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La crociera intorno al mondo della Great white fleet

Reading Time: 4 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: pirateria
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La contesa nippo-americana nel teatro del Pacifico, conclusasi con la sconfitta dell’Impero del Sol Levante nella Seconda guerra mondiale, ha origine nel momento stesso della nascita della potenza navale dei due contendenti. Lo sviluppo e il potenziamento della flotta statunitense venne promosso e sostenuto con forza tra fine Ottocento e inizio Novecento dalle amministrazioni McKinely e T. Roosevelt. La forza navale giapponese divenne inaspettatamente manifesta al mondo con l’annientamento della flotta zarista nella guerra russo giapponese (1904-1905).

Due economie in espansione, uno grande spazio marittimo e un immenso mercato, quello cinese, da accaparrarsi: lo scontro, politico-diplomatico prima e militare poi, era all’orizzonte.

Nota delle redazione
Quando Theodore Roosevelt divenne presidente degli
Stati Uniti avviò un processo di trasformazione della flotta da battaglia statunitense. Due importanti teorici navali statunitensi ebbero una grande influenza sul suo modo di pensare. Il primo fu Alfred Thayer Mahan, il cui lavoro in due volumi “L’influenza della potenza del mare sulla storia 1660-1783” sosteneva che l’espansione navale era essenziale per la costruzione del potere marittimo di una nazione. Nei suoi scritti, sottolineò il concetto della “sicurezza della navigazione”. In questo senso, nel 1907, Mahan visse in un periodo in cui il commercio marittimo aveva assunto proporzioni senza precedenti tra le due sponde dell’Atlantico, e costituiva un grande fattore di potenza e prosperità’ degli Stati, Mahan non solo volle il potenziamento della flotta navale americana, ma spinse per un impegno marittimo a protezione degli interessi americani in qualsivoglia parte del mondo, I suoi scritti sono tutt’oggi  tutt’oggi un riferimento per gli studiosi di politica navale. Il secondo fu William S. Sims, un esperto ufficiale di marina e ex aiutante di Roosevelt, che riteneva necessario gli modernizzare i sistemi di artiglieria navale e le capacità di fuoco della USN ispirandosi alle flotte europee. n.d.r.  Nel corso della lunga amministrazione [1901-1909], Roosevelt persegui la ricerca di un nuovo ed importante ruolo nella politica mondiale, basandosi sulla “Dottrina di Monroe”. Non credendo nella utilità della Società delle Nazioni, gli Stati Uniti avrebbero dovuto ricercare un nuovo ordine mondiale basato sulla loro Nazione.  

In quel periodo gli Stati Uniti acquisirono nuove responsabilità globali in seguito alla guerra ispano-americana con l’acquisizione di Guam, Porto Rico, Filippine, Hawaii ed una base navale a Guantanamo, Cuba.

A seguito della guerra russo-giapponese del 1905, in cui sottolineo la marina giapponese annientò la marina russa in una guerra sconvolgente e unilateral, la prospettiva giapponese divenne cruciale per la storia della Grande Flotta Bianca.

Alla fine del diciannovesimo secolo il Giappone aveva intrapreso un massiccio programma di modernizzazione e la sua sconfitta della marina russa fu un segno del suo successo che rese nervose le potenze coloniali occidentali. Come i suoi omologhi europei, il Giappone desiderava più territorio e, a poco a poco, iniziò a conquistare territori nel Pacifico. A corto di guerra, gli Europei non potevano fermarli. Le tensioni tra Stati Uniti e Giappone si svilupparono ulteriormente rispetto alle politiche restrittive sull’immigrazione.


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Roosevelt, impegnato a proteggere i suoi interessi pacifici e timoroso dell’aggressione giapponese, cercò di dimostrare la potenza navale americana con una crociera mondiale della sua nuova sedicesima flotta corazzata. La crociera della Great White Fleet si colloca nell’ambito di questa contesa, e non a caso segue di poco la strabiliante vittoria nipponica del 1905.

Roosevelt volle mandare un segnale al nuovo avversario, e lo fece con un’azione dimostrativa in grande stile concepita in modo da avere anche un notevole impatto mediatico a livello globale.
Un’azione che doveva comunicare un messaggio chiaro: la US Navy poteva “portare qualsiasi conflitto navale nelle acque territoriali giapponesi“, ossia che gli Stati Uniti erano in grado di proiettare la propria forza militare fin sulla sponda opposta del Pacifico.

L’azione fu affidata ad una squadra di 16 corazzate (su 4 divisioni) destinata a circumnavigare il globo. La crociera iniziò nel 1907 e fu portata a compimento l’anno successivo. L’appellativo di White Fleet deriva dal fatto che le navi erano dipinte di bianco.

Il termine “Great” forse stona un poco, se si pensa alle dimensioni della coeva flotta britannica, anche se la portata e le dimensioni dell’impresa furono in effetti grandiose.

Tutte le corazzate che presero parte alla crociera, tranne una, erano pre-dreadnought, ovvero navi da battaglia poli-calibro che, la comparsa della prima corazzata britannica Dreadnought (prima mono-calibra e operativa dal dicembre 1906) aveva di fatto già reso obsolete. Ovviamente non ci si poteva nel giro di un anno aspettare un radicale e repentino ammodernamento dell’intera flotta al nuovo standard tecnologico. La U.S.N. Fleet, nella fase iniziale del periplo, venne scortata da ben sei cacciatorpediniere. Oltre alle corazzate, era formata da navi appoggio, carboniere e navi rifornimento, che però navigarono separatamente dalla squadra da battaglia. L’impatto mediatico e psicologico delle sedici corazzate in linea di fila non doveva essere sfumato dalla presenza delle meno marziali e prestigiose unità logistiche.

N.d.R. I risultati furono gratificanti. Ma ancor più concretamente, i marinai identificarono il ruolo della Grande Flotta Bianca come strumento tangibile della politica estera degli Stati Uniti a livello mondiale.

 

Emiliano Beri

 

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