tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: IMPIEGO MAMMIFERI MARINI
parole chiave: delfini, CIA, ONR 

 

Molti di noi ricorderanno nella loro infanzia un appuntamento televisivo immancabile del pomeriggio, con i telefilm di flipper, un simpatico delfino che nuotava tra mille avventure nelle calde acque della Florida. Il delfino dimostrava la sua intelligenza rubando il podio ai quadrupedi di altre serie. Erano gli anni ’60, in piena guerra fredda, quando venivano distribuiti opuscoli su come proteggerci sa un attacco atomico e in Europa la NATO costruiva la sua struttura di difesa per proteggere l’Occidente dalle armate del Patto di Varsavia.

Dagli archivi declassificati della CIA
Nell’ambito della declassifica dei documenti segreti di quegli anni, hanno suscitato una certa curiosità quelli della più famosa  agenzia di intelligence statunitense, la Central Intelligence Agency (CIA) che, in grande segreto stava sperimentando quei mammiferi marini con compiti paramilitari. Nel 2019, la declassifica di migliaia di documenti, tutti ormai ritrovabili sulla rete in quanto aperti, ha descritto in dettaglio gli esperimenti del “Progetto OXYGAS“, un progetto segreto con lo scopo di addestrare i tursiopi in ruolo offensivo contro le navi nemiche.

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Dai documenti emerge che la CIA utilizzò inizialmente due delfini catturati in mare, addestrati da un team di biologi e specialisti. Nel novembre del 1964, l’Office of Research and Development (il braccio di ricerca e sviluppo della CIA) si dimostrò cautamente ottimista. I problemi che erano sorti erano di comunicazione tra gli addestratori ed i delfini che comportavano molti fallimenti. In realtà l’addestramento era piuttosto elementare e prevedeva solo la “messa in acqua” tramite una slitta, del delfino ed il suo invio fino al bersaglio. Giunto in prossimità dello stesso, il delfino avrebbe dovuto rilasciare il suo carico utile contro lo scafo dello stesso e poi rientrare sul gommone. In particolare, nel rapporto del 2 novembre del 1964 fu evidenziato che si era giunti al punto di passare dalla sperimentazione allo sviluppo di sistemi operativamente impiegabili. E’ interessante notare che i documenti della CIA non menzionano mai specifici tipi di ordigni esplosivi, ma si può presumere che l’agenzia probabilmente prevedeva di utilizzare dispositivi convenzionali come le mine limpet derivate dallo sviluppo delle cariche trasportate dai sommozzatori durante la seconda guerra mondiale.

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Nel dicembre 1964, il Maritime Branch, il Dipartimento della CIA responsabile delle operazioni marittime e costiere, incominciò ad interessarsi su come impiegarli ovvero come trasferire un delfino addestrato da e verso una parte lontana del mondo per completare una missione. La soluzione per l’impiego finale fu l’utilizzo di una barca speciale per mettere i delfini in acqua e poi recuperarli a fine missione fuori dall’acqua. Dopo un primo test del gennaio del 1965, un documento del febbraio 1965, riferì che i due delfini erano ora in grado di effettuare regolarmente delle “consegne” simulate …”. Questa seconda fase del programma fu però ritardata da un aspetto comportamentale: gli animali selvatici sono di natura … bizzarri e i delfini non risultarono particolarmente affidabili. 

La CIA chiese quindi all’Office of Naval Research (ONR) della Marina statunitense una consulenza. Un mese dopo, il capo Divisione Scienze della vita dell’ONR riferì che effettivamente i delfini mostravano più interesse a compiacere i loro addestratori, ignorando altri elementi sul campo. In altre parole preferivano giocare, pur eseguendo i compiti con grandi capacità,  piuttosto che portare a termine le loro missioni. 

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L’imbracatura a cono che teoricamente potrebbe permettere ai delfini di trasportare carichi utili, compresi ordigni esplosivi

La CIA rimase positivamente impressionata dalle capacità dimostrate dai delfini e immaginò (vedi report sottostante del 21 maggio 1965) un loro possibile impiego anche in compiti di ricognizione portuale e costiera attraverso mezzi fotografici, raccolta di informazioni elettroniche e posizionamento di boe sonar, acustiche e sismiche nonché sensori per il rilevamento in acqua di elementi radioattivi rilasciati nell’atmosfera da un’esplosione nucleare. Questo era particolarmente importante all’epoca dato che anche la Cina aveva condotto il suo primo test nucleare.

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Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è cia-dolphin-2.jpgNel 1967, il Technical Requirements Board della CIA raccomandò di modificarne l’impiego per la raccolta di informazioni. Nel loro nuovo ruolo, i delfini avrebbero dovuto recuperare oggetti lasciati in acque poco profonde o galleggianti vicino alla riva da agenti sul terreno e portarli poi alla barca base. Di fatto, nel settembre 1967 il supporto della CIA al progetto OXYGAS iniziò a esaurirsi e, nonostante fosse emersa la possibilità di un programma congiunto Dipartimento della Difesa/CIA, nel 1970, la CIA decise di azzerare completamente i finanziamenti per il programma sui delfini.

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Un marinaio assegnato all’unità mobile 1 per l’eliminazione degli ordigni esplosivi lavora con un delfino tursiope prima di un esercizio di addestramento notturno. EODMU-1 ancora oggi opera con i delfini tursiopi come mezzo per localizzare e marcare le mine che si trovano sul fondo del mare, nella colonna d’acqua o in acque poco profonde – photo credit Specialista MC 2a classe Joshua Scott /DVIDS

Nel frattempo, la Marina statunitense continuò il proprio programma sui mammiferi marini, abbandonando le tipologie di missioni offensive sperimentate in Vietnam, e dedicandosi alla ricerca delle mine subacquee, di fatto sfruttando la capacità naturale dei delfini di identificare oggetti di forme diverse sotto il sedimento.

Fedeli dopo 60 anni
Negli anni ’90 conobbi il comandante di uno dei centri di addestramento dei delfini impiegati nelle contro misure mine e mi raccontò un episodio divertente. Nella marina americana era nato un detto che la differenza tra un Seal (incursori della USN) ed un delfino era che i secondi erano sempre sul posto di lavoro ogni mattina e … sobri. Però avvenne un fatto curioso … una mattina gli addestratori fischiarono per chiamare i due delfini che vivevano in mare in una grande recinzione … praticamente liberi di razzolare nella loro area marina. Nonostante i tentativi i due delfini non si presentarono all’appello. Ovviamente gli istruttori si preoccuparono, pensando di tutto, che si fossero ammalati, che fossero stati rubati da una potenza straniera … fino a quando, al vicino delfinario,  vennero trovati due delfini maschi in più.

In realtà i due delfini, da buoni marinai, avevano trovato compagnia con due delfine del vicino parco giochi marino … e avevano quindi saltato l’appello. La cosa curiosa fu che gli istruttori non fecero in tempo ad andarli a riprendere perché i due tursiopi si presentarono puntuali, ad ora di pranzo (anche se dopo due giorni), alla base. 

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Torneremo a parlare dei mammiferi marini che in molte marine, da ormai sei decenni, stanno continuando a servire fedelmente le loro marine di appartenenza, sobri al mattino ma con qualche scappatella ogni tanto.

Andrea Mucedola

 

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