10 giugno: una ricorrenza per festeggiare la Marina militare italiana sempre più proiettata verso il futuro

Andrea Mucedola

10 Giugno 2023
tempo di lettura: 7 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: MARINA MILITARE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: ANALISI
parole chiave: Festa della marina militare italiana, Premuda

 

Tradizionalmente il 10 giugno si festeggia la Festa della Marina Militare italiana, in memoria dell’impresa di Premuda, avvenuta nella I guerra mondiale quando due unità minori italiane, i MAS 15 e 21, penetrarono all’interno di una possente formazione navale austriaca, affondando la corazzata austro ungarica Szent Istvan.

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Affondamento della corazzata austriaca Santo Stefano, alba 10 giugno 1918 – Fonte cartolina postale 1920 – Autore della Fotografia non identificato. Si ritiene possa essere un membro dell’equipaggio della SMS Tegetthoff Affondamento Santo Stefano.jpg – Wikimedia Commons

Abbiamo raccontato questo evento numerose volte e quest’anno voglio unire, al suo ricordo, alcune riflessioni basate sulla recente edizione di SEA FUTURE, un Evento arrivato ormai alla sua ottava edizione, dedicato al settore marittimo nel panorama della Difesa italiana che ha coinvolto specialisti del settore navale e della subacquea svolti all’interno della base navale dal 5 al 8 giugno. Con la presenza di numerosi stand ed importanti pannelli, SEAFUTURE ha finalmente posto un accento sulla dimensione subacquea, che finalmente è stata riscoperta nella sua importanza dopo un apparente stato di “quiescenza” legato all’attenzione verso gli altri domini.

In realtà, in ambito della Difesa, e in particolare nelle marine militari, il dominio subacqueo non aveva mai perso la sua importanza e, dal termine della seconda guerra mondiale, nei Centri di ricerca di tutto il mondo la ricerca aveva proseguito con lo sviluppo di sensori sempre più efficienti, meno impattanti verso l’ambiente marino e, nel tempo, sempre più integrati in un contesto ormai divenuto quadridimensionale che vede il traffico marittimo sempre più suscettibile di attacchi non solo da parte di nazioni avversarie ma anche di gruppi terroristici o criminali.

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l’Amerigo Vespucci si specchia nelle acque dell’Arsenale di La Spezia photo credit @Giancarlo DeLeo

Alle tradizionali tre dimensioni fisiche, terra, mare e aria, si è aggiunta quella impalpabile ma non meno sensibile del mondo cibernetico. Attacchi cyber sono all’ordine del giorno e possono essere effettuati da attori che operano nella 4 dimensione con operazioni che vanno da attacchi di cyberterrorismo intesi a disabilitare infrastrutture critiche, come reti energetiche, trasporti, operazioni governative allo scopo di danneggiare a diverso livello infrastrutture critiche e sistemi computerizzati connessi tra loro entro i confini del cyberspazio della propria o di altre nazioni sia per motivi politici che criminali. Che alle minacce tradizionali si sia aggiunta quella Cyber in campo marittimo è cosa nota sin dal 2017. Dell’argomento ne avevamo parlato in questo articolo, Sicurezza marittima: la minaccia cyber nel III millennio • (ocean4future.org), a cui si rimanda per maggiori informazioni.

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Il pericolo è presente e subdolo, colpendo tutti i settori marittimi, da quelli gestionali a quelli operativi, cosa che ha spinto tutte le marine ad aumentare le loro capacità di contrasto per proteggere i mezzi aeronavali di superficie e subacquei e, recentemente anche le infrastrutture che ruotano nel dominio marittimo, dai porti alle condotte sottomarine minacciabili sia da un punto di vista fisico (con attacchi condotti con sommozzatori o mezzi autonomi) che cibernetico. Non a caso la Marina Militare italiana ha avviato recentemente un complesso percorso evolutivo in cui la prima fase si è conclusa con l’esercitazione CHIRONEX 2023-1, tenutasi lo scorso aprile nell’ambito dell’esercitazione Mare Aperto 23-1, per valutare la resilienza agli attacchi cibernetici e le capacità operative maturate nel cyberspace in ambito Difesa.

Non ultimi gli sforzi per contrastare la minaccia nel dominio subacqueo, non più legato solo ai sistemi d’arma tradizionali, come siluri, mine e sommergibili, ma anche a mezzi di nuova generazione, totalmente autonomi, impiegabili in compiti differenziati che spaziano dalle attività di intelligence a quelle di attacco ad infrastrutture sensibili subacquee come i cavi di comunicazione e le pipeline. Attività che, per il potenziale impatto, sono già monitorate dalla marina militare con la Componente della Squadra navale specialistica di guerra di mine (COMFORDRAG), specializzata nella ricerca di oggetti offensivi sul fondo marino, e del COM.SUB.IN. con gli operatori del G.O.S.

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Il Paolo Thaon di Revel (distintivo ottico P 430) è un pattugliatore d’altura della Marina Militare italiana, prima unità della classe navale designata come pattugliatori polivalenti d’altura (PPA). Consegnato alla Marina militare italiana nel Marzo 2022, nell’agosto con a bordo un elicottero organico (SH-90A), è stato impegnato nell’area del Golfo Arabico-Stretto di Hormuz quale flagship dell’operazione AGENOR, il pilastro militare della missione European-led Maritime Awareness in the Strait of Hormuz (EMASoH), con lo scopo di assicurare la sicurezza della navigazione e il libero transito nella regione – photo credit @Giancarlo De Leo

Oggi, 10 giugno, festa della marina militare ritengo sia giusto quindi dare uno sguardo anche verso il futuro, sottolineando alcuni degli aspetti evidenziati e proposti durante questa importanze manifestazione. SEAFUTURE, arrivata alla sua ottava edizione, è stata inaugurata dal ministro della Difesa Guido Crosetto che ha sottolineato … il dovere di salvaguardare le vie di comunicazione marittime, l’approvvigionamento energetico, il trasporto delle merci, la pesca, le infrastrutture sottomarine ed era accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di squadra Enrico Credendino.

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Il ministro Guido Crosetto all’inaugurazione – photo credit @Giancarlo DeLeo

La manifestazione ha compreso diversi eventi tra cui tre pannelli tenutisi sia all’interno dell’Arsenale militare di La Spezia che a bordo della nuova fregata Marceglia e dell’inossidabile nave scuola Amerigo Vespucci. Senza entrare in merito agli argomenti trattati, che saranno sicuramente oggetto di articoli specialistici, durante l’Evento sono state evidenziate le nuove potenzialità oggi disponibili per contrastare le sfide nel dominio subacqueo del III millennio. Di particolare interesse, oltre che per il pubblico specialistico, la conferenza tenuta dall’ammiraglio comandante dell’Istituto Idrografico a bordo del Vespucci che ha illustrato le “New technologies for the ocean mapping”.  

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Il pannello su Nave Amerigo Vespucci sulle nuove tecnologie per la mappatura degli oceani – photo credit @Giancarlo DeLeo

L’importanza dell’innovazione per le marine militari
Come abbiamo trattato in numerosi articoli la sempre maggiore importanza della marittimità nel III millennio è legata principalmente a tre fattori intimamente legati: l’evolversi di un mondo multipolare altamente competitivo (di cui stiamo assaporando purtroppo le prime drammaticità), gli sviluppi tecnologici in un mondo (in cui la forbice sociale fra i diversi Paesi è sempre più ampia) e le sfide legate alle risorse energetiche e di sopravvivenza. Questi fattori sono affetti in diversa misura dai cambiamenti climatici che, per la loro caratteristica, perdureranno ancora per molti decenni, cambiando il mondo in cui viviamo. 

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lo stretto di Hormuz, uno dei più importanti choke point per il traffico mercantile – autore Jacques Descloitres, MODIS Land Rapid Response Team, NASA/GSFC la via di Hormuz.jpg – Wikimedia Commons

Di conseguenza, la competizione fra gli Stati si estende sempre di più nel dominio marittimo, concentrandosi sui choke point vitali per il traffico marittimo e su regioni un tempo non accessibili a causa delle variazioni ambientali. Basti pensare all’High North, con lo scioglimento dei ghiacci che apre nuove vie di comunicazione marittime ma anche la possibilità di estrazione di enormi risorse dai fondali marini. I contenziosi attuali e futuri non si limiteranno quindi a questioni solo legali ed attività di guerra fredda sono già riapparse nella cronaca: dal danneggiamento del North stream russo alle missioni occulte di spionaggio in acque svedesi nel Baltico. Un tempo patrimonio delle forze speciali marittime, l’impiego di mezzi autonomi, altamente specializzati, è ora divenuto una realtà e già si parla di sistemi offensivi autonomi che trasformerebbero i possibili conflitti in guerre altamente tecnologiche in mano a macchine sempre più intelligenti grazie agli sviluppi dell’AI. L’importanza del settore subacqueo, evidenziato in campo nazionale dalla nascita del Polo della Subacquea con sede a La Spezia, evidenzia quanto questi aspetti siano di vitale importanza anche per il nostro Paese per assicurare il controllo navale di superficie e subacqueo delle rotte di nostro interesse economico. Come evidenziato dal Sottosegretario di Stato alla Difesa Matteo Perego di Cremnago al SEAFUTURE:  

– l’80% circa del commercio mondiale transita via mare e i sottomarini rappresentano ancora uno strumento di interdizione efficace per interromperne il flusso grazie alla loro capacità di operare in maniera silente e segreta;

– i fondali marini offrono significative risorse naturali: oltre al gas e il petrolio, che già sfruttiamo, vi si trovano riserve di minerali preziosi per le tecnologie attuali e future;

– gas e petrolio vengono ancora trasportati grazie a gasdotti e oleodotti sottomarini assicurando quindi il flusso vitale per i Paesi industrializzati;

– non ultimo il flusso dati che dipende dai cavi sottomarini su cui giornalmente si muovono circa 10 trilioni di dollari.

A questo punto è pienamente giustificato l’interesse nazionale verso il polo della subacquea in cui l’Italia, voglio ricordare, è stata sin dal secolo scorso leader in molti settori. Lo sforzo congiunto della Difesa e, in particolare, della Marina Militare italiana, con il concorso dell’industria nazionale va quindi inteso come un living effort, non finalizzato al singolo progetto ma ad un adeguamento continuo dei mezzi e delle normative con uno sforzo le cui ricadute non sono da immaginarsi solo nell’ambito militare ma anche economico del Paese.

Oggi 10 giugno, nel portare a tutti i marinai di ieri e di oggi il ringraziamento per la loro continua e silenziosa opera a favore del Paese, vogliamo sottolineare come la tranquillità del nostro futuro si basa sulle scelte di oggi. La Marina militare italiana ha bisogno di continuare il suo programma di ammodernamento e innovazione in un mondo che, come sottolineato al SEAFUTURE, cambia velocemente e gli interessi saranno sempre più scottanti in una lotta per la sopravvivenza che non si limiterà al Mediterraneo ma si estenderà a tutti gli Oceani.

Viva la Marina, viva l’Italia.

 

in anteprima, cosa ci riserva il futuro? photo credit@Giancarlo Deleo

si ringraziano per i validissimi contributi inviati l’ingegnere Giancarlo Poddighe, il generale Giuseppe Morabito, l’ammiraglio Fernando Cerutti e l’architetto Giancarlo DeLeo presenti a diverso titolo all’Evento

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