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Meteo facile per tutti: vediamo che tempo fa o farà prossimamente con un insieme di link per aggiornarvi in tempo reale sulle condizioni meteorologiche locali e marine 

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Ai confini del mondo, risalendo dai mari antartici alle acque più calde dell’Oceano Pacifico: 9 -15 aprile 2024

tempo di lettura: 9 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: NAVIGAZIONE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO – OCEANO ANTARTICO
parole chiave: Vespucci, Terra del fuoco
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Martedì 9 aprile 2024

Il Vespucci, dopo aver attraversato l’area di Capo Horn e circumnavigato la Terra del Fuoco, è rientrato a Punta Arenas (Cile), sullo Stretto di Magellano. Domenica scorsa, 7 aprile, in Cile è avvenuto il cambio di orario da estivo a invernale (siamo nell’emisfero Sud e le stagioni sono ‘invertite’). Le lancette degli orologi sono state dunque spostate indietro di un’ora … MA non in tutto il Paese. Punta Arenas, per la sua particolare posizione geografica, costituisce un’eccezione mantenendo l’ora standard GMT-3h della vicina Argentina e non effettua cambi di ora durante l’anno. Dunque la differenza con l’Italia (dove adesso è in vigore l’ora GMT+2h) è tale che, quando nel nostro Paese è mezzogiorno, a bordo di Nave Vespucci, ormeggiata nel porto cileno, sono le 7 del mattino. 

NOTA: Per GMT si intende l’ora di riferimento (Tempo Medio di Greenwich)

Un monumento particolare di Punta Arenas 
Tra i tanti monumenti presenti nella città di Punta Arenas ve n’è uno che è stato eretto nel 2020 per commemorare i 500 anni della prima navigazione attraverso lo Stretto di Magellano. Con un’altezza di 17 metri, un diametro di 12 metri e un peso di oltre 25 tonnellate, la scultura dal titolo Circumnavigation, è un opera dell’artista Francisco Gazitúa ed è collocata sulla Avenida Costanera del Estrecho. Il monumento è ispirato ad una sfera armillare, strumento astronomico utilizzato fino alla fine del Medioevo: un globo che contiene al suo interno una rappresentazione della Victoria, la nave di Magellano con la prua orientata verso Ovest e l’albero maestro nella posizione dell’asse terrestre, inclinato allo stesso modo di 53 gradi (la latitudine del luogo). I cerchi d’acciaio che la contengono mostrano il suo viaggio di circumnavigazione su una rotta verso Ovest, fino al ritorno al porto di partenza, dopo due anni, grazie al suo eroico equipaggio dimostrando una grande verità: la sfericità della terra. Quest’opera d’arte è stata anche concepita come un omaggio ai popoli indigeni che popolarono la Patagonia e la Terra del Fuoco più di diecimila anni fa. Infatti le luci, che la notte illuminano l’opera, sono disposte a terra secondo lo schema delle stelle di Orione, la costellazione parte della mitologia del popolo indigeno dei Selknam.

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Mercoledì 10 aprile 2024

Nave Vespucci è rientrato in porto a Punta Arenas (Cile), un’occasione per conoscere ancora di più questa città ai limiti del mondo. Nel tratto di lungomare corrispondente al centro città possiamo osservare alcuni monumenti che ricordano la navigazione e le esplorazioni, la vita dei pescatori, gli arditi salvataggi in mare e, in genere, lo stretto legame tra questa città e le acque gelide dello Stretto sul quale si affaccia. Uno di questi monumenti, è quello realizzato in ricordo dei marinai della nave che entrarono nello Stretto di Magellano nel 1843. Si tratta della goletta originariamente chiamata Presidente Bulnes, ma poi ribattezzata Ancud in onore del suo porto d’origine, a nord dell’Isla Grande de Chiloé, dove fu costruita (Manuel Bulnes non aveva accettato il primo nome). La nave fu concepita appositamente per trasportare la spedizione cilena che prese possesso effettivo dello Stretto e lo occupò definitivamente erigendo sulle sue rive l’insediamento di Fuerte Bulnes. La goletta salpò dal porto di Ancud il 22 maggio 1843. A bordo vi erano 23 membri di equipaggio, di cui circa la metà destinati a restare nell’insediamento permanente che si sarebbe creato. Portarono con loro provviste per sette mesi e materiali per il viaggio e l’avvio della colonia che dovevano fondare. Sul ponte c’erano anche degli animali: una coppia di capre, due maiali, tre cani e qualche gallina. Le peripezie di questa impresa sono raccontate nel Diario della goletta Ancud al comando del capitano di fregata Don Juan Guillermos di Enrique Nicolas (1901).

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Giovedì 11 aprile 2024

Il Vespucci ha lasciato Punta Arenas per navigare nel secondo tratto dello Stretto di Magellano e dirigere verso il Pacifico con destinazione Valparaiso (Cile). A Ferdinando Magellano 1 ci vollero circa 37 giorni (dal 21 ottobre al 28 novembre del 1520) tra imprevisti, soste e difficoltà, per raggiungere il Mar del Sud, poi proprio da lui stesso rinominato “Pacifico”. Nella “Relazione del Primo Viaggio Attorno al Mondo” di Antonio Pigafetta, compare la prima rappresentazione dello stretto; la mappa deve essere vista capovolta, dato che è disegnata con il Sud in alto, come la maggior parte della cartografia di quel tempo.

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Magellano e la sua “Armata delle Molucche”, ridotta a tre sole navi dopo la perdita della Santiago e la diserzione della Sant’Antonio, riuscirono a vincere una tra le sfide più difficili nella navigazione. Le raffiche di vento continue (a proposito, il termine “raffica” compare per la prima volta proprio nella relazione di Pigafetta), le forti correnti e un dedalo di canali (angosture), avrebbero scoraggiato chiunque, ma la tenacia di Magellano portò al traguardo tanto atteso e finalmente, come riporta Pigafetta, …. “il capitano generale lacrimò per allegrezza”.

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Oggi ricorre la Giornata Nazionale del Mare, un’iniziativa che ha l’obiettivo di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico. Istituita il 13 febbraio 2018 con l’entrata in vigore del Decreto sul Codice della Nautica (D. Lgs. 3 novembre 2017, n. 229), la giornata ha l’obiettivo di mettere il mare al centro dell’attenzione soprattutto dei giovani, avvicinandoli alla cultura e alle attività che in mare svolgono. 

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Venerdì 12 aprile 2024

Continua la navigazione nello Stretto di Magellano. La data di oggi mi ricorda un evento drammatico avvenuto oggi ma nel 1966.  Quel giorno un’onda eccezionale colpì il transatlantico italiano Michelangelo durante una burrasca in Oceano Atlantico causando la morte di tre persone e numerosi feriti. La grande nave era partita da Genova il 7 aprile e, dopo alcuni scali, stava navigando in pieno oceano verso New York con a bordo 775 passeggeri e 710 persone di equipaggio. Le previsioni metereologiche avevano segnalato la presenza di una forte perturbazione e, alle 10.20 del 12 aprile, un’enorme onda “scavalcò” la prua, che era alta circa 18 metri sul livello del mare e colpì la parte prodiera della nave (vedi foto autentica). Il comandante stesso descriverà quel momento “come se la nave fosse stata centrata da un colpo di cannone”. L’onda raggiunse il ponte di comando (a 25 metri dalla linea di galleggiamento) e il comandante, gli ufficiali di guarda e il timoniere furono investiti dalle schegge di vetro dei finestroni (spessi quasi due centimetri) che andarono in frantumi. Due passeggeri e un membro dell’ equipaggio, che si trovavano nelle cabine del ponte sottostante, persero la vita e vi furono una cinquantina di feriti. La nave riportò numerosi danni tra cui lo sfondamento del ponte frontale (distante più di 70 metri dalla estremità della prua) e la distruzione di un notevole numero di cabine, oltre all’avaria dei radar e di molte apparecchiature di navigazione. Questo tipo di onde vengono chiamate in gergo “onde canaglia” o onde anomale ed hanno la particolarità di avere il doppio dell’altezza media delle onde circostanti; per dare un’idea, durante una tempesta una onda media è di circa 12 metri mentre un’onda “canaglia” può raggiungere i 30 metri. Esse si formano quando due diversi fronti d’onda si incontrano con un certo angolo, generando il fenomeno dell’ “Onda Draupner” ovvero Onda del Nuovo Anno. Questo nome è dovuto alla piattaforma petrolifera Draupner E, posta nel Mare del Nord al largo delle coste norvegesi, che venne investita da una violenta tempesta proprio il 1º gennaio 1995, nel giorno di Capodanno. Queste onde, possono sviluppare pressioni fenomenali. Per darvi un esempio, un’onda di 3 metri esercita una pressione di 6 tonnellate per m² ma un’onda anomala di 30 metri può arrivare fino a 100 tonnellate!

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Sabato 13 aprile 2024

Il Vespucci continua la sua navigazione e, forse, a qualcuno sono fischiate le orecchie … durante la giornata conclusiva della terza edizione del Summit Nazionale sull’Economia del Mare “Blue Forum”, intitolata “Investiamo nell’Economia del Mare” e tenuta a Gaeta dal 10 al 13 aprile 2024, la Fondazione Premio Atlantide ha premiato l’Ammiraglio Sergio Liardo, Vice Comandante del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, e l’Ammiraglio Massimiliano Lauretti Capo del 3 reparto dello Stato Maggiore della Marina. Il direttore di Ocean4future, Andrea Mucedola, che ha consegnato questi importanti riconoscimenti, ha sottolineato la meritoria opera della Marina Militare in tutte le sue componenti nelle attività atte a preservare la legalità e la libera navigazione in un Mar Mediterraneo sempre più allargato, sempre al servizio del sistema Paese. Ed è stato proprio durante questo simpatico evento che è stata citata dall’Ammiraglio Lauretti l’attuale campagna dell’Amerigo Vespucci, ambasciatore del nostro Paese in tutti i mari del mondo che tornerà in Italia nel 2025.

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I marinai, si sa,  sono degli inguaribili romantici e ricordano che oggi, ovvero il 13 aprile di ogni anno, viene celebrata, quasi in tutto il mondo, la Giornata Internazionale del Bacio. Questa data è stata scelta per ricordare il bacio più lungo della storia, che durò 46 ore 24 minuti e 9 secondi. Il record fu stabilito in quel giorno del 2011, durante una gara, da una coppia thailandese. La stessa coppia si superò due anni dopo (il 6 luglio 2013) baciandosi per ben 58 ore 35 minuti e 58 secondi di fila. Una curiosità, nel porto di Civitavecchia (Roma), possiamo vedere la statua del “Bacio della Memoria di un Porto” … 

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Esattamente 7 anni fa, il 13 aprile 2017 viene diffusa dalla NASA la foto che vediamo in figura. Lo scatto arriva da 1,4 miliardi di chilometri di distanza, dalla sonda spaziale Cassini, lanciata 20 anni prima (nel 1997) per l’esplorazione di Saturno, le sue lune e i suoi anelli. Si tratta della Terra e della Luna, riprese tra gli anelli di Saturno che appaiono come due minuscoli punti di luce nel buio dell’universo. La Terra in quel momento mostrava la parte meridionale dell’Oceano Atlantico e alla sua sinistra (più visibile se si effettua uno zoom sulla foto) si vede la Luna. La suggestiva immagine è ripresa tra gli anelli A (in alto) e F di Saturno, con la luce del Sole che si riflette su quest’ultimo. La sonda Cassini, nata dalla collaborazione tra NASA e Agenzie Spaziali europea 🇪🇺 e italiana, aveva tra i suoi compiti quello di «bucare» gli anelli e l’atmosfera del pianeta per analizzarne la composizione. La missione terminò il successivo 15 settembre quando la sonda fu inviata nell’atmosfera superiore di Saturno e distrutta per evitare ogni rischio di contaminazione delle lune di Saturno da parte di microrganismi terrestri eventualmente presenti sulla sonda.

Domenica 14 aprile 2024

Nave Vespucci è in navigazione nell’ Oceano Pacifico. Anche oggi ricordiamo un evento avvenuto qualche anno fa … il 14 aprile 1912. Mi riferisco al celebre transatlantico RMS Titanic che, durante il suo viaggio inaugurale, da Southampton a New York, alle 23. 40 (ora di bordo) di quella tragica domenica entrò in collisione con un iceberg. L’impatto provocò l’apertura di alcune falle sotto la linea di galleggiamento, allagando 5 compartimenti stagni, il gavone di prua, tre stive e un locale caldaie; due ore e 40 minuti più tardi il transatlantico si inabissò spezzandosi in due. Come ricorderete, nel naufragio persero la vita 1.518 persone; solo 706 persone riuscirono a sopravvivere, alcune sopravvissute all’acqua gelida dopo ore.

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Un’altra curiosità

L’immagine è la foto scattata da padre Frank Browne l’11 aprile 1912 appena sbarcato dal Titanic al termine della 1^ tratta da Southampton a Queenstown. Osservando attentamente la vetta del quarto fumaiolo vi si nota un piccolo puntino nero. Durante lo scalo a Queenstown un marinaio ebbe l’idea di scalare, forse per scherzo, il quarto fumaiolo con l’intento di spaventare i passeggeri in procinto di partire. La comparsa inattesa di questa figura, tutta nera, fu interpretata da alcuni come una visione diabolica e portatrice di cattivi presagi… tra l’altro, il quarto fumaiolo del Titanic aveva una funzione puramente estetica e costituiva solamente un condotto di ventilazione. Molte immagini (vedi riquadro) riportano la nave con tutti e quattro i fumaioli attivi ma è un falso: il quarto non avrebbe mai potuto espellere i fumi creati dal funzionamento delle caldaie.

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Lunedì 15 aprile 2024

Nave Amerigo Vespucci continua la sua rotta nord costeggiando le coste pacifiche. Come passano le giornate i marinai? Tra i turni di guardia, il personale passa le giornate nelle sale interne. La temperatura esterna è fredda e le comunicazioni con l’esterno sono limitate (assenza di segnale televisivo o dei cellulari) … si leggono libri e si guardano film … in attesa della prossima destinazione, Valparaiso (Cile), che sarà raggiunta il 28 di aprile.

Paolo Giannetti

 

Note
1 sull’impresa di Magellano si rimanda a questo articolo Fernão de Magalhães, Ferdinando Magellano, l’Uomo che ha fatto incontrare l’Est con l’Ovest • (ocean4future.org)

 

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