presentava forti criticità nell’applicazione concreta e l’investimento di notevoli somme e di una oculata amministrazione finanziaria e tecnica. Quando queste vennero meno nel XVIII secolo, l’Arsenale cadde in condizioni critiche. Per funzionare tale organizzazione avrebbe dovuto avere complete dotazioni sempre rinnovate dei materiali di costruzione e armamento necessari cosa che raramente avveniva, o per i tagli al bilancio che spesso venivano inflitti o per furti e altre attività illecite che le fonti coeve spesso lamentano; di fatto se si fosse presentata un emergenza la necessità di reintegrarle avrebbe rallentato i lavori. In pratica, sembra che l’unica riserva sempre a numero fosse quella delle artiglierie, anche se negli ultimi decenni risultò spesso inadeguata. Anche dal punto di vista del personale c’erano gravi problemi: la struttura, per funzionare correttamente, avrebbe dovuto disporre di 3.000 esperti artigiani in tempo di pace e di 5.000 in tempo di guerra ma i ripetuti tagli al bilancio nel XVIII secolo avevano ridotto la forza lavoro permanente a circa 1.800 artigiani, i cosiddetti arsenalotti.

arsenalotto di Venezia Luigi Zanon, Glossario Essenziale dell’Arsenale di Venezia (veneziadoc.net)

Cosa che, unita alla necessità di procurarsi i materiali necessari, avrebbe aumentato a dismisura i tempi di completamento delle unità di riserva in tempo di crisi. La difficoltà a reperire manodopera qualificata in tempi brevi, portò a stimare che per mettere effettivamente in linea tutte le unità sugli scali occorressero in realtà quattro anni. Altra problematica era la necessità di eliminare gli scafi non completati ed i relativi materiali accantonati. In caso di innovazioni tecnologiche tali da non poter essere applicate alle unità in riserva si sarebbe rischiato di far entrare in servizio unità nuove ma ormai obsolete. Questo avvenne nella seconda metà del XVIII secolo ovvero quando si generalizzò la costruzione a doppia murata che permetteva di costruire unità ben più robuste e meglio armate. Questo non accadde e alla caduta della Repubblica, di fronte a dieci unità costruite a murata doppia e quindi adeguate ai tempi, esistevano ancora undici unità ad ordinata singola ormai obsolete che quasi dimezzava il valore della riserva. Lo stesso avveniva per la flotta operativa che su dieci unità ne vedeva solo due ad ordinata doppia.

Fine I parte – continua

Gianluca Bertozzi
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PARTE I  PARTE II

Fonti
– Le artiglierie della Marina veneta nel XVI secolo, ammiraglio Marco Santarini
– Storia della Marina veneziana. Da Lepanto alla caduta della Repubblica 1571-1797, Mario Nani Mocenigo
– La progettazione navale a Venezia tra tradizione e rinnovamento intorno alla metà del Settecento,  Alberto Secco
– L’organizzazione economica dell’Arsenale di Venezia nella prima metà del Seicento», Marcello Forsellini
– Vascelli e fregate della Serenissima – Navi di linea della marina veneziana 1652 – 1797, Guido Ercole
– Lo sviluppo dell’Armata grossa nell’emergenza della guerra marittima, Guido Candiani
– L’evoluzione della flotta veneziana durante la prima guerra di Morea, Guido Candiani
– I vascelli della Serenissima. Guerra, politica e costruzioni navali a Venezia in età moderna, 1650-1720, Guido Candiani
– Stato, guerra e finanza nella Repubblica di Venezia fra medioevo e prima età moderna, Luciano Pezzolo
– L’Arsenale di Venezia Dall’Officina delle Meraviglie all’industria navale in ferro, Federica Colussi
– Wikipedia voce armata grossa
– Bella Italia, Militari, Eserciti e Marine nell’Italia pre-napoleonica (1748-1792), Ilari V. – Paoletti C. Crociani 
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