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livello elementare.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: II – I SECOLO a.C.
AREA: MAGNA GRECIA
parole chiave: Taranto
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Al 123 a.C. risale la fondazione di una colonia romana voluta da Gaio Sempronio Gracco, tribuno della plebe, che sfruttò il territorio confiscato dallo stato romano creando una colonia, Neptunia, presso Tarentum. Di fatto la comunità greca e colonia romana confluirono poi, dopo l’89 a.C., in un’unica struttura amministrativa, un “municipium” che segnò l’omologazione completa di Taranto nell’Italia romana.

Ottaviano Augusto fu a Taranto nel 37 a.C. per incontrare Marco Antonio, nell’occasione della stipula di uno storico patto. In questo periodo la città venne fornita di un acquedotto e di un anfiteatro.
Purtroppo niente rimane dell’anfiteatro romano che un’infausta decisione comunale agli inizi del novecento decise di seppellire sotto un costruendo mercato coperto. Poco e niente dell’acquedotto i cui resti sono nella città nuova, da non confondere con quanto è ancora oggi visibile nel rione Tamburi, di epoca medioevale.

Mosaico pavimentale romano a squame con balza decorata a onde correnti, I sec. a.C. – I sec. d.C. Museo Archeologico di Taranto. La città romana. Sala XVI, Inventario 37403 – Autore Fabrizio Garrisi
I Romani, tuttavia, evitarono, nei commerci con l’Oriente, la navigazione nel mar Jonio e quindi nel Golfo di Taranto. Grazie all’uso di navi di grande stazza, le rotte commerciali andavano, infatti, da Ostia, da Pozzuoli e da Napoli direttamente al Mar Egeo ed al Mar di levante. Solo Il Mar Piccolo continuò ad avere notevole importanza sia per la produzione del bisso che della porpora. I confini della città si estesero, ad ogni modo, all’attuale borgo : durante i lavori di scavo per la costruzione dell’arsenale militare nei pressi della cala S. Lucia vennero alla luce i resti dell’antico porto e di costruzioni romane.

un esemplare di Pinna nobilis (detta comunemente nacchera) con il bisso, una sorta di seta naturale marina ottenuta dai filamenti secreti da questa specie di molluschi bivalvi marini endemica del Mediterraneo, purtroppo a rischio di estinzione. Il bisso veniva sfruttato già a partire dall’età del ferro come fibra per tessuti commercializzata in tutto il Mediterraneo durante il I millennio a.C. Pinna nobilis shell & byssus cropped.jpg – Wikimedia Commons
Il I sec. a.C. sembra essere stato caratterizzato da una sopravvivenza difficile per la città e solo verso la sua fine si registrò una certa ripresa. Nel periodo neroniano Taranto venne scelta come destinazione di veterani di guerra che avevano militato in diverse legioni, tra cui la V Macedonica, la XII Fulminata e la IIII Scitica. Nella città, forse all’epoca di Traiano, fu costruito il complesso delle terme Pentascinenses. In età tardo antica, il centro mantenne un buon livello di vita urbana e nel IV secolo d.C. si restaurarono le terme. La storia di Taranto, dopo la caduta dell’Impero d’Occidente, rimase avvolta in una foschia piuttosto impenetrabile; dopo tanto splendore lo stato di decadenza in cui essa si abbandonò fu lungo ed inesorabile.
Francesco Scarpetta
articolo basato sullo studio dell’autore pubblicato originariamente sulla Rivista Marittima e in parte rivisto per ragioni editoriali
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