Emissioni di gas dal terreno … cosa fare? – Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia

Redazione OCEAN4FUTURE

26 Giugno 2025
tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: GEOFISICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: emissioni di gas
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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) italiano è uno dei più grandi Enti di ricerca europei. L’INGV opera nel settore delle ricerche geofisiche, sismologiche e vulcanologiche sul territorio nazionale avvalendosi delle sedi di Roma, Napoli, Milano, Palermo, Catania, Bologna e Pisa.

Pubblichiamo oggi una Geopagina, che riteniamo possa essere di interesse per molti. Le geopagine, per chi non le conoscesse, sono reperibili sul sito dell’INGV ed hanno scopi di formazione e divulgazione scientifica. Queste pagine sono promosse dall’INGV per le scuole e per il pubblico nel campo delle Scienze della Terra, progettando e realizzando materiale editoriale e multimediale che viene diffuso in occasione di mostre e manifestazioni culturali. La Geopagina che presentiamo oggi è stata realizzata dalla dottoressa Concetta Nostro del Centro Nazionale Terremoti dell’INGV  e riguarda un fenomeno, tutt’altro che raro: le emissioni di gas dal terreno.

Il 18 settembre 2001, 29 bovini al pascolo in località Cava de’ Selci (Marino), nei Colli Albani, sono morte asfissiate a causa dell’emissione di CO2 dal suolo … l’area laziale presenta numerose zone che presentano la possibilità di emanazioni 

Nelle aree vulcaniche e sismiche spesso si osservano rilasci improvvisi di gas dal suolo o da acquiferi in presenza di determinate strutture geologiche, come faglie e/o sistemi di fratture, in concomitanza di terremoti o in occasione di scavi effettuati per la realizzazione di pozzi. I gas naturali, quali l’anidride carbonica (CO2), il radon (Rn) e l’idrogeno solforato (H2S), migrano dal suolo, risalendo lungo piccole fratture, tubi e condutture, concentrandosi nelle parti basse delle abitazioni. L’anidride carbonica e il radon sono gas più pesanti dell’aria e, in mancanza di ventilazione, ristagnano in prossimità del pavimento. Inoltre il radon può essere rilasciato anche dalle pareti se queste sono costituite da rocce vulcaniche come i blocchi di lava o di tufo.

I gas che risalgono dal suolo possono formare bolle in acqua stagnante accumulandosi nelle depressioni e danneggiando la vegetazione. La presenza di questi gas può addirittura provocare la morte di piccoli animali per asfissia e mettere in serio pericolo la vita umana.

Effetti sulla salute della respirazione di anidride carbonica

Limiti di esposizione
(vol. % aria)
Effetti sulla salute
2 – 3 Inavvertiti durante il riposo, ma può esservi un marcato affanno sotto sforzo
La respirazione diventa più profonda e frequente durante il riposo
3 – 5 Il ritmo della respirazione aumenta. Esposizione prolungata provoca mal di testa
Respirazione molto faticosa, mal di testa, affaticamento, polso irregolare
7.5  Respiro affannoso, aumento del battito cardiaco, mal di testa, affaticamento, vertigini, debolezza muscolare, perdita delle capacità mentali, sonnolenza, ronzio negli orecchi
8 – 15 Mal di testa, vertigini, vomito, perdita di conoscenza seguita da morte se al paziente non viene immediatamente somministrato ossigeno
10  Deficienza respiratoria, perdita di conoscenza dopo 10 – 15 minuti
15 Concentrazione letale, esposizioni a livelli superiori a questa sono intollerabili
25 o più Con soli pochi respiri, si producono convulsioni, rapida perdita di conoscenza e morte

N.B.: negli ambienti di lavoro il livello tollerato è di 0,5 % per 8 ore ( direttiva Commissione UE 91/322)

Effetti sulla salute della respirazione di idrogeno solforato

Limiti di esposizione (ppm aria) Effetti sulla salute
20 Concentrazioni tollerabili per alcune ore senza effetti
50-60 Esposizione prolungata provoca faringiti, bronchiti e congiuntiviti
>150 Irritazioni al tratto respiratorio superiore; non si avverte più l’odore tipico dell’idrogeno solforato
250 Edema polmonare con rischio di morte
450 Concentrazione molto pericolosa; rischio di morte
>1000 Immediata perdita di conoscenza, intossicazioni acute, nausee, vomito, coma e cessazione del respiro con morte

N.B.: negli ambienti di lavoro il livello tollerato è di 10 ppm per 8 ore (direttiva Commissione UE 91/322)

Cosa fare?
– Ventilare i locali chiusi da molto tempo, come cantine, garage, lavatoi, prima di accedervi.

– Non utilizzare locali interrati e seminterrati per attività abitative, lavorative, ricreative e soprattutto per ricovero notturno; vietare l’accesso negli scantinati ai bambini, se non accompagnati da adulti.

– Dotare i locali interrati e seminterrati di un impianto di ventilazione forzata, per garantire un’adeguata circolazione dell’aria e impedire pericolosi accumuli di gas tossici negli ambienti chiusi.

– Evitare la permanenza prolungata in strutture depresse, eventualmente presenti all’esterno delle abitazioni (piscine vuote, canali di raccolta delle acque, cisterne interrate, pozzi, ecc.) e accedervi con grande prudenza, avendo l’accortezza che all’esterno della struttura vi sia qualcuno in grado di prestare l’eventuale soccorso.

– Segnalare con la massima urgenza al Comune di appartenenza situazioni potenzialmente pericolose per la salute pubblica, come la presenza di animali morti senza motivi apparenti, l’impossibilità di crescita, l’ingiallimento e il repentino appassimento di erba, alberi e piante, la fuoriuscita di gas da pozzi o scavi.

– Prendere queste semplici precauzioni può aiutare a convivere con il rilascio anomalo di gas e a prevenire situazioni pericolose ad esso connesse.

disegni e immagini INGV 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

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