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Notizie dal pianeta rosso: Percy è atterrato ed inizia la sua missione

Reading Time: 6 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: ASTRONOMIA
PERIODO: XXI SECOLO 
AREA: MARTE
parole chiave: Mission MARS 2020, Perseverance

 

Un nuovo passo per la colonizzazione del pianeta rosso è iniziato. Perseverance, soprannominato Percy, un rover prodotto dal Jet Propulsion Laboratory, è atterrato ieri sera alle 21:55 (CET) su Marte dopo aver lasciato con il fiato sospeso per una decina di minuti decine se non centinaia di migliaia di persone che hanno seguito le ultime fasi sui media.

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Perseverance al Jet Propulsion Laboratory

Il rover Perseverance è stato progettato sulla base delle esperienze tecniche maturate con l’impiego dell’instancabile Curiosity, atterrato su Marte il 6 agosto 2012 ed ancora al lavoro. Un rover di successo che in oltre sette anni ha percorso sul pianeta rosso quasi 21 chilometri, inviando a Terra più di 600mila immagini.  Le differenze strutturali più evidenti di Percy sono il disegno delle sue ruote in alluminio, più spesse e resistenti, con una larghezza ridotta ed un diametro leggermente maggiore di 52,5 cm rispetto alle ruote di 50 cm di Curiosity. Questo ha comportato un peso maggiore del suo predecessore (circa il 14%) per un dislocamento totale di 1025 kg. Ma la differenza sostanziale con Curiosity la troviamo nel suo carico utile di strumentazione.

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Percy è equipaggiato con un braccio robotico articolato di oltre due metri di lunghezza che verrà utilizzato in combinazione con una torretta per analizzare i campioni geologici estratti dalla superficie marziana. Il generatore di corrente del rover (MMRTG) ha una massa di 45 chilogrammi ed utilizza 4,8 chilogrammi di biossido di plutonio come fonte di fornitura costante di calore che viene poi convertito in elettricità. Inoltre, sono incluse due batterie ricaricabili agli ioni di litio per soddisfare eventuali picchi di tensione, un ausilio energetico che dovrebbero assicurare una durata operativa di 14 anni. A differenza dei pannelli solari, l’MMRTG ne consentirà l’impiego anche di notte, durante le tempeste di polvere e durante la stagione invernale.

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La novità forse più intrigante è la possibilità di far decollare un piccolo drone, chiamato Ingenuity, provvisto di telecamere ed alimentato ad energia solare. Il drone ha un peso di 1,8 chilogrammi, e sarà testato per la stabilità del volo e per la sua capacità di fornire a Percy la rotta migliore nel cratere, per almeno trenta giorni. In attesa questa è la prima immagine arrivata alla NASA (la qualità non è buona perchè estratta dal video in diretta).

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Obiettivi della ricerca
Il rover Perseverance ha quattro obiettivi scientifici che supportano la missione  del Mars Exploration Program:

–  la ricerca dell’abitabilità: identificare ambienti passati in grado di supportare la vita microbica

– la ricerca di tracce biologiche di possibile vita microbica

– raccogliere campioni di roccia centrale e “suolo” e conservarli sulla superficie marziana

– testare la produzione di ossigeno dall’atmosfera marziana.

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Il rover Perseverance è decollato con successo dallo Space Launch Complex 41 dalla Cape Canaveral Space Force Station in Florida il 30 luglio 2020, nell’ambito della missione Mars 2020, a bordo di un veicolo di lancio Atlas V della United Launch Alliance. La missione ha impiegato circa sette mesi per viaggiare verso il Pianeta Rosso e, come da manuale, ha iniziato la sua discesa il 18 febbraio 2021, atterrando nel cratere Jezero per iniziare la sua fase scientifica.

La strumentazione del rover
La NASA ha prescelto numerosi strumenti scientifici che sono stati imbarcati sul rover per l’attuazione della sua missione:

  • Uno spettrometro a fluorescenza a raggi X per determinare la composizione elementare su scala fine dei materiali della superficie marziana.
  • Un sub surface radar (RIMFAX) che permette di “penetrare” nel terreno per visualizzare le diverse densità del suolo, strati strutturali, rocce sepolte, meteoriti e soprattutto rilevare eventuale ghiaccio d’acqua sotterraneo e acqua salata fino alla profondità di 10 metri.
  • Un set di sensori ambientali (MEDA) fornito dal Centro de Astrobiología spagnolo che misurano temperatura, velocità e direzione del vento, pressione, umidità relativa, radiazioni e dimensioni e forma delle particelle di polvere.
  • Il Mars Oxygen ISRU Experiment (MOXIE), uno strumento che proverà a produrre una piccola quantità di ossigeno (O2) partendo dall’anidride carbonica, che sappiamo sia abbondante su Marte. Un esperimento importante per una eventuale missione di colonizzazione o per ottenere il carburante per le missioni di ritorno.
  • Il SuperCam, una suite di strumenti in grado di fornire immagini, analisi della composizione chimica e mineralogia in rocce e regolite (lo strato superficiale delle rocce e polveri marziane) anche a distanza.
  • Una versione aggiornata della ChemCam, già imbarcata sul rover Curiosity, ma ora con due laser e quattro spettrometri. Questo strumento è stato realizzato dallo sviluppo congiunto dei tecnici del laboratorio nazionale di Los Alamos, dell’Istituto di ricerca in astrofisica e planetologia (IRAP) francese, dell’Agenzia spaziale francese (CNES), delle Università delle Hawaii e di Valladolid (Spagna).
  • Il Mastcam-Z, un sistema stereoscopico di imaging.

 

Percy potrà, tramite uno spettrometro (SHERLOC per  Scanning Habitable Environments with Raman and Luminescence for Organics & Chemicals), un laser ultravioletto (UV) ed una fotocamera, effettuare la ricercare di sostanze organiche e minerali che potrebbero essere segni di una vita microbica passata. Anche se la NASA non si aspetta di trovare batteri su Marte, eventuali sostanze organiche sotto la sua superficie possono essere identificate utilizzando SHERLOC. In particolare, il suo funzionamento si basa sull’emissione di fotoni UV che possono interagire fortemente con molti materiali, specialmente quelli contenenti molecole organiche. Ciò si traduce in una maggiore sensibilità di rilevamento rispetto alle sorgenti laser ad infrarossi o anche a luce visibile. 

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Non ultimo, sul rover sono presenti un certo numero di telecamere che restituiranno immagini e video della sua attività e, per la prima volta, grazie all’utilizzo di due microfoni, registreranno tracce audio dal momento dell’atterraggio, e poi nel suo moto nel cratere e durante la raccolta dei campioni. Quindi non vedremo solo immagini ma potremo udire anche suoni dal pianeta rosso.

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Curiosità
La campagna della NASA “Send Your Name to Mars” ha invitato persone di tutto il mondo a inviare i loro nomi per salire virtualmente a bordo di Percy. Circa 10.932.295 persone hanno presentato i loro nomi ed i loro nomi sono stati stampati mediante un fascio di elettroni su tre chip di silicio delle dimensioni di un’unghia, insieme ai saggi dei 155 finalisti del concorso “Name the Rover” della NASA. I chip, attaccati a una piastra di alluminio, condividono lo spazio con una grafica raffigurante la Terra, Marte e il Sole. La piastra è stata poi montata su Percy il 26 marzo 2020. Ma forse la cosa più toccante è il fatto che la sonda, lanciata durante la pandemia COVID-19, porta con se su un disco posto sul rover che riporta il simbolo del serpente della medicina, in onore di tutti gli operatori sanitari che combattono ancora contro la pandemia. Ed ora attendiamo le prime immagini dal pianeta rosso. Go Percy.

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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