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NO PLASTIC AT SEA

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Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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  Address: OCEAN4FUTURE

ADSW e COP: “Due sigle, una speranza” … ma il rischio per il clima mondiale continua

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: AMBIENTE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: ONU
parole chiave: sostenibilità, futuro prossimo, Abu Dhabi

 

Facciamo un focus sul principale “evento climatico” del Medio Oriente, iniziato il 15 gennaio 2022, nella Settimana della Sostenibilità 2022 di Abu Dhabi (ADSW).
Nella regione al centro della produzione mondiale di idrocarburi, migliaia di delegati, sia di persona che virtualmente, si riuniranno per discutere e esporre le ultime teorie, a livello mondiale, in merito a come risolvere il problema globale del cambiamento climatico, come promuovere al meglio l’innovazione verde e come migliorare le pratiche sostenibili dal punto di vista ambientale.

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Eventi come questo, che si svolgerà dal 15 al 19 gennaio 2022, consentono agli attori nei mondi degli affari, politica, diplomazia, di capire come si inserisce la loro specifica area di interessi in un quadro più ampio a livello internazionale. Per gli esperti e gli organizzatori c’è bisogno che tutte le aree della società siano orientate verso la sfida del cambiamento climatico.  Si auspica che opportunità come questa siano di promozione alla condivisione delle conoscenze necessarie per rendere una realtà, e non un miraggio, la riduzione dell’utilizzo dei fossili per la produzione dell’energia.

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I padroni di casa, gli Emirati Arabi, si sono attivati per dimostrare come l’innovazione necessaria per il cambiamento climatico sia una grande opportunità per dirigere economie e mercati in un’area più verde e più sostenibile. Nel presentare l’evento le personalità degli Emirati, incaricate di seguire i vari aspetti dei cambiamenti climatici, hanno indicato come i prossimi anni  siano “fondamentali” affinché il mondo “lavori insieme a livello politico, economico e industriale per accelerare l’azione progressiva per contenere le variazioni del  clima”.

Un approccio importante da parte di un Paese grande produttore che si posiziona in prima linea nel favorire l’innovazione verde, piuttosto che rifuggirla. Inoltre, è altresì importante il fatto che il governo emiratino guiderà il numeroso gruppo di leader e capi di stato mondiali nella ricerca di soluzioni praticabili  per affrontare le sfide climatiche.

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Queste soluzioni spaziano dalla transizione energetica alla finanza verde, consentendo l’innovazione tecnologica e unendo il settore privato e quello pubblico.  In sintesi, per qualche giorno, Abu Dhabi diventerà il centro del pensiero globale su come il mondo potrebbe raggiungere gli ambiziosi traguardi posti nelle conclusioni della COP26 e dell’Accordo di Parigi sul clima.

L’ADSW è anche il primo evento climatico organizzato dagli Emirati in preparazione della Conferenza sui Cambiamenti Climatici (COP 28) che si terrà in quel paese nel 2023.
Oggi è importante mettere in evidenza che se l’insieme dei paesi sunniti, produttori di idrocarburi, che si affacciano sul Golfo Arabico sarà proattivo e impegnato, questo potrebbe effettivamente rivelarsi quale un punto di svolta nella transizione energetica globale e in una più ampia lotta contro il cambiamento climatico. Con le risorse a loro disposizione, paesi come gli Emirati Arabi hanno molto da offrire e riunire leader mondiali, diplomatici, responsabili politici, imprenditori e capitani d’industria è un’ottima base di partenza.

Prima di esaminare un dettaglio importante per il Golfo Arabico bisogna ricordare due cose.

La prima è che i presidenti di paesi come Russia e Cina Popolare hanno deciso di non partecipare alla CPO 26 tenutasi lo scorso anno a Glasgow nonostante che i governi di Mosca e Pechino siano chiamati a svolgere un ruolo chiave nella lotta ai cambiamenti climatici.

La seconda è che l’Egitto organizzerà la COP 27 nel novembre 2022 a Sharm El-Sheikh.

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Come noto nel Golfo Arabico la storica rivalità tra i paesi sunniti e l’Iran non accenna a ridurre il proprio livello di conflittualità e pone grossa preoccupazione il fatto che la dirigenza iraniana continui a discutere con la Cina Popolare dell’approfondimento delle loro reciproche relazioni economiche e della loro cooperazione. A tal riguardo, Pechino ha firmato un accordo di cooperazione strategica di 25 anni con l’Iran nel 2021. Questo apre a progetti energetici e infrastrutturali iraniani e agli investimenti della Cina Popolare in cambio della regolare fornitura di petrolio e gas naturale.

Nel 2021 le consegne di petrolio iraniano alla Cina Popolare sarebbero state in media di quasi 900.000 barili al giorno ovvero 309 milioni all’anno 2021.  Questo costituisce una palese violazione delle sanzioni internazionali

Inoltre, il presidente iraniano Raisi si dovrebbe recare in Russia, che, come la Cina Popolare, si è dimostrata disposta a impegnarsi in attività di cooperazione tra i due paesi e lavorare su infrastrutture congiunte e progetti energetici. L’impegno ad alto livello del presidente iraniano con i governi russi e cinesi potrebbe far pensare a un maggiore “allineamento” tra di loro nei colloqui a Vienna sul programma nucleare iraniano. Mettere i vari eventi in sistema metterebbe in evidenza una volontà opposta nel Golfo Arabico. Quella dei Paesi sunniti del Golfo, supportati dall’EU e USA, su una sponda, di combattere i cambiamenti climatici e, sulla sponda opposta, l’Iran che, forzando l’embargo, vende “energia fossile” alla Cina Popolare e alimenta in mercato mondiale del “fossile” tanto caro a Mosca.

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, e l’omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif, hanno siglato un patto di cooperazione “politica, strategica ed economica” della durata di 25 anni. La firma dell’intesa, che giunge dopo cinque anni di negoziati, è avvenuta a Teheran, prima tappa di un tour diplomatico mediorientale che lo porterà inoltre in Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Oman, con l’obiettivo di rafforzare i legami coi leader di una regione dall’enorme valenza strategica. Il documento prevedrebbe investimenti cinesi per circa 400 miliardi di dollari USA nei settori dell’energia e delle infrastrutture iraniane in cambio di un approvvigionamento stabile di petrolio e gas a prezzi competitivi. 

Ad aggravare la situazione c’è stato l’annuncio che il presidente di un grande produttore di petrolio come il venezuelano Maduro visiterà presto l’Iran. La visita avverrebbe a dimostrazione di  come  il Venezuela voglia allinearsi alle posizioni iraniane, in quanto, di  fronte alla crescente pressione occidentale su entrambi i paesi, l’Iran ha offerto al regime di Maduro, anche questo sottoposto a sanzioni, una considerevole assistenza materiale, inclusa la manutenzione delle raffinerie di petrolio venezuelane

La Casa Bianca ritiene Maduro e il suo governo responsabili di azioni che “minano” la democrazia e la mancanza di rispetto per i diritti umani nel paese

In conclusione, i buoni propositi dei partecipanti alla ADSW potrebbero purtroppo cadere nel nulla di fronte al perdurare delle posizioni di Russia e Cina Popolare e dei due paesi produttori che si pongono sotto le loro ali protettive … e intanto il surriscaldamento anomalo della terra continua!

Giuseppe Morabito

 

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